Seconda guerra balcanica

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Seconda guerra balcanica
parte delle guerre balcaniche
Soldati serbi impegnati nella guerra.
Soldati serbi impegnati nella guerra.
Data 29 giugno - 10 agosto 1913
Luogo Penisola balcanica
Esito Netta sconfitta bulgara
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Bulgaria 500.000 Romania 450.000
Ottoman flag.svg 255.000
Serbia 220.000
Grecia 150.000
Montenegro 12.000
Totale: 1.087.000
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La seconda guerra balcanica (conosciuta in bulgaro come Междусъюзническа война, Meždusăjuzničeska vojna, Guerra tra gli alleati, in greco: Δεύτερος βαλκανικός πόλεμος, Dèfteros valkanikòs pòlemos, in rumeno: Al doilea război balcanic, in serbo: Други балкански рат, Drugi balkanski rat, in turco: İkinci balkan savaşı) fu un conflitto scatenatosi nella omonima penisola europea nel giugno del 1913 in seguito alla Prima Guerra Balcanica e fu una delle cause che avrebbero condotto alla Prima guerra mondiale.

Premesse e conflitto[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al trattato di Londra, firmato nella capitale britannica fra l'Impero ottomano e la Lega Balcanica (Regno di Serbia, Regno di Grecia, Regno di Bulgaria e Regno del Montenegro), la Turchia dovette cedere alle nazioni vincitrici tutto il territorio che si estendeva oltre la linea Enos-Midia, eccetto l'Albania, i cui confini e governo furono affidati alle potenze europee. Ma fu proprio questa spartizione delle spoglie europee dell'Impero ottomano a causare la seconda guerra balcanica.

Il Regno di Bulgaria, che non voleva riconoscere l'annessione della maggior parte della Macedonia alla Serbia, il 29 giugno del 1913 attaccò i suoi ex alleati della Lega Balcanica.

Dapprima Greci, Serbi e Montenegrini resistettero saldamente all'attacco dell'ex alleato bulgaro, passando in seguito all'offensiva. Dello scoppio di questo nuovo conflitto nei Balcani subito approfittarono gli Ottomani, che il 20 luglio1913 attaccarono la Bulgaria orientale riconquistando Adrianopoli, e i Rumeni, che, avanzando pretese sulla Dobrugia), scesero in armi contro i Bulgari e, passato il Danubio, si diressero a Sofia.

La Pace di Bucarest[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del Conflitto, il 10 agosto del 1913, dopo faticose trattative si raggiunse un accordo e a Bucarest fu firmata una pace, che avrebbe modificato profondamente la geografia politica dei Balcani

  • Al Montenegro venne ceduto qualche lembo dell'Albania settentrionale e la parte di Novi Pazar.
  • Alla Serbia venne raddoppiato quasi il suo territorio, annettendo quasi totalmente la Macedonia

La nascita di un nuovo Stato: l'Albania[modifica | modifica wikitesto]

Assetto confinario prima e dopo le guerre balcaniche
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi storia dell'Albania.

In seguito al termine della guerra e alla conferenza degli ambasciatori a Londra, l'Albania, almeno apparentemente, venne proclamata stato Indipendente, retta su un Principato Ereditario e Nazione neutrale. Fu una vera impresa trovare un sovrano per il nascente stato albanese: scartate le proposte di dare il trono al principe Ghica, si tentò di proporre la guida della nuova monarchia prima al marchese d'Auletta Giovanni V Castriota Scanderbeg, in seguito al principe Napoleone, figlio di Gerolamo e di Clotilde di Savoia, fu alla fine scelto il tedesco principe Guglielmo di Wied, fratello della Regina Elisabetta di Romania.

Le ripercussioni in Europa della Seconda Guerra Balcanica[modifica | modifica wikitesto]

Concluse dunque in questo modo, le due guerre balcaniche lasciavano i Balcani in una “pace” che aveva tutto l'aspetto di un armistizio di un conflitto in corso, che non dava un assetto definitivo alla situazione politica della penisola. Di tutti gli stati che parteciparono alla conferenza di pace di Bucarest, l'unico che ne uscì pienamente soddisfatto fu il Regno di Romania, che riuscì ad avere tutte le terre che si aspettava di ottenere.

La Grecia avrebbe voluto impadronirsi di una parte dell'Albania Meridionale e creare grattacapi all'Italia, nel tentativo di alimentare l'irredentismo nelle isole del Dodecanneso, che erano state annesse al Regno d'Italia nel 1912. Un grande malcontento nacque anche nel Regno di Montenegro, che avrebbe aspirato a mantenere il controllo su Scutari e altri territori, e nella Serbia.

La Bulgaria venne accusata dell'intenzione di voler togliere al Regno di Grecia la città di Salonicco e di voler privare la Serbia della Macedonia, e questi timori furono alla base di un trattato tra le due nazioni, per salvaguardarsi a vicenda in caso di un attacco bulgaro. Se si considera bene come vennero lasciate in sospeso alcune questioni nei Balcani in seguito alle due guerre è facile immaginare, soprattutto osservando la Serbia che non faceva mistero della sua ambizione di voler riunire tutti i popoli slavi sotto la propria corona, attirandosi le antipatie dell'Austria-Ungheria, come ben presto la situazione politica dell'area balcanica sarebbe stata una delle scintille che avrebbero dato luogo ad un conflitto in cui per la prima volta sarebbero state coinvolte tutte le grandi potenze europee, l'America e l'Asia: la Prima guerra mondiale.

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