Megali Idea

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Il progetto greco della Megali Idea; in verde chiaro sono evidenziati i territorio rivendicati dal governo greco fra il 1919 e il 1922

La Megali Idea (in greco Μεγάλη Ιδέα, "Grande Idea") fu un concetto del nazionalismo greco che esprimeva la volontà di annettere alla Stato ellenico tutti i territori abitati da popolazione di etnia greca sotto un unico grande Stato unitario, con Costantinopoli capitale al posto di Atene. L'Idea si riferiva al tentativo di recuperare i territori perduti dell'Impero bizantino e di liberare Costantinopoli, per secoli capitale spirituale dell'ellenicità e tuttora sede del Patriarcato ecumenico.

Con l'unificazione greca avvenuta nel 1821-1829, la Megali Idea giocò un ruolo maggiore nella politica estera greca, in primo luogo ad opera del primo ministro costituzionale di origine arumena, Ioannis Kolettis. Il progetto, rimasto un obiettivo politico primario per quasi tutti i governi greci fino al 1922, arrivò quasi a compimento con il Trattato di Sèvres, ma fu abbandonato al termine della Guerra greco-turca del 1919-1922.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini alla Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Dal primo dopoguerra all'abbandono del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Conferenza di pace di Parigi (1919), proposta greca sull'ampliamento territoriale dello Stato ellenico
Mappa della Megali Hellas («Grande Grecia») dopo il Trattato di Sèvres con la rappresentazione di Eleftherios Venizelos, un sostenitore della Megali Idea

Al termine della Prima guerra mondiale, l'Impero ottomano, alleatosi agli Imperi centrali, fu pesantemente sconfitto e fu costretto a firmare l'armistizio di Mudros e ad accettare il Trattato di Sèvres. A seguito della resa turca e dell'occupazione Italiana di Antalia, truppe greche, che avevano combattuto a fianco dell'Intesa, occuparono Smirne, e stabilirono il controllo greco su quest'area il 21 maggio 1919, seguito poi dall'istituzione di un protettorato il 30 luglio 1922. Nello stesso periodo, truppe inglesi, francesi e italiane procedevano all'occupazione di Costantinopoli.

Alla conferenza di pace di Parigi del 1919, il capo del governo greco, Eleftherios Venizelos, fece dunque pressione sugli Alleati per attuare il suo sogno di una "Grande Grecia", che avrebbe compreso l'Epiro settentrionale, la totalità della Tracia e la Ionia, recuperando così alcuni territori già appartenuti all'Impero bizantino e includendo Costantinopoli. Si sarebbe ricreato così il "nocciolo duro" dell'antico Impero con Costantinopoli capitale al posto di Atene.

Lo scoppio della Guerra greco-turca del 1919-1922, e la successiva disfatta militare greca, che porto' all'evacuazione di Smirne e della Tracia orientale, causarono la fine del progetto della Megali Idea. Lo scambio di popolazioni su base religiosa avvenuto fra Grecia e Turchia nel 1922 porto' alla fine della più che bimillenaria presenza greca in Anatolia. L'atto ufficiale che decretò l’abbandono dell'Idea fu, infine, il Trattato di Losanna del 1923, che determinò i confini attuali tra i due Stati.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicolas Svoronos, Histoire de la Grèce moderne, Parigi, PUF (Que Sais-Je?), 1964.
  • Fr. Rosen, Ο Ελληνικός Εθνικισμός και ο Βρετανικός Φιλελευθερισμός, Κέντρο Νεοελληνικών Ερευνών Ε.Ι.Ε., Atene, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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