Assedio di Kut

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Assedo di Kut
Kut1915.jpg
Data 7 dicembre 1915 – 29 aprile 1916
Luogo Kut al-Amara, Iraq
Esito vittoria dell'Esercito ottomano
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
31,000 31,000 - 41,000
Perdite
30,000 morti o feriti
13,000 prigionieri
10,000 morti o feriti
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

L'assedio di Kut al Amara (7 dicembre 1915 - 29 aprile 1916), conosciuto anche come prima battaglia di Kut, è un episodio della prima guerra mondiale quando una guarnigione di circa 8.000 soldati britannici e indiani vennero stretti d'assedio nei pressi di Kut (circa 150 km da Baghdad) da parte dell'esercito dell'Impero Ottomano.

Preludio[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 dicembre 1915 la sesta divisione dell'esercito indiano, guidato dal generale Charles Townshend, ritirandosi da Ctesifonte verso Bassora si attestò a Kut che offriva una buona posizione difensiva in quanto è contenuta all'interno dell'ansa di un fiume.

L'esercito ottomano, guidato dall'anziano generale tedesco Colmar Freiherr von der Goltz, arrivò a Kut il 7 dicembre 1915 e dopo tre attacchi iniziò a predisporre la costruzione di una serie di fortificazioni per cingere d'assedio la città. Il generale Townshend ordinò alla sua cavalleria, guidata dal colonnello Gerard Leachman, di fuggire verso sud e rimase a guidare la difesa del resto del contingente britannico.

L'inizio dell'assedio[modifica | modifica wikitesto]

Dopo quasi un mese di assedio, Townshend chiese aiuto al resto delle forze britanniche e 19.000 uomini, provenienti da Ali Gharbi e guidati dal generale Fenton Aylmer, gli vennero in soccorso.

Il 6 gennaio 1916, a circa 5 km da Sheikh Sa'ad, l'avanguardia delle truppe guidate da Aylmer si scontrò con l'esercito ottomano ma non riuscì ad avere la meglio nonostante l'arrivo, il giorno successivo, del resto della divisione.

La battaglia di Wadi[modifica | modifica wikitesto]

A fronte dell'offensiva britannica le forze ottomane si ritirarono di 16 km da Sheikh Sa'ad fino ad un affluente del Tigri e si attestarono sulle fonde del fiume (in arabo “Wadi”)

Il 13 gennaio 1916, Aylmer attaccò gli ottomani con tutte le sue forze costringendoli ad arretrare di circa 8 km ad ovest.

La battaglia di Hanna[modifica | modifica wikitesto]

Gli ottomani si assestarono a Umm El-Hanna, una stretta striscia di terra tra il Tigri e l'acquitrino di Suwaikiya. Nello scontro che seguì, i britannici subirono ingenti perdite (circa 2.700 tra morti e feriti).

L'assedio continua[modifica | modifica wikitesto]

Per dare manforte alle truppe di von der Goltz il comandante ottomano dell'intera regione Khalil Pasha decise di intervenire inviando oltre 20.000 uomini. L'8 marzo Aylmer fece un ulteriore tentativo di rompere l'assedio di Kut attaccando nei pressi di Dujaila ma ancora una volta venne respinto perdendo ulteriori 4.000 soldati. Dopo quest'ennesimo insuccesso, il 12 marzo 1916 Aylmer venne sostituito dal generale George Gorringe.

Gorringe, che poteva contare su circa 30.000 uomini (quanti i suoi nemici), tentò di scardinare le forze nemiche e il 5 aprile lanciò un'offensiva contro Fallahiyeh. Nonostante le molte perdite l'azione ebbe successo e Gorringe riuscì a occupare anche Bait Asia ma il tentativo di prendere and Sannaiyat fu infruttuoso e costò la vita a 1.200 persone.

Il 16 aprile 1916 il trentesimo squadrone dei Royal Flying Corps intervennero nella prima operazione aerea di rifornimento della storia lanciando cibo e munizioni alle forze britanniche a Kut.

La resa britannica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo mesi di combattimenti i britannici avevano avuto 23.000 tra morti e feriti e gli ottomani – che avevano anche perso il barone von der Goltz, ucciso dal tifo - circa 10.000.

Venne fatto un tentativo di negoziazione nel quale I britannici offrirono due milioni di sterline per la liberazione delle truppe di Townshend ma Enver Pasha rifiutò.

I britannici allora chiesero aiuto al generale russo Baratov, che guidava un contingente di 20.000 cosacchi di stanza in Persia. Baratov iniziò ad avanzare ma quando raggiunse Kut i britannici erano già stati costretti alla resa.

Il 29 aprile infatti Townshend dopo un ultimo tentativo di negoziazione fu costretto ad arrendersi, ponendo fine ad un assedio durato 147 giorni. Circa 13.000 soldati britannici ed indiani vennero fatti prigionieri e vennero trasferiti ad Aleppo. Townshend invece venne portato nell'isola di Halki, nel Mare di Marmara.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barber, Major Charles H. Besieged in Kut - and After Blackwood, 1917
  • Braddon, Russell The Siege Cape, 1969 / Viking Adult, 1970 ISBN 0-670-64386-6
  • Dixon, Dr. Norman F. On the Psychology of Military Incompetence Jonathan Cape Ltd 1976 / Pimlico 1994 pp95–109
  • Gardiner, Nikolas. 2004. Sepoys and the Siege of Kut-al-Amara, December 1915-April 1961', War in History, 11(3): pp. 307–326. (journal article)
  • Harvey, Lt & Q-Mr. F. A. The Sufferings of the Kut Garrison During Their March Into Turkey as Prisoners of War 1916–1917 Ludgershall, Wilts: The Adjutants's Press, 1922
  • Keegan, John (1998). The First World War. Random House Press.
  • Long, P. W. Other Ranks of Kut Williams & Norgate, 1938
  • Mouseley, Capt. E. O. The Secrets of a Kuttite: An Authentic Story of Kut, Adventures in Captivity & Stamboul Intrigue Bodley Head, 1921
  • Sandes, Major E. W. C. In Kut & Captivity with the Sixth Indian Division Murray, 1919
  • Strachan, Hew (2003). The First World War, pp 125. Viking (published by the Penguin Group).
  • Wilcox, Ron (2006) Battles on the Tigris. Pen and Sword Military.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]