Dichiarazione Balfour (1917)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dichiarazione Balfour

La dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917 è documento ufficiale della politica del governo britannico in merito alla spartizione dell'Impero Ottomano all'indomani della prima guerra mondiale.[1] Si tratta di una lettera, scritta dall'allora ministro degli esteri inglese Arthur Balfour a Lord Rothschild, inteso come principale rappresentante della comunità ebraica inglese, e referente del movimento sionista, con la quale il governo britannico affermava di guardare con favore alla creazione di un focolare ebraico in Palestina. Tale posizione del governo emerse all'interno della riunione di gabinetto del 31 ottobre 1917.
La Dichiarazione Balfour successivamente fu inserita all'interno del Trattato di Sèvres che stabiliva la fine delle ostilità con la Turchia e assegnava la Palestina al Regno Unito (successivamente titolare del Mandato della Palestina).
Il documento è tuttora conservato presso la British Library.

Genesi della dichiarazione[modifica | modifica sorgente]

Si ritiene in genere che uno dei fattori che portarono alla dichiarazione Balfour fu la gratitudine del governo britannico per la scoperta di un processo di fermentazione per la produzione dell'acetone, essenziale per la produzione di cordite, un esplosivo a bassa fumosità molto usato negli anni di guerra, processo scoperto da Chaim Weizmann, fortemente impegnato nel movimento sionista. Balfour aveva incontrato Weizmann nel 1906, e alla domanda di Balfour sul perché i Sionisti desiderassero costruire il focolare nazionale che la Palestina aveva conosciuto anni prima Weizmann rispose con una domanda:

Signor Balfour, se io le proponessi di lasciare Londra per Parigi, cosa mi risponderebbe?
Balfour: Ma noi abbiamo Londra!
Weizmann: Vero, ma noi avevamo Gerusalemme quando Londra era una palude.

da B. Dugdale (1939): "Arthur James Balfour", Vol I, p. 326 & 327

Quando Weizmann scoprì il processo per l'acetone Lloyd George, allora Ministro per gli armamenti e futuro Primo Ministro, gli fu evidentemente grato. Alla richiesta di Balfour, che nel frattempo era divenuto Ministro degli Esteri di Lloyd George, su quale fosse il compenso, Weizmann rispose: Desidero una sola cosa: una patria per il mio popolo. E venne quindi stilata la dichiarazione. Circa l'origine di questa dichiarazione c'è da segnalare quanto scritto nelle sue memorie da Sir Lloyd George che si riportano: "L’origine della dichiarazione Balfour (*) La sua celebre dichiarazione a favore degli ebrei in Palestina ebbe un'origine curiosa. Nell'estate dei 1915 il problema dell'acetone - elemento essenziale nel processo di fabbricazione della cordite - era divenuto inquietante per il fatto che la domanda eccedeva di gran lunga la produzione. Né avremmo saputo come risolverlo se un professore ebreo dell'università di Manchester, il clinico Weizmann, da me [Lloyd George] incitato a studiare il problema, non fosse riuscito a trarre l'acetone dal granoturco. Eliminate così le nostre difficoltà grazie al genio del dott. Weizmann io gli dissi: «Lei ha reso un grande servizio allo Stato ed io vorrei proporre al Primo Ministro di raccomandarla a Sua Maestà per una onorificenza». Egli rispose: «Io non desidero nulla per me». E io di rimando: «Ma non c'è nulla che noi possiamo fare in riconoscimento del preziosissimo aiuto che lei ha dato al paese?» Egli replicò: «Sì, vorrei che si facesse qualche cosa per il mio popolo». E quindi spiegò che il suo ideale era di riportare gli ebrei in Palestina. Appena io divenni Primo Ministro ne parlai a Balfour che era allora ministro degli Esteri. Come uomo di scienza Balfour mostrò il più vivo interesse per quanto aveva fatto il dott. Weizmann. Glielo presentai e il risultato della loro conversazione fu, dopo un lungo studio, la famosa «dichiarazione Balfour» che divenne la magna charta del movimento sionista.[2]

Secondo Benjamin Harrison Freedman invece, i motivi che portarono il governo britannico a prendere questo impegno, furono un riconoscimento dell'opera di convincimento, fatta da influenti sionisti americani, presso il governo statunitense per farlo entrare in guerra a fianco dell'Inghilterra. Un altro probabile motivo che potrebbe aver spinto il governo britannico a guardare con favore alla creazione di una National home ebraica in Palestina fu dovuto alla necessità di attirare a sé le comunità ebraiche tedesche, portandole ad appoggiare il governo di Londra e svigorendo l'avversario.
L’insediamento di una comunità ebraica in una Palestina araba avrebbe, inoltre, rafforzato il ruolo arbitrale della Gran Bretagna nella regione (già assegnato con gli accordi di Accordi Sykes-Picot del 1916) in vista di una spartizione dei territori dell’ex Impero Ottomano: come avverrà con il Mandato della Società delle Nazioni nel 1922.
L’ambiguità intenzionale della definizione, che non alludeva a un vero Stato indipendente, non impedì la nascita di forti correnti di immigrazione ebraiche in Palestina (aliyah), coordinate dall’Agenzia ebraica, anche sotto la spinta delle ricorrenti persecuzioni antisemite e dei pogrom in Europa orientale. Agli occhi del mondo ebraico, infatti, la dichiarazione apparve come l’autorizzazione che molti aspettavano per poter compiere una migrazione legale in Palestina.

Testo della dichiarazione[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« Foreign Office

November 2nd, 1917

Dear Lord Rothschild,

I have much pleasure in conveying to you, on behalf of His Majesty's Government, the following declaration of sympathy with Jewish Zionist aspirations which has been submitted to, and approved by, the Cabinet.

"His Majesty's Government view with favour the establishment in Palestine of a national home for the Jewish people, and will use their best endeavours to facilitate the achievement of this object, it being clearly understood that nothing shall be done which may prejudice the civil and religious rights of existing non-Jewish communities in Palestine, or the rights and political status enjoyed by Jews in any other country."

I should be grateful if you would bring this declaration to the knowledge of the Zionist Federation.

Yours sincerely,
Arthur James Balfour »

(IT)
« Foreign Office

2 novembre 1917

Egregio Lord Rothschild,

È mio piacere fornirle, in nome del governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di simpatia per le aspirazioni dell'ebraismo sionista che è stata presentata, e approvata, dal governo.

"Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adopererà per facilitare il raggiungimento di questo scopo, essendo chiaro che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina, né i diritti e lo status politico degli ebrei nelle altre nazioni".

Le sarò grato se vorrà portare questa dichiarazione a conoscenza della federazione sionista.

Con sinceri saluti
Arthur James Balfour »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ C. Klein, Israele. Lo Stato degli ebrei, Firenze, Giunti Editore, 2000
  2. ^ Lloyd George, Memorie di guerra, vol. 1, Mondadori, 1933, p. 446.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • O. Barié, M. De Leonardis, A. G. De’ Robertis, G. Rossi, Storia delle relazioni internazionali. Testi e documenti (1815-2003), Bari, 2004, p. 185.
  • M. Campanini, Storia del Medio Oriente, Bologna, Il Mulino, 2006.
  • G. Formigoni, Storia della Politica internazionale nell’età contemporanea, Bologna, Il Mulino, 2000.p. 259.
  • L. George, Memorie di guerra, vol. 1, Milano, Mondadori, 1933.
  • C. Klein, Israele. Lo Stato degli ebrei, Firenze, Giunti Editore, 2000.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]