Attentato al Café de Paris di via Veneto

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Attentato al Café de Paris di
via Vittorio Veneto
Attentato al Café de Paris di Roma - 16 settembre 1985.jpeg
Il luogo dell'attentato subito dopo l'assalto
Tipoattentato terroristico
(con lancio di granate)
Data16 settembre 1985
23:00 circa
LuogoRoma
StatoItalia Italia
Obiettivodefinito «un covo dei servizi anglo-americani» nella rivendicazione della ORMS
Responsabili3 terroristi palestinesi
(1 arrestato e processato)
Motivazioneconflitto arabo-israeliano
operazione Pace in Galilea
Conseguenze
Morti0
Feriti39
Granata F1 sovietica, come quelle usate per l'attentato

L'attentato al Café de Paris di via Veneto a Roma fu un'azione a scopo terroristico effettuata la sera del 16 settembre 1985, al Café de Paris di via Veneto, dall'allora ventisettenne estremista palestinese, Ahmad Hassan Abu Alì Sereya, nato in Libano, che lanciò due bombe a mano del tipo ad "ananas" (modello F1 di fabbricazione sovietica), tra i tavolini del locale affollato di turisti a poca distanza dall'ambasciata degli Stati Uniti d'America; solo un ordigno esplose causando 39 feriti di cui numerosi gravi, l'altro ordigno venne in seguito disattivato dagli artificieri[1][2][3][4].

L'azione, effettuata nella ricorrenza del massacro di Sabra e Shatila, fu rivendicata dall'Organizzazione Rivoluzionaria dei Musulmani Socialisti (ORMS) dell'area riconducibile ad Abu Nidal.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]