Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Brigata dei Martiri di al-Aqsa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Le Brigate dei Martiri di al-Aqsa (in arabo: كتائب شهداء الأقصى‎, Katāʾib Shuhadāʾ al-Aqsā ) sono un gruppo militante palestinese vicino al partito politico al-Fath (volgarmente più noto come Fatah); sono una delle forze più attive nella seconda Intifada. Con l'accusa di colpire i civili, il gruppo è stato classificato come organizzazione terroristica da Israele, Stati Uniti[1], Canada[2], Unione europea[3] e Giappone.[4]

Malgrado il loro nome derivi dal concetto islamico di martirio e della moschea di al-Aqsa, sono considerate una organizzazione nazionalista e secolarizzata. L'organizzazione del gruppo deriva massimamente dai ranghi dei Tanzim, una fazione militante di al-Fath. A seguito della morte di Yasser Arafat, l'11 novembre 2004 il gruppo annunciò che avrebbe firmato i propri attacchi come le Brigate dello Shahid Yasser Arafat.

Il gruppo era inizialmente votato a colpire le forze israeliane e coloni nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Dal 2002, secondo una fonte statunitense,[5] avrebbe avviato una serie di attacchi contro civili nelle città israeliane.

Nel marzo 2002, dopo un attacco suicida a Gerusalemme, il gruppo venne inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche da parte degli Stati Uniti e degli altri Paesi summenzionati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Argomenti correlati[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Israele Portale Israele: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Israele