Sequestro della First

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Attacco di Larnaca
sequestro della First
Tipoattentato terroristico
Data25 settembre 1985
04:30 a.m. - 01:00 p.m.
Luogoa bordo del panfilo First ormeggiato nel porto turistico di Larnaca
StatoCipro Cipro
Obiettivocivili israeliani
Responsabili3 terroristi palestinesi
(arrestati e condannati)
Motivazionerichiesta di liberazione di 20 detenuti palestinesi precedentemente arrestati in diverse azioni della Marina militare israeliana
Conseguenze
Morti3
Feriti0

Il sequestro della First (noto anche come attacco di Larnaca) fu un'azione terroristica effettuata nelle primissime ore del 25 settembre 1985, nella quale tre diportisti israeliani furono uccisi da altrettanti terroristi palestinesi di "Forza 17" a bordo della loro barca a vela ormeggiata nel porto turistico cipriota.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'attacco[modifica | modifica wikitesto]

Alle 4:30 del mattino del 25 settembre 1985 tre civili israeliani furono dapprima sequestrati e poi uccisi a bordo della First, la loro barca a vela ormeggiata nel porto turistico di Larnaca, a Cipro.

Una sezione d'élite dell'OLP, conosciuta come Forza 17 e composta da tre uomini (Abdel-Hakim Khalifa, giordano; Khaled Abdel-Kader Khatib, siriano, e Ian Michael Davison, britannico di South Shields[1][2][3] che inizialmente si era qualificato come palestinese George Hannah[4]), rivendicò l'attacco con una telefonata anonima all'ufficio dell'agenzia di stampa France Press di Gerusalemme, domandando un incontro con gli ambasciatori di Francia ed Egitto per l'avvio di negoziati che portassero alla liberazione di 20 detenuti palestinesi precedentemente arrestati in diverse azioni di contrasto al terrorismo via mare, compiute dalla Marina militare israeliana tra marzo e settembre; tra questi Faisal Abu Sharah, uno dei capi di "Forza 17"[5][6][7][8][9][10].

Arrivarono solo l'ambasciatore egiziano e due emissari dell'OLP che, tuttavia, negarono ogni affiliazione coi sequestratori[4].

La prima uccisa fu la cinquantenne Esther Palzur, a sangue freddo all'inizio dell'attacco mentre cercava di fuggire; la stessa sorte anche a Reuven Palzur, 53 anni, marito della precedente, e infine ad Abraham Avnery, 55 anni, amico dei due coniugi, loro ospite, durante le negoziazioni con la polizia[11][12][13].

I tre terroristi si arresero alle 13:00 e furono arrestati e condotti in carcere dalle autorità cipriote.

La ritorsione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: operazione Gamba di Legno.

Il 27 settembre il governo israeliano domandò l'estradizione dei 3 fedayyin in virtù della Convenzione per la repressione del terrorismo[14] del Consiglio d'Europa del 1977 ratificato sia da Israele sia da Cipro, ma questi rifiutarono la richiesta[5].

Il governo israeliano, guidato da Shimon Peres e con Itzhak Rabin ministro della difesa, decise l'immediato impiego delle proprie forze aeree per un'azione di ritorsione, e scelsero come obiettivo il quartier generale dell'OLP vicino Tunisi, bombardandolo il 1º ottobre 1985. Le informazioni di intelligence, fornite al Mossad dallo statunitense Jonathan Pollard, facilitarono notevolmente il raid passato alla storia come operazione Gamba di Legno[5][15][16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Three Get Life Terms in Cyprus Slaying of Israelis, in Los Angeles Times, 13 dicembre 1985. URL consultato il 30 aprile 2019.
  2. ^ (EN) Vedi la foto sull'articolo Gunmen wanted Palestinians freed from Cyprus jail del "Detroit Free Press"; Detroit, Michigan, 6 settembre 1986 a p. 6
  3. ^ (EN) Cyprus frees British killer, sull'Indipendent del 30 settembre 1993
  4. ^ a b (EN) Cfr. in John Kifner, Gunman in Cyprus said to be Briton, "The New York Times del 29 settembre 1985.
  5. ^ a b c (EN) Cfr. alle pp. 90-91 in Itamar Rabinovich, Haim Shaked, Middle East Contemporary Survey, volume IX, 1984-1985, 1988.
  6. ^ (EN) Cfr. a p. 452 in Ian Black, Benny Morris, Israel's Secret Wars. A History of Israel's Intelligence Services, New York, Grove Weidenfeld, 1991, ISBN 9780802132864.
  7. ^ (EN) Cfr. l'articolo di William V. O'Brien (Georgetown University), Counterterror Deterrence/Defense and Just-War Doctrine, in "Theological Studies", n. 48, 1987.
  8. ^ (EN) Cfr. in Akiva J. Lorenz, The Threat of Maritime Terrorism to Israel sulla pubblicazione dello International Institute for Counter-Terrorism" (ICT), 24 settembre 2007.
  9. ^ (EN) Cfr. in Georges der Parthogh, Israel wants to try Palestinians for Cyprus slayings, 26 settembre 1985.
  10. ^ (EN) Cfr.in B. A. H. Parritt, Violence at sea: a review of terrorism, acts of war and piracy, and countermeasures to prevent terrorism, Paris, ICC Pub. S.A., 1987.
  11. ^ (EN) Cfr. in Nick Skeens, Gunned down: Palestinian gunmen kill three Israelis aboard yacht in Larnaca marina. The PLO office in Nicosia denounces the killings, sul "Cyprus Mail" del 26 settembre 1985
  12. ^ (EN) Cfr. in Katherine McElroy Mystery gunman is British: One of three gunmen who shot dead three Israelis is named as British PLO sympathiser Ian Davison, sul "Cyprus Mail" del 29 settembre 1985
  13. ^ (EN) Cfr. in Katherine McElroy Gunmen get life: Killers of three Israelis smile and chatter amongst themselves as sentences are handed down, sul "Cyprus Mail" del 14 dicembre 1985
  14. ^ Convenzione europea per la repressione del terrorismo
  15. ^ Copia archiviata, su historynewsnetwork.org. URL consultato il 18 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2011).
  16. ^ (EN) Cfr. in Margaret L. Rogg, 3 Israelis slain by Palestinians in Cyprus

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ian Black, Benny Morris, Israel's Secret Wars. A History of Israel's Intelligence Services, New York, Grove Weidenfeld, 1991, ISBN 9780802132864.
  • Akiva J. Lorenz, The Threat of Maritime Terrorism to Israel sulla pubblicazione dello International Institute for Counter-Terrorism" (ICT), 24 settembre 2007.
  • William V. O'Brien, Counterterror Deterrence/Defense and Just-War Doctrine, in "Theological Studies", n. 48, 1987.
  • B. A. H. Parritt, Violence at sea: a review of terrorism, acts of war and piracy, and countermeasures to prevent terrorism, Parigi, ICC Pub. S.A., 1987.
  • Itamar Rabinovich, Haim Shaked, Middle East Contemporary Survey, volume IX 1984-1985, 1988.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]