Jonathan Pollard

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Jonathan Jay Pollard

Jonathan Jay Pollard (Galveston, 7 agosto 1954), nato Jonathan Polanski, è un cittadino statunitense di origine ebraica ed ex analista dei servizi di intelligence della Marina Militare arrestato il 21 novembre 1985 e condannato all'ergastolo per spionaggio a favore d'Israele.
È stato il primo americano condannato all'ergastolo per aver comunicato segreti ad un alleato degli USA.[1]

A sua discolpa, Pollard disse che aveva fatto spionaggio solo perché "il sistema di intelligence americano nel suo complesso aveva messo in pericolo la sicurezza di Israele trattenendo informazioni cruciali".[2] Le autorità israeliane, i gruppi attivisti statunitense-israeliani, ed alcuni politici USA cui la sua condanna appariva ingiusta facevano continue pressioni per ottenere la commutazione o la riduzione della sua sentenza.[3] Il governo israeliano riconobbe una parte del ruolo svolto nell'attività spionistica di Pollard nel 1987, e avanzò scuse formali agli USA,[4] ma fino al 1988 non ammise di averlo pagato. Nel corso della sua detenzione, Israele tentò più volte infruttuosamente di ottenere il suo rilascio, attraverso sia canali ufficiali, sia ufficiosi.[5] Gli fu conferita la cittadinanza israeliana nel1995.[6] Sebbene Benjamin Netanyahu sostenesse che Pollard aveva lavorato solo per Israele,[7] Pollard ammise di aver proposto i suoi servigi — talora anche con successo — ad altri Paesi.[8]

Ad opporsi ad ogni forma di clemenza erano molte autorità politiche USA in carica o pregresse, tra cui Donald Rumsfeld, Dick Cheney, l'ex direttore CIA George Tenet; alcuni ex Segretari alla difesa USA; un gruppo super partes di leader del Congresso; e membri della comunità di intelligence USA.[9][10][11][12] Sostenevano che il danno alla sicurezza nazionale USA arrecato dallo spionaggio di Pollard fosse molto più grave, vasto, e duraturo di quanto conosciuto dall'opinione pubblica. Sebbene Pollard affermasse di aver fornito ad Israele solo informazioni necessarie alla sua sicurezza, i suoi critici dichiararono che non c'era modo di sapere cosa Israele avesse ricevuto attraverso scambi legittimi, e che molti dati da lui compromessi non avevano a che fare con la sicurezza di Israele. Pollard rivelò aspetti del processo di raccolta di intelligence USA, i loro "fonti e metodi".[13] Pollard vendette numerosi segreti in materie molto sensibili, tra cui il manuale NSA in dieci volumi su come gli USA raccolgono le loro informazioni SIGINT, e rivelò i nomi di migliaia di persone che avevano cooperato con organi di intelligence USA.[11]

Il 20 novembre 2015 Pollard è stato rilasciato in libertà condizionale dopo 30 anni, in ossequio alle linee guida federali in vigore al momento della sua condanna.[14] Il 20 novembre 2020 terminò il periodo di libertà condizionale e caddero tutte le restrizioni.[15] Il 30 dicembre 2020 Pollard e la sua seconda moglie si trasferirono in Israele; attualmente vivono a Gerusalemme.[16][17]

Anni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Jonathan Jay Pollard nacque a Galveston (Texas) nel 1954, in una famiglia ebrea, ed era il figlio minore dei tre di Morris e Mildred "Molly" Pollard. Nel 1961 la sua famiglia si trasferì a South Bend (Indiana), dove suo padre Morris, premiato microbiologo, insegnava all'Università di Notre Dame.[11][18][19]

Quando era ancora molto giovane, Pollard si rese conto dello spaventoso contributo di morte che l'Olocausto aveva imposto alla sua più stretta famiglia, dal lato materno,[20] i Klein (Kahn) di Vilnius in Lituania,[21] e poco dopo il suo bar mitzvah, chiese ai suoi genitori di visitare i campi di sterminio nazisti.[22] La famiglia di Pollard si impegnò a fondo per instillare un senso di identità ebraica nei propri figli, e questo si estendeva anche alla causa di Israele.[23]

Pollard crebbe con quello che lui chiamava "obbligo razziale" verso Israele,[24] e fece il suo primo viaggio in Israele nel 1970, nell'ambito di un programma scientifico visitando l'Istituto Weizmann a Rehovot. Mentre si trovava lì, fu ricoverato dopo una colluttazione con un altro studente. Uno scienziato del Weizmann ricordò che Pollard si era fatto "la reputazione di essere un piantagrane".[25]

Terminata la high school Pollard frequentò la Stanford University, in cui conseguì un diploma in scienze politiche nel 1976.[11] Molti suoi conoscenti ricordano che finché si trovava lì si vantava di avere la doppia cittadinanza USA e israeliana, affermava di aver lavorato per il Mossad, di aver raggiunto il grado di colonnello delle forze di difesa israeliane (arrivando a spedirsi da solo un telegramma con l'indirizzo "colonnello Pollard"), e di aver ucciso un arabo durante il servizio di guardia presso un kibbutz. Dichiarava ancora che suo padre, Morris Pollard[26] era un agente segreto della CIA, e di essere fuggito dalla Cecoslovacchia quando era un bambino durante la Primavera di Praga nel 1968, allorché sarebbe stato scoperto il ruolo del padre nella CIA. Non c'era nulla di vero.[27][28][29][30] Pollard si iscrisse a varie facoltà, ma non conseguì mai la laurea.[11]

La futura moglie di Pollard, Anne Henderson (nata nel 1960), si trasferì a Washington D.C. nell'autunno del 1978 per abitarvi con il padre (recentemente divorziato) Bernard Henderson. Nell'estate del 1981 si trasferì in una casa su Capitol Hill con altre due donne e, attraverso un amico di una delle sue coinquiline, incontrò per la prima volta Pollard. In seguito disse di essersi innamorata al loro primo appuntamento — erano una "coppia inseparabile" a partire dal novembre 1981, e nel giugno 1982, quando scadde il suo contratto d'affitto di Capitol Hill, si spostò nell'appartamento di Pollard ad Arlington (Virginia).[31] Nel dicembre 1982 la coppia si trasferì nel centro di Washington D.C., in una appartamento con due camere da letto al numero 1723 di 20th Street NW, presso Dupont Circle. Si sposarono il 9 agosto 1985, più di un anno dopo che Pollard aveva iniziato a spiare per Israele, con una cerimonia civile a Venezia.[32] Al tempo del loro arresto, nel novembre 1985, pagavano 750 dollari (equivalenti a 1 805 dollari del 2020) mensili di affitto.[33]

Carriera iniziale[modifica | modifica wikitesto]

Pollard iniziò a candidarsi per lavori nei servizi segreti nel 1979 dopo aver lasciato l'università, prima alla Central Intelligence Agency (CIA) e poi alla U.S. Navy. Pollard fu scartato per il lavoro alla CIA dopo essersi sottoposto ad un test della verità in cui ammise di aver fatto ampiamente uso di droghe illegali tra il 1974 e il 1978.[34] Se la cavò meglio con la marina militare, e il 19 settembre 1979 fu assunto dal Navy Field Operational Intelligence Office (NFOIO), un ufficio del Naval Intelligence Command (NIC). Come specialista di intelligence, doveva lavorare su affari sovietici presso il Navy Ocean Surveillance Information Center (NOSIC), un dipartimento del NFOIO. Per ottenere il necessario nulla osta sicurezza venivano assunte delle informazioni, ma non veniva applicata la macchina della verità. Non bastava un'autorizzazione Top Secret ma ci voleva una più esclusiva Sensitive Compartment Infomation (SCI). La marina militare chiese inutilmente notizie alla CIA circa Pollard, compresi gli esiti del test della verità che rivelava l'abuso di sostanze narcotiche da parte di Pollard.[34] Pollard ricevette un'autorizzazione temporanea di sicurezza non-SCI in attesa che fossero completate le informazioni che venivano assunte su di lui, il che all'epoca era normale per i neo-assunti. Fu assegnato temporaneamente al servizio in un altro dipartimento NIC, la Naval Intelligence Support Center (NISC) Surface Ships Division, dove avrebbe potuto lavorare a compiti che non richiedevano autorizzazione SCI. Il centro operazioni NOSIC e il NISC all'epoca si trovavano entrambi a Suitland (Maryland).

Due mesi dopo essere stato assunto, Pollard avvicinò il direttore tecnico del NOSIC, Richard Haver, e gli propose di avviare un'operazione non ufficiale con il National Intelligence Service sudafricano. Gli raccontò anche una menzogna sul presunto coinvolgimento del padre in operazioni CIA in Sudafrica. Haver iniziò a diffidare di Pollard e chiese che venisse allontanato. Però il superiore di Haver credeva che il supposto collegamento di Pollard con i servizi segreti sudafricani potesse essere utile, e lo riassegnò ad un'operazione HUMINT della marina militare, Task Force 168 (TF-168).[34]

Mentre si trasferiva al suo nuovo lavoro nella TF-168, Pollard iniziò daccapo ad avere contatti con qualcuno molto in alto nella catena di comando, questa volta l'ammiraglio Sumner Shapiro, comandante del Naval Intelligence Command (CNIC), a proposito di una sua idea per la TF-168 e il Sudafrica. (Il gruppo TF-168 aveva trasmesso le sue idee.) Dopo l'incontro, Shapiro ordinò immediatamente che le autorizzazioni di sicurezza di Pollard fossero revocate e che fosse riassegnato ad una posizione di minor delicatezza. Secondo The Washington Post, Shapiro liquidò Pollard come un "balengo", dicendo più tardi, "chissà perché diavolo non lo ho licenziato."[35]

A causa dell'assegnazione ad altro incarico, l'ordine di Shapiro di annullare le autorizzazioni di Pollard andò nel dimenticatoio. Però l'ufficio di Shapiro fece seguito con una richiesta al TF-168 affinché Pollard fosse inquisito dalla CIA. La CIA concluse che Pollard era un rischio e sconsigliò che gli fosse affidata qualunque attività di raccolta informazioni. Un successivo test della verità fu inconcludente, sebbene avesse indotto Pollard a confessare di aver "fatto dichiarazioni false"[36] ai suoi superiori, di aver fatto uso di droga in passato, e di aver intrattenuto contatti non autorizzati con rappresentanti di governi stranieri.[37] L'agente speciale che eseguì il test ebbe l'impressione che Pollard, che a tratti "iniziava a gridare, agitarsi ed emettere suoni gutturali come se fosse stato per vomitare", stesse fingendo un malore per vanificare il test. Sconsigliò che a Pollard fosse consentito l'accesso ad informazioni con classificazione di sicurezza alta.[37] Per Pollard fu richiesta la valutazione psichiatrica.[37]

Il nulla osta sicurezza di Pollard fu ridotto a Secret.[37] Di conseguenza propose un reclamo e minacciò azioni legali per riottenere la sua autorizzazione SCI. In attesa che il suo reclamo fosse trattato, lavorò su materiale meno importante e ricevé giudizi di eccellente prestazioni.[38] Nel 1982, dopo che lo psichiatra ebbe concluso che Pollard non soffriva di alcuna malattia mentale, il nulla osta di Pollard fu elevato a SCI.

Spionaggio[modifica | modifica wikitesto]

Fotogramma di videosorveglianza in cui Pollard è colto nell'atto di rubare documenti classificati.

Poco dopo che Pollard aveva iniziato a lavorare alla NIC/TF-168, incontrò Aviem Sella, un veterano che aveva combattuto con l'aeronautica militare israeliana. In quel periodo, Sella era in aspettativa dal suo lavoro di colonnello per conseguire la laurea in informatica frequentando la New York University. Pollard disse a Sella che lavorava nei servizi segreti della marina, gli raccontò delle specifiche situazioni in cui l'intelligence USA aveva tenuto nascosto delle informazioni ad Israele, e si propose di lavorare come spia. Benché Sella avesse dubitato che Pollard potesse essere una specie di esca dell'FBI che intendeva "reclutare" un cittadino israeliano [per spiare contro la propria patria], finì per credergli. Sella telefonò al suo comandante dell'intelligence aeronautica a Tel Aviv per ulteriori istruzioni, e la chiamata fu dirottata al capo di stato maggiore dell'aeronautica. A Sella fu ordinato di creare un contatto con Pollard, ma di stare attento. Fu avvertito che o gli americani stavano offrendo un "gancio" per scovare attività spionistiche straniere, oppure se costui era una spia autentica, Sella avrebbe dovuto stare ben attento al suo lavoro.[39]

Nel giro di pochi giorni, nel giugno 1984, Pollard iniziò a passare informazioni classificate a Sella. Gli vennero corrisposti 10 000 dollari in contanti più un costosissimo anello con diamante e zaffiro, che Pollard in seguito donò alla fidanzata Anne, chiedendole di sposarlo. Pollard era ben pagato da Israele: riceveva uno stipendio che nell'ultimo periodo arrivava a 2 500 dollari (pari a 6 016 dollari nel 2020) mensili, e decine di migliaia di dollari in contanti per rimborsi di alberghi, pasti e gioielli. Nella dichiarazione che fece al giudice Robinson prima della sentenza, Pollard disse che il denaro era un benefit che gli era stato imposto. "È vero che accettavo i soldi", ammise, ma solo "come conseguenza di quanto stavo facendo bene il mio lavoro". Raccontò che in un momento successivo aveva detto al suo controllore, Rafi Eitan, una spia di lungo corso che al tempo dirigeva il Lekem, un'unità di spionaggio scientifico in Israele, che, "non solo intendevo restituire tutto il denaro che avevo ricevuto, ma volevo creare una cattedra presso lo Israeli General Staff's Intelligence Training Center nei pressi di Tel Aviv.[11][40]

Ronald Olive, investigatore Naval Criminal Investigative Service (NCIS), ha affermato che Pollard aveva passato informazioni classificate al Sudafrica,[41] e aveva tentato, attraverso un intermediario, di vendere informazioni classificate al Pakistan in numerose occasioni.[8] Pollard rubò anche documenti classificati riferiti alla Cina nell'interesse di sua moglie, che usò le informazioni per promuovere i suoi interessi di affari personali. Teneva questi materiali segreti in giro par la casa, dove li scoprirono le autorità inquirenti quando venne alla luce l'attività spionistica di Pollard.[42][43][44]

Durante il processo Pollard, il memorandum del governo USA che richiedeva la sua condanna contestò la "dichiarazione dell'imputato sul punto che sarebbe stato motivato da altruismo piuttosto che da avidità". Il governo disse che Pollard aveva "rivelato informazioni classificate per ricavarne vantaggi finanziari" in altre circostanze:

«L'indagine del governo ha rivelato che l'imputato ha fornito ad alcuni dei suoi conoscenti documenti classificati statunitensi che l'imputato ha ottenuto attraverso fonti della marina militare statunitense. I documenti classificati che l'imputato ha rivelato a due di questi conoscenti, entrambi consulenti d'investimento professionali, contenevano analisi economiche e politiche classificate che l'imputato credeva avrebbero aiutato i suoi conoscenti a dare consigli d'investimento ai loro clienti... L'imputato ha riconosciuto che, sebbene non sia stato pagato per le sue rivelazioni non autorizzate di informazioni classificate ai suddetti conoscenti, sperava di essere ricompensato alla fine attraverso opportunità commerciali che questi individui avrebbero potuto organizzare per l'imputato quando alla fine avesse lasciato la sua posizione con la Marina degli Stati Uniti. Infatti, l'imputato era coinvolto in un'impresa commerciale in corso con due di questi conoscenti nel momento in cui ha fornito loro le informazioni classificate...»[45]

Nel corso del processo Pollard, le autorità australiane denunciarono la divulgazione di documenti classificati americani per mano di Pollard ad un ufficiale della Royal Australian Navy mentre era impegnato in un programma che prevedeva lo scambio di personale delle rispettive marine militari tra USA e Australia.[46] L'ufficiale australiano, messo in allarme dal fatto che Pollard reiteratamente gli avesse svelato dati etichettati No Foreign Access Allowed ("non consentito l'accesso a stranieri"), segnalò tali indiscrezioni alla sua catena di comando. I suoi capi lo richiamarono dall'incarico negli USA, temendo che le soffiate potessero avere a che fare con una "trappola CIA".[46] Quando gli fu contestata l'accusa dopo aver fatto la sua dichiarazione circa la colpevolezza,[47] Pollard ammise solo di aver passato un unico documento classificato all'australiano; poi cambiò versione, asserendo che fossero stati i suoi superiori a ordinargli di condividere le informazioni con gli australiani.[46]

Quanto meno fino al 2014, l'esatta misura delle informazioni che Pollard passò ad Israele non era stata ufficialmente rivelata. Alcuni articoli giornalistici citarono una memoria segreta di 46 pagine, che fu consentito a Pollard e alla sua difesa di esaminare.[48] Fu procurata al giudice dal Segretario alla difesa Caspar Weinberger, secondo il quale lo spionaggio di Pollard aveva implicato, tra l'altro, la copiatura della versione più recente di Radio-Signal Notations (RASIN), un manuale in 10 volumi che descrive molto dettagliatamente la rete americana di sorveglianza elettronica globale.[11][49]

Dopo il rilascio di Pollard, l'ex vicecapo del Mossad Ram Ben-Barak deplorò pubblicamente Pollard, dicendo che il reclutamento e l'operazione "erano sconosciuti ai vertici dell'intelligence e non autorizzati" con un conseguente danno alle relazioni USA-Israele, ben superiore al valore delle informazioni procurate da Pollard. "Il nostro intero rapporto con gli USA si deteriorò. Alcuni persero il lavoro di conseguenza," secondo Barak. "Ha causato anni e anni di diffidenza, con gli americani che sospettavano che lui non fosse l'unico, e sentivano di non aver ricevuto le necessarie spiegazioni. Non credevano che non fosse autorizzato. Ha causato un danno enorme, enorme. Lo vedevano come un tradimento verso di loro."[50]

Arresto[modifica | modifica wikitesto]

Lo spionaggio di Pollard rischiò di essere svelato nel 1984 quando un capodipartimento notò un rapporto su equipaggiamenti militari sovietici e si chiese come avesse a che fare con il suo ufficio. Pollard, cui fu ricondotto il rapporto, fu interpellato in proposito, e rispose che aveva lavorato su reti terroristiche, venendo creduto. Nel 1985 un suo collega denunciò anonimamente che Pollard aveva portato via materiale classificato dal NIC. Il collega osservò che Pollard apparentemente non portava il materiale in qualche posto che si sapesse appropriato, come gli altri organismi di intelligence della zona. Sebbene Pollard fosse autorizzato a trasportare documenti ed il collega ammettesse che i documenti erano custoditi in modo consono, sembrava fuori luogo che Pollard trasportasse documenti in un venerdì pomeriggio in cui c'era poco da fare e tutti sembravano pensare al weekend alle porte. In definitiva la denuncia non ebbe seguito, poiché parve che il fatto fosse occorso in orario di servizio e Pollard avesse in corso un'attività che riguardava altri uffici. In un altro caso il diretto superiore di Pollard, avendo del lavoro straordinario da terminare in ufficio di sabato, era arrivato alla scrivania di Pollard, notando del materiale non classificato lasciato imprudentemente in giro. Prendendo l'iniziativa di metterlo al sicuro, il supervisore sbirciò e vide che non era pertinente alle questioni di antiterrorismo ai Caraibi su cui stava lavorando la sezione. Vedendo altri documenti non pertinenti, il supervisore pensò che ci fosse lo zampino di qualche servizio segreto straniero, però non riuscì a stabilire quale fosse la nazione interessata.[51]

Pollard fu fermato e interrogato da agenti FBI circa una settimana dopo mentre portava via materiale classificato dai locali del suo ufficio. Spiegò che lo stava portando ad un altro analista di un diverso organo per sentire il suo parere. Questo racconto fu verificato, e risultò falso. Pollard domandò di telefonare alla moglie per dirle dove si trovava. Poiché la partecipazione alla discussione era — da parte di Pollard — volontaria, gli investigatori dovettero acconsentire. Durante la telefonata ad Anne, Pollard usò la parola in codice "cactus" per comunicare che era nei guai, e che lei doveva far sparire da casa tutto il materiale classificato. Lei ci provò,[52] chiedendo aiuto ad un vicino.[53]

Pollard accettò poi una perquisizione a casa sua, che trovò i pochi documenti sfuggiti ad Anne. A quel punto l'FBI decise di lasciare il caso ai supervisori di Pollard, poiché avevano scoperto solo un trattamento negligente di documenti, e nessuna prova che Pollard stesse passando informazioni classificate. Il caso esplose pochi giorni dopo, quando i suoi superiori gli chiesero di fare un test della verità. Lui invece ammise di aver passato documenti illegalmente, ma senza nominare Israele. L'FBI ritornò in campo. Poco dopo, il vicino di Pollard, ufficiale di marina militare, prese a preoccuparsi di mettere in salvo la valigia da 32 kg piena di documenti strettamente classificati che Anne gli aveva lasciato, e iniziò a chiamare la comunità di intelligence militare chiedendo consiglio.[53] Collaborò pienamente all'inchiesta e non fu mai accusato di alcun delitto.[54]

Dopo la sua parziale confessione, Pollard fu posto sotto sorveglianza, ma non arrestato. Il 21 novembre 1985 assieme a sua moglie tentò di ottenere asilo nell'ambasciata israeliana di Washington D.C., dove all'epoca era ambasciatore il futuro primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, ma le guardie israeliane ingiunsero loro di andarsene. Non appena ebbe lasciato la sede diplomatica, Pollard venne arrestato da agenti FBI.[55] Il suo controllore, Rafi Eitan, in un'intervista della 2014 dichiarò che Pollard era stato avvisato che l'avevano scoperto, e gli era stato dato un segnale convenuto perché lasciasse gli Stati Uniti, ma invece Pollard "girò a vuoto per tre giorni con quegli altri che lo seguivano. Aveva molte opportunità di fare quello che gli avevo detto e non lo fece." Eitan sostenne di aver dato l'ordine di espellere Pollard dall'ambasciata.[56][57]

Dopo l'arresto di Pollard, Anne sfuggì alla sorveglianza dell'agente FBI che la seguiva, incontrò Sella in un ristorante e lo informò dell'arresto del marito. Di conseguenza, furono informati tre membri del personale diplomatico implicati nell'operazione: gli addetti scientifici Yosef Yagur e Ilan Ravid e il segretario di ambasciata Irit Erb. Il Lekem[58] non aveva previsto questo sviluppo di eventi né aveva predisposto piani di fuga, e fu detto loro di fuggire immediatamente. L'appartamento in cui si tenevano e copiavano i documenti rubati da Pollard fu ripulito, e tutti e quattro lasciarono immediatamente Washington. Sella e sua moglie presero un treno per New York e da lì un volo per Londra, Yagur fuggì in Canada, Erb in Messico, e Ravid a Miami, da cui presero voli di collegamento per Israele. Furono tutti fuori dagli Stati Uniti in 24 ore.[59] Anne fu arrestata il giorno successivo, il 22 novembre 1985.[60][61]

Indagini[modifica | modifica wikitesto]

Prima della dichiarazione di colpevolezza di Pollard, il governo USA iniziò a preparare contro di lui un rinvio a giudizio con molti capi d'accusa, tra cui reati di droga e frode fiscale, oltre a spionaggio.[11] Il governo affermò che Pollard avesse usato documenti classificati nel vano tentativo di negoziare un traffico d'armi con i governi di Sudafrica, Argentina, e Taiwan.[11] Gli investigatori FBI stabilirono pure che Pollard avesse incontrato tre pachistani ed un iraniano allo scopo di trafficare armi nel 1985.[11] Pollard alla fine collaborò con gli investigatori in cambio di un patteggiamento che garantisse maggior clemenza per sé e per la moglie. Israele disse in principio che Pollard lavorava per un'organizzazione non autorizzata e deviata, e mantenne questa posizione per oltre dieci anni. Alla fine Israele accettò di collaborare alle indagini in cambio di immunità per i suoi cittadini coinvolti.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Jonathan Pollard Case, su crimelibrary.com. URL consultato il 14 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2008).
  2. ^ (EN) Why Jonathan Pollard spent 30 years in prison, The Times of Israel, 2 agosto 2015. URL consultato l'8 agosto 2015.
    «At the same time, Pollard and his key spokesman have continuously declared that he committed espionage only because the American intelligence establishment collectively endangered Israel's security by withholding crucial information. This has motivated the senior intelligence community to energetically oppose early release for Pollard. I».
  3. ^ (EN) How former CIA chief foiled Pollard's release, ynet news, 5 febbraio 2007. URL consultato il 20 giugno 2011.
  4. ^ (EN) Israel apologizes for Pollard spy plot, su news.google.com, The Pittsburgh Press. URL consultato il 22 aprile 2014.
  5. ^ (EN) Why Jonathan Pollard spent 30 years in prison, The Times of Israel, 2 agosto 2015. URL consultato l'8 agosto 2015.
    «The roster of the renowned passionately advocating for Pollard's release … includes every Israeli Prime Minister since the crime, from Yitzhak Rabin to Ariel Sharon».
  6. ^ (EN) Israel admits it spied on US, su news.bbc.co.uk, 12 maggio 1998. URL consultato il 6 settembre 2008.
  7. ^ (EN) Why Jonathan Pollard spent 30 years in prison, The Times of Israel, 2 agosto 2015. URL consultato l'8 agosto 2015.
    «"Contrary to perfidious rumors about his manner," remembers Netanyahu in a telephone interview, "Pollard was absolutely clear and in control—both intellectually and emotionally. Remember, he did not work for anyone but Israel, yet continues in jail after 17 years. However, others did work for other countries, and they were set free long ago. A great injustice has been perpetrated by keeping Pollard endlessly in jail."».
  8. ^ a b Olive 2006, pp. 77–78.
  9. ^ Donald Rumsfeld against releasing Israel spy Jonathan Pollard, Politico
  10. ^ Why Jonathan Pollard spent 30 years in prison, The Times of Israel, 2 agosto 2015. URL consultato l'8 agosto 2015.
    «Virtually the entire U.S. intelligence and defense establishment, with CIA director George Tenet acting as point man, want Pollard to rot in jail forever.».
  11. ^ a b c d e f g h i j Seymour Hersh, The Traitor, in The New Yorker, 18 gennaio 1999, pp. 26–33. URL consultato il 26 dicembre 2012.
  12. ^ Richard A. Best, Jr. e Clyde Mark, Jonathan Pollard: Background and Considerations for Presidential Clemency (PDF), in Congressional Research Service Report for Congress, The Library of Congress, 31 gennaio 2001. URL consultato il 7 marzo 2007.
  13. ^ Why Jonathan Pollard spent 30 years in prison, The Times of Israel, 2 agosto 2015. URL consultato l'8 agosto 2015.
    «More than just intelligence substance, Pollard revealed the carefully guarded aspect of American intelligence, known as "sources and methods."».
  14. ^ Usa, liberata dopo 30 anni spia israeliana Jonathan Pollard, in La Repubblica, 20 novembre 2015.
  15. ^ Julian E. Barnes, Jonathan Pollard, Convicted Spy, Completes Parole and May Move to Israel, in The New York Times, 20 novembre 2020. URL consultato il 20 novembre 2020.
  16. ^ T. O. I. Staff, Jonathan Pollard arrives in Israel, 35 years after his arrest for spying, in The Times of Israel, 30 dicembre 2020. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  17. ^ Jonathan Pollard: Israel spy greeted by Netanyahu after flying to Tel Aviv, in BBC News, 30 dicembre 2020. URL consultato il 9 gennaio 2021.
  18. ^ Lucy McCalmont, Jonathan Pollard: 10 things to know, in Politico, 2 aprile 2014. URL consultato il 30 dicembre 2020.
  19. ^ U.S. talks with Israel on Jonathan Pollard release
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  21. ^ The spy who's been left in the cold, Washington Post
  22. ^ Avi Weiss, With Jonathan Pollard, su bjpa.org, Berman Jewish Policy Archive, 30 aprile 1993. URL consultato il 21 dicembre 2013.
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  24. ^ Blitzer 1989, pp. 19–20.
  25. ^ Blitzer 1989, p. 30
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  27. ^ Olive 2006, p. 2
  28. ^ Denise Noe, The Jonathan Jay Pollard Spy Case – A Bullied Boy – Crime Library, su trutv.com, TruTV, 7 agosto 1954. URL consultato il 26 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2013).
  29. ^ Blitzer 1989, pp. 35–36
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  36. ^ Making false statements (18 U.S.C. § 1001) è il nome comune per il crimine processuale federale degli Stati Uniti di cui alla Sezione 1001 del Titolo 18 del Codice degli Stati Uniti, che in generale vieta consapevolmente e volontariamente di fare dichiarazioni false o fraudolente, o di nascondere informazioni, in "qualsiasi materia di competenza" del governo federale degli Stati Uniti, anche semplicemente negando la colpa quando richiesto da un agente federale.
  37. ^ a b c d Olive 2006, pp. 20–22
  38. ^ Olive 2006, p. 28
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  41. ^ Olive 2006, p. 12
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  43. ^ NOVA Online | Secrets, Lies, and Atomic Spies | Jonathan Jay Pollard, Pbs.org, 18 novembre 1985. URL consultato il 26 luglio 2012.
  44. ^ Blitzer 1989, pp. 102–104, 247–248
  45. ^ Olive 2006, pp. 44–45.
  46. ^ a b c Olive, pp. 44–45
  47. ^ In termini legali, un plea è semplicemente una risposta a un'affermazione fatta da qualcuno in un caso penale di common law usando il sistema del contraddittorio. Colloquialmente, un plea è venuto a significare l'affermazione da parte di un imputato alla chiamata in giudizio, o altrimenti in risposta a un'accusa penale, in pratica se si dichiara colpevole, non colpevole, nolo contendere (a.k.a. no contest), no case to answer (nel Regno Unito), o Alford plea (negli Stati Uniti).
  48. ^ Blitzer 1989, p. 224
  49. ^ Edwin Black, Why Jonathan Pollard is Still in Prison?, in Forward, 29 giugno 2002. URL consultato il 24 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2006).
  50. ^ Jonathan Pollard, su Jewish Virtual Library. URL consultato il 20 gennaio 2021.
  51. ^ truTV, su trutv.com. URL consultato il 3 agosto 2015.
  52. ^ Espionage Spying Between Friends, in Time, 16 marzo 1987 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2008).
  53. ^ a b Amir Oren, Only attempt to seek refuge in Israeli embassy incriminated Jonathan Pollard, in Haaretz, 21 settembre 2006. URL consultato il 26 luglio 2012.
  54. ^ The Jonathan Jay Pollard Espionage Case: A Damage Assessment (PDF), su archives.gov. URL consultato il 19 febbraio 2014.
  55. ^ Gil Hoffman, PM asks for Pollard's release as part of freeze deal, in The Jerusalem Post, 21 novembre 2010. URL consultato il 20 novembre 2011.
  56. ^ Ex-Mossad Handler Blames Pollard for Bungling '85 Escape Plan, in Haaretz, dicembre 2014.
  57. ^ בלי נקיפות מצפון | עובדה, su mako, 1º dicembre 2014.
  58. ^ Lekem, (pronunciato anche "Lakam") un acronimo per ha-Lishka le-Kishrei Mada (ebraico: הלשכה לקשרי מדע, Ufficio delle relazioni scientifiche), era un'agenzia di intelligence israeliana guidata da Benjamin Blumberg (1957-1981), e Rafi Eitan (1981-1986). Raccoglieva informazioni scientifiche e tecniche all'estero da fonti aperte e nascoste, in particolare per il programma nucleare di Israele. Fu sciolta nel 1986 in seguito all'arresto di Jonathan Pollard per spionaggio per conto di Israele.
  59. ^ Template:Cita book
  60. ^ Henderson, Pollard: The Spy's Story (1988) p. 111.
  61. ^ From disposable asset to national hero: The full Pollard spy saga, su ynetnews.com, 14 settembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ronald J. Olive, Capturing Jonathan Pollard: How One of the Most Notorious Spies in American History Was Brought to Justice, Annapolis, Maryland, Naval Institute Press, 2006, ISBN 978-1-59114-652-0.
  • Wolf Blitzer, Territory of Lies, New York, Harper & Row, 1989, ISBN 978-0-06-015972-6.
  • Elliot Goldenberg, The Hunting Horse, New York, Prometheus Books, 2000, ISBN 978-1-57392-854-0.
  • (EN) Goldenberg, Elliot (, The Spy who Knew Too Much: The Government Plot to Silence Jonathan Pollard, SP Books, 1993, ISBN 978-1561712304.
  • Bernard R. Henderson, Pollard: The Spy's Story, New York, Alpha Books, 1988, ISBN 978-0-944392-00-3. Henderson is the father of Pollard's wife, Anne
  • Thomas, Gordon, Gideon's Spies: The Secret History of the Mossad, Macmillan Publishers, 2012 [1999].

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