Katorga

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Dipinto di Alexander Sochaczewski raffigurante il lavoro forzato nei campi Katorga siberiani.

Katorga (Russo: ка́торга; IPA:[ˈkatərgə]; dal Greco medioevale: katergon, κάτεργον, "galera") era un sistema di campi di lavoro penale dell'Impero russo.[1] I prigionieri erano inviati nelle remote colonie penali in vaste e disabitate aree della Siberia e dell'estremo oriente russo, dove cioè il numero di lavoratori e volontari era insufficiente. I prigionieri svolgevano i lavori forzati in condizioni estremamente difficili.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prigionieri nel campo di Amur Cart Road, tra il 1908 ed il 1913.

Katorga, una categoria di punizione all'interno del sistema giudiziario dell'Impero russo, aveva molte delle caratteristiche associate con il lavoro di campo di reclusione: il Confinamento, strutture semplificate (al contrario delle carceri), e lavoro forzato.

I campi del Katorga furono istituiti nel XVII secolo nelle aree sottopopolate di Siberia e dell'estremo oriente russo, regioni che avevano poche città o risorse alimentari. Nonostante le condizioni d'isolamento geografico, alcuni prigionieri riuscirono a fuggire in regioni popolate. Da questi tempi, la Siberia ha ottenuto la sua connotazione di spaventoso luogo di punizioni, che fu ancora più larga in seguito con il sistema sovietico dei GULAG.

Dopo il cambiamento delle leggi penali russe nel 1847, l'esilio ed il Katorga diventano castighi comuni per coloro che prendono parte ad insurrezioni contro l'Impero. Ciò fece incrementare il numero di Polacchi inviati in questi campi. Queste persone divennero note in Polonia come Sybiraks ("I siberiani"). Alcuni di loro rimasero lì, formando una minoranza polacca in Siberia.

Le più comuni occupazioni nei campi Katorga erano l'estrazione mineraria e la lavorazione del legname. Un esempio notevole prevedeva la costruzione del Amur Cart Road (Амурская колесная дорога), che venne a lungo elogiato come un successo nell'organizzazione del lavoro penale.

Nel 1891 Anton Čechov, scrittore e drammaturgo russo, visitò i territori katorga nell'isola di Sakhalin e descrisse le miserevoli condizioni di vita nel suo libro Isola di Sakhalin. Ha criticato la miopia e l'incompetenza dei funzionari incaricati, lo spreco di fondi governativi, ed una diminuzione della produttività. Aleksandr Solzhenitsyn, nel suo libro riguardante i campi di lavoro sovietici, Arcipelago Gulag, citò Chekhov estensivamente per illustrare il disumano deterioramento delle condizioni di vita per gli internati ed il vertiginoso aumento del numero di persone inviate durante lo stalinismo in confronto al sistema Katorga dei tempi di Chekhov.

Pëtr Alekseevič Kropotkin, quale aiutante di campo al governatorato della Transbajkalia negli anni 1860, è stato nominato per ispezionare lo stato del sistema carcerario nella zona; ha poi descritto le sue scoperte nel suo libro Nelle prigioni Russe e Francesi (1887).

Maggiori Katorga[modifica | modifica wikitesto]

  • Nerchinsk katorga (Нерчинская каторга)
  • Akatuy katorga (Акатуйская каторга)
  • Algacha katorga (Алгачинская каторга)
  • Kara katorga (Карийская каторга)
  • Maltsev katorga (Мальцевская каторга)
  • Zerentuy katorga (Зерентуйская каторга)
  • Sakhalin katorga (Сахалинская каторга)

Detenuti Famosi dei Katorga[modifica | modifica wikitesto]

Russi[modifica | modifica wikitesto]

Polacchi[modifica | modifica wikitesto]

Addio all'Europa, di Aleksander Sochaczewski

Ucraini[modifica | modifica wikitesto]

Russia Sovietica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Rivoluzione Russa del 1917 il sistema penale russo andò in gestione dei Bolscevichi, che rinominarono i Katorga in Campi di lavoro gulag.

Nel 1943 il "lavoro katorga" (каторжные работы) fu reintrodotto in qualità di speciale tipo di punizione. Fu inizialmente inteso per i Collaboratori nazisti, ma altre categorie di prigionieri politici furono altrettanto condannati al "lavoro katorga". I prigionieri condannati al lavoro katorga erano inviati nei più terribili e mortali campi di prigionia del regime, e la quasi totalità di loro morì.[2]

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  • P.Kropotkin, In Russian and French Prisons, London: Ward and Downey; 1887.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daly, Jonathan W. Autocracy under Siege: Security Police and Opposition in Russia, 1866–1905 (1998).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]