I predatori dell'arca perduta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da I predatori dell'Arca perduta)
I predatori dell'arca perduta
Indiana Jones 02.jpg
Indiana Jones (Harrison Ford) in una scena del film
Titolo originale Raiders of the Lost Ark
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1981
Durata 110 min
Rapporto 2,35:1
Genere azione, avventura, commedia, storico, fantastico
Regia Steven Spielberg
Soggetto George Lucas, Philip Kaufman
Sceneggiatura Lawrence Kasdan
Produttore Frank Marshall
Produttore esecutivo George Lucas e Howard Kazanjian
Fotografia Douglas Slocombe
Montaggio Michael Kahn
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche John Williams
Scenografia Norman Reynolds
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Edizione 1981

Edizione 2009

I predatori dell'arca perduta (Raiders of the Lost Ark) è un film del 1981 di Steven Spielberg, capostipite della tetralogia cinematografica di Indiana Jones.

Nel 2008, in occasione dell'uscita sul mercato home video della versione definitiva in DVD, il film è stato rititolato Indiana Jones e i predatori dell'arca perduta (Indiana Jones and the Raiders of the Lost Ark), seguendo la denominazione degli altri capitoli della serie.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« È il destino dell'archeologo quello di vedere frustrati anni e anni di lavoro e ricerche. »

(Indiana Jones)

Perù, 1936. Il professore di archeologia Henry "Indiana" Jones Junior è sulle tracce di un antico idolo della fertilità, conservato in un tempio immerso nella giungla. Superati i molti trabocchetti ed ostacoli insieme alla sua guida Satipo, riesce finalmente a impossessarsi della statuetta. Satipo si rivela però indegno della fiducia del professore, poiché ruba l'idolo per tenerselo tutto per sé, ma muore nel tentativo di scappare, trafitto da una delle tante trappole. Indy, appena uscito dalla grotta con l'oggetto tra le mani, viene sorpreso dal rivale René Belloq, che riesce ad impossessarsene, mentre Jones è costretto alla fuga, inseguito dai pericolosi indios Hovitos, alleati dello stesso Belloq.

Tornato all'Università di Princeton, Jones, unitamente al collega ed amico Marcus Brody, riceve la visita di due agenti dell'Intelligence, che spiegano loro che i nazisti sono ad un passo dal recuperare la mitica Arca dell'Alleanza, contenente frammenti delle tavole dei dieci comandamenti dettati da Dio a Mosè. I tedeschi sono convinti dell'immenso potere che essa può conferire, ma per raggiungerla devono mettere le mani sull'amuleto di Ra, custodito da Abner Ravenwood, vecchio amico nonché professore di archeologia di Jones ora sparito in Nepal. L'oggetto, posto su di una speciale asta (l'Asta di Ra) in un plastico nella città di Tani,[1] scomparsa da secoli sotto una tempesta di sabbia durata un anno, avrebbe riflesso la luce mattutina rivelando l'ubicazione del "Pozzo delle Anime", la sala dove giace l'Arca.

Raggiunto il paese asiatico, Jones incontra Marion, la figlia di Ravenwood (con la quale in passato ha avuto una relazione), che convince a cedergli il medaglione. Interviene però un gruppo di nazisti, capeggiati dal sinistro Arnold Ernst Toth, pezzo grosso della Gestapo, che cerca di rubare il medaglione e incendia la locanda di Marion, la quale decide così di seguire Indiana nella sua ricerca.

Giunti in Egitto, scoprono dall'amico Sallah che la città Tanis è stata riportata alla luce da Belloq, ora collega dei nazisti comandati dal sadico Colonnello Herman Dietrich e dal già nominato Toth. Marion viene poi rapita da un gruppo di nazisti, che muoiono dopo l'esplosione del loro camion. Indiana crede che Marion sia morta, ma ella è stata invece consegnata a Belloq dai nazisti quale ricompensa. Jones nel frattempo s'infiltra negli scavi in corso, riuscendo a scoprire il luogo dove è sepolto il Pozzo delle Anime. Sceso nel pozzo, lo scopre pieno zeppo di serpenti e di cadaveri. Sul punto di recuperare l'Arca, intervengono ancora i nazisti che gliela sottraggono, e Toth getta Marion nel Pozzo delle Anime su richiesta di Dietrich e contro la volontà di Belloq. Jones e Marion non s'arrendono e riescono a scappare prima che l'Arca venga trasportata via con un aereo, distruggendolo e costringendo i nazisti a ricorrere a un trasporto su ruota.

Indy riesce ad eludere di nuovo i soldati nazisti che scortano l'Arca su di un camion, e dopo un interminabile inseguimento s'impossessa dell'Arca. Una volta che ne ha preso possesso, Indiana riesce ad imbarcarsi su una nave di pirati comandati dal capitano Simon Katanga, amico di Sallah, che però l'indomani viene abbordata ed ispezionata dall'equipaggio di un U-Boot tedesco. I nazisti riprendono così possesso dell'Arca e consegnano Marion a Belloq. Indiana invece si è infatti nascosto, ma Katanga, per salvarlo, dichiara di averlo ucciso. Indiana riesce così ad imbarcarsi sul sommergibile che trasporta l'Arca, camuffandosi da soldato nazista e raggiungendo infine un'isoletta al nord di Creta, dove Belloq è intenzionato a compiere un rituale ebraico per controllare la veridicità della reliquia, prima di portarla al cospetto di Hitler.

Catturati e legati a un palo, Jones e Marion assistono all'apertura dell'Arca, che rivela il suo contenuto, ossia della polvere. Improvvisamente l'Arca libera tuttavia una forza ultraterrena che fa esplodere le munizioni delle armi e mette fuori uso le apparecchiature elettriche dei tedeschi. Belloq viene avvolto dal "fuoco divino" che fulmina tutti i soldati, mentre Toth e Dietrich muoiono orribilmente. Alla fine Belloq, avvolto completamente dal fuoco, esplode. Indiana e Marion si salvano chiudendo gli occhi. Il cielo sopra all'isola si spalanca, risucchiando tutti i nazisti e il "fuoco divino" per poi rientrare dentro l'arca che si richiude. Quando il cielo si richiude, Jones e Marion si ritrovano liberi dalle corde che li imprigionavano. Tornato a Washington con Marion, Jones è furibondo per come l'esercito nega loro l'Arca e la possibilità di studiarla, in quanto già nelle mani di "qualificati studiosi", mentre in realtà viene rinchiusa in una cassa, marchiata e inserita tra migliaia di altre casse identiche, in uno sconfinato magazzino che raccoglie il materiale top secret.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Indiana Jones prende il nome dal cane di razza alaskan malamute di George Lucas. Nel terzo film si scoprirà che anche il cane del dottor Jones si chiamava Indiana.

Per il personaggio di Indiana Jones originariamente George Lucas propose di chiamarlo "Indiana Smith", tuttavia Steven Spielberg detestava questo nome, pensava suonasse davvero male, allora Lucas disse: «Chiamalo Indiana Jones o come ti pare, il film è tuo ora». Tom Selleck fu il primo attore scelto per il ruolo di Indiana Jones, ma dovette rifiutare poiché aveva firmato un contratto in esclusiva per la serie televisiva Magnum, P.I..

Per il ruolo di Marion erano state inizialmente pensate Amy Irving e Debra Winger. Per il ruolo di Belloq Steven Spielberg avrebbe invece voluto o Giancarlo Giannini o Jacques Dutronc, ma poiché nessuno dei due sapeva parlare in inglese il ruolo fu affidato a Paul Freeman.

Nel cast compaiono, in piccoli cameo, il responsabile degli effetti speciali Dennis Muren (che lavorerà ancora, in futuro, con Spielberg) nei panni della spia nazista che insegue Indy in aereo (sta leggendo la rivista Life) e il produttore Frank Marshall (regista di Alive e di Aracnofobia) come pilota dell'Ala Volante tedesca.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Esce nelle sale cinematografiche statunitensi il 12 giugno 1981 in 1 078 copie, mentre in Italia per il 22 ottobre dello stesso anno.

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio italiano originale venne diretto da Renato Izzo su dialoghi di Alberto Piferi e Letizia Giotti Miller.

Il 2 ottobre 2009 è stata trasmessa, per la prima volta su Sky, una nuova versione italiana del film con un nuovo doppiaggio (affidato a Massimiliano Alto). Questa versione è presente nelle nuove edizioni in Blu-ray Disc del film, insieme al doppiaggio originale del 1981.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato il maggior incasso stagionale negli Stati Uniti, con 209 562 121 $[2] (a fronte di un costo di produzione di 18.000.000$[3]), eguagliando il miglior incasso dell'anno precedente, L'Impero colpisce ancora.[4] Distribuito nuovamente nelle sale il 16 luglio 1982, in una stagione dominata dal successivo film di Spielberg, E.T. l'extra-terrestre, ha incassato altri 21 437 879 $[5] e ha avuto un'ulteriore uscita il 25 marzo 1983, per altri 11 374 454 $,[6] raggiungendo un incasso totale in patria di 242-245 milioni di dollari, a seconda delle fonti.[7]

A livello mondiale ha incassato complessivamente 384 140 454 $.[7]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il National Board of Review l'ha inserito fra i migliori dieci film del 1981, ma come miglior film in assoluto sono stati preferiti ex aequo gli altri due film sopracitati. Il New York Times lo ha inserito nella sua lista dei 1000 migliori film di sempre.[8]

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al sessantesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[9] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al sessantaseiesimo posto.[10] Nel 2001 l'ha inserito al 10º posto nella sua lista dei cento migliori film thriller statunitensi di tutti i tempi (che comprende film d'azione, noir, horror e di fantascienza).

Nel 1999 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[11]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

  • Del film è stata realizzata un'accurata parodia Disney dal titolo Paperinik e l'arca dimenticata.
  • A Indiana Jones è ispirato il personaggio Disney a fumetti Indiana Pipps, cugino avventuriero di Pippo, e René Belloq è l'ispirazione per il suo eterno rivale, il perfido Dr. Krantz.
  • Nel videogioco Indiana Jones e la macchina infernale è possibile giocare un livello segreto, in cui Indy torna nello stesso tempio in Perù per recuperare un altro idolo.
  • Nell'episodio Indiana Shawn alla ricerca del tesoro segreto della serie televisiva Psych, il protagonista Shawn Spencer (James Roday) è vestito come Indiana Jones.
  • Un episodio de I Simpson intitolato I predatori del frigo perduto è una parodia del film.
  • La trama dell'episodio La minimizzazione manipolatoria della sitcom The Big Bang Theory verte intorno agli eventi del film; in particolar modo sul fatto che le azioni del protagonista Indiana Jones, in realtà, non influiscono sulla trama della pellicola.[12]

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Indiana Jones e il tempio maledetto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La città di Tani è stata la vera capitale dell'Egitto dal 1075 a.C. al 712 a.C. (anno in cui divenne capitale Menfi)
  2. ^ (EN) Box Office Mojo - 1981 Yearly Box Office Results, boxofficemojo.com. URL consultato il 31 maggio 2008.
  3. ^ Raiders of the Lost Ark (1981) - Box Office Mojo, su www.boxofficemojo.com. URL consultato l'11 settembre 2016.
  4. ^ (EN) Box Office Mojo - 1980 Yearly Box Office Results, boxofficemojo.com. URL consultato il 31 maggio 2008.
  5. ^ (EN) Box Office Mojo - 1982 Yearly Box Office Results, boxofficemojo.com. URL consultato il 31 maggio 2008.
  6. ^ (EN) Box Office Mojo - Indiana Jones Movies, boxofficemojo.com. URL consultato l'8 giugno 2008.
  7. ^ a b (EN) Box Office Mojo - Raiders of the Lost Ark, boxofficemojo.com. URL consultato il 31 maggio 2008.
  8. ^ (EN) The Best 1,000 Movies Ever Made, New York Times. URL consultato il 18 febbraio 2012.
  9. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  10. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  11. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 16 novembre 1999. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  12. ^ Jacopo Fo, Con dolore ho scoperto la verità su Indiana Jones: è un eroe inutile!, su jacopofo.com, 21 marzo 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN223411466 · LCCN: (ENn84173837 · GND: (DE7700032-8