Duel (film)

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« Se credi di poter prendere quel bestione che hai e usarlo come un'arma per ammazzare la gente sulla strada, be' ti sbagli, è meglio che ci pensi. »
(David Mann)
Duel
Duel (film 1971).png
L'autocisterna assassina (una Peterbilt 281)
Titolo originale Duel
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1971
Formato film TV
Genere thriller, road-movie
Durata 74 min (vers. televisiva)
90 min (vers. cinematografica)
Lingua originale inglese
Caratteristiche tecniche
Rapporto 4:3 (vers. televisiva)
1,85:1 (vers. cinematografica)
Colore colore
Audio sonoro
Crediti
Regia Steven Spielberg
Soggetto Richard Matheson
Sceneggiatura Richard Matheson
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi

Edizione originale

Ridoppiaggio (2004)

Fotografia Jack A. Marta
Montaggio Frank Morriss
Musiche Billy Goldenberg
Scenografia Robert S. Smith
Prima visione
Prima TV Stati Uniti d'America
Data 13 novembre 1971
Rete televisiva ABC
Premi

Duel è un film per la televisione del 1971 diretto da Steven Spielberg.

L'anno successivo all'uscita venne distribuito nelle sale con l'aggiunta di nuove scene, diventando a tutti gli effetti un prodotto cinematografico. È il secondo lungometraggio firmato dal venticinquenne Steven Spielberg, tratto dall'omonimo racconto di Richard Matheson, che ne ha curato anche la sceneggiatura.

Divenuto in breve tempo un vero e proprio cult, è il film che ha lanciato la carriera di Spielberg verso grandi successi di critica e di pubblico, a partire da Lo squalo (1975).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

David Mann, tranquillo commesso viaggiatore, sta compiendo un viaggio in auto fuori città per lavoro, quando davanti a lui su una strada deserta vede una vecchia autocisterna che procede lenta. Poiché questa gli scarica addosso il fumo denso del tubo di scappamento, David la sorpassa, ma poco dopo la cisterna lo supera nuovamente. David riesce di nuovo a superare il camion e l'autista suona diverse volte il clacson, come se fosse offeso per l'oltraggio subito. Auto e cisterna si fermano a una stazione di servizio per fare il pieno. L'autista del camion scende, ma David ne scorge solo gli stivali. Il benzinaio intanto, dopo aver aperto il cofano dell'auto per controllare l'olio, scorge il manicotto del radiatore in condizioni pietose; riferisce ciò a David che sembra non curarsene. Questi intanto telefona alla moglie e dal discorso si avverte una certa tensione: la sera prima c'era stata una festa a casa loro, uno degli invitati aveva allungato troppo le mani sulla moglie, che accusa David di essere rimasto a guardare. David riparte e viene nuovamente raggiunto dall'autocisterna, che accelera sempre di più come se volesse sorpassarlo a tutti i costi.

Per liberarsi di quell'invadente autista, David gli dà strada, ma non appena lo supera, l'autocisterna rallenta fino a procedere quasi a passo d'uomo e non permette all'auto di David di procedere. David si stufa di procedere addirittura più lento di prima e gli suona il clacson un paio di volte, finché a una curva il camionista fa a David un cenno col braccio, invitandolo a passare avanti, ma appena lo fa, per poco David non si schianta contro un'auto che proveniva dalla corsia opposta. Mann comincia già a capire che l'autista non è "del tutto normale". Alla fine, approfittando di una stradina parallela in terra battuta, David riesce finalmente a superare il camion, e tutto sembra finito lì. Finché dopo un po' l'autocisterna riappare, a fortissima velocità e tampona più volte David, che riesce ad evitarla infilandosi bruscamente nell'area di sosta di un'altra stazione di servizio. Entrato nel locale adiacente per ristorarsi, David va prima al bagno, e quando ne esce scorge il camion nel parcheggio. L'uomo comincia allora a guardare in maniera sospetta tutte le persone presenti nel locale, cercando di capire chi fosse il presunto autista osservando gli stivali dei vari presenti. A un certo momento pensa di aver individuato il suo inseguitore in un uomo che sta mangiando da solo e lo invita a cessare l'assurdo gioco; alle proteste di questi scoppia una rissa. Però Mann capisce dopo che non era lui il camionista, dato che poi lo vede partire alla guida di un altro piccolo camion). Tornato a sedersi, David sente accendersi un motore dal suono "familiare", guarda fuori e vede il "suo" camion partire, cerca di inseguirlo a piedi, inutilmente.

David allora riparte e poco dopo trova una classe di ragazzini, in un'area di sosta col loro scuolabus in panne. David prova a far partire l'autobus spingendolo da dietro con l'auto, ma il suo paraurti si incastra sotto quello dell'autobus. A peggiorare le cose, l'autocisterna che aveva preceduto David, probabilmente vedendo che non arrivava verso la sua direzione, torna indietro e si apposta dentro una galleria attendendolo. David intanto continua a tentare di liberarsi dall'autobus e alla fine si arrende; smonta dall'auto e proprio in quel secondo scorge il camion dentro la galleria che, non appena si accorge di essere visto, accende i fari in modo minaccioso. David allora, preso dal panico, si fa aiutare dall'autista del pullman a liberarsi mentre il camion avvia il motore e si dirige verso David. Proprio in quel momento l'auto di Mann riesce a liberarsi e ad allontanarsi di corsa mentre, ironicamente, il conducente del camion spinge e fa partire l'autobus scolastico. David scappa a tutta velocità fino a che non si imbatte in un passaggio a livello dove sta passando un treno. A un certo punto viene tamponato: si accorge che il camion lo sta lentamente spingendo verso i binari; riesce ancora a salvarsi miracolosamente e si butta a lato strada per lasciar passare il camion. Dopo un po' di strada si imbatte nuovamente nell'autocisterna, che va pianissimo perché vuole farsi raggiungere. David vede un'altra stazione di servizio, si ferma e in una cabina telefonica prova a chiamare la polizia ma non ci riesce perché l'autocisterna, fermatasi poco dopo lui, piomba sulla cabina, distruggendola, mentre David si salva nuovamente per un soffio. David riparte a razzo e si nasconde in un piccolo cimitero di auto accanto alla ferrovia, intenzionato a far credere all'autocisterna di essere andato avanti.

Dopo aver dormito per un'ora, svegliato da un treno di passaggio (che credeva che fosse il camion), David riparte, convinto di averlo distanziato per bene, ma dopo aver percorso un tratto, a un certo punto frena di colpo: a lato strada la maledetta autocisterna lo sta attendendo. Dopo aver invano chiesto aiuto a una anziana coppia in auto, David capisce che non può più evitare il duello: per la prima volta nella sua vita decide di non fuggire da un problema, ma di affrontarlo. Quindi porta la sua macchina vicino al camion e si ferma. L'autista gli fa segno di passare, ma Mann aspetta; al momento giusto affonda l'acceleratore e sfreccia via, subito dopo guarda nello specchietto e vede il camion che comincia a inseguirlo. Corre all'impazzata per molti chilometri, rischiando più volte di uscire di strada, stupito della velocità raggiunta dall'autocisterna. A un certo punto, mentre si trova con la motrice incollata al paraurti, David scorge sul ciglio stradale un'auto con i colori della Highway Patrol Police e con qualcosa di rosso sul tetto che ricorda un lampeggiante della polizia. Sollevato dall'idea di essere aiutato, Mann inchioda accanto al "poliziotto" per chiedere aiuto. Ma si accorge che non è una pattuglia della polizia bensì l'auto di una compagnia di disinfestazione e l'oggetto sul tetto non era altro che un grosso insetto rosso. Deluso dell'amara scoperta, David riparte, mentre il camion gli sta sempre alle costole. Arrivato a una salita, ritiene di poter distanziare definitivamente il camion e la cosa sembra riuscire, finché non scoppia il tubo del radiatore (che era lesionato e su cui, all'inizio del film, il meccanico del distributore aveva messo in guardia Mann) e il motore si surriscalda progressivamente cominciando a far perdere velocità all'auto. E l'autocisterna nel frattempo, seppure a bassa velocità, gli si avvicina.

Fortunosamente David riesce a raggiungere la discesa prima che l'auto si fermi in piena pendenza; a motore spento e marcia in folle riacquista velocità e comincia a raffreddarsi. Quando però la strada torna sul piano e la superficie diventa sterrata, Mann si imbatte in uno stretto tornante; viaggiando a quasi 60 miglia all'ora (circa 95 km/h) i freni non sono sufficienti ad arrestare l'auto: si schianta contro un costone roccioso. L'auto non riporta gravi danni, ma l'autocisterna si dirige verso di lui per schiacciarvelo contro: David tenta di riavviare il motore e ci riesce un attimo prima dell'impatto.

David riparte diretto verso un dirupo, sempre inseguito dal camion. Fatta un'inversione a "U", incastra la sua ventiquattrore sull'acceleratore, puntando il muso dell'auto verso il camion lanciato verso di lui. David salta fuori dall'auto, che si schianta contro il camion: l'autista di esso, invece di fermarsi, innesta la marcia inferiore accelerando, intanto non vede il dirupo a causa delle fiamme. All'ultimo secondo, accortosi di cosa sta per succedere, tenta di azionare i freni della motrice e del rimorchio, ma è tardi. Capendo di aver perso, l'autista suona ancora la terribile tromba che ha accompagnato tutto il film, in segno di sconfitta, che risuona quasi umana, come un lamento. L'autocisterna piomba nel dirupo, distruggendosi con l'auto di Mann. David ha vinto. Dopo un attimo di selvaggia euforia per la vittoria, si siede e si riposa tirando sassi, mentre il sole tramonta. Iniziano i titoli di coda.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Girato in soli tredici giorni, nacque come film per la televisione. Poco tempo dopo, per il grande successo riscosso e per consentirne l'uscita nei cinema statunitensi, il regista ne portò la durata da 74 a 90 minuti.

Gran parte delle sequenze offrono la scena al solo protagonista (il guidatore dell'autocisterna non si vede mai), ma vengono arricchite dall'efficacia delle inquadrature e dalla costante tensione, grazie anche alla bravura di Dennis Weaver.

Veicoli[modifica | modifica wikitesto]

La motrice dell'autocisterna utilizzata è un "musone" Peterbilt 281 del 1955, opportunamente "invecchiato" e potenziato. Questo tipo di trattore lo scelse Spielberg personalmente durante un vero e proprio "cast per camion" e lo scelse perché, rispetto agli altri camion che avevano il muso piatto, il Peterbilt aveva il motore davanti e non sotto la cabina. Questa cosa gli conferiva la "faccia da cattivo" che Spielberg cercava, e che le mani esperte di Carey Loftin, oltre all'età del mezzo, rendevano massima (il 281 tra l'altro era il camion più anziano del cast). Per poter toccare velocità come 90 miglia all'ora (145 km/h circa), i produttori dovettero innanzi tutto rinunciare all'idea di riempire la cisterna del rimorchio (come aveva scritto Richard Matheson nel copione originale), che nel finale sarebbe dovuta esplodere (e che avrebbe aumentato non poco il peso), e poi elaborare il motore Cummins NTC Twin Turbocharged da 350 cavalli con cambio a 15 marce, presente sui Peterbilt 281 e 351 (tale e quale al 281, solo con un secondo asse di trasmissione). Il rimorchio invece è una cisterna Fruehauf del 1948 a due assi con carenatura laterale, molto nota nella sua epoca per le sue forme tondeggianti e aerodinamiche.

Invece la macchina rossa di David Mann è una Plymouth Valiant del 1971. Spielberg, disse che non importava tanto che macchina fosse, bastava che fosse di un colore rosso vivo, in contrasto con i colori beige delle strade del deserto. Ne furono utilizzate tre, una delle quali, probabilmente quella usata nelle scene "veloci", aveva un motore V8 318 c.i. di una Road Runner, (le altre avevano il motore originale, un 6 cilindri 225 c.i.).

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

In origine, la colonna sonora del film era monofonica. Per l'uscita in dvd, l'audio è stato sottoposto a remixaggio in 6 canali (Dolby Digital 5.1). Tra le due versioni c'è una grandissima differenza. In origine, mentre l'autocisterna precipita, il regista aveva inserito un suono preso da un film di serie B su mostri simili a "Godzilla"; si trattava di un lamento, distorto e quasi metallico, che corrispondeva alla morte di un mostro. Spielberg, in un documentario incluso nel dvd, spiega che, per lui, l'autocisterna era un po' come i mostri dei film di serie B, perciò ha pensato di "rubare" quel suono dal verso di un dinosauro di un vecchio film degli anni '30 e di applicarlo al suo film. Durante questa spiegazione, nello stesso documentario, si può vedere e ascoltare la sequenza in questione, ed effettivamente il suono è udibile. Ma nel nuovo audio questo suono è incomprensibilmente scomparso. Il fatto potrebbe essere dovuto all'impossibilità di recuperare o ricreare quel suono per inserirlo nel remixaggio. Nello stesso documentario (e anche in quello contenuto nel dvd di Lo squalo), Spielberg rivela che, 4 anni dopo, girando Lo squalo, deciderà di utilizzare ancora quel "lamento" mentre l'animale muore, un modo per "ringraziare" il suo Duel per averlo portato sulla strada del successo. Curiosamente, nell'edizione in dvd di Lo squalo, malgrado anche in questo caso l'audio sia remixato in 6 canali (Dolby Digital 5.1), il suono in questione continua a essere udibile.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nell'albo di Dylan Dog N.153, il protagonista è perseguitato da un misterioso camion simile a quello di Duel (anche se molto più "nuovo" e pulito). Si scoprirà che il misterioso guidatore non è altri che la Morte.
  • Nel secondo episodio di una storia di Topolino intitolata Paperino Paperotto e la strada per Appaloosa appaiono numerose citazioni e riferimenti al film, anche se il camion insegue lo scuolabus dei ragazzi.
  • Nell'episodio 2x27 dell'anime City Hunter i protagonisti, a bordo di una piccola vettura, vengono aggrediti da un grosso autoarticolato, che cerca di mandarli fuori strada. Lo stesso protagonista esclama "Questo deve pensare di trovarsi in un film di Spielberg".
  • L'inizio del film horror Jeepers Creepers - Il canto del diavolo vede i due ragazzi protagonisti essere tamponati anch'essi ferocemente, da un furgone vecchio e arrugginito per poi, analogamente al film di Spielberg, finire fuori strada e da lì a poco fermarsi in un'area di servizio per riprendersi dallo shock.
  • In un episodio della serie di telefilm L'incredibile Hulk vengono impiegati gli stessi veicoli e alcune sequenze del film di Spielberg, inclusa la scena catastrofica, ma con i ruoli invertiti. La proprietaria dell'autoarticolato è inseguita da un'autovettura per motivi che ella ignora.
  • Il brano Duel dall'album Till We Have Faces del 1984 di Steve Hackett è chiaramente ispirato dal film di Spielberg.

Locandine e manifesti[modifica | modifica wikitesto]

La realizzazione dei manifesti del film fu affidata al pittore cartellonista Mario De Berardinis.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Denini, Automobili e film nella storia del cinema americano, Recco, Le Mani, 2008. ISBN 978-88-8012-423-8.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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