The Fabelmans

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The Fabelmans
The Fabelmans.jpg
Paul Dano, Michelle Williams e Seth Rogen in una scena del film
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2022
Durata151 min
Rapporto1,85:1
Generedrammatico, biografico
RegiaSteven Spielberg
SceneggiaturaSteven Spielberg, Tony Kushner
ProduttoreSteven Spielberg, Tony Kushner, Kristie Macosko Krieger
Produttore esecutivoJosh McLaglen
Casa di produzioneAmblin Entertainment, Reliance Entertainment
Distribuzione in italiano01 Distribution
FotografiaJanusz Kamiński
MontaggioSarah Broshar, Michael Kahn
MusicheJohn Williams
ScenografiaRick Carter
CostumiMark Bridges
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Fabelmans è un film drammatico autobiografico del 2022 diretto da Steven Spielberg.

Il film, che vede la presenza di Michelle Williams, Seth Rogen, Paul Dano, Judd Hirsch, Julia Butters e Gabriel LaBelle, è dedicato alla memoria dei genitori di Spielberg, Leah Adler e Arnold Spielberg, morti rispettivamente nel 2017 e nel 2020,[1] e tratta di una storia basata sull'adolescenza di Spielberg e sui suoi primi anni da regista, narrata attraverso la vita del protagonista Sammy Fabelman, un giovane aspirante regista che esplora come il potere dei film possa aiutarlo a vedere la verità sulla sua famiglia disfunzionale e su coloro che lo circondano.[2]

Il progetto è stato elogiato dalla critica cinematografica, che ha apprezzato l'autenticità con cui il regista narra la propria infanzia, ottenendo sette candidature ai Premi Oscar, tra cui al miglior film, Critics' Choice Awards e Satellite Award. Il film è stato riconosciuto ai Golden Globe sia per il miglior film drammatico che per la miglior regia, ottenendo inoltre il National Board of Review Award alla miglior regia. L'interpretazione del cast ha ottenuto il plauso della critica, con particolare apprezzamento per la recitazione di Michelle Williams, Judd Hirsch e Gabriel LaBelle, entrambi candidati nelle rispettive categorie alla migliore attrice, al miglior non protagonista attore e miglior attore esordiente ai Premi Oscar, Golden Globe, Critics' Choice Awards e Satellite Award.

Nonostante l'apprezzamento da parte della critica, il film è stato scarsamente accolto dal pubblico, divenendo un flop cinematografico, incassando 28 milioni di dollari a fronte di un budget di 40 milioni, il peggior risultato finanziario di sempre per un film diretto e prodotto da Spielberg.[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La notte del 10 gennaio 1952, ad Haddon Township, nel New Jersey, la coppia ebrea Mitzi e Burt Fabelman portano il loro giovane figlio Sammy a vedere il suo primo film: Il più grande spettacolo del mondo di Cecil B. DeMille. Sammy resta colpito in particolar modo dalla scena di un incidente ferroviario e chiede il modello di un trenino per Hanukkah. Mitzi gli regala una videocamera da 8 mm, incoraggiandolo a replicare la scena del film con il trenino giocattolo; da allora, Sammy inizia a fare riprese di ogni tipo, coinvolgendo spesso le sue sorelle minore in varie scene. Nel 1957 a Burt viene offerto un nuovo lavoro a Phoenix, in Arizona; lui e la sua famiglia vi si trasferiscono insieme a Bennie Loewy, miglior amico e socio di Burt, su insistenza di Mitzi.

Anni dopo Sammy, ormai adolescente, continua a realizzare film con l'aiuto dei suoi amici boy scout, utilizzando amatoriali effetti speciali e applicando modifiche di post-produzione, per poi mostrare le riprese a un piccolo pubblico di conoscenti. La madre di Mitzi muore di vecchiaia, lasciando Mitzi particolarmente sconvolta. Burt, pur considerando la passione del figlio un semplice hobby, gli regala nuove attrezzature suggerendogli di realizzare un film per rallegrare la madre, sebbene Sammy dia la priorità a un'altra sua pellicola. I Fabelman ricevono una visita a sorpresa dallo zio di Mitzi, Boris, un ex domatore di leoni e cineasta. Boris confida a Sammy del conflitto che ha creato tra la sua famiglia e l'arte, ritenendo che sono due elementi che saranno sempre in contrasto tra loro. Dopo la partenza di Boris, Sammy inizia a montare un filmato delle vacanze in campeggio della sua famiglia per mostrarlo a Mitzi e tirarla su di morale; si accorge così, attraverso alcune scene, di una tresca amorosa tra la madre e Bennie.

Profondamente scosso, Sammy assume un comportamento freddo e distaccato nei confronti di Mitzi e Bennie. La situazione degenera in un'accesa discussione tra madre e figlio, al termine del quale Mitzi colpisce Sammy sulla schiena in un impeto di rabbia; Sammy le mostra il filmato e promette di mantenere il segreto. La settimana seguente, Burt riceve una nuova promozione che comporta un nuovo trasferimento in California con la sua famiglia. Bennie rimane a Phoenix ma regala a Sammy una nuova fotocamera, sebbene il ragazzo prometta di non usarla mai.

Nella nuova scuola, Sammy fatica a integrarsi; in particolare due compagni, Logan e Chad, lo prendono di mira con insulti antisemiti. Sammy inizia una relazione con la compagna Monica, sebbene lei sia una devota cristiana, la quale lo incoraggia a filmare una giornata in spiaggia trascorsa dagli studenti. Mitzi soffre particolarmente del trasferimento a causa dell'allontanamento da Bennie, cadendo in depressione. Quando Burt lo scopre, i due decidono di divorziare, con grande devastazione dei figli.

Al ballo di fine anno, Sammy dichiara a Monica il suo amore e lo prega di seguirlo a Hollywood dopo il liceo, ma lei rompe con lui in quanto non intende abbandonare i suoi piani futuri. Il film di Sammy della gita in spiaggia viene proiettato ai compagni e viene accolto in modo estremamente positivo; Logan affronta Sammy, confuso del fatto che lo abbia raffigurato in modo glorificato nonostante il bullismo che ha perpetrato nei suoi confronti, ma Sammy gli spiega di aver semplicemente ripreso la realtà e i due raggiungono un'intesa quando Logan respinge Chad prima che possa attaccare nuovamente Sammy. La mattina dopo, Mitzi e Sammy parlano del loro futuro e la donna gli dice di non rinunciare al suo amore per il cinema.

L'anno seguente, Sammy vive con Burt a Hollywood, ma prova un forte stato di ansia in quanto incapace di trovare lavoro e insoddisfatto del college. Burt, riconoscendo la rinnovata felicità di Mitzi assieme a Bennie, accetta con titubanza la passione di suo figlio per il cinema. Il ragazzo riceve in quel momento una lettera della CBS, che gli offre di lavorare a una sitcom. Il co-creatore dello spettacolo, notando che Sammy è più interessato al cinema, lo invita a incontrare il regista John Ford. Quest'ultimo offre a Sammy alcuni brevi suggerimenti sull'inquadratura e Sammy, felice, esce dagli studios preparandosi alla sua nuova vita.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Già dal 1999 Spielberg disse che da tempo pensava di dirigere un film sulla sua infanzia. Intitolato I'll Be Home, il progetto è stato originariamente scritto da sua sorella Anne Spielberg. Ha spiegato: "La mia grande paura è che a mia mamma e papà non piacerà e penseranno che sia un insulto e non condivideranno il mio punto di vista amorevole ma critico su com'è stato crescere con loro".[4] Nel 2002, Spielberg si è detto nervoso all'idea di girare I'll Be Home: "È così vicino alla mia vita e così vicino alla mia famiglia - preferisco fare film più allegorici. Ma una storia letterale sulla mia famiglia richiederà molto coraggio".[5]

Pre-produzione e cast[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2021, è stato annunciato che Spielberg avrebbe diretto un film di formazione vagamente basato sulla sua infanzia trascorsa in Arizona. Michelle Williams era in trattative per recitare nel ruolo del personaggio ispirato alla madre di Spielberg, Leah Adler, ma con "una voce originale".[6] Spielberg ha anche scritto la sceneggiatura insieme al collaboratore ricorrente Tony Kushner.[7] Si tratta della prima avventura di Spielberg nella scrittura di un film dai tempi di AI Artificial Intelligence (2001). Il 22 marzo 2021 è stato riferito che Seth Rogen si è unito al cast per interpretare "lo zio preferito del giovane Spielberg", mentre è stato confermato che Williams è stata scelta.[8] È stato anche riferito che Kristie Macosko Krieger avrebbe prodotto il film con Kushner e Spielberg. L'8 aprile 2021 Paul Dano si è unito al cast nel ruolo di Burt Fabelman, il personaggio ispirato al padre di Spielberg, Arnold.[9] Dano ha ammesso di essersi sentito intimidito nell'interpretare quel ruolo perché "la posta in gioco era davvero alta... Stai impersonando una delle figure più importanti, influenti e complicate nella vita [di Spielberg]. È stato incredibile vedere quanto di questo è stato nel suo lavoro per tutto il tempo. Sta condividendo un pezzo di se stesso che trovo molto commovente. C'è un vero dono in questo, quando qualcuno di quella statura e a quel livello di abilità artistica è disposto a farlo. "[10] A maggio, Gabriel LaBelle ha avviato le trattative finali per interpretare il ruolo principale, Sammy Fabelman, un giovane aspirante regista ispirato allo stesso Spielberg.[6] Sarebbe stato confermato il mese successivo oltre al casting di Julia Butters nei panni di Anne Fabelman, il ruolo ispirato alla sorella di Spielberg.[11]

Nel marzo 2022, il direttore della fotografia Janusz Kamiński ha detto che il film avrebbe raccontato la vita di Spielberg dai sette ai diciotto anni e avrebbe affrontato "la sua famiglia, i suoi genitori, enigmi con le sue sorelle, ma si occupa principalmente della sua passione per la realizzazione di film", aggiungendo che toccherà i temi del "giovane amore, del divorzio dei genitori e delle prime relazioni formative. È un film personale molto bello e bellissimo. È molto rivelatore sulla vita di Steven e su chi è come regista".[12]

Le riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese principali sono iniziate a Los Angeles nel luglio 2021.[13]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è stata composta da John Williams, storico collaboratore del regista, in quella che dovrebbe essere la sua ultima colonna sonora prima di ritirarsi per concentrarsi sull'attività concertistica.[14]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

È stato presentato in anteprima il 10 settembre 2022 al Toronto International Film Festival e la prima italiana è stata il 19 ottobre 2022 alla 17ª Festa del Cinema di Roma.[15] È uscito nelle sale statunitensi l'11 novembre 2022, mentre l'uscita nelle sale italiane risale al 22 dicembre dello stesso anno.

Adattamento italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio italiano e la sonorizzazione della pellicola sono stato eseguiti presso lo Studio Emme spa. La direzione del doppiaggio è di Rodolfo Bianchi e i dialoghi sono a cura di Valerio Piccolo.[16]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 gennaio 2023, The Fabelmans ha incassato 13,4 milioni di dollari negli Stati Uniti e 3 milioni di dollari nel resto del mondo, per un incasso mondiale di 16,4 milioni di dollari.[17]

Variety ha definito le proiezioni «un risultato deludente per un film da 40 milioni di dollari, specialmente per un film del regista di maggior successo del suo tempo» e ha paragonato la situazione ai 38 milioni di dollari scarsi di incassi interni di West Side Story sempre diretto e prodotto da Spielberg nel 2021.[18] Il film ha stabilito al 2022 il peggior risultato finanziario di sempre per un film diretto e prodotto da Spielberg.[19][20]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito di recensioni Rotten Tomatoes, The Fabelmans ha un indice di gradimento del 91% basato su 290 recensioni di critici, con una valutazione media di 8,2/10. Su Metacritic, che utilizza una media ponderata, il film ha un punteggio di 84 su 100 basato su 55 recensioni, indicando un «plauso universale».

Recensendo il film per TheWrap, Steve Pond ha affermato che «il film mostra un approccio delicato che non sminuisce le profondità autentiche che vengono analizzate», descrivendo il film come uno tra i più «personali» di Spielberg, «uno dei suoi film più brillanti e più appaganti degli ultimi anni».[21] Peter Debruge di Variety lo ha definito un «racconto accattivante e di ampio respiro di come Spielberg si sia innamorato del mezzo cinematografico; [...] contiene le chiavi di lettura di gran parte della filmografia del maestro». Debruge associa il film a Radio Days di Woody Allen, scrivendo che il film si presenta come un invito «a entrare nella casa e nello spazio mentale del regista vivente più amato al mondo, una zona stranamente asettica».[22]

John DeFore dell'Hollywood Reporter ha sottolineato che il film descrive «una vivida spaccatura dei primi lampi di intuizione cinematografica dell'autore e un ritratto, pieno di amore ma non offuscato dalla nostalgia, della famiglia del regista».[23] Justin Chang del Los Angeles Times lo ha definito «un'opera unicamente confessionale, in cui un grande artista riconosce liberamente e felicemente la manipolazione inerente alla forma d'arte che è nato per padroneggiare».[24] Leah Greenblatt di Entertainment Weekly ha riscontrato che «se tutto sembra un po' asettico e idealizzato, è costantemente adorabile, e dopo 75 anni e 34 film, chi più di Spielberg si è guadagnato il diritto di rivisitare i suoi ricordi di polvere di stelle?».[25] Richard Lawson di Vanity Fair ha scritto che «non tutti i memoir sono generosi. Può essere intrigantemente solipsistico, o follemente vanitoso. Ma poiché il personaggio pubblico di Spielberg è sempre stato curiosamente vuoto e mai del tutto conosciuto, [...] The Fabelmans sembra una sorta di regalo» al pubblico.[26]

Davide Stanzione di Best Movie elogia il film assegnandogli 4,2 stelle su 5 e lo commenta scrivendo: «The Fabelmans è prodigioso: l’autobiografia di celluloide di Steven Spielberg è un raggiungimento della maggiore età miracoloso per limpidezza e commozione, con l’amore per il cinema chiamato a stemperare con dolcezza tutta la rabbia e i rimpianti, a incantare a ripetizione, a dare un senso e a plasmare nella luce del Mito sogni e affetti familiari, a bagnare ogni cosa di lacrime».[27] Pyndaro di Movie Mag da al film 4.3 stelle su 5 affermando: «Il cinema che mistifica e che rivela, che salva la vita e la riscrive, che nasce per un colpo di testa e resta sogno distintivo, ipoteca sulla morte e sulla propria identità. Spielberg al grado zero, anima buona nel suo divertito, malinconico, amarcord della vita».[28]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Pete Hammond, ‘The Fabelmans’ Toronto Review: Steven Spielberg’s Cinematic Memoir Becomes Glorious Tribute To Art And Family, su Deadline, 11 novembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  2. ^ (EN) Stephanie Zacharek, This Is Steven Spielberg Like You've Never Seen Him Before, su Time, 16 novembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  3. ^ (EN) Conor Murray, These Movies—'Babylon' To 'The Fabelmans' To 'She Said'— Bombed At The Box Office. Can Awards Season Change Their Luck?, su Forbes, 10 gennaio 2023. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  4. ^ (EN) Dubner J. Stephen, Steven the Good, su The New York Times, 14 febbraio 1999. URL consultato l'11 gennaio 2023 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2021).
  5. ^ (EN) Michael Schulman, With “The Fabelmans,” Steven Spielberg Finally Phones Home, su The New Yorker, 20 settembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  6. ^ a b (EN) Justin Kroll, Steven Spielberg To Direct Untitled Project Loosely Based On His Childhood; Michelle Williams In Talks For Role Inspired By His Mom, su Deadline, 9 marzo 2021. URL consultato il 12 gennaio 2023.
  7. ^ (EN) Rebecca Keegan, Steven Spielberg: The Origin Story, su The Hollywood Reporter, 2 novembre 2022. URL consultato il 12 gennaio 2023.
  8. ^ (EN) Kyle Buchanan, In ‘The Fabelmans,’ Steven Spielberg Himself Is the Star, in The New York Times, 11 settembre 2022. URL consultato il 12 gennaio 2023.
  9. ^ (EN) Justin Kroll e Anthony D'Alessandro, Paul Dano To Play Role Inspired By Steven Spielberg’s Father In Director’s Childhood Movie, su Deadline, 8 aprile 2021. URL consultato il 12 gennaio 2023.
  10. ^ (EN) Joey Nolfi, Steven Spielberg made a movie of his life story to try to bring his 'mom and dad back', su Entertainment Weekly, 11 settembre 2022. URL consultato il 12 gennaio 2023.
  11. ^ (EN) Kirsten Chuba, Seth Rogen on Emotional Filming of Steven Spielberg’s ‘The Fabelmans’: “I Saw Him Cry Dozens of Times”, su The Hollywood Reporter, 7 novembre 2022. URL consultato il 12 gennaio 203.
  12. ^ (EN) Chris St Lawrence, Framing the Magic of 'West Side Story' with Cinematographer Janusz Kamiński - Exclusive Interview, su DiscussingFilm, 20 marzo 2022. URL consultato il 12 gennaio 2023.
  13. ^ (EN) Anousha Sakoui, Hollywood is booming despite Delta variant as production surges past pre-pandemic levels, su Los Angeles Times, 5 agosto 2021. URL consultato il 12 gennaio 2023.
  14. ^ (EN) Jazz Tangcay, Legendary Film Composer John Williams Eyes Retirement After Scoring ‘Indiana Jones 5’, su Variety, 23 giugno 2022. URL consultato il 12 gennaio 2023.
  15. ^ "The Fabelmans" di Spielberg in programma alla Festa e ad Alice nella città, su romacinemafest.it, 7 ottobre 2022.
  16. ^ The Fabelmans, su AntonioGenna.net, 22 dicembre 2022. URL consultato il 1º febbraio 2023.
  17. ^ The Fabelmans (2022) - Financial Information, su The Numbers. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  18. ^ (EN) Rebecca Rubin, Disney to Dominate Thanksgiving Box Office With ‘Strange World’ and ‘Black Panther: Wakanda Forever’, su Variety, 22 novembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  19. ^ (EN) Jeremy Fuster, Even With 'Black Panther,' Don't Expect Thanksgiving Box Office to Win, su TheWrap, 23 novembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  20. ^ (EN) Tom Brueggeman, Like ‘Jaws’ Before It, Steven Spielberg’s ‘The Fabelmans’ May Rewrite Box Office History, su IndieWire, 10 dicembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  21. ^ (EN) Steve Pond, 'The Fabelmans' Film Review: Steven Spielberg's Sweet Memory Piece Picks Up Steam as It Goes, su TheWrap, 10 settembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  22. ^ (EN) Peter Debruge, ‘The Fabelmans’ Review: Steven Spielberg Takes a Sweet, Heavily Filtered Selfie of His Formative Years, su Variety, 11 settembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  23. ^ (EN) John DeFore, ‘The Fabelmans’ Review: Steven Spielberg’s Deeply Moving Childhood Memoir, su The Hollywood Reporter, 11 novembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  24. ^ (EN) Justin Chang, Toronto Film Festival launches two must see movies in 'The Fabelmans' and 'Glass Onion', su Los Angeles Times, 11 novembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  25. ^ (EN) Leah Greenblatt, Steven Spielberg raids boyhood memories for 'The Fabelmans,' a tale of how a filmmaker is born, su Entertainment Weekly, 11 settembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  26. ^ (EN) Richard Lawson, Spielberg Shares an Emotional, Complex Self-Portrait In 'The Fabelmans', su Vanity Fair, 11 novembre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.
  27. ^ Davide Stanzione, The Fabelmans: siamo fatti della stessa sostanza del cinema. La recensione del film autobiografico di Steven Spielberg, su Best Movie, 22 dicembre 2022. URL consultato il 24 dicembre 2022.
  28. ^ The Fabelmans – L’amarcord autobiografico di Spielberg, su moviemag.it.
  29. ^ (EN) Oscar Nominations 2023: The Full List, su Variety, 24 gennaio 2023. URL consultato il 24 gennaio 2023.
  30. ^ (EN) Brent Lang e Jordan Moreau, Golden Globes 2023: Complete Nominations List, su Variety, 12 dicembre 2022. URL consultato il 6 gennaio 2023.
  31. ^ (EN) Beatrice Verhoeven, ‘Everything Everywhere All At Once’ Leads 2023 Critics Choice Awards Film Nominations, su The Hollywood Reporter, 14 dicembre 2022. URL consultato il 6 gennaio 2023.
  32. ^ (EN) IPA Reveals Nominations for the 27th Satellite™ Awards, su International Press Academy, 8 dicembre 2022. URL consultato il 6 gennaio 2023.
  33. ^ “The Fabelmans” di Spielberg in programma alla Festa e ad Alice nella città, su Festa del Cinema di Roma, 7 ottobre 2022. URL consultato l'11 gennaio 2023.

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