Crisi d'astinenza

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Crisi d'astinenza
Specialità psichiatria
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 292.0
ICD-10 F10 e F19
eMedicine 819502
Glossario della Dipendenza e Tossicodipendenza[1][2][3][4]
dipendenza
uno stato medico caratterizzato da ricerca compulsiva di stimoli gratificanti, nonostante le conseguenze negative
comportamento di dipendenza
un comportamento che è al tempo stesso gratificante e di rinforzo
farmaco dipendenza
un farmaco che è al tempo stesso gratificante e di rinforzo
tossicodipendenza
uno stato di adattamento associato a una sindrome di astinenza al momento della cessazione dell’ esposizione ripetuta a uno stimolo (ad esempio, l'assunzione di farmaci)
tolleranza inversa o sensibilizzazione al farmaco
l'effetto crescente di un farmaco derivante dalla somministrazione ripetuta ad una data dose
sospensione del farmaco
sintomi che si verificano al momento della cessazione del consumo ripetuto di sostanze
dipendenza fisica
dipendenza che comprende i sintomi persistenti di astinenza fisica-somatico (ad esempio, la fatica e il delirium tremens)
dipendenza psicologica
dipendenza che comprende i sintomi di astinenza emotivo-motivazionali (ad esempio, disforia e anedonia)
rinforzo stimuli
stimoli che aumentano la probabilità di comportamenti ripetuti associati loro
gratificanti stimuli
stimoli che il cervello interpreta come intrinsecamente positivo o come qualcosa a cui avvicinarsi
sensibilizzazione
una risposta aumentata a uno stimolo derivante dalla ripetuta esposizione ad esso
disturbo da uso di sostanze
una condizione in cui l'uso di sostanze porta a una compromissione funzionale significativa o disagio
tolleranza
la diminuzione dell'effetto di un farmaco dovuto alla somministrazione ripetuta ad una data dose

La crisi d'astinenza è una sindrome, caratterizzata da segni e sintomi sostanza-specifici, che appaiono alla sospensione o alla riduzione dell'utilizzo di una sostanza assunta a dosi elevate e per un lungo periodo di tempo[5].

Nella classificazione ICD-10[modifica | modifica wikitesto]

Le sindromi d'astinenza comprese nella Classificazione ICD-10 sono:

Nella classificazione DSM[modifica | modifica wikitesto]

Il DSM IV-TR suddivide le sostanze per categorie. Non sono comprese, tra le sostanze possibilmente causa di crisi d'astinenza, caffeina, cannabinoidi, allucinogeni, fenciclidina e solventi volatili[5].

Sostanze depressive[modifica | modifica wikitesto]

Comprende l'astinenza da alcol e quella da sedativi, ipnotici e ansiolitici. Viene definita dalla presenza, entro ore o giorni dalla cessazione dell'uso della sostanza dopo un lungo periodo di assunzione, di almeno due dei seguenti[5]:

Tali sintomi devono presentarsi in modo da causare uno stress clinicamente significativo o influire negativamente sulla vita sociale e lavorativa. Inoltre si deve escludere che tali sintomi siano dovuti ad altri disordini mentali[5].

Sostanze eccitanti[modifica | modifica wikitesto]

Comprende l'astinenza da cocaina e da amfetamine. Viene definita dall'insorgenza, entro ore o giorni dalla cessazione d'uso della sostanza dopo un lungo periodo di assunzione, di uno stato disforico e di almeno due dei seguenti[5]:

Tali sintomi devono presentarsi in modo da causare uno stress clinicamente significativo o influire negativamente sulla vita sociale e lavorativa. Inoltre si deve escludere che tali sintomi siano dovuti ad altri disordini mentali[5].

Nicotina[modifica | modifica wikitesto]

L'astinenza da nicotina viene definita dalla presenza, entro 24 ore dalla cessazione d'uso della sostanza dopo un lungo periodo di assunzione, di almeno quattro dei seguenti[5]:

Tali sintomi devono presentarsi in modo da causare uno stress clinicamente significativo o influire negativamente sulla vita sociale e lavorativa. Inoltre si deve escludere che tali sintomi siano dovuti ad altri disordini mentali[5].

Oppioidi[modifica | modifica wikitesto]

L'astinenza da oppiodi viene definita dalla presenza, entro minuti o giorni dalla cessazione d'uso della sostanza dopo un lungo periodo di assunzione o successivamente all'utilizzo di antagonista oppiaceo dopo un qualsiasi periodo di assunzione, di almeno tre dei seguenti[5]:

Tali sintomi devono presentarsi in modo da causare uno stress clinicamente significativo o influire negativamente sulla vita sociale e lavorativa. Inoltre si deve escludere che tali sintomi siano dovuti ad altri disordini mentali[5].

Altre[modifica | modifica wikitesto]

La sindrome di astinenza neonatale è un'entità nosologica a parte, riferibile ai casi di neonati da madri tossicodipendenti[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nestler EJ, Cellular basis of memory for addiction, in Dialogues Clin. Neurosci., vol. 15, nº 4, December 2013, pp. 431–443, PMC 3898681, PMID 24459410.
    «Despite the importance of numerous psychosocial factors, at its core, drug addiction involves a biological process: the ability of repeated exposure to a drug of abuse to induce changes in a vulnerable brain that drive the compulsive seeking and taking of drugs, and loss of control over drug use, that define a state of addiction. ... A large body of literature has demonstrated that such ΔFosB induction in D1-type [nucleus accumbens] neurons increases an animal's sensitivity to drug as well as natural rewards and promotes drug self-administration, presumably through a process of positive reinforcement ... Another ΔFosB target is cFos: as ΔFosB accumulates with repeated drug exposure it represses c-Fos and contributes to the molecular switch whereby ΔFosB is selectively induced in the chronic drug-treated state.41. ... Moreover, there is increasing evidence that, despite a range of genetic risks for addiction across the population, exposure to sufficiently high doses of a drug for long periods of time can transform someone who has relatively lower genetic loading into an addict.».
  2. ^ Malenka RC, Nestler EJ, Hyman SE, Chapter 15: Reinforcement and Addictive Disorders, in Molecular Neuropharmacology: A Foundation for Clinical Neuroscience, 2nd, New York, McGraw-Hill Medical, 2009, pp. 364–375, ISBN 978-0-07-148127-4.
  3. ^ Glossary of Terms, su Mount Sinai School of Medicine, Department of Neuroscience. URL consultato il 9 febbraio 2015.
  4. ^ Volkow ND, Koob GF, McLellan AT, Neurobiologic Advances from the Brain Disease Model of Addiction, in N. Engl. J. Med., vol. 374, nº 4, January 2016, pp. 363–371, DOI:10.1056/NEJMra1511480, PMID 26816013.
  5. ^ a b c d e f g h i j Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, IV-TR, 2000.
  6. ^ MedScape -Neonatal Abstinence Syndrome

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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