Distimia

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Distimia
Specialitàpsichiatria, psicoterapia e psicologia clinica
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-10F34.1
MeSHD019263
MedlinePlus000918

La distimia (detta anche disordine distimico o depressione neurotica) è una forma di depressione caratterizzata da sintomi dello spettro depressivo generalmente di gravità inferiore rispetto a quelli della depressione maggiore ma di durata maggiore. È infatti descritto come un disordine cronico di modesta entità in cui il sintomo depressivo è caratterizzato da pervasività e continuità.[1][2][3][4]

Classificazione internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il manuale di diagnosi DSM-IV del 1994, la distimia è uno stato di depressione cronica che persiste per almeno due anni (1 anno per bambini e adolescenti). Nel corso del tempo, lo stato di depressione può mantenersi abbastanza equilibrato e non sfociare in un disturbo depressivo maggiore. La distimia è meno acuta e grave rispetto ad un disturbo depressivo maggiore [1], ma essendo una condizione cronica, i soggetti possono sperimentare i sintomi per molti anni prima di ricevere una corretta diagnosi. Essi potranno credere che la depressione sia semplicemente una parte del loro carattere, e di conseguenza non saranno indotti a discutere dei propri sintomi con il medico o con i familiari e gli amici.

Il DSM-5, la quinta edizione del DSM pubblicata nel maggio 2013, include un certo numero di novità. In tale edizione, la distimia è sostituita con il disordine depressivo persistente. Questa nuova condizione include sia il disordine cronico depressivo maggiore che il precedente disordine distimico. La ragione di tale cambiamento è che non esistevano dati sufficienti per giustificare una distinzione tra le due condizioni.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La distimia ha una serie di caratteristiche tipiche: basso livello di energia e di motivazione, bassa autostima, difficoltà nel prendere decisioni, e una bassa capacità di gioire della vita di tutti i giorni. Gradi medi di distimia possono portare la ptersona ad allontanarsi da situazioni sociali e di stress, e ad evitare le opportunità per paura del fallimento.

Il disturbo si manifesta prevalentemente con disagi sul piano lavorativo, sociale, familiare ed interpersonale. Generalmente il soggetto distimico riesce ad espletare le proprie funzioni lavorative e ad avere rapporti sociali, ma in modo nettamente diminuito e con uno sforzo notevole anche nelle cose più "normali", e di cui le persone con le quali si relaziona, spesso anche i familiari stessi, ben difficilmente si rendono conto. L'atteggiamento quasi perennemente cupo e taciturno può facilmente causare stizza, se non rabbia, nel prossimo che lo considera solo un fastidioso pessimista che si crede assuma volontariamente codesto atteggiamento per cause che non vuole esprimere. Le cause del comportamento o non esistono o sono sopravvalutate negativamente e, benché il distimico lo sappia, anche il chiedere aiuto diviene una difficoltà insormontabile. In questo modo si innesca un circolo vizioso che rafforza nel distimico la bassa autostima, l'insicurezza e l'autopercezione negativa accrescendo lo sconforto e l'introversione[5][6].

Solitamente si diagnostica tardivamente ossia quando i sintomi si protraggono già da uno o due anni. Viene riconosciuta quando sono presenti almeno due dei sintomi classici ed è frequente che il malato non ne sia consapevole in quanto convinto che il disagio quotidiano sia parte integrante, da sempre, del suo carattere[7].

Può comparire sin dalla fanciullezza o dall'adolescenza, ma essendo reversibile e non palese viene diagnosticata solo se si cronicizza più avanti negli anni. Alla distimia possono associarsi altre psicopatologie come la depressione maggiore, l'ansia, l'abuso di sostanze[8], i disturbi alimentari, i disturbi di personalità[9].

Sintomi[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi tipici sono:

  • bassa autostima;
  • difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni;
  • sconforto;
  • insonnia o ipersonnia;
  • astenia;
  • scarso appetito o iperfagia.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Il trattamento della distimia passa per due fronti: il primo è un approccio di tipo psicoterapeutico che è raccomandato dall’ente sanitario nazionale britannico (NICE, una delle istituzioni più autorevoli) come trattamento di prima linea. Solo quando l’intervento psicoterapeutico non si rivela efficace, si può optare per trattamenti di seconda linea come i farmaci antidepressivi.

Nel trattamento della patologia sono notoriamente efficaci i farmaci che agiscono come potenziatori della trasmissione dopaminergica: a tale scopo sono infatti approvati in Italia amisulpride e sulpiride a bassi dosaggi. Precedentemente antidepressivi triciclici come amineptina erano utilizzati allo scopo. Indicazioni ci sono anche per altri antidepressivi atipici come bupropione.

I farmaci ad oggi più utilizzati e noti nel trattamento della depressione, come gli SSRI e SNRI, si sono in realtà dimostrati inefficaci nel trattamento della patologia. La loro efficacia nel trattamento delle depressioni è infatti direttamente proporzionalità alla gravità dei sintomi, mostrando benefici nel caso di depressioni gravi ma non sortendo effetti nel caso di disturbi lievi come la distimia. Inoltre a causa di timori circa il sospetto che possano peggiorare stati delressivi in seguito a trattamento prolungato (come quello richiesto nel caso della depressione neurotica), nonché i possibili effetti collaterali sulla sensazione di energia, la funzionalità sessuale e l’acatisia non sono raccomandati. Nonostante questo, sono spesso ampiamente prescritti in questo ambito terapeutico.

Miglioramenti della sfera relazione, della qualità di vita (come l'esercizio fisico) e delle abitudini possono fornire benefici aggiuntivi e prevenire le ricadute.

Alcuni studi sembrano poi indicare l'efficacia di alcuni derivati di origine vegetale come l'erba di San Giovanni o integratori a base di magnesio e potassio, tuttavia non sono raccomandati nel trattamento della sindrome.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Distimia[collegamento interrotto]
  2. ^ Dysthymia -Harvard Medical School
  3. ^ Ezio Sanavio, Cesare Cornoldi, Psicologia clinica, pag.97.
  4. ^ Trattato completo degli Abusi e delle Dipendenze, Nizzoli e Pissacroia, pag. 1286-1304
  5. ^ Treatment of Dysthymia and Minor Depression in Primary Care
  6. ^ Psicoterapia Breve Dinamica in pazienti distimici, Bresso et al.
  7. ^ Psicopatologia e clinica: Lo spettro dell'umore, Cassano e Tundro, pag. 403
  8. ^ Atlante di anatomia, fisiopatologia e clinica, Frank H. Netter, pag. 137
  9. ^ Abnormal functional brain asymmetry in depression: Evidence of biologic commonality between major depression and dysthymia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Akiskal HS, Dysthymia and the spectrum of chronic depression - NY; 1997
  • Akiskal HS, Journal of Affective Disorder; 1997
  • WPA - Dysthimic Working Group; 1997
  • Schelton RC, Journal of Clinical Psychiatry; 1997
  • Regier DA, Archives of General Psychiatry; 1993

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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