Sindrome da acquisto compulsivo

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La sindrome da acquisto compulsivo è un disturbo del controllo degli impulsi[1] che indica il desiderio compulsivo di fare acquisti, anche denominato shopping compulsivo, acquisto compulsivo, shopping-dipendenza o "shopaholism".

È noto anche con il termine oniomania (dal greco onios = "in vendita," mania = follia) coniato dallo psichiatra tedesco Emil Kraepelin. Kraepelin, con lo psichiatra svizzero Eugen Bleuler, identificò per la prima volta i sintomi associati all'oniomania nel corso del tardo diciannovesimo secolo.

Non è riconosciuto come un disturbo dalla American Psychiatric Association (APA), manuale DSM-V; nonostante questo abbia ricevuto una notevole attenzione dei media.

I soggetti che presentano questo disturbo, soprattutto donne di giovane età, se inizialmente comprano per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto, in seguito riportano uno stato di tensione crescente, ed il desiderio di comprare diventa un impulso irrefrenabile.

In seguito all'acquisto compulsivo di oggetti d'ogni tipo, che il più delle volte vengono messi da parte o regalati oppure buttati via, si riscontrano molto spesso sentimenti di colpa e vergogna.

È stata in particolare la studiosa statunitense S.L. McElroy ad occuparsi di questo fenomeno, proponendo i seguenti criteri diagnostici per distinguere le persone che praticano lo shopping come una normale attività, da quelle per cui esso assume caratteristiche patologiche:

  1. La preoccupazione, l'impulso o il comportamento del comprare non adattivi esperiti come irresistibili, intrusivi o insensati; comprare frequentemente al di sopra delle proprie possibilità oggetti inutili (o di cui non si ha bisogno), per un periodo di tempo più lungo di quello stabilito.
  2. La preoccupazione, l'impulso o l'atto del comprare causano stress marcato, fanno consumare tempo, interferiscono significativamente con il funzionamento sociale e lavorativo o determinano problemi finanziari (indebitamento o bancarotta).
  3. Il comprare in maniera eccessiva non si presenta esclusivamente durante i periodi di mania o ipomania.

Shopping compulsivo online[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante lo shopping compulsivo fosse presente ben prima dello sviluppo delle nuove tecnologie, l’avvento di Internet ha portato ad un’importante amplificazione del fenomeno. Infatti, Internet permette alle persone di acquistare un’infinità di prodotti dai negozi di tutto il mondo in “tempo reale” e comodamente da casa attraverso l’ausilio di una carta di credito o di una carta prepagata.

Lo shopping compulsivo online rientra nelle dipendenze da internet sviluppate nella fase di osservazione-ricerca del modello evolutivo proposto da Lavenia. In questa fase, il soggetto si avvale di Internet in modo passivo, consultandone i contenuti senza apportarne di propri. 

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Schreiber L, Odlaug BL, Grant JE., Impulse control disorders: updated review of clinical characteristics and pharmacological management., in Front Psychiatry., Feb 21;2:1, 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G.Lavenia, "Internet e le sue dipendenze", Franco Angeli Editore, Milano 2012 ISBN 978-88-568-4809-0.
  • G. Lavenia, M. Marcucci, A. Di Ruggero - Quaderni di Psichiatria, Psicologia e Psicoterapia Nostos, Mediateca delle Marche, 2006;
  • McElroy, S.L., Keck, P.E., Phillips, KA (1995). Kleptomania, compulsive buying and binge eating disorder. Journal of Clinical Psychiatry, 56, 14-27.
  • McElroy, S.L., Keck, P.E., Pope, H.G. et. al. (1994). Compulsive buying: A report on 20 cases. Journal of Clinical Psychiatry, 55, 242-248.
  • V. Marino, E. Barozzi, C.Arrigone (2013) Shopping Compulsivo: l'altra faccia dello shopping, edizioni Odòn

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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