Disturbo da accumulo

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Disturbo da accumulo
Compulsive hoarding Apartment.jpg
Un appartamento di una persona affetta da disturbo da accumulo
Specialità psichiatria
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSH D060845
Sinonimi
disposofobia, accumulo patologico seriale, accaparramento compulsivo, sillogomania
Accumulo patologico in un appartamento

Il disturbo da accumulo (o disposofobia[1], accumulo patologico seriale, accaparramento compulsivo, mentalità Messie o sillogomania) è un disturbo caratterizzato da un bisogno ossessivo di acquisire una notevole quantità di beni, anche se gli elementi sono inutili, pericolosi o insalubri. L'accaparramento compulsivo provoca impedimenti e danni significativi ad attività essenziali della vita domestica: mobilità, alimentazione, pulizia e sonno.

Non è tuttora chiaro se l'accumulo compulsivo sia un disturbo isolato o piuttosto un sintomo di un'altra condizione, come il disturbo ossessivo-compulsivo[2].

Tale disturbo è molto diffuso negli Stati Uniti, a tal proposito è stato realizzato un docu-reality originariamente trasmesso a partire dal 14 marzo 2010 dall'emittente statunitense TLC con il titolo: Hoarding: Buried Alive. In Italia è stato mandato in onda da Real Time con il titolo Sepolti in casa.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il termine disposofobia significa letteralmente "paura di buttare", dall'inglese to dispose, "gettare", "buttare", "disfarsi (di qualcosa)", con il suffissoide -fobia, dal greco φόβος, phóbos, "panico", "paura".

Non esiste una definizione chiara del disturbo da accumulo in termini di criteri diagnostici accettati (come l'attuale DSM); tuttavia, Frost e Hartl (1996) forniscono come definizione le seguenti caratteristiche:[3]

  • acquisire, senza poi disfarsene, un gran numero di beni che appaiono inutili o di scarso valore;
  • spazi vitali ingombrati in modo tale da impedire le attività per le quali tali spazi sono stati progettati;
  • disagio significativo o menomazione nel funzionamento causati dall'accaparramento;
  • ritrosia o incapacità a restituire oggetti presi in prestito (l'accaparramento impulsivo potrebbe a volte portare a cleptomania o furto).

Nelle sue forme peggiori, l'accumulo compulsivo può causare incendi, condizioni di scarsa igiene (ad esempio, infestazioni di topi o scarafaggi), lesioni causate dall'urtare alcuni oggetti e altri rischi per la salute e la sicurezza. I soggetti affetti credono che gli oggetti accumulati siano molto preziosi e nei casi in cui riconoscono l'inutilità degli oggetti accumulati, possono comunque darne un forte valore personale. Ad esempio, un accumulatore patologico può esibire una collezione di posate sostenendo che siano d'argento e madreperla, trascurando il fatto che sulla confezione vi sia scritto chiaramente che sono in acciaio e plastica.

Di seguito, un elenco dei tratti più comuni nei soggetti disposofobici[4]:

  1. sono perfezionisti;
  2. dipendono dal contatto visivo con gli oggetti;
  3. hanno relazioni contrastanti con i propri familiari;
  4. hanno un indice di massa corporea superiore alla media;
  5. soffrono di depressione;
  6. sono disponibili al distacco dagli oggetti solo se rassicurati che non saranno buttati/sprecati;
  7. vivono in un eccessivo disordine;
  8. provano piacere dal proprio disturbo (egosintonia), a differenza di persone affette da altre patologie;
  9. sono collezionisti;
  10. hanno una intensa paura di sbagliare e commettere errori;
  11. soffrono di ossessioni riguardo ordine e simmetria;
  12. sono attratti dall'utilità degli oggetti, dal non sprecare e dal senso di responsabilità;
  13. evitano il disagio. Punto chiave nello sviluppo e nel protrarsi del disturbo;
  14. assenza di calore, accettazione e supporto nei primi anni di vita;
  15. parlano in modo molto elaborato, con troppi dettagli e perdendo il filo del discorso;
  16. le capacità di comportamento finalizzato, pianificazione, organizzazione, decisione, attenzione e motivazione risultano in parte compromessi.

NGSCD Clutter Hoarding Scale[modifica | modifica wikitesto]

Soggiorno di persona disposofobica

Sebbene non siano comunemente usati dagli psicologi clinici, sono stati stabiliti dal National Study Group on Chronic Disorganisation (NSGCD) alcuni criteri su una scala a cinque livelli di accumulo, intitolata NGSCD Clutter Hoarding Scale. Tale scala distingue cinque livelli di accumulo, dal livello I (il meno grave) al livello V (il più grave). All'interno di ogni livello ci sono quattro categorie specifiche che definiscono la gravità del disordine e del potenziale di accumulo:

  • Struttura e zonizzazione;
  • Presenza di animali;
  • Funzioni del nucleo famigliare;
  • Igiene e pulizia.

Condizioni correlate[modifica | modifica wikitesto]

Disturbo ossessivo-compulsivo[modifica | modifica wikitesto]

Non è chiaro se l'accumulo compulsivo sia una condizione a sé stante, o piuttosto un sintomo di altre condizioni correlate.[2] Diversi studi hanno riportato una correlazione tra accumulo e la presenza e/o gravità del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). L'accumulo compulsivo non sembra implicare gli stessi meccanismi neurologici delle più comuni forme di disturbo ossessivo-compulsivo e non risponde agli stessi farmaci (che hanno come obiettivo la serotonina)[2][5][6]. Il comportamento di accumulo è anche correlato con il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (OCPD). Vi potrebbe essere una sovrapposizione con una condizione conosciuta come disturbo del controllo degli impulsi (ICD), in particolare quando l'accumulo compulsivo è collegato ad acquisto compulsivo o comportamento di acquisto. Comunque, alcune persone con comportamento di accumulo compulsivo non mostrano altri segni di quanto è solitamente considerato DOC, OCPD o ICD. Coloro a cui è stato diagnosticato il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (DDAI) spesso hanno tendenze di accumulo.[7]

Società e cultura[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Iyna Bort Caruso, The Everything Home Storage Solutions Book, 2006, ISBN 1-59337-662-6.
    «At the extreme end are folks who suffer from what some call disposophobia — fear of disposing. In other words, they hoard. According to one report, ...».
  2. ^ a b c Steketee, G,; Frost, R. (2003). Compulsive hoarding: Current status of the research. Clinical Psychology Review, 23 (7), 905-27.
  3. ^ Frost, R.O.; Hartl, T.L. (1996). A cognitive-behavioral model of compulsive hoarding. Behavior Research and Therapy, 34 (4), 341-50.
  4. ^ RANDLY O. FROST, GAIL STEKETEE, Tengo tutto, Ericson, 2013.
  5. ^ Mary Duenwald, The Psychology of . . . Hoarding: What lies beneath the pathological desire to stockpile tons of stuff?, in Discover, ottobre 2004.
  6. ^ Saxena, S., Cerebral Glucose Metabolism in Obsessive-Compulsive Hoarding, in American Journal of Psychiatry, vol. 161, 2004, p. 1038, DOI:10.1176/appi.ajp.161.6.1038, PMID 15169692.
  7. ^ Hartl TL, Duffany SR, Allen GJ, Steketee G, Frost RO, Relationships among compulsive hoarding, trauma and attention-deficit/hyperactivity disorder, in Behaviour research and therapy, vol. 43, nº 2, 2005, pp. 269–76, DOI:10.1016/j.brat.2004.02.002, PMID 15629755.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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