Bibliomania

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Casa di una persona affetta da bibliomania.

La bibliomania è un disturbo ossessivo-compulsivo che concerne il collezionismo o l'accumulo compulsivo di libri al punto che le relazioni sociali o la salute sono compromesse[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La bibliomania, uno dei tanti comportamenti inusuali associati ai libri, è caratterizzata dall'atto di collezionare libri di nessuna utilità per l'accumulatore né, tantomeno, alcun valore per il normale collezionista. L'acquisto di molteplici copie della stessa edizione dello stesso libro e l'accumulo di libri oltre la possibile capacità d'uso o fruizione sono sintomi frequenti della bibliomania.

Il termine fu coniato dal Dr. John Ferriar, che praticò come dottore alla Manchester Royal Infirmary.[2] Un fenomeno simile è espresso dal termine giapponese Tsundoku, che riguarda l'acquisto di libri e lasciarli negli scaffali di casa senza leggerli.[3][4]

La bibliomania non va confusa con la bibliofilia, che è il legittimo amore per i libri e non è considerato clinicamente un disordine psicologico.

Altri comportamenti anormali che riguardano i libri includono il mangiarli (bibliofagia), il furto di libri compulsivo (bibliocleptomania), il seppellirli (bibliotafia), il bruciarli etc.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Persone affette da bibliomania[modifica | modifica wikitesto]

  • Stephen Blumberg, che fu condannato per aver rubato libri per il valore di venti milioni di dollari
  • Thomas Phillipps[5] (1792-1872) soffriva di una grave forma di bibliomania. La sua collezione, che alla sua morte conteneva oltre 160.000 volumi e manoscritti, è ancora all'asta dopo oltre cento anni dalla sua morte.
  • Rev. W.F. Whitcher[6] un pastore metodista del diciottesimo secolo che dopo aver rubato libri rari, asserì che fossero ritrovamenti fortuiti presso il libraio locale.

Personaggi fittizi affetti da bibliomania[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BIBLIOMANIA in "Enciclopedia Italiana", su treccani.it. URL consultato il 31 luglio 2017.
  2. ^ Kendall, Joshua. The man who made lists: love, death, madness, and the creation of Roget's Thesaurus. Penguin Group. USA. 2008. p. 154
  3. ^ (EN) Tsundoku: The art of buying books and never reading them, su bbc.co.uk. URL consultato il 12 agosto 2021.
  4. ^ (EN) Jonathan Crow, 'Tsundoku', the Japanese Word for the New Books That Pile Up on Our Shelves, Should Enter the English Language, in Open Culture, 24 luglio 2014. URL consultato il 12 agosto 2021.
  5. ^ Book Collecting: A.N.L. Munby: A Balanced View
  6. ^ A Book Thief.; A Providence Preacher'S Strange Transactions In Rare Vo... - Article Preview - The New York Times

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]