Ipotesi di complotto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ipotesi di complotto
Ipotesi di complotto.jpg
Mel Gibson in una scena del film
Titolo originaleConspiracy Theory
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneUSA
Anno1997
Durata135 min
Generethriller
RegiaRichard Donner
SceneggiaturaBrian Helgeland
FotografiaJohn Schwartzman
MontaggioKevin Stitt
Effetti specialiMichael Meiardus
MusicheCarter Burwell
ScenografiaGregory Bolton
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Ipotesi di complotto (Conspiracy Theory) è un film del 1997 diretto da Richard Donner e interpretato da Mel Gibson, Julia Roberts e Patrick Stewart.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il tassista Jerry Fletcher è un complottista e ha attrezzato il proprio appartamento con una serie di sistemi anti intrusione e di difesa. Espone più volte i suoi sospetti ai suoi clienti e ad Alice Sutton, collaboratrice del procuratore che spesso spia senza che lei se ne accorga. È figlia di un giudice assassinato, che Jerry aveva salvato da una rapina. Un giorno Jerry viene sequestrato da alcuni agenti della CIA, capeggiati dal dottor Jonas, che lo segregano in una fabbrica abbandonata, lo legano ad una sedia a rotelle e gli iniettano dell'LSD. Jerry, dopo aver avuto una serie di visioni, fugge mordendo Jonas sul naso, ruba una pistola ad un agente e minacciandolo ottiene di rivedere Alice, che riesce a tranquillizzarlo. Viene però arrestato e condotto sotto sorveglianza in ospedale dove, grazie alla complicità di Alice che scambia la sua cartella clinica con quello del paziente vicino, scampa alla sua uccisione, mentre la morte arriva presso l'altro paziente, a causa di una crisi cardiaca.

Alice comincia a dar credito ai racconti di Jerry, il quale descrive Jonas come un impostore; egli si presenta in ospedale in qualità di medico della CIA per assassinarlo, ma Jerry riesce a fuggire dopo averlo riconosciuto per la ferita al naso. A questo punto Alice inizia delle indagini su Jonas, mentre Jerry invitandola a casa sua le spiega perché è inseguito dalla CIA, di cui faceva parte come sicario programmato. Improvvisamente una squadra della CIA fa irruzione nell'appartamento di Jerry, ma i due fuggono riparandosi a casa di Alice. Arrivati nella sua abitazione, ella chiede delucidazioni, ma si arrabbia per i ricordi vaghi e confusi di Jerry, allontanandolo da casa. Fuori, Jerry viene braccato da diversi agenti ma riesce a trovare rifugio in una sala cinematografica provocando il panico. Jerry contatta nuovamente Alice e si incontrano in una metropolitana dove lui dichiara i suoi sentimenti, ma lei sembra non corrisponderlo e così Jerry, deluso, sale su un treno abbandonandola.

Alice si incontra con Jonas rivelandogli la verità su Jerryː gli è stato lavato il cervello con il progetto MKULTRA per farlo diventare un assassino e gli dice che egli in realtà ha ucciso suo padre. Alice però non si fa ingannare e fa il doppio gioco, aiutando Jonas a trovare Jerry; questo incontra Alice e riesce a fuggire dagli agenti fino ad arrivare alle scuderie private del padre di Alice, dove lei un tempo correva a cavallo. Nella scuderia, Jerry ricorda che era stato mandato ad uccidere il padre di Alice ma non aveva avuto il coraggio di farlo. In quel momento, un gruppo di uomini della CIA si cala da un elicottero e li sorprende. Alice riesce a fuggire mentre Jerry viene catturato da Jonas che lo riconduce nella vecchia fabbrica. Alice si rimette sulle sue tracce e con l'aiuto dell'FBI lo ritrova in stato confusionale, ma in quel momento arriva Jonas che li sorprende insieme ad altri suoi scagnozzi mentre degli agenti capeggiati da Lowry, ordinati di proteggere Jerry, arrivano e uccidono gli uomini di Jonas. Egli sta per essere annegato da Jerry, ma riesce a prendere una pistola e a sparargli alcuni colpi. Jerry quindi rimane ferito ma viene salvato da Alice che uccide Jonas con un'altra pistola. Alice confessa a Jerry di essersi innamorata di lui, mentre viene portato all'ospedale con l'elisoccorso.

Qualche tempo dopo, Alice visita la tomba di Jerry, lasciando un perno che gli aveva dato e riprende a cavalcare con il suo cavallo. Tuttavia egli, in realtà, è ancora vivo e nella sua tomba c'è un altro cadavere; infatti Jerry viene portato via da una macchina di Lowry, cercando di evitare i contatti con Alice, fino a che gli altri scagnozzi di Jonas non saranno catturati. Alice scopre il perno attaccato alla sella e scopre che Jerry è ancora vivo.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Ad un certo punto, nel film, il personaggio interpretato da Mel Gibson entra in un cinema. Sullo schermo stanno proiettando Ladyhawke, film dello stesso Richard Donner.
  • Nel film viene citato diverse volte il libro Il giovane Holden, da cui il protagonista maschile è ossessionato.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto dalle compagnie Warner Bros. Pictures, Silver Pictures e Donner/Shuler-Donner Productions.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne distribuito in varie nazioni, fra cui:[1]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato un totale di 75.982.834 dollari negli USA,[2] e 61.000.000 circa negli altri paesi.[3]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film inizia infondendo emozioni forti e trasmettendo tensione allo spettatore, ma si perde nel finale in tanti stili differenti.[4] La commedia stona con il messaggio di fondo che poteva dare, metafora della paranoia complottistica statunitense.[5]

I due attori protagonisti sono bravi a dare corpo a due personaggi «campati in aria».[6] La trama appare strana, quasi assurda, ma incuriosisce lo spettatore grazie a tocchi di originalità disseminati lungo la pellicola.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Info sulle date di uscita
  2. ^ Ipotesi di complotto: Incassi Usa, su Box Office Mojo. URL consultato il 27 novembre 2010.
  3. ^ Ipotesi di complotto: Incassi altri paesi, su Box Office Mojo. URL consultato il 27 novembre 2010.
  4. ^ Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 2 novembre 1997
  5. ^ Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 25 ottobre 1997
  6. ^ Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 25 ottobre 1997
  7. ^ Morandini, p. 745

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Morando Morandini, Laura Morandini e Mauro Tassi, Il Morandini 2010, Zanichelli, ISBN 978-88-08-30176-5.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema