Disturbo schizoide di personalità

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Disturbo schizoide di personalità
Specialità psichiatria
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 301.20 e 301.2
ICD-10 F60.1
MeSH D012557
MedlinePlus 000920

Il disturbo schizoide di personalità (così come definito secondo i criteri diagnostici DSM-IV–TR e, similmente, nell'ICD-10) è un disturbo di personalità del Gruppo A, il cui tratto principale è la mancanza del desiderio di relazioni strette con altri esseri umani, e il “distacco” emotivo del soggetto rispetto alle persone e alla realtà circostante.

La sua prevalenza è bassa rispetto ad altri disturbi della personalità ed è stata valutata inferiore all'1% nella popolazione.[1] Si manifesta maggiormente nel genere maschile.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La personalità schizoide manifesta chiusura in sé stessa o senso di lontananza, elusività o freddezza.[3] La persona tende all'isolamento oppure ha relazioni comunicative formali o superficiali, non appare interessata a un legame profondo con altre persone, evita il coinvolgimento in relazioni intime con altri individui, con l'eccezione eventuale di parenti di primo grado.

I parenti di primo grado potrebbero non percepire l'intensità del disturbo schizoide, in quanto il soggetto potrebbe avere con loro una sfera di relazione intensa e strutturata di tipo normale.

Il soggetto schizoide, all'esame clinico mostra una tendenza pervasiva a vivere emotivamente in un “mondo proprio” rigidamente separato del mondo esterno delle relazioni sociali, e la sua stessa idea del sé è affetta da incertezze.

In alcuni casi manifesta "freddezza" all'esterno con atteggiamenti di rifiuto, disagio, indifferenza o disprezzo (rivolto magari a personalità non affini a sé), o comunque altre modalità di chiusura, elusività, blocco emotivo o distacco.

Le situazioni che scatenano la risposta schizoide, cioè la manifestazione dei sintomi, sono in genere quelle di tipo intimo con altre persone, come ad esempio le manifestazioni di affetto o di scontro. La persona schizoide non è in grado di esprimere la sua partecipazione emotiva coerentemente e in un contesto di relazione; in contesti dove è richiesta spontaneità, simpatia o affabilità appare rigida o goffa. Nelle relazioni superficiali e nelle situazioni sociali formali - come quelle lavorative e quelle abituali - il soggetto può apparire normale.

Un tratto caratterizzante tipico della personalità schizoide è l'assente o ridotta capacità di provare vero piacere o interesse in una qualsiasi attività (anedonia).

Nell'esperienza individuale del paziente schizoide prevale il senso di vuoto o di mancanza di significato, riferito alla sua esistenza esteriore: il soggetto non riesce a trarre piacere dalla realtà esterna, né a percepirsi come pienamente esistente nel mondo. Il soggetto schizoide spesso appare una persona tendenzialmente poco sensibile a manifestazioni di partecipazione emotiva o giudizi di altri - ad esempio incoraggiamenti, elogi o critiche - cioè può apparire una personalità “poco influenzabile”. Anche una scarsa paura in risposta a pericoli fisici, o una sopportazione del dolore più elevata del normale, possono far parte del quadro.

Il termine schizoide è usato come sinonimo di introverso, solitario, poco comunicativo o con uno stile di vita poco aperto alle realtà emozionali esterne. Tuttavia - secondo diversi autori - il soggetto introverso/schizoide presenta spesso una immaginazione ricca ed articolata ed un vissuto emozionale intenso, concentrando molte delle sue energie emotive coltivando un mondo interiore "fantastico". Rievocando ricordi di eventi che riguardano la sua vita emotiva in qualche modo appaga alcuni bisogni senza partecipare attivamente al mondo reale. La risposta schizoide sarebbe cioè un meccanismo difensivo profondo rivolto verso la realtà in quanto tale, inconsciamente percepita come fonte di pericolo o di dolore.

Il paziente schizoide si distingue nettamente dallo schizofrenico per il fatto che il disturbo schizoide non intacca le capacità logico-cognitive: il soggetto è pienamente consapevole della realtà benché non vi partecipi emotivamente. La psicosi, stato mentale la cui persistenza è un sintomo della schizofrenia, nello schizoide è assente, oppure circoscritta a brevi episodi. Si potrà allora parlare di attacchi psicotici - o disturbo schizofreniforme - come reazioni dello schizoide a stress emotivi.

Le persone affette da disturbo schizoide hanno una vita sessuale scarsa o assente, oppure percepita come non appagante in senso affettivo: appagandosi di fantasie puramente ideali, gli schizoidi possono anche indefinitamente posporre la sessualità matura.[4] L'individuo schizoide è poco attratto dal costruire relazioni affettive intense, e può mostrare insofferenza verso intimità inter-personale. Può apparire riluttante a parlare degli aspetti intimi del proprio sé o a conoscere del sé di altri individui.

L'incapacità (o grande difficoltà) di "partecipare alla vita” da parte della persona introversa può valere in vari ambiti, ma solitamente si limita alla vita emotiva e di relazione. Talvolta può non manifestarsi visibilmente in altri ambiti, come quello lavorativo o in ambienti sociali formali.

Come segue, la diagnosi può essere posta solo nell'età adulta, poiché l'evoluzione della sintomatologia è compiuta al passaggio dall'adolescenza alla maturità. I caratteri espressi dalla personalità del bambino - come timidezza, aggressività, ecc. - perlopiù non sono indicatori attendibili di un futuro sviluppo del disturbo.

Come nel caso della schizofrenia, anche nel disturbo schizoide è spesso difficile convincere l'individuo dell'esistenza del disturbo e della necessità di intervento, in quanto se nello schizofrenico sono intaccati i processi logico matematici, e dunque non è in grado di capire che vi è un problema, nello schizoide invece, pur essendo un soggetto lucido, avendo egli una certa riluttanza all'apertura del suo sé di fronte ad altri, il tentativo di avvicinamento all'argomento può generare una forte chiusura o una reazione anche psicotica. Ciò è aggravato dall'immagine distorta del suo sé che il soggetto può aver costruito negli anni.

Il disturbo schizoide come "disturbo di personalità" e come "condizione diffusa"[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla nozione di disturbo schizoide di personalità (introdotta dalla società psichiatrica americana (APA) negli anni '50), il termine schizoide ha anche un uso comune, estensivo. Era stato coniato precedentemente, alla fine dell'800, per indicare uno stato mentale che presentava qualche somiglianza con la schizofrenia. Per questo i termini hanno la stessa radice, il greco skizo, “scissione”, e in passato questo disturbo è stato anche definito, impropriamente, “pre-schizofrenia”.

In realtà il termine schizoide indica una condizione molto diversa, in cui la psicosi - se presente - può essere circoscritta solo a brevi attacchi. Il disturbo di personalità schizoide perciò non va confuso con la schizofrenia, né con i disturbi che includono anche sintomi simili. Il disturbo schizoide si potrebbe definire più come un tratto patologico e strutturale della personalità o condizione esistenziale ed emotiva del soggetto, ma è un disturbo di personalità, non una malattia mentale in senso stretto.

I manuali diagnostici storici "DSM" hanno creato la nozione "disturbo schizoide di personalità" (a partire dalla versione "DSM III") per descrivere il quadro dove questa condizione è la manifestazione problematica più evidente.

In precedenza però, il termine "schizoide" era descritto non come un quadro a sé, ma come condizione diffusa, cioè un sintomo che può essere o meno presente in aggiunta a varie patologie e situazioni. Il termine è usato tuttora in questo senso. Indica, oltre al quadro sintomatico, un sintomo generale o situazione psicologica della persona che si può accompagnare o meno a diversi quadri. Per cui sono d'uso espressioni quali: “condizione” o “stato” schizoide, “assetto" schizoide (o stile “distaccato”). Tali espressioni potrebbero indicare in generale tutte le personalità affette da disagi emotivi e affettivi tali che nel loro funzionamento mostrano la chiusura in sé stesse e la tipica, profonda, separazione di ambiti, così come la distanza emozionale (anche nella comunicazione e vissuto corporei).

La diagnosi secondo il criterio DSM-IV-TR[modifica | modifica wikitesto]

Il DSM-IV-TR indica il riconoscimento del disturbo schizoide in base ai seguenti parametri:

  • A. Un pattern pervasivo di tendenza al distacco dalle relazioni sociali e una gamma ristretta di espressioni o modalità emotive nelle situazioni interpersonali. Questa caratteristica compare nella prima età adulta, e si manifesta in diverse modalità e contesti (talvolta anche solo in alcuni ambiti della vita del paziente) dove compaiono, in modo prolungato e stabile, almeno quattro dei seguenti sintomi:
  1. Il soggetto non prova desiderio o piacere ad avere relazioni strette con altre persone, inclusa la famiglia
  2. Predilige quasi sempre attività solitarie o che implicano relazioni del tutto superficiali.
  3. Ha poco o nessun interesse in relazioni ed esperienze sessuali reali.
  4. Non prova vero piacere in nessuna o quasi nessuna attività.
  5. Manca di amicizie strette o confidenti oltre ai parenti di primo grado.
  6. Appare emotivamente indifferente a critiche o elogi.
  7. Dimostra “freddezza” emozionale, distacco oppure appiattimento emotivo.

Nel DSM-IV (che è la versione precedente al DSM-IV-TR) i criteri elencati avevano una leggera variante: al punto A.1. si notava che il paziente schizoide può provare solitudine e desiderio di relazionarsi ad altri, tuttavia non agisce o non è in grado di agire in pratica per modificare la condizione di solitudine. Inoltre secondo il DSM-IV il soggetto potrebbe mostrarsi sensibile a critiche altrui.

La diagnosi secondo il criterio ICD-10[modifica | modifica wikitesto]

L'ICD-10 è la versione più recente del criterio diagnostico dell'Organizzazione Mondiale della Sanità; esso riguarda la classificazione di tutte le patologie mediche, non solo quelle psichiatriche. In questa classificazione la voce "disturbo schizoide di personalità" è definito come il quadro sintomatico caratterizzato dalla presenza continuativa di almeno tre dei seguenti sintomi:

  1. Freddezza emozionale, distacco o ridotta affettività.
  2. Limitata capacità di esprimere sentimenti sia positivi sia negativi verso gli altri.
  3. Significativa preferenza per le attività solitarie o di scarso impegno partecipativo.
  4. Mancanza (o numero ridottissimo) di amicizie o relazioni strette, e assenza del desiderio di averne.
  5. Marcata indifferenza a elogi o critiche.
  6. Il soggetto non ricava piacere da nessuna o quasi nessuna attività.
  7. Indifferenza a norme comportamentali e convenzioni sociali.
  8. Eccessive preoccupazioni verso fantasie o pensieri introspettivi.
  9. Scarso desiderio di esperienze sessuali che coinvolgano un'altra persona.

Come si vede, nell'ICD-10 i parametri sono nove anziché sette (come al punto A del DSM-IV-TR). L'ICD-10 include due criteri comportamentali: l'indifferenza a norme e convenzioni sociali, e la indifferenza a elogi o critiche; la "difficoltà pratica ad esprimere emozioni intense riguardo ad altri" si può considerare equivalente a "ristretta gamma di espressioni o modalità emotive". Si ritiene generalmente che i due criteri diagnostici descrivano lo stesso quadro clinico.

Le cause della personalità schizoide[modifica | modifica wikitesto]

All'origine della personalità schizoide possono concorrere sia la genetica, che dipende dall'ereditarietà e fornisce al soggetto la tendenza ad essere schizoide, sia fattori ambientali, che invece sono "appresi" dalla realtà circostante in cui il soggetto è immerso, e che formano per intero la personalità, concetto più ampio del carattere, nel senso che il carattere è alla base della personalità e comprende una parte di essa, contribuendo alla sua formazione, ma la personalità nella sua interezza, non si limita a ciò che il carattere le fornisce, in quanto che, appunto, alla formazione totale di essa, hanno un ruolo determinante e complessivo i fattori ambientali. In questo caso i fattori ambientali sono costituiti dalla famiglia e dai rapporti che il soggetto instaura con le figure genitoriali, in special modo con la figura materna. Se a concorrere sono solo fattori genetici, il soggetto mostrerà solo una tendenza al comportamento schizoide, la quale, proprio perché "tendenza", potrà essere "controllata" con minore difficoltà, e quindi "non manifestarsi pienamente" e "non in modo persistente", soprattutto se il soggetto si impegna a "dominare" l'impulso che proviene dal profondo del suo carattere. Se viceversa saranno dei fattori ambientali molto forti che determineranno la personalità schizoide, soprattutto se in concomitanza a fattori genetici, allora il disturbo avrà maggiori possibilità di svilupparsi, attecchendo e impiantandosi nella struttura comportamentale del soggetto con maggiore facilità, tanto che sarà difficile, ma non impossibile, anche con un intervento di psicoterapia, estirparlo. Dunque l'origine della personalità schizoide va ricercata, oltre che in probabili fattori genetici, anche nella relazione che il soggetto ha instaurato con i genitori, in primis con la madre, dato il ruolo fondamentale che questa ha, nel bene e nel male, nella gravidanza e nella cura del bambino, fin dai primissimi istanti di vita (fattore ambientale).

Fin dalla nascita, addirittura finanche nello stato prenatale, il bambino per poter crescere sanamente, ha bisogno, da creatura indifesa, dell'amore e del calore affettivo della madre. Se tali fattori mancheranno per vari motivi, al nascituro e al bambino mancherà un fattore sano di crescita, che influenzerà il suo sviluppo successivo e i rapporti che poi l'adulto dovrà instaurare nei riguardi della società e degli altri individui con cui dovrà relazionarsi (a meno che la madre, pentita, colmerà successivamente tale mancanza, eliminando così il vuoto iniziale riversato sul bambino). Gli schizoidi sono degli individui ai quali da bambini (primissima infanzia) o prima di nascere, a causa di un forte trauma caratterizzato da rifiuto materno, che sotto varie forme e intensità, in maniera esplicita o più mascherata, ha continuato a perpetrarsi anche negli anni successivi, anche sotto forma di non valorizzazione, continuando a condizionarli, è mancata, o è stata molto scarsa, la componente affettiva. Questo fa sì che lo schizoide, avendo fin da bambino percepito inconsciamente tale rifiuto, percepito anche attraverso i neuroni se esso si è verificato nello stato prenatale, di cui poi nella vita adulta ha avuto conferma tramite intuizione supportata anche dalla logica, ha sviluppato una reazione di difesa istintiva e, da bambino, anche inconscia, e di conseguenza una capacità all'autarchia nei riguardi degli altri; ossia, poiché non ha avuto quello di cui necessitava da piccolo, cioè amore, comprensione, rispetto, valore, ha imparato ad instaurare relazioni superficiali con gli altri per evitare di dipendere da loro per ciò che concerne le cose di cui necessitava, e dunque per non soffrire, per cui senza nulla aspettarsi a livello affettivo ecc., se non addirittura ad evitare tale relazionamento, visto tendenzialmente come inconcludente e privo di sincerità e significato, e ovviamente senza "nulla" dare affettivamente agli altri, se questo comporterà dipendenza da loro e/o creerà un legame, che sarà visto come restringente la propria libertà ed invadente. Tutto ciò viceversa se si dovesse realizzare, comporterebbe per lo schizoide, il rinnovamento inconscio del dolore originario, dovuto alla mancanza di amore materno, in quanto che vedrebbe realizzarsi quella dipendenza affettiva ecc. che da bambino non ha visto soddisfare, e che perciò è stata causa del trauma e fonte di dolore. Di conseguenza l'individuo preferirà la solitudine alle relazioni (introversione), viste tendenzialmente a causa di ciò come false e instabili e inconsciamente "pericolose". Tutto quello che lo schizoide pensa sulle relazioni, sugli affetti, i legami, ecc., trattasi in realtà di giustificazioni, non del tutto e non sempre infondate, che inconsciamente egli dà al suo non relazionarsi ecc., forse perché ancora non sa, non può o non vuole riconoscere il vero motivo del suo stato: la mancanza di amore fin dal suo venire al mondo, con tutto quello che ne consegue. Svilupperà però, in "mancanza" di relazioni con il mondo e in sostituzione ad esse, per "fuggire" dal mondo stesso, visto inconsciamente come "pericoloso", per via dell'esperienza primitiva e traumatica avuta con la madre che ha rappresentato la prima esperienza che il bambino ha fatto con il mondo, che quindi è stata negativa, e dal corpo con tutto ciò che vi è connesso, visto come tramite per il mondo e quindi anch'esso "fonte di dolore", una forte capacità all'immaginazione e simbolizzazione, con una tendenza all'intellettualizzazione, contornata da fantasia consapevole e permeata da grande sensibilità interna e da una estrema capacità di percezione e intuizione, che lo rendono un essere sovente psichico e sensitivo, particolarmente propenso all'empatia, incline alla spiritualità, all'idealismo e a tutto ciò che valorizzerà ed esalterà l'aspetto interiore ed emozionale, come ad esempio la filosofia, la psicologia, la poesia, la religione e tutta l'arte in genere (ad es. pittura, scultura), se questa non comporterà obbligatoriamente un contatto assiduo e profondo con gli altri, che sarà vissuto internamente in maniera piena, ma non mostrato all'esterno. Così facendo lo schizoide crea una sorta di aldilà interiore, in cui cerca di vivere senza dolore, lontano dunque dalla "fonte del dolore" (corpo e mondo esterno), sempre che riesca a dominare o controllare l'emergere del tormento e della rabbia, provocati dalla separazione tra la sua parte interna (pensiero, sentimenti, stati d'animo) e la sua parte esterna (azioni e quindi comportamento). Tale separazione, che è una conseguenza del trauma da rifiuto sperimentato, si verifica allorché lo schizoide per non soffrire instaura i rapporti superficiali e tutti gli annessi e connessi con le relative conseguenze di cui sopra, in quanto che così facendo assume un comportamento (parte esterna visibile) che, essendo in realtà una difesa istintiva, in verità non rappresenta ciò che egli vorrebbe veramente manifestare nel mondo (ecco la separazione!), essendo l'autentico volere dello schizoide invece incarnato dalla sua interiorità (parte interna non visibile: pensiero, sentimento, ecc.), la quale rimane inespressa e vissuta solo internamente, sia pure in modo molto intenso, per via di tale separazione, che include quindi un blocco dell'energia vitale che si manifesta proprio nel momento in cui lo schizoide, mette in atto la difesa istintiva di cui sopra; cioè nella difesa schizoide vi è anche come base una incapacità o difficoltà o non volontà, dunque un blocco, ad esprimere la propria parte interiore, la quale se espressa produrrebbe l'insorgere dell'energia vitale, che metterebbe lo schizoide in relazione con il suo corpo e il mondo, generandogli il dolore originario dovuto al rifiuto e al conseguente trauma. L'interiorità dello schizoide non è dunque solo incarnata da ciò che egli sviluppa internamente per sostituire le relazioni e per fuggire dal mondo e da tutto ciò che vi è connesso e che ne consegue e che valorizza tale interiorità, ma anche quindi, dall'interiorità che rappresenta il vero volere dello schizoide, la sua autenticità inespressa. Quest'ultima può vedere forse la sua espressione e realizzazione, con il probabile rischio però che si tratti di un surrogato e di un compromesso, in quanto che ha come base una sostituzione difensiva e non la pienezza del proprio essere così come si sarebbe manifestato se non ci fosse stato il trauma che ne ha spezzato il sorgere generando la separazione, quando lo schizoide attuando la fuga dal mondo e creando il suo aldilà, qui "vi trova" in un certo senso quella libertà dal dolore a cui ha aspirato e in cui può trovarvisi bene, e che quindi gli ha permesso forse di unire ciò che veramente sentiva con ciò che veramente voleva attuare con il suo comportamento, eliminando in questo modo probabilmente quel tormento e quella rabbia, che nascevano proprio da questa separazione, frattura o non unione, tra ciò che veramente sentiva e ciò che concretamente attuava nella realtà, insomma facendo forse fare pace all'interiorità e all'esteriorità dello schizoide. In effetti solo l'amore autentico, profondo, non interessato, paziente, misericordioso, comprensivo e donato senza nulla aspettarsi, potrà colmare il vuoto creato e lasciato allo schizoide dal trauma subito a causa del rifiuto e/o inadeguatezza educativa ed affettiva materna, e così guarirlo. La sua del resto è fame d'amore, forse inconscia e profonda, perché non visibile probabilmente anche ai suoi occhi, che egli inconsciamente e istintivamente ha represso fin da bambino, quasi anestetizzandosi. Solo tale amore potrà quindi pienamente e realmente recuperare, se pur sepolto nella profondità del suo essere spezzato, il suo vero io, integrando le due parti separate (interna ed esterna) che lo costituiscono, perché esistente in potenza prima dello spezzamento e/o non unione subiti e messi in atto a causa del trauma.

Vi sono alcuni schizoidi che sviluppano, per realizzare la "fuga" di cui sopra, una particolare predisposizione per le discipline "fredde", ossia discipline in cui è richiesto un maggiore uso della logica e meno dell'aspetto emozionale, come ad esempio la matematica, l'informatica, la meccanica, ecc. Questo perché tali individui nello sviluppare l'istinto difensivo di cui sopra, inconsciamente lo hanno fatto poggiando la loro difesa, più sulla logicità e intelligenza del nudo pensiero, che non particolarmente sull'aspetto dell'interiorità poggiante sull'emozione, sull'immaginazione e sulla sensibilità, come invece accade per gli altri schizoidi, pur possedendo anch'essi queste e altre caratteristiche tipiche degli schizoidi, come del resto gli altri schizoidi possiedono anch'essi la caratteristica della logicità e dell'intelligenza del nudo pensiero, che si manifesta ad esempio nella capacità ad osservare e a riflettere; ma a differenza dell'altro tipo schizoide, non ne fa una peculiarità di primo piano, ma la contorna con l'interiorità emotiva, l'immaginazione, la sensibilità ecc.

Ed anche quando il soggetto schizoide, essendo animato da una forte spiritualità o da un forte idealismo, partecipa pienamente del mondo, e quindi sembra non fuggire da esso, in realtà attraverso tale partecipazione egli rimane legato alla "fuga dal mondo", giacché mira a trasformarlo radicalmente o ad abbatterlo in nome degli ideali spirituali, politici, ecc., proprio perché vissuto come ostile, e quindi come "pericoloso" e "fonte di dolore". Agendo così egli non sta facendo altro, in un certo senso e in un modo particolare, che "fuggire" dal mondo negandolo, con la differenza stavolta di una maggiore consapevolezza riguardo il "pericolo" e sentendosi forse maggiormente realizzato, cioè "privo" di quel tormento e di quella rabbia che normalmente lo caratterizzano, perché vede realizzare, o ne ha la speranza, l'unione tra pensiero, stati d'animo e sentimento da un lato e azioni dall'altro.

La sensibilità, la percettività, l'intuizione, la psichicità-sensitività, oltre che una spiccata intelligenza e una tendenza e capacità alla riflessione e alla osservazione, cogliendo anche i particolari degli eventi, delle cose e degli uomini, sono caratteristiche che, oltre a un probabile influsso genetico e come reazione alla "mancanza" di relazioni e per "fuggire" dal mondo e dal corpo, lo schizoide acquisisce e sviluppa in conseguenza del pericolo avvertito a causa del rifiuto sperimentato durante la permanenza intrauterina e/o durante l'infanzia, come ad imprimergli un "perenne", istintivo e inconscio stato di vigilanza, un "continuo" stato di allerta. In questo modo lo schizoide acquisisce in generale nella vita, la capacità a "prevenire" e a "reagire" nei confronti di eventuali pericoli futuri.

Il trauma schizoide e il conseguente blocco dell'energia vitale, sono anche causati da una infanzia difficile, triste e cupa (fattore ambientale), a cui il soggetto è stato sottoposto. Genitori freddi, distaccati, insensibili ai bisogni affettivi del bambino, e/o peggio violenti, soprattutto se il bambino è particolarmente sensibile (poiché soffre di più ed è maggiormente, quindi, predisposto al trauma), causano quella rottura, o meglio "non unione", tra la parte interna del soggetto, caratterizzata dal pensiero e dai sentimenti, stati d'animo ecc., e la sua parte esterna, caratterizzata dal comportamento che l'individuo esprimerà di fronte agli altri. La parola "schizoide", indica proprio questa separazione tra il pensiero, lo stato d'animo e il sentimento (interiorità) e le azioni (parte esterna, visibile, che si esprime attraverso il corpo e il comportamento), che lo schizoide vive con tormento e rabbia al suo interno. Egli pensa e sente in un modo, ma mette in atto di fronte agli altri, a causa di ciò, un comportamento che non corrisponde al suo reale pensare e sentire più profondo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Weismann, M. M., The epidemiology of personality disorders. A 1990 update, in Journal of Personality Disorders, Spring issue, Suppl., 1993, pp. 44–62.
  2. ^ (EN) Schizoid Personality Disorder, mentalhealth.com. URL consultato il 27 maggio 2013.
  3. ^ Alessandra Banche, Lo schizoide, psicoborgaro.it, 29 aprile 2013.
  4. ^ Disturbi schizoide e schizotipico di personalita.