Disturbo schizotipico di personalità

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Disturbo schizotipico di personalità
Specialità psichiatria
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 301.22
ICD-10 F21
MeSH D012569
MedlinePlus 001525

In psichiatria, il disturbo schizotipico di personalità è un disturbo di personalità caratterizzato, oltre che da tendenza all'isolamento sociale, anche da uno stile comunicativo e di pensiero eccentrico, tipicamente vago o metaforico, da stranezze del comportamento, e da idee di riferimento o credenze insolite.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È un disturbo appartenente al gruppo “A” della classificazione dei manuali DSM dei disturbi di personalità, cioè è una di quelle personalità che a prima vista appaiono strane, chiuse in sé, o eccentriche. Le idee di riferimento degli schizotipici non sono propriamente idee fisse, non sono, infatti, connotate dalla sospettosità e ostilità tipica delle idee dei paranoici.

Spesso i pazienti schizotipici hanno sistemi di credenze individualizzati o non convenzionali, per esempio credono a “poteri” o percezioni o fenomeni soprannaturali. Il pensiero tipico di questi soggetti viene definito “tangenziale”, cioè allusivo e dispersivo. Capita che talvolta sembrino assorti a “rimuginare” su se stessi.

I pazienti affetti da questo disturbo hanno un'alta comorbilità con altri disturbi di personalità. Ciò può essere dovuto in parte al fatto che il criterio descritto dal DSM-IV TR prevede parametri che sono in comune anche con altri disturbi, creando zone di sovrapposizione. Gli altri disturbi di personalità che condividono in parte, a prima vista, certi tratti con il disturbo schizotipico sono:

Il disturbo schizotipico descrive cioè un modello, che si incontra di frequente, che presenta tra l'altro alcuni sintomi “intermedi” fra quelli dei disturbi schizoide e quelli paranoide oppure ansioso/evitante: c'è la tendenza del soggetto a perdersi in se stesso rimuginando con il pensiero, ad isolarsi mostrando chiusura e moderata ansietà, e d'altro canto le idee fisse hanno una forma più blanda rispetto a quelle paranoidi non essendo proiezioni di ostilità verso l'esterno. La percezione della realtà del paziente schizotipico non è alterata, e il pensiero, anche se appare divagante o strano nello stile, non è disorganizzato.

Le persone affette da disturbo schizotipico possono soffrire di episodi psicotici, brevi e con frequenza relativamente bassa. È stata dimostrata una correlazione familiare e statistica tra disturbo schizotipico e la schizofrenia. Una percentuale di questi pazienti - intorno al 12% - sviluppano la schizofrenia, di solito in una forma meno grave da cui spesso guariscono.

Il criterio diagnostico DSM-IV TR[modifica | modifica wikitesto]

Il disturbo schizotipico è stato codificato nel manuale DSM-IV TR secondo questi criteri[1]:

A - Un pattern pervasivo di deficit sociali e di comunicazione interpersonale, che implica uno stato di disagio del soggetto nelle relazioni interpersonali strette, e una ridotta capacità in esse. La difficoltà del soggetto riguarda inoltre anche distorsioni cognitive (o percettive) ed eccentricità di comportamenti. Questo quadro comincia a presentarsi nella prima età adulta (diversamente si tratta di altra patologia). Si presenta in più contesti ed è caratterizzato da almeno cinque dei seguenti sintomi:

  1. idee di riferimento: convinzione che coincidenze ed eventi esterni casuali abbiano un significato particolare e insolito specifico per la persona che l'ha, (idee ricorrenti che però non siano idee fisse)
  2. credenze insolite o stile di "pensiero magico" (cfr. anche disturbo ossessivo-compulsivo), tale da influenzare il comportamento e non attinente alle norme e credenze del sostrato culturale (es: superstizione, chiaroveggenza, telepatia, sesto senso, negli adolescenti fantasie bizzarre).
  3. esperienze percettive insolite ad esempio illusioni, quali credere di vedere delle persone (una forma pervasiva della normale pareidolia) nell'ombra, nei disegni della carta da parati, nel fumo; raramente allucinazioni vere e proprie; stile espressivo con contenuto verbale oscuro (vago, circostanziale o "tangenziale", metaforico, troppo elaborato o stereotipato)
  4. sospettosità o ideazione paranoide
  5. affettività ridotta, rigida e trattenuta o inappropriata ai contesti
  6. comportamento o apparenza strani, eccentrici
  7. assenza di amici stretti o confidenti all'infuori di parenti di primo grado
  8. ansia sociale eccessiva, che non diminuisce familiarizzando con la persona e, diversamente dal disturbo evitante, tende a essere associata a paure di struttura paranoide e non a giudizi negativi su sé stesso

B - I sintomi non compaiono in concomitanza con la schizofrenia, né con un disturbo dell'umore di tipo psicotico, né con altri disturbi psicotici o disturbi dell'età evolutiva.

Nota: Se i criteri si manifestano prima dell'insorgenza della schizofrenia, al disturbo si aggiunge la dicitura "Pre-morboso"

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Disturbo schizotipico