Disturbo schizotipico di personalità

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Disturbo schizotipico di personalità
Specialità psichiatria
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 301.22
ICD-10 F21
MeSH D012569
MedlinePlus 001525

In psichiatria, il disturbo schizotipico di personalità è un disturbo di personalità caratterizzato, oltre che da tendenza all'isolamento sociale, anche da uno stile comunicativo e di pensiero eccentrico, tipicamente vago o metaforico, da stranezze del comportamento, e da idee di riferimento o credenze insolite.

Talvolta ci si riferisce ad esso come schizotipia, pur essendo questa un'entità nosografica leggermente diversa, ossia una teoria psichica riguardante patologie dello spettro schizofrenico ma meno gravi della schizofrenia vera, a differenza del disturbo schizotipico che è invece un disturbo della personalità, anche se spesso la schizotipia viene descritta come la caratterizzazione tipica del disturbo.[1]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Colpisce circa il 3 % della popolazione, e prevalentemente i maschi.[2] Come altri disturbi simili, si tratta del disturbo di personalità più diffuso fra le persone senzatetto negli Stati Uniti d'America.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È un disturbo appartenente al gruppo cluster A della classificazione dei manuali DSM dei disturbi di personalità, cioè è una personalità che a prima vista appare strana, chiusa in sé, o eccentrica. Le idee di riferimento degli schizotipici non sono propriamente idee fisse, non sono, infatti, connotate dalla sospettosità e ostilità tipica delle idee dei paranoici, e non sono, solitamente, completamente avulse dalla realtà come il delirio.[4]

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Il disturbo si sviluppa già nell'infanzia o nella pre-adolescenza; oltre a un'origine biologica e famigliarità genetica con le malattie mentali dello spettro schizofrenico o psicotico, si pensa che possa anche influire l'ambiente di crescita. Molti hanno subito un evento traumatico (anche solo dal loro punto di vista) avvenuto nella prima infanzia (ad esempio un abuso fisico o emotivo; una separazione precoce da una persona amata derivata da abbandono[5], assenza prolungata o da lutto; un grave problema di salute), o sono cresciuti a contatto con parenti stretti affetti da problemi mentali, stile genitoriale erroneo o in vere e proprie famiglie disfunzionali.[6][7]

Di solito il loro ambiente viene percepito come emotivamente distante, oppure confuso nella comunicazione emotiva, e umiliante da parte di un genitore o dai coetanei, con conseguente difficoltà a fidarsi nelle relazioni. Spesso il genitore impedisce al futuro schizotipico un distacco costruttivo dall'ambiente famigliare, negandogli l'autonomia, oppure investe troppe aspettative su di lui e sulle sue prestazioni.[8] Il mondo esterno viene fatto apparire al bambino come pericoloso o sbagliato. Se non può contare sui coetanei (da cui cresce separato per anni) o sul genitore (sia abusante, sia assente o fortemente insicuro), che spesso non vuole essere coinvolto nella vita quotidiana del figlio, egli si chiude in sé stesso e sviluppa un mondo di fantasia che porterà inconsciamente nell'età adulta.

La rappresentazione di sé che egli sviluppa è vista inconsciamente come incapace e quella dell'altro come trascurante e umilante, portando a credere di essere dei soggetti particolari.[9] Da bambini e da adolescenti gli schizotipici appaiono asociali, ipersensibili, con idee strane, rendimento scolastico inferiore alle loro reali capacità, a volte affetti da deficit dell'attenzione; interagiscono poco con gli altri e lo fanno in maniera bizzarra o poco consona, ad esempio con comportamenti passivo-aggressivi. Il controllo altrui è visto come insidioso e non ama le figure d'autorità. Durante l'adolescenza non ha quasi mai amici tra i coetanei, rare o assenti sono anche relazioni sentimentali o esperienze sessuali. Gli schizotipici possono facilmente finire vittime di bullismo e volta cresciuti hanno molta difficoltà a trovare e mantenere un lavoro fisso, che spesso è di basso livello, a causa delle conflittualità personali, della forte ansia in contesti sociali o delle loro idee fisse.[10]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

I pazienti schizotipici hanno sistemi di credenze individualizzati o non convenzionali, per esempio credono a “poteri” o percezioni o fenomeni soprannaturali. Il pensiero tipico di questi soggetti viene definito “tangenziale”, cioè allusivo e dispersivo. Capita che talvolta sembrino assorti a “rimuginare” su sé stessi. Il soggetto ha un modo di vestirsi e presentarsi peculiare, a volte trasandato, comunque sempre originale, talvolta può parlare da solo a bassa voce in pubblico, ripetendo i propri pensieri, o gesticolare lievemente e senza motivo esterno.[4]

I pazienti affetti da questo disturbo hanno un'alta comorbilità con altri disturbi di personalità. Ciò può essere dovuto in parte al fatto che il criterio descritto dal DSM-5 e dai precedenti DSM prevede parametri che sono in comune anche con altri disturbi, creando zone di sovrapposizione. Gli altri disturbi di personalità che condividono in parte, a prima vista, certi tratti con il disturbo schizotipico sono[4]:

  • il disturbo schizoide (anch'esso cluster A), per quanto riguarda la tendenza del soggetto a isolarsi dagli altri e la possibile presenza di anedonia verso molti ambiti, tranne interessi specifici;
  • il disturbo evitante (cluster C) che presenta anch'esso sintomi di ansia e preoccupazioni - di cui il soggetto non ha il controllo - legate alle interazioni con gli altri, da cui il paziente tende a isolarsi;
  • il disturbo borderline di personalità (cluster B), per l'instabile emotività (umore rapidamente fluttuante) e il timore del rifiuto sociale e personale, con possibili sporadici sintomi psicotici come derealizzazione, depersonalizzazione e dissociazione
  • come nel narcisismo (cluster B) di tipo covert, il paziente si sente unico e particolare, non compreso dagli altri
  • infine le idee fisse, che sono la caratteristica principale del disturbo paranoide di personalità (cluster A): ovviamente non c'è un confine netto e preciso tra idee semplicemente “strane” e idee fisse paranoidi, benché si tratti di due stili diversi e riconoscibili.

La principale somiglianza è coi disturbi schizoidi ed evitante: in tutti e tre è presente la componente di distacco e isolamento, ma mentre lo schizoide non sente il bisogno di interazioni sociali, affettive, sessuali o sentimentali con persone esterne alla sua cerchia ristretta (per cui a volte è confuso con i disturbi dello spettro autistico come la sindrome di Asperger), lo schizotipico e l'evitante le desiderano ma al contempo le temono fortemente, perché si sentono inadeguati (nell'evitante) o perché credono che gli altri provino avversione per la loro "diversità" o sono comunque diffidenti (nello schizotipico). In certi casi lo schizotipico può rassomigliare di più allo schizoide e non sentire il bisogno di relazioni. Questi pazienti sono comunque solitamente inibiti o bloccati nelle relazioni sociali e personali, o le affrontano in maniera atipica (avendo molta difficoltà nelle strategie di coping o adattamento), apparendo quindi strani agli occhi delle persone non famigliari e alimentando quindi un circolo chiuso di diffidenza reciproca.[4]

Lo schizotipico presenta quindi la cosiddetta "ideazione paranoide", ma senza giungere agli estremi del paranoide vero, e tende ad attribuire più agli altri individui le caratteristiche negative (condizione comunque possibile anche nel disturbo evitante), invece di svalutare sé stesso come l'evitante, e non percepisce spesso la sua inadeguatezza, proiettandola sugli altri (preoccupandosi di possibili danni che essi potrebbero fargli: ad esempio imbrogliarlo, usarlo, diffamarlo, agire "magicamente" contro di lui, contagiarlo con malattie o procurargli problemi legali); nell'evitante e nello schizoide inoltre non sono presenti distorsioni del pensiero ed evidente eccentricità, ma solo isolamento sociale (per paura nel primo, per disinteresse nel secondo). La percezione della realtà del paziente schizotipico non è comunque gravemente alterata come nelle psicosi e nel disturbo delirante, l'esame di realtà non è completamente compromesso e il pensiero, anche se appare divagante o strano nello stile, non è disorganizzato come quello degli schizofrenici. Egli mantiene quindi un certo funzionamento, seppur al limite, come tipico di molti disturbi di personalità. Nonostante la tendenza del soggetto a chiudersi in sé, rimuginando con il pensiero, e ad isolarsi mostrando chiusura e moderata ansietà, le idee fisse hanno come detto una forma più blanda rispetto a quelle paranoidi, essendo meno ostili verso l'esterno, pur potendo diventarlo in condizioni di forte stress.[4]

Le persone affette da disturbo schizotipico possono, in momenti di difficoltà emotiva, talvolta soffrire di episodi psicotici (con delirio, paranoia, dissociazione, derealizzazione, depersonalizzazione, scissione, raramente vere allucinazioni), brevi e con frequenza relativamente bassa (cosiddetto episodio psicotico acuto). È stata dimostrata una correlazione familiare e statistica tra disturbo schizotipico e schizofrenia. Una percentuale - intorno al 12% - di questi pazienti schizotipici che hanno anche parenti schizofrenici di grado stretto, sviluppano loro stessi la schizofrenia o il disturbo delirante, ma di solito in una forma meno grave di quella famigliare, e da cui spesso guariscono. Molto frequente è che gli schizotipici possano sviluppare il disturbo depressivo, disturbi d'ansia, altri disturbi dell'umore come il disturbo bipolare, disturbo ossessivo-compulsivo con scarso insight (bassa consapevolezza della falsità delle ossessioni e/o scarsa resistenza alle compulsioni) e disturbi correlati (dismorfofobia delirante, gravi ipocondria e paura delirante di germi e contagio), disturbo somatoforme, che si incentrano sulle caratteristiche proprie del disturbo schizotipico (isolamento sociale, credenze bizzarre, idee fisse, ecc.) o derivano da ciò.[4] Spesso, più che lo stile di vita che conducono, è proprio la sofferenza causata da uno di questi disturbi a spingere i pazienti ad entrare in terapia.[4]

Il criterio diagnostico DSM-IV TR[modifica | modifica wikitesto]

Il disturbo schizotipico è stato codificato nel manuale DSM-IV TR secondo questi criteri[4]:

A - Un pattern pervasivo di deficit sociali e di comunicazione interpersonale, che implica uno stato di disagio del soggetto nelle relazioni interpersonali strette, e una ridotta capacità in esse. La difficoltà del soggetto riguarda inoltre anche distorsioni cognitive (o percettive) ed eccentricità di comportamenti. Questo quadro comincia a presentarsi nella prima età adulta (diversamente si tratta di altra patologia). Si presenta in più contesti ed è caratterizzato da almeno cinque dei seguenti sintomi:

  1. idee di riferimento: convinzione che coincidenze ed eventi esterni casuali abbiano un significato particolare e insolito specifico per sé (idee ricorrenti che però non siano idee fisse)
  2. credenze insolite o stile di "pensiero magico" (cfr. anche disturbo ossessivo-compulsivo), tale da influenzare il comportamento e non attinente alle norme e credenze del sostrato culturale (es: superstizione, chiaroveggenza, telepatia, sesto senso, negli adolescenti fantasie bizzarre).
  3. esperienze percettive insolite (ad esempio illusioni, quali credere di vedere delle persone - una forma pervasiva della normale pareidolia - nell'ombra, nei disegni della carta da parati, nel fumo); stile espressivo con contenuto verbale oscuro (vago, circostanziale o "tangenziale", metaforico, troppo elaborato o stereotipato)
  4. sospettosità o ideazione paranoide
  5. affettività ridotta, rigida e trattenuta o inappropriata ai contesti
  6. comportamento o apparenza strani, eccentrici
  7. assenza di amici stretti o confidenti all'infuori di parenti di primo grado
  8. ansia sociale eccessiva, che non diminuisce familiarizzando con la persona e, diversamente dal disturbo evitante, tende a essere associata a paure di struttura paranoide e non a giudizi negativi su sé stesso

B - I sintomi non compaiono in concomitanza con la schizofrenia, né con un disturbo dell'umore di tipo psicotico, né con altri disturbi psicotici o disturbi dell'età evolutiva.

Nota: Se i criteri si manifestano prima dell'insorgenza della schizofrenia, al disturbo si aggiunge la dicitura "Pre-morboso"

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

L'uso di antipsicotici tipici, come aloperidolo, e atipici, di anticonvulsivanti e di SSRI (specie se c'è comorbilità con disturbo ossessivo-compulsivo o depressione), assieme alla terapia cognitivo-comportamentale, è considerato un trattamento abbastanza efficace. Il paziente deve evitare l'assunzione di alcune droghe come la metanfetamina, che è risultata aumentare decisamente il rischio di sviluppare psicosi nei pazienti schizotipici.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Meehl, P.E. (1962). Schizotaxia, schizotypy, schizophrenia. American Psychologist, 17, 827 838.
  2. ^ Pulay, A. J., Stinson, F. S., Dawson, D. A., Goldstein, R. B., Chou, S. P., Huang, B.; et al. (2009). "Prevalence, correlates, disability, and comorbidity of DSM-IV schizotypal personality disorder: results from the wave 2 national epidemiologic survey on alcohol and related conditions". Primary Care Companion to the Journal of Clinical Psychiatry. 11 (2): 53–67. doi:10.4088/pcc.08m00679.
  3. ^ AJ. Connolly, P. Cobb-Richardson; SA. Ball, Personality disorders in homeless drop-in center clients., in J Pers Disord, vol. 22, nº 6, Dec 2008, pp. 573-88, DOI:10.1521/pedi.2008.22.6.573, PMID 19072678.
  4. ^ a b c d e f g h Manuale di psichiatria: American Psychiatric Publishing
  5. ^ Cfr. lo sviluppo della cosiddetta personalità abbandonica
  6. ^ Howard Berenbaum, Ph.D., Eve M. Valera, Ph.D. and John G. Kerns, Ph.D. (2003) Psychological Trauma and Schizotypal Symptoms, Oxford Journals, Medicine, Schizophrenia Bulletin Volume 29, Number 1 Pp. 143-152
  7. ^ Mayo Clinic Staff. "Schizotypal personality disorder". Mayo Clinic. Archived from the original on 9 March 2012. Retrieved 21 February 2012.
  8. ^ Ivana Caruso, Maria Cinzia Mantegna, Oikos legami familiari. Nuove prospettive d’intervento nei casi di genitorialità fragile: Nuove prospettive d’intervento nei casi di genitorialità fragile, [1]
  9. ^ Deidre M. Anglina, Patricia R. Cohenab, Henian Chena (2008) Duration of early maternal separation and prediction of schizotypal symptoms from early adolescence to midlife, Schizophrenia Research Volume 103, Issue 1, Pages 143-150 (August 2008)
  10. ^ Schizotypal personality desorder
  11. ^ Chen, C. K., Lin, S. K., Sham, P. C.; et al. (2005). "Morbid risk for psychiatric disorder among the relatives of methamphetamine users with and without psychosis". American Journal of Medical Genetics. 136: 87–91. PMID 15892150. doi:10.1002/ajmg.b.30187.