Interazione sociale

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Per interazione sociale si intende una relazione di tipo cooperativo svolta da due o più attori detti soggetti agenti, che orientano le loro azioni in riferimento ed in reazione al comportamento di altri attori. Queste relazioni sono caratterizzate da una certa durata, intensità e ripetitività nel tempo.

Il termine trae origine dalla scuola sociale americana come equivalente di relazione sociale.


L'interazione sociale[modifica | modifica wikitesto]

L'interazione tra le persone è oggetto dell'analisi microsociologica. Nel corso dell'ultimo secolo molti sociologi hanno cercato di formulare delle teorie sull'interazione tra le persone, cercando di spiegare come esse si comportano tra di loro all'interno di una struttura sociale. George Homans elaborò la "teoria dello scambio" il cui caposaldo era il fatto che le persone interagiscono dopo aver soppesato costi e benefici passati e potenziali. Ne diede dei principi:

  1. quanto più spesso un comportamento è ricompensato, tanto più è probabile che venga ripetuto
  2. se nel passato alcuni aspetti dell'ambiente sono stati collegati ad un comportamento ricompensato, è probabile che venga ricercato quell'ambiente particolare o analogo.
  3. quanto più è preziosa la ricompensa per un dato comportamento, tanto più è probabile che venga ripetuto
  4. quanto più spesso le esigenze o i desideri vengono soddisfatti, tanto meno si dà valore ad ogni ulteriore ricompensa.

La teoria dello scambio è basata sulla teoria di Skinner (se un konfo viene premiato con del cibo ogni volta che obbedisce ad un comando, continuerà ad obbedire a quel comando). Ma le reazioni degli esseri umani a premi e punizioni sono più complesse di quelle degli animali.

Un'altra teoria, che cerca di spiegare l'interazione sociale, è quella elaborata da George Herbert Mead, vale a dire la "teoria dell'interazionismo simbolico".

Mead sosteneva il comportamento umano non fosse semplicemente un insieme di reazioni passive a premi e punizioni, ma invece tutte le azioni umane in quanto comportamenti sociali fossero basate sulla comunicazione. Secondo Mead, l'essere umano infatti non reagisce solo alle azioni degli altri, ma anche alle intenzioni. Il sociologo distinse due tipi di atti sociali:

  1. il gesto non significativo, che è un riflesso automatico (es. sbattere le palpebre)
  2. il gesto significativo, dove invece l'essere umano interpreta, poiché dotato di ragione, sia l'azione che l'intenzione.

In definitiva le persone si comportano reciprocamente in base ai significati che hanno appreso ad attribuire.

Altra teoria è quella di Erving Goffman chiamata "teoria del controllo delle impressioni". Tale teoria è stata definita un modello drammaturgico, egli vede infatti le situazioni sociali come drammi in cui i singoli sono attori che usano scenari per creare determinate impressioni.

Inoltre lo psicologo Sigmund Freud nella sua "teoria psicoanalitica", affermò che il comportamento interpersonale è fortemente influenzato da atteggiamenti e conflitti della prima infanzia, poiché nella nostra socializzazione interiorizziamo valori e aspettative.

L'interazione tra individui presenta sostanziali differenze tra le diverse culture (nazionalità, religione...).

La cultura fa riferimento alle convinzioni, ai valori e ai simboli espressivi (comprese l'arte e la letteratura) che qualsiasi gruppo e società condivide, e costituisce un modo di organizzare l'esperienza e una guida al comportamento per i membri di quel gruppo. L'acquisizione della cultura è una questione di apprendimento, che a sua volta è una forma di interazione sociale.

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