Amisulpride

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Amisulpride
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Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C17H27N3O4S
Massa molecolare (u) 369.48 g/mol
Numero CAS 71675-85-9
Numero EINECS 275-831-7
Codice ATC N05AL05
PubChem 2159 CID 2159
DrugBank DB06288
SMILES CCN1CCCC1CNC(=O)C2=CC(=C(C=C2OC)N)S(=O)(=O)CC
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità 48%[1]
Emivita 12 ore[1]
Escrezione renale[1]
Indicazioni di sicurezza

L'Amisulpride è uno psicofarmaco appartenente alla famiglia delle benzammidi sostituite che, in analogia al composto correlato sulpiride, è utilizzato come antipsicotico atipico nel trattamento delle psicosi nella schizofrenia, degli episodi maniacali nel disordine bipolare mentre a dosaggi minori, per via del suo peculiare meccanismo d'azione, nel trattamento dei disturbi depressivi e ansiosi (come la depressione anche mista ad ansia), della fobia sociale e della distimia. Fu introdotto in commercio negli anni 90 dalla società Sanofi-Aventis ed è venduta in Italia con i nomi commerciali di Deniban, Solian, Sulamid, Sulpitac, Amitrex o Soltus.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'Amisulpride non è approvata dalla Food and Drug Administration per l'uso negli Stati Uniti, ma è ampiamente utilizzata in molti paesi europei (Francia, Germania, Italia, Svizzera, ed altri) oltre che in Australia per il trattamento della psicosi e della schizofrenia.[2][3] In particolare al dosaggio di 50 mg è utilizzata come trattamento per la distimia ed è disponibile anche come farmaco generico.

Farmacodinamica[modifica | modifica wikitesto]

L'Amisulpride funziona agendo come un antagonista sui recettori D2 e D3 della dopamina. Ha un'elevata affinità per questi recettori con costanti di dissociazione di 2,8 nM e 3,2 nM, rispettivamente. Sebbene dosi standard tra i 400 ed i 1200 mg al dì, utilizzate per il trattamento della psicosi, inibiscano la neurotrasmissione dopaminergica, basse dosi tra 50 ed i 200 mg determinano un blocco inibitorio degli autorecettori pre-sinaptici. Ciò si traduce in una facilitazione della attività della dopamina, ed è per questa ragione che basse dosi di amisulpride vengono utilizzate per trattare la depressione clinica (in particolare le forme miste ad ansia e con disturbi di somatizzazione) e della distimia (depressione cronica di modesta entità), essendo in grado di aumentare l'umore del paziente e di determinare un'azione disinibente, facilitando in particolare il contatto interpersonale e comportando per il soggetto un rinnovato interesse per l'ambiente familiare e sociale.[4]

L'Amisulpride e la sulpiride, molecola ad essa correlata, hanno dimostrato di legarsi e di attivare il recettore GHB a dosi che vengono normalmente utilizzate a fini terapeutici.[5] L'attivazione del recettore GHB è nota per inibire il rilascio di dopamina e sembra avere essa stessa effetti neurolettici. Per questo motivo si ritiene che l'azione della amisulpride e della sulpiride su questo recettore possa contribuire alla loro efficacia nel trattamento della psicosi e azione terapeutica.

Anche se per lungo tempo è stato dato per scontato che la modulazione dopaminergica sia l'unica responsabile per le proprietà antidepressive e antipsicotiche della amisulpride, è stato recentemente dimostrato che questa molecola agisce anche come un potente antagonista dei recettori 5HT7, recettori disposti sulla superficie cellulare ed attivati dal neurotrasmettitore serotonina.[6] Alcuni degli altri farmaci antipsicotici atipici come il risperidone e lo ziprasidone sono essi stessi antagonisti potenti dei recettori 5HT7, e gli stessi antagonisti selettivi del recettore mostrano proprietà antidepressive. Per comprendere il ruolo esercitato dal recettore 5-HT7 negli effetti antidepressivi della amisulpride, è stato effettuato uno studio in vivo su una popolazione di topi con recettori 5-HT 7 "fuori uso".[6] Questo studio ha dimostrato che su due modelli di depressione ampiamente utilizzati nei topi, il test di nuoto forzato (FST) ed il test di sospensione dalla coda, questi topi non evidenziavano una risposta antidepressiva in seguito al trattamento con amisulpride.[6] Questi risultati indicano chiaramente che l'antagonismo sul recettore 5-HT7 recettore svolge un ruolo importante e probabilmente centrale negli effetti antidepressivi della amisulpride.[6]

L'amisulpride sembra legare anche i recettori serotoninergici 5HT2B ma il significato clinico di tale azione non è stato ancora delineato. Come gli altri composti di questa classe si è dimostrato in grado di attivare la demetilazione del DNA nelle cellule cerebrali (in particolari le GABAergiche) promuovendo l'espressione genica.

Usi clinici[modifica | modifica wikitesto]

Le indicazioni cliniche approvate dal ministero sono due:

Tuttavia studi rilevano che l'Amisulpride, usato come antidepressivo, è significativamente più efficace della Sertralina[9], della Imipramina[10] e pari alla Amitriptilina[11] e alla Amineptina[12] nel trattamento della depressione (in particolare nelle forme con componenti di ansia, somatizzazione ed eccessiva preoccupazione[13]) con una velocità di azione più elevata (minore di 2 settimane, contro le 4 tipicamente richieste dagli altri antidepressivi).[14] In un altro studio, dove veniva misurata l'ansia con la scala HAM-A (Hamilton Anxiety Scale) si è osservata una diminuzione significativa del punteggio della scala, maggiore a quello osservato con fluoxetina 20 mg/die.[15]

Degli studi mostrano che l'aggiunta di amisulpride ad un trattamento antidepressivo con SSRI ne potenzia gli effetti terapeutici nei pazienti con patologia resistente al trattamento.[16]

Un altro studio[17] conclude che l'Amisulpride è un trattamento appropriato e di prima linea per la gestione della psicosi acuta. Una Cochrane Review del 2010 condotta da un gruppo di ricercatori della Technische Universität di Monaco, prendendo spunto da una vasta revisione della letteratura, esamina l'efficacia e la tollerabilità di amisulpride, confermando che il trattamento con amisulpride è di efficacia almeno pari a quello con olanzapina e risperidone e più efficace di quello con ziprasidone.[18]

Ha dimostrato efficacia nel trattamento dell'emesi post operatoria, in analogia alla sulpiride.[19] Uno studio ha dimostrato efficacia nel trattamento nella sindrome da affaticamento cronico.[20]

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Effetti collaterali[modifica | modifica wikitesto]

Gli effetti collaterali sono in genere lievi e dose dipendenti, per cui è ottimamente tollerato specie a basse dosi. Effetti collaterali comuni possono essere insonnia o sonnolenza, nausea, mal di testa, aumento ponderale, ansia.[22][23] Non provoca effetti collaterali da sospensione.

L'aumento di peso, che si può verificare specie a dosaggi elevati, è comunque minore rispetto quello provocato da altri farmaci utilizzati per lo stesso scopo.[24]

Può comportare (in maniera simile alla sulpiride) un aumento della concentrazione ematica di Prolattina, il che può causare, specie dopo un trattamento prolungato e ad alte dosi, amenorrea e galattorrea nelle donne, nausea, aumento di peso, insonnia, acatisia, disfunzioni sessuali, anche se in misura minore rispetto a farmaci simili della sua stessa classe o altri antidepressivi (come gli SSRI\SNRI);[25] meno comunemente può provocare un aumento del QT (alterazione riscontrabile all'elettrocardiogramma). In caso di sovradosaggio l'amisulpride è stato collegata ad episodi di torsione di punta.[26]

La discinesia tardiva, è riportata in letteratura come raro ma pur sempre possibile effetto collaterale tipico della classe farmacologica di appartenenza.[27]

Dosi terapeutiche[modifica | modifica wikitesto]

La posologia della amisulpride varia in funzione del tipo di manifestazione psicotica da trattare; generalmente il dosaggio oscilla da 300-400 a 800 mg/die. Raramente si può arrivare ad un massimo consentito di 1200 mg/die.[7]

Nel caso di trattamento della distimia il dosaggio terapeutico consigliato è di 50 mg/die o più secondo parere medico.[28]

Sovradosaggio[modifica | modifica wikitesto]

In caso di sovradosaggio i sintomi presenti sono: sonnolenza, sedazione, coma, ipotensione e sintomi extrapiramidali. Non esistono antidoti conosciuti, l'emodialisi è scarsamente efficace; se presenti sintomi extrapiramidali occorre somministrare farmaci anticolinergici; è necessario il monitoraggio cardiologico del paziente per la comparsa del prolungamento del QT.

Gravidanza e allattamento[modifica | modifica wikitesto]

Nell'allattamento il farmaco è controindicato perché escreto nel latte; in gravidanza non è consigliato pur non essendoci prove sull'animale e sull'uomo di teratogenicità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Rosenzweig, P.; Canal, M.; Patat, A.; Bergougnan, L.; Zieleniuk, I.; Bianchetti, G., A review of the pharmacokinetics, tolerability and pharmacodynamics of amisulpride in healthy volunteers., in Human Psychopharmacology, vol. 17, nº 1, 2002, pp. 1–13, DOI:10.1002/hup.320, PMID 12404702.
  2. ^ Lecrubier, Y. et al., Consensus on the Practical Use of Amisulpride, an Atypical Antipsychotic, in the Treatment of Schizophrenia, in Neuropsychobiology, vol. 44, nº 1, 2001, pp. 41–46, DOI:10.1159/000054913, PMID 11408792.
  3. ^ Kaplan, A., Psychotropic Medications Around the World, in Psychiatric Times, vol. 21, nº 5, 2004.
  4. ^ L. Pani e G. L. Gessa, The substituted benzamides and their clinical potential on dysthymia and on the negative symptoms of schizophrenia, in Molecular Psychiatry, vol. 7, nº 3, 2002, pp. 247–253, DOI:10.1038/sj.mp.4001040. URL consultato il 24 settembre 2017.
  5. ^ Maitre, M.; Ratomponirina, C.; Gobaille, S.; Hodé, Y.; Hechler, V., Displacement of [3H] gamma-hydroxybutyrate binding by benzamide neuroleptics and prochlorperazine but not by other antipsychotics, in European Journal of Pharmacology, vol. 256, nº 2, aprile 1994, pp. 211–214, DOI:10.1016/0014-2999(94)90248-8, PMID 7914168.
  6. ^ a b c d Abbas, A. I.; Hedlund, P. B.; Huang, X. P.; Tran, T. B.; Meltzer, H. Y.; Roth, B. L., Amisulpride is a potent 5-HT7 antagonist: relevance for antidepressant actions in vivo, in Psychopharmacology, vol. 205, nº 1, 2009, pp. 119–128, DOI:10.1007/s00213-009-1521-8, PMC 2821721, PMID 19337725.
  7. ^ a b Amisulpride Eg, torrinomedica.it. URL consultato il 16 gennaio 2012.
  8. ^ Deniban 50 Mg, torrinomedica.it. URL consultato il 16 gennaio 2012.
  9. ^ M. Amore, MC. Jori, Faster response on amisulpride 50 mg versus sertraline 50-100 mg in patients with dysthymia or double depression: a randomized, double-blind, parallel group study., in Int Clin Psychopharmacol, vol. 16, nº 6, novembre 2001, pp. 317-24, PMID 11712619.
  10. ^ M. Papp, J. Wieronska, Antidepressant-like activity of amisulpride in two animal models of depression., in J Psychopharmacol, vol. 14, nº 1, marzo 2000, pp. 46-52, PMID 10757253.
  11. ^ L. Ravizza, Amisulpride in medium-term treatment of dysthymia: a six-month, double-blind safety study versus amitriptyline. AMILONG investigators., in J Psychopharmacol, vol. 13, nº 3, 1999, pp. 248-54, PMID 10512080.
  12. ^ P. Boyer, Y. Lecrubier; A. Stalla-Bourdillon; O. Fleurot, Amisulpride versus amineptine and placebo for the treatment of dysthymia., in Neuropsychobiology, vol. 39, nº 1, 1999, pp. 25-32, PMID 9892856.
  13. ^ Klaus Damgaard Jakobsen, Eva Skyum e Nasseh Hashemi, Antipsychotic treatment of schizotypy and schizotypal personality disorder: a systematic review, in Journal of Psychopharmacology (Oxford, England), vol. 31, nº 4, 1º aprile 2017, pp. 397–405, DOI:10.1177/0269881117695879. URL consultato il 19 aprile 2017.
  14. ^ M. Papp e J. Wieronska, Antidepressant-like activity of amisulpride in two animal models of depression, in Journal of Psychopharmacology (Oxford, England), vol. 14, nº 1, 1º marzo 2000, pp. 46–52, DOI:10.1177/026988110001400106. URL consultato il 19 aprile 2017.
  15. ^ E. Smeraldi, Amisulpride versus fluoxetine in patients with dysthymia or major depression in partial remission: a double-blind, comparative study., in J Affect Disord, vol. 48, nº 1, febbraio 1998, pp. 47-56, PMID 9495601.
  16. ^ Mansoor Ahmad Dar, Rayees Ahmad Wani, Mushtaq Ahmad Margoob, Inaamul Haq, Arshad Hussain, Rajesh Kumar Chandel, Yasir Hassan Rather, MajidShafi Shah, Altaf Ahmad Malla, Role of Amisulpride Augmentation in Treatment Resistant Major Depressive Disorder: An Open Label Study from North India (PDF).
  17. ^ P. Nuss, M. Hummer; C. Tessier, The use of amisulpride in the treatment of acute psychosis., in Ther Clin Risk Manag, vol. 3, nº 1, marzo 2007, pp. 3-11, PMID 18360610.
  18. ^ K. Komossa, C. Rummel-Kluge; H. Hunger; F. Schmid; S. Schwarz; JI. Silveira da Mota Neto; W. Kissling; S. Leucht, Amisulpride versus other atypical antipsychotics for schizophrenia., in Cochrane Database Syst Rev, nº 1, 2010, pp. CD006624, DOI:10.1002/14651858.CD006624.pub2, PMID 20091599.
  19. ^ P. Kranke, L. Eberhart e J. Motsch, I.V. APD421 (amisulpride) prevents postoperative nausea and vomiting: a randomized, double-blind, placebo-controlled, multicentre trial, in BJA: British Journal of Anaesthesia, vol. 111, nº 6, 1º dicembre 2013, pp. 938–945, DOI:10.1093/bja/aet251. URL consultato il 19 aprile 2017.
  20. ^ Matteo Pardini, Silvia Guida e Alberto Primavera, Amisulpride vs. fluoxetine treatment of chronic fatigue syndrome: a pilot study, in European Neuropsychopharmacology: The Journal of the European College of Neuropsychopharmacology, vol. 21, nº 3, 1º marzo 2011, pp. 282–286, DOI:10.1016/j.euroneuro.2010.10.008. URL consultato il 19 aprile 2017.
  21. ^ Faruk Uguz, Second-Generation Antipsychotics During the Lactation Period: A Comparative Systematic Review on Infant Safety, in Journal of Clinical Psychopharmacology, vol. 36, nº 3, 1º giugno 2016, pp. 244–252, DOI:10.1097/JCP.0000000000000491. URL consultato il 19 aprile 2017.
  22. ^ (EN) Stefan Leucht, Andrea Cipriani e Loukia Spineli, Comparative efficacy and tolerability of 15 antipsychotic drugs in schizophrenia: a multiple-treatments meta-analysis, in The Lancet, vol. 382, nº 9896, 14 settembre 2013, DOI:10.1016/S0140-6736(13)60733-3. URL consultato il 19 aprile 2017.
  23. ^ (EN) Solian - Foglietto Illustrativo, su www.my-personaltrainer.it. URL consultato il 19 aprile 2017.
  24. ^ Amisulpiride | MediNews.net, su medinews.net. URL consultato il 26 agosto 2017.
  25. ^ Klementina Ružić, Tanja Grahovac e Mirjana Graovac, Hyperprolactinaemia with amisulpride, in Psychiatria Danubina, vol. 23, nº 1, 1º marzo 2011, pp. 92–94. URL consultato il 19 aprile 2017.
  26. ^ Isbister, G.; Murray, L.; John, S.; Hackett, L.; Haider, T.; O'Mullane, P.; Gosselin, S.; Daly, F., Amisulpride deliberate self-poisoning causing severe cardiac toxicity including QT prolongation and torsades de pointes, in Medical Journal of Australia, vol. 184, nº 7, 2006, pp. 354–356, PMID 16584372.
  27. ^ Pattath Narayanan Suresh Kumar e Arun Gopalakrishnan, Extrapyramidal Side Effects with Low Dose Amisulpride: A Report of Two Cases, in Indian Journal of Psychological Medicine, vol. 38, nº 5, 1º settembre 2016, pp. 480–482, DOI:10.4103/0253-7176.191391. URL consultato il 19 aprile 2017.
  28. ^ Deniban 50 Mg, torrinomedica.it. URL consultato il 16 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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