Messapi

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Storia della Puglia
Categoria: Storia della Puglia

I Messapi furono un'antica popolazione italica stanziatasi nella Messapia, ovvero nel territorio comprensivo della provincia di Brindisi, della provincia di Lecce e di parte della provincia di Taranto. La denominazione originaria del territorio è incerta, in quanto quello di Messapia (cioè Terra tra i due mari) fu il nome dato al territorio dagli storici greci. Le prime attestazioni della civiltà messapica risalgono all'VIII secolo a.C. Dopo il 272 a.C. rientrarono nel territorio di Roma, pur mantenendo in parte caratteristiche proprie.

Indice

[modifica] Origini

Ceramica Messapica, Centro documentazione messapica Oria

L'origine dei Messapi è incerta, probabilmente si deve a flussi migratori incerti e mai chiaramente dimostrati di origine illirica o egeo-anatolici. Essi giunsero nel Salento alle soglie dell'età del ferro intorno all'XI secolo a.C. Il prof. Cosimo Pagliara ha trovato dei reperti risalenti a questo periodo in alcune grotte vicine a Otranto e Roca. I primi insediamenti certi li troviamo alle soglie del VIII secolo a.C. con gli insediamenti di Oria ,Cavallino e Vaste per esempio. Il nome Messapi in realtà è il nome dato alla popolazione che occupava l'attuale Salento prima dai Greci e poi dai Romani, per la caratteristica del territorio; la Messapia infatti è la "terra tra i due mari"[senza fonte] (dal greco Mes in mezzo e ap mare). Dopo l'VIII secolo, intorno al VII-VI secolo a.C. si passa da costruzioni in capanne con zoccolo in pietre irregolari,alzato in mattoni crudi (argilla e paglia) e copertura a rami intrecciati (ne è stata ricostruita una a Vaste a scopo didattico) a costruzioni con più ambienti, di forma quadrangolare, con muri di pietra e mattoni e copertura a tegole.

[modifica] Origini nelle fonti letterarie

Le fonti letterarie greche e latine che parlano della Messapia e dei Messapi sono molteplici. Tra gli autori antichi che più se ne sono occupati si ricordano: Erodoto, Strabone, Servio Tullio. Un significativo passo di Erodoto è questo: « Si racconta infatti che Minosse, giunto in Sicania (oggi detta Sicilia) alla ricerca di Dedalo, vi perì di morte violenta. Tempo dopo i Cretesi, indotti da un dio, tutti tranne quelli di Policne e di Preso, arrivarono in Sicania con una grande flotta e strinsero d'assedio per cinque anni la città di Camico (ai tempi miei abitata dagli Agrigentini). Infine, non potendo né conquistarla né rimanere lì, oppressi com'erano dalla carestia, abbandonarono l'impresa e se ne andarono. Quando durante la navigazione giunsero sulle coste della Iapigia, una violenta tempesta li spinse contro terra: le imbarcazioni si fracassarono e giacché non vedevano più modo di fare ritorno a Creta, fondarono sul posto una città, Iria, e vi si stabilirono cambiando nome e costumi: da Cretesi divennero Iapigi Messapi e da isolani continentali. Muovendo da Iria fondarono altre città, quelle che molto più tardi i Tarantini tentarono di distruggere le stesse, subendo una tale sconfitta da causare in quella circostanza la più clamorosa strage di Greci a nostra conoscenza, di Tarantini appunto e di Reggini. I cittadini di Reggio, venuti ad aiutare i Tarantini perché costretti da Micito figlio di Chero, morirono in tremila; i Tarantini caduti, poi, non si contarono neppure. Micito, che apparteneva alla casa di Anassilao era stato lasciato come governatore di Reggio ed è lo stesso che, scacciato da Reggio e stabilitosi a Tegea in Arcadia, consacrò a Olimpia numerose statue » (Erodoto (VII, 170))

[modifica] Le città messapiche

I Messapi si stabilirono nell'attuale Salento, non sappiamo ancora esattamente la modalità di tale insediamento se cioè siano originari del luogo, di origine illirica o greca. Le principali città messapiche erano: Alytia (Alezio), Ozan (Ugento), Brention/Brentesion (Brindisi), Valesio, Hyretum/Veretum (Patù), Hodrum/Idruntum (Otranto), Kaìlia (Ceglie Messapica), Manduria, Mesania (Mesagne), che per un periodo fu capitale, Neriton (Nardò), Orra (Oria), Cavallino (non si hanno notizie certe del nome antico), Sybar (Lecce), Soletum (Soleto), Latiano, Bastae (Vaste), (Muro Leccese) e Thuria Sallentina (Roca Vecchia). Non esistono prove certe dell'esistenza di una "dodecapoli", organizzazione politico-militare dei dodici centri messapici più importanti.

Quasi tutte le città messapiche erano costruite su una collina ed erano cinte da una o più cerchie di mura: ultime scoperte nel 1995 quelle di Otranto[1]. e nel 2001 quelle di Soleto. In entrambi i casi sono costituite da strutture a blocchi, regolarmente squadrati, di dimensioni medie di metri 1,30 x 0,60.[2]. Importanti insediamenti messapici sono stati rinvenuti anche a Francavilla Fontana, San Vito dei Normanni, Noha e Castro. Le città messapiche erano tra di loro indipendenti ed intrattenevano rapporti a volte di scambio e amicizia con i popoli della Grecia (si hanno notizie di un contingente di arcieri messapi in aiuto di Atene contro Siracusa), a volte di guerra come con la potente città di Taranto.

La "Mappa di Soleto", di epoca messapica, ritrovata nell'omonimo centro salentino, è ritenuta la più antica rappresentazione cartografica occidentale e include i principali centri del territorio.)[3].


La Magna Grecia e parte della Messapia, cn la collocazione di Uria (Oria) e Manduria.

[modifica] La lingua

Per approfondire, vedi la voce Messapico.

I Messapi avevano una lingua propria. L'alfabeto che utilizzavano era di derivazione greca, ma risulta spesso di difficile comprensione, specie per quanto riguarda l'età arcaica. Presso Roca Vecchia per esempio, la "Grotta della poesia" è ricca di iscrizioni messapiche, ma agli studiosi non è stato possibile stabilire in modo definitivo la natura e la funzione del luogo; alcuni pensano a un santuario, poiché un'iscrizione riguarda una divinità di cui peraltro sappiamo molto poco, Taotor.

[modifica] Monetazione

Nei primi anni del V secolo a.C. anche i messapi, su imitazione delle colonie greche, incominciarono a coniare le monete. I centri di cui si presume battessero moneta e dove sono stati trovati reperti sono: Baletes/Baletium (Valesio), Brention/Brentesion (Brindisi), Graxa (tra Fasano e Mesagne o Gallipoli), Kasarium (non identificata), Neriton (Nardò), Orra (Oria), Ozan (Ugento), Samadi (tra Taranto e Brindisi).

Kasarium e Baletium emisero monete d'argento, Neriton d'argento e bronzo, tutte le altre in bronzo a partire dal III secolo a.C.

Le figure incise sulle monete soni la testa di Atena, Eracle e Zeus.

[modifica] La religione

Per approfondire, vedi la voce Santuario di Monte Papalucio.

Poco si sa sulla religione messapica in generale, almeno per quanto riguarda le sue fasi più antiche. Dalla seconda parte dell'VIII secolo a.C. in poi, infatti, la religione, come altri aspetti della cultura, risentì dell'influsso greco; molto più tardi, subentrarono influenze romane. Il pantheon messapico è per molti versi d'ispirazione greca. Tra i santuari più importanti si ricordano quello del capo di Leuca e quello di Oria. In particolare presso Oria era presente ed attivo dall'VI secolo a.C. fino all'età romana un importante santuario (oggi sito presso Monte Papalucio), dedicato alle divinità Demetra e Persefone. Qui vi si svolgevano culti in grotta legati alla fertilità, infatti gli scavi archeologici svolti negli anni ottanta hanno evidenziato numerosi resti combusti di maialini (legati alle due divinità) e di melograno. Inoltre, a sottolineare l'importanza del santuario, qui sono state rinvenute monete di gran parte della Magna Grecia, e migliaia di vasi accumulatisi nel corso dei secoli come deposito votivo lungo il fianco della collina. Di particolare interesse alcuni vasetti miniaturistici e alcune statuette raffiguranti colombe e maialini sacri alle due divinità cui era dedicato il luogo di culto. Un ulteriore indizio ci è fornito da un autore latino che riferisce che nel mese di ottobre i Messapi bruciavano un cavallo vivo nel fuoco, ma non sappiamo né la modalità del sacrificio né il perché; possiamo solo ricondurlo alla pratica del cavallo che tanta importanza aveva per i Messapi e per le popolazioni italiche in genere. Infatti a tal proposito Virgilio ci dice nell'Eneide:

« Ma tu o Messapo domatore di cavalli...che nessuno né col ferro né col fuoco può abbattere... »

Molto comunque attende ancora di essere scoperto.

[modifica] Alcuni episodi storici significativi

Per approfondire, vedi la voce Storia di Taranto.

I Messapi sono ricordati anche per l'impiego della cavalleria: nel 473 a.C. sterminarono un esercito di Tarentini e Reggini. La disfatta di Taranto e Reggio fu terribile, ci riferisce infatti Erodoto:

« fu questa la più grande strage di Greci e Reggini che noi conosciamo, che dei Reggini morirono 3000 soldati e dei Tarantini non si poté nemmeno contare il numero. »

L'avvenimento ebbe una forte eco in tutto il mondo greco tanto che Aristotele precisa che l'avvenimento: "accadde un po' dopo che i Persiani invasero la Grecia" e aggiunge che fu anche a causa di tale sconfitta che Taranto mutò il suo regime da aristocratico a democratico. Un ulteriore fonte greca riferisce di un aiuto con un contingente di arcieri offerto dai Messapi ad Atene, nell'assedio di Siracusa.

[modifica] Note

  1. ^ Francesco D'Andria, 1995, Otranto La scoperta delle fortificazioni, della porta urbica ed iscrizioni messapiche del IV-III secolo a.C.
  2. ^ Thierry Van Compernolle, 2001, dall'insediamento Iapigio alla città messapica: dieci anni di scavi e ricerche archeologiche a Soleto (LE)
  3. ^ Trovata la mappa più antica del mondo occidentale]. Telegraph Newspaper Online, November 19, 2005)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Il Tafaluro a Torre Sant'Andrea, marina di Melendugno (LE)

Salento - Tacco d'Italia

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