Gemelli (costellazione)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gemelli

Nome latino
Genitivo

Gemini
Geminorum

Abbreviazione Gem
 • Coordinate
Ascensione retta
Declinazione
7 h
20°
Area totale 514 gradi quadrati
 • Dati osservativi
Visibilità da Terra
- Latitudine minima
- Latitudine massima
- Passa al meridiano
 
-60°
+90°
20 febbraio, alle 21:00
Stella principale
- Magnitudine app.
Polluce (β Gem)
1.1
Altre stelle
- Magnitudine < 3
- Magnitudine < 6
 
4
73
 • Sciami meteorici
 • Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

I Gemelli (in latino Gemini, simbolo ♊) sono una delle costellazioni del cielo settentrionale, attraversata dall'eclittica. Fanno parte, nell'emisfero boreale, del cielo invernale, trovandosi tra il Toro ad ovest e il poco luminoso Cancro ad est, con a nord l'Auriga e la quasi invisibile Lince, e a sud l'Unicorno e il Cane Minore.

Indice

[modifica] Caratteristiche

Per approfondire, vedi la voce Stelle principali della costellazione dei Gemelli.

La figura della costellazione è facile da rintracciare in cielo, grazie alla coppia di stelle brillanti, che hanno il nome dei due gemelli Diòscuri della mitologia greca: Castore (α), una graziosa stella binaria telescopica (in realtà composta da sei stelle), e Polluce (β), che è più brillante. Le altre stelle sono relativamente deboli (solamente alcune sono visibili da una città), e tracciano i confini di un rettangolo che si estende verso sud-est; l'angolo più meridionale è segnato da Alhena, la terza stella della costellazione per luminosità.

[modifica] Stelle

  • Polluce (β Geminorum) è la stella più luminosa; si tratta di una stella di colore arancione di magnitudine 1,16, la diciassettesima più brillante del cielo. Attorno ad essa è stato scoperto un pianeta; la distanza di Polluce è stimata sui 34 anni luce, ed è dunque anche una delle stelle luminose più vicine.
  • Castore (α Geminorum) è una stella di colore bianco, famosa per essere in realtà un sistema multiplo costituito da ben sei componenti; ha magnitudine integrata apparente pari a 1,58; la distanza è stimata sui 52 anni luce da noi.
  • Alhena (γ Geminorum) è una stella bianca di magnitudine 1,93, ben visibile a nord deell'asterismo del Triangolo invernale; dista 105 anni luce.
  • μ Geminorum (Tejat Posterior) è una stella rossa di magnitudine 2,88, spesso usata come riferimento per trovare il cielo l'ammasso M35. Dista da noi 232 anni luce.
  • ε Geminorum (Mebsuta) è una stella bianca di magnitudine 3,06; si tratta di una delle stelle più luminose in termini assoluti, con una magnitudine assoluta pari a -4,15. Dista da noi 903 anni luce.

Nel 1930, il pianeta Plutone fu scoperto in questa costellazione, vicino alla stella Wasat (δ Geminorum).

[modifica] Oggetti del profondo cielo

La Nebulosa Eschimese.
La Nebulosa Eschimese.
Per approfondire, vedi la voce Oggetti non stellari nella costellazione dei Gemelli.

La costellazione giace nella parte occidentale sulla Via Lattea, in opposizione al centro galattico, ma in un'aera comunque ricca di oggetti celesti non stellari.

L'oggetto del profondo cielo più brillante nei Gemelli è M35, un ammasso aperto di quinta magnitudine, posto a 2.800 anni luce dalla Terra. Si trova a nordovest di η Geminorum, vicino al bordo ovest della costellazione, ed è visibile anche ad occhio nudo se la notte è particolarmente nitida. Un binocolo lo risolve in stelle. A breve distanza si trova anche IC 2158, la cui individuazione è facilitata dalla presenza del precedente.

Tra le nebulose planetarie, la più notevole è la Nebulosa Eschimese, posta verso il centro-sud della costellazione, il cui nome deriva dal fatto che somiglia alla testa di una persona racchiusa dal cappuccio di una giacca a vento.

IC 443 è invece un resto di supernova visibile con un telescopio professionale.

[modifica] Mitologia

Gli inseparabili Gemelli Castore e Polluce, commemorati nella costellazione dei Gemelli, qui raffigurati nell'Atlas Coelestis di John Flamsteed. Castore ha nelle mani una lira e una freccia, Polluce tiene un bastone. Le stelle Castore e Polluce segnano i punti delle teste dei gemelli.
Gli inseparabili Gemelli Castore e Polluce, commemorati nella costellazione dei Gemelli, qui raffigurati nell'Atlas Coelestis di John Flamsteed. Castore ha nelle mani una lira e una freccia, Polluce tiene un bastone. Le stelle Castore e Polluce segnano i punti delle teste dei gemelli.

La costellazione dei Gemelli rappresenta i gemelli Castore e Polluce; ai Greci essi erano noti come i Dioscuri, che letteralmente significa «figli di Zeus». I mitologi, però, non furono tutti d'accordo sul fatto che fossero entrambi veramente figli di Zeus, a causa delle insolite circostanze della loro nascita. La loro madre era Leda, Regina di Sparta, alla quale fece un giorno visita Zeus, sottoforma di cigno (rappresentato nella costellazione del Cigno). Quella stessa notte Leda giacque anche con il marito, il Re Tindaro. Entrambe le unioni furono allietate da prole, poiché in seguito Leda diede alla luce quattro bambini. Secondo la versione più comunemente accettata, Polluce ed Elena (la futura famosa Elena di Troia) erano figli di Zeus, e quindi immortali, mentre Castore e Clitennestra erano figli di Tindaro, e quindi erano mortali.

Castore e Polluce crebbero molto legati l'uno all'altro, non litigarono mai né mai agirono senza prima consultarsi. Si diceva che si assomigliassero molto fisicamente e che persino si vestissero allo stesso modo, come spesso fanno i gemelli. Castore fu un famoso cavaliere e guerriero e insegnò a Eracle a tirare di scherma, mentre Polluce fu un campione di pugilato.

Gli inseparabili gemelli si unirono alla spedizione di Giasone e degli Argonauti alla ricerca del vello d'oro. Le abilità pugilistiche di Polluce tornarono utili quando gli Argonauti approdarono in una regione dell'Asia Minore governata da Amico, un figlio di Poseidone. Amico, lo sbruffone più sbruffone del mondo, non permetteva ai visitatori di andarsene se prima non si battevano con lui in un incontro di pugilato che, invariabilmente lo vedeva vincitore. Si recò sulla spiaggia dove la nave era agli ormeggi e sfidò l'equipaggio a trovare qualcuno che l'affrontasse. Polluce, istigato dall'arroganza di quell'uomo, accettò immediatamente e i due tirarono fuori i guantoni di cuoio. Polluce evitò facilmente gli assalti del suo avversario, come un torero quando si fa di lato per evitare la carica del toro, e atterrò Amico con un colpo alla testa che gli spaccò il cranio.

Durante il viaggio di ritorno degli Argonauti, dopo che avevano conquistato il vello d'oro, Castore e Polluce furono ancora utili ai loro compagni. Apollonio Rodio racconta brevemente che durante il percorso dalla foce del Rodano alle isole Stoechades (le attuali isole Hyères al largo di Tolone) gli Argonauti si salvarono grazie a Castore e Polluce. Presumibilmente ciò avvenne durante una tempesta, ma lo scrittore non specifica bene le circostanze. Da quell'episodio in poi, dice Apollonio - ed egli ci assicura che ci furono altri viaggi durante i quali i due salvarono gli equipaggi - i gemelli diventarono i protettori dei marinai. Igino sostiene che il potere di salvare i marinai vittime di naufragi fu dato loro da Poseidone, il dio del mare, che anche regalò loro i cavalli bianchi che spesso cavalcarono.

I marinai credevano che durante le bufere in mare i gemelli apparissero sugli alberi delle navi grazie a un fenomeno di elettricità atmosferica conosciuto come fuoco di Sant'Elmo, come descrive Plinio, lo scrittore latino del I secolo d.C., nel suo libro Storia naturale:

« Durante un viaggio le stelle si illuminano su pennoni e su altre parti della nave. Se sono due significano salvezza e predicono la conclusione positiva del viaggio. Per questo motivo vengono chiamate Castore e Polluce, e la gente si rivolge a loro come a dèi per ricevere soccorso in mare. »

Un unico bagliore si chiamava un «Elena» ed era considerato presagio di disastro.

Castore e Polluce si scontrarono con un'altra coppia di gemelli, Ida e Linceo, a proposito di due belle donne. Ida e Linceo (che erano anche membri dell'equipaggio della nave Argo) erano fidanzati con Febe e Ilaria, ma Castore e Polluce gliele rubarono. Ida e Linceo li inseguirono e le due coppie di gemelli si batterono. Castore fu trafitto da una spada sguainata da Linceo, che fu subito ucciso da Polluce. Ida attaccò Polluce ma fu respinto da una folgore di Zeus.

Un'altra storia dice che le due coppie di gemelli si riappacificarono dopo la lite per le due donne, ma vennero alle mani a causa della divisione di certi capi di bestiame che avevano rubato insieme. Comunque siano andate le cose, Polluce pianse il suo fratello morto e chiese a Zeus di concedere a entrambi l'immortalità. Zeus li sistemò insieme in cielo come la costellazione dei Gemelli, dove sono raffigurati abbracciati, inseparabili per l'eternità.

Arato di Soli si riferì alla costellazione semplicemente come ai Gemelli, senza identificarli, ma Eratostene li chiamò Castore e Polluce. Un punto di vista alternativo, riportato da Igino, dice che la costellazione rappresenti Apollo ed Eracle, entrambi figli di Zeus ma non gemelli. Tolomeo sostenne quest'interpretazione; le due stelle che noi conosciamo come Castore e Polluce da lui furono chiamate «la stella di Apollo» e «la stella di Eracle». Questa identificazione non si trova nel famoso Almagesto di Tolomeo, ma in un trattato più oscuro chiamato Tetrabiblos, che parla d'astrologia. Parecchie carte celesti identificano i gemelli con Apello ed Eracle; nell'illustrazione qui riportata, per esempio, un gemello tiene in una mano la lira e nell'altra una freccia, che sono gli attributi di Apollo, mentre l'altro impugna un bastone, l'arma preferita di Eracle.

Le due stelle più brillanti della costellazione si chiamano Castore e Polluce e indicano i punti delle teste dei gemelli. Gli astronomi hanno scoperto che in realtà Castore è un sistema di sei stelle tenute insieme dalla forza di gravità. Polluce è una stella gigante arancione. Differentemente dai gemelli che rappresentano, le stelle Castore e Polluce non sono collegate poiché si trovano a distanze differenti da noi. Eta dei Gemelli si chiama Propus che in greco significa «piede davanti», un nome che fa la sua prima apparizione in Eratostene.

[modifica] Astrologia

Per approfondire, vedi la voce Gemelli (astrologia).

A causa del fenomeno della precessione degli equinozi, non esiste più alcuna corrispondenza sulla volta celeste fra la costellazione astronomica dei Gemelli ed il relativo segno zodiacale.

[modifica] Archeoastronomia

La costellazione dei Gemelli venne usata come modello di riferimento nella costruzione dell'Acropoli di Alatri.

[modifica] Bibliografia

  • (EN) Michael E. Bakich. The Cambridge Guide to the Constellations. Cambridge University Press, 1995. ISBN 0521449219
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion. A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends. Cambridge University Press, 2004. ISBN 0521544157

[modifica] Altri progetti

Costellazioni dello Zodiaco
Ariete | Toro | Gemelli | Cancro | Leone | Vergine | Bilancia | Scorpione | Ofiuco | Sagittario | Capricorno | Acquario | Pesci
Strumenti personali