M67 (astronomia)
| M67 Ammasso aperto |
|
|---|---|
L'ammasso aperto M67 |
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| Scoperta | |
| Scopritore | Johann Gottfried Koehler |
| Anno | prima del 1779 |
| Dati osservativi (epoca J2000) |
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| Costellazione | Cancro |
| Ascensione retta | 08h 51m : |
| Declinazione | +11° 49′ : |
| Distanza | 2700 a.l. (830 pc) |
| Magnitudine apparente (V) | 6,1 |
| Dimensione apparente (V) | 30′ |
| Caratteristiche fisiche | |
| Tipo | Ammasso aperto |
| Classe | I2r o II2m |
| Galassia di appartenenza | Via Lattea |
| Dimensioni | 10 a.l. (3 pc) |
| Età stimata | 3.200 milioni di anni |
| Altre designazioni | |
| NGC 2682, Mel 94, Cr 204, OCl 549 | |
| Categoria di ammassi aperti | |
M 67 (conosciuto anche come Messier 67 o NGC 2682) è un ammasso aperto visibile nella costellazione del Cancro.
Fu scoperto da Johann Gottfried Koehler anteriormente al 1779. Messier lo descrisse come un ammasso di piccole stelle con qualche nebulosità.
Indice |
Osservazione [modifica]
M67 è un ammasso relativamente esteso e facile da individuare, grazie alla presenza della stella Acubens (α Cancri) poco più ad est; si individua nella parte meridionale del Cancro, circa 9° a sud del brillante ammasso del Presepe. L'oggetto si trova nell'emisfero boreale, ad una distanza di poco superiore agli 11° dall'equatore celeste, risultando perciò visibile da entrambi gli emisferi con gran facilità;[1] il periodo migliore per la sua osservazione ricade fra i mesi di gennaio e giugno.
La sua luminosità totale fa sì che si trovi al limite estremo della visibilità ad occhio nudo e soltanto nelle notti più limpide e con calma atmosferica; pertanto un semplice binocolo è sufficiente per individuarlo; tuttavia con questo strumento si presenta come una chiazza di natura nebulare, con qualche stellina nel mezzo. Per poter risolvere la gran parte delle componenti occorre dunque un telescopio, anche di medio-piccole dimensioni: un 140mm è adatto a individuare decine di componenti, tutte di un colore tendente al giallastro.
Storia delle osservazioni [modifica]
Il primo a osservare M67 sembra sia stato o Johann Gottfried Koehler, nel 1779, o lo stesso Charles Messier, che ne fornisce nel 1780 pure una breve descrizione, indicancolo come un ammasso di stelle molto piccole frammiste a nebulosità; a risolverlo completamente fu però William Herschel nel 1783, che lo indica come privo di alcuna nebulosità e facile da osservare anche con un piccolo telescopio. Anche l'ammiraglio Smith lo osserva e lo descrive come un ammasso sparso di deboli stelle principalmente di nona e decima magnitudine.[2]
Caratteristiche [modifica]
M67 è un ammasso molto compatto, il cui nucleo centrale ha un diametro di circa 15’, si estende per circa 12 a. l. Dalla sua velocità radiale, 32.30 km/s, si deduce che M67 si sta allontanando dalla Terra alla velocità di 116.280 km/h: questa velocità deriva dalla combinazione della sua velocità orbitale attorno al nucleo della Via Lattea più la velocità propria del Sole e della Terra.[2] Con un’età stimata di 3,2 miliardi di anni (ma ulteriori studi lo datano anche a 4 miliardi di anni), è uno dei più antichi ammassi conosciuti. È stato stimato che M67, come ammasso, esisterà circa per altri 5 miliardi di anni.
M67 contiene approssimativamente 500 componenti, tra cui 11 luminose giganti di tipo spettrale K con magnitudine assoluta da +0.5 a +1,5; appaiono anche delle strane stelle, situate in prossimità della parte blu della sequenza principale, rappresentative della categoria delle cosiddette Blue Stragglers, la più luminosa delle quali è di classe spettrale B8 o B9 e di magnitudine apparente 10. Inoltre M67 contiene 200 nane bianche e 100 stelle simili al nostro Sole.[2] Per il fatto di contenere molte stelle e di diverso tipo, l’ammasso M67 è stato intensamente studiato: Shapley (1917) realizzò i primi studi sul suo colore e la sua magnitudine, Barnard (1931) misurò la posizione delle sue principali componenti (per determinarne i movimenti), Popper (1954) lo spettro delle sue stelle più brillanti, mentre Johnson e Sandage (1955) elaborarono il primo preciso diagramma H-R di circa 500 stelle, ricavandone la loro età e il loro stato di evoluzione.[2]
Nel 2006 è stato scoperto nell’ammasso la presenza di 25 sorgenti di raggi X, la maggioranza di questi sono stelle binarie interagenti (probabilmente del tipo RS CVn), con un periodo orbitale di 10 giorno o meno.
Nella sua parte sud, praticamente nella zona occidentale, appare un gruppo di nove stelle conosciuto con il nome di Dipper: questo ha la forma di una piccola cometa con la coda curva; una delle sue stelle componenti è la variabile S 999. Alcune di queste stelle sono facilmente visibili con telescopi amatoriali dotati di camera CCD.
NGC 2678 [modifica]
A breve distanza da M67 è presente un enigmatico ammasso stellare poco concentrato noto come NGC 2678; esso è formato visualmente da 16 stelle, fra le quali sono comprese alcune componenti di ottava e nona magnitudine. Uno studio del 2010 ha cercato di definire quest'oggetto: secondo gli studiosi le stelle che sono state classificate come membri dell'ammasso farebbero in realtà parte di una popolazione distaccata di M67, mentre le componenti più brillanti, che dovrebbero definire visualmente l'ammasso, sono in realtà astri distinti. Ciò comporterebbe che NGC 2678 non esisterebbe come oggetto indipendente, ma sarebbe semplicemente una sorta di "appendice" di M67.[3]
Note [modifica]
- ^ Una declinazione di 12°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 78°; il che equivale a dire che a nord del 78°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 78°S l'oggetto non sorge mai.
- ^ a b c d Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
- ^ Krone-Martins, A.; Soubiran, C.; Ducourant, C.; Teixeira, R.; Le Campion, J. F. (giugno 2000). Kinematic parameters and membership probabilities of open clusters in the Bordeaux PM2000 catalogue. Astronomy and Astrophysics 516: A3. DOI:10.1051/0004-6361/200913881. URL consultato in data 16 gennaio 2012.
Bibliografia [modifica]
Libri [modifica]
- (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998. ISBN 0-521-55332-6
Carte celesti [modifica]
- Toshimi Taki. Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas. 2005 - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
- Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987. ISBN 0-943396-14-X
- Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0, 2a ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998. ISBN 0-933346-90-5
- Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3a ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001. ISBN 0-521-80084-6
Voci correlate [modifica]
- Catalogo di Messier
- Charles Messier
- Nuovo Catalogo Generale (NGC)
- Oggetti non stellari nella costellazione del Cancro
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su M67 (astronomia)
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Messier 67, SEDS Messier pages
- (EN) Catalogo NGC/IC on-line
- (EN) Catalogo dell'oggetto NGC 2682
- (EN) NGC 2682 – SEDS.org (Revised NGC)
- (EN) Dati di NGC 2682 dal database SIMBAD
- (EN) NGC 2682 - NASA Extragalactic Database
- (EN) Deep Sky Browser - NGC2682
- (EN) VizieR Service
- (EN) NGC 2682 su Aladin previewer - immagini
- (EN) Immagini di NGC2682 - SkyView
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