Ida (Argonauta)

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Nella mitologia greca Ida è figlio di Arene e di Afareo, anche se il mito ne attribuisce la paternità a Poseidone. Nel libro IX dell'Iliade di Omero è descritto come il più forte tra gli uomini, in grado di sfidare lo stesso Apollo. Partecipò alla spedizione degli Argonauti.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

La disputa con i dioscuri[modifica | modifica wikitesto]

Ida e suo fratello gemello Linceo, dalla vista infallibile, avevano come promesse spose due sacerdotesse, Febe e Ilaira, che furono però rapite dai gemelli Castore e Polideuce, noti come i Dioscuri e che da essi ebbero molti figli.

Contro Apollo[modifica | modifica wikitesto]

Il rapimento di Marpessa ad opera di Ida

Apollo, il dio, un giorno volle portare Marpessa con sé sottraendola al padre di lei Eveno, figlio di Ares. Egli aveva posto come condizione a chiunque volesse prendere la figlia di vincerlo a una gara con il cocchio: se lo sfidante fosse stato sconfitto sarebbe stato decapitato.

Il giorno della sfida insieme ad Apollo si presentò anche Ida con un cocchio alato donatogli da asuo padre. Con esso, invece di sfidare i due contendenti, rapì la ragazza e fuggì nell'Etolia.

Apollo lo raggiunse a Messene e qui i due combatterono fino a quando Zeus li divise, chiedendo alla donna di scegliere il proprio sposo. Marpessa, temendo il possibile infausto comportamento di Apollo, scelse Ida.

La sfida finale con i Dioscuri[modifica | modifica wikitesto]

Ida, insieme con il suo fratello gemello, partecipò alle imprese degli Argonauti, aiutando Giasone a recuperare il vello d'oro. Durante il viaggio si ritrovarono alleati ai loro acerrimi rivali, i Diòscuri. Al termine dell'impresa e dopo la morte di Afareo tutti e quattro compirono una razzia di bestiame in Arcadia, conclusa la quale ci si giocò il compito di dividere il bottino: ciascuno ricevette un grosso pezzo di una vacca, e il primo che finiva la propria parte poteva scegliere le migliori bestie.

Ida in un sol morso finì la propria parte e aiutò suo fratello a finire la sua; appena terminato si misero in viaggio con la parte migliore della mandria. Quando i dioscuri finirono di mangiare si misero alla caccia dei due accusandoli di avere barato; trovarono però solo il bestiame che subito recuperarono, quindi si nascosero pronti ad attaccare i rivali al loro ritorno.

Linceo, grazie alla sua vista, li aveva scorti dal monte Taigeto dove stavano sacrificando del bestiame a Poseidone. Ida, avvisato dal fratello, scagliò la propria lancia contro Castore che morì trafitto.

Polideuce, infuriato, si scagliò contro Ida che lo accolse con la pietra tombale di Afareo con cui lo colpì pesantemente; ferito ma non morto il Diòscuro uccise Linceo con la sua lancia, ma quando stava per essere ucciso da Ida intervenne Zeus che uccise quest'ultimo con una folgore per difendere il proprio figlio.

Pareri minori e altre imprese[modifica | modifica wikitesto]

Secondo altre versioni del mito Castore uccise Linceo e Ida, sconvolto per la perdita, interruppe la sfida e mentre lo stava seppellendo Castore ne disonorava la memoria, quindi Ida lo uccise e fu a sua volta ucciso per vendetta da Polideuce.

Sempre con Linceo, Ida partecipò anche alla caccia del cinghiale di Calidone.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Moderna[modifica | modifica wikitesto]

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