Mu Geminorum

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Mu Geminorum
Mappa della costellazione dei GemelliMappa della costellazione dei Gemelli
Classificazione gigante rossa
Classe spettrale M3III
Tipo di variabile Variabile irregolare tipo LB
Periodo di variabilità 27 giorni
Distanza dal Sole 232 ± 20 anni luce
Costellazione Gemelli
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta 6h 22m 57,627s
Declinazione 22° 30′ 48,91″
Dati fisici
Raggio medio 104[1] R
Massa
Temperatura
superficiale
3650 K (media)
Luminosità
2700[3] L
Indice di colore (B-V) 1,64
Dati osservativi
Magnitudine app.
3,02[4] (min)
2,75 (max)
Magnitudine ass. -3,30
Parallasse 14,08 mas
Moto proprio AR: 56,39 mas/anno
Dec: -110,03 mas/anno
Velocità radiale +54,46 km/s
Nomenclature alternative
13 Geminorum, HR 2286, HD 44478, HIP 30343, SAO 78297

Mu Geminorum (μ Gem / μ Geminorum), conosciuta anche con il nome tradizionale di Tejat Posterior, è una stella visibile nella costellazione dei Gemelli distante 230 anni luce circa dal sistema solare.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

La stella è posta nella parte sud-ovest dei Gemelli, in corrispondenza dei piedi di Castore. Essa inoltre si trova a nord di uno dei più conosciuti asterismi, quello del Triangolo invernale. Avendo declinazione +22°, cioè essendo collocata non lontano all'equatore celeste, benché si tratti di una stella dell'emisfero boreale, è visibile anche in tutte le regioni abitate dell'emisfero australe. Diviene circumpolare solo nelle estreme regioni settentrionali dell'emisfero boreale, oltre il 68º parallelo, ossia nelle parti più settentrionali della Russia, del Canada e della Groenlandia.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una gigante rossa di tipo spettrale M3III ed è una variabile irregolare di tipo LB, con una magnitudine apparente che fluttua tra +2,75 e +3,02 in un periodo principale di circa 27 giorni, e un periodo secondario di circa 2000 giorni[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (ES) Jim Kaler, TEJAT (Mu Geminorum), http://stars.astro.illinois.edu. URL consultato il 24 dicembre 2011.
  2. ^ Tsuji, Takashi, Isotopic abundances of Carbon and Oxygen in Oxygen-rich giant stars in Convection in Astrophysics, Proceedings of IAU Symposium, maggio 2007), pp. 307–310, DOI:10.1017/S1743921307000622.
  3. ^ Mallik, Sushma V., Lithium abundance and mass in Astronomy and Astrophysics, 352pagine= 495–507.
  4. ^ mu. Gem, General Catalogue of Variable Stars. URL consultato il 24 dicembre 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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