Roberto Calderoli

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Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen. Roberto Calderoli

Luogo nascita Bergamo
Data nascita 18 aprile 1956
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Chirurgo maxillo-facciale
Partito Lega Nord
Legislatura XIV, XV, XVI
Gruppo Lega Nord
Coalizione Popolo della Libertà
Circoscrizione Lombardia
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
  • Vice-Presidente del Senato della Repubblica
  • Ministro della semplificazione normativa
  • Ministro per le riforme istituzionali e devoluzione
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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Roberto Calderoli
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Luogo nascita
Data nascita
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio
Professione politico
Partito Lega Nord
Legislatura XI, XII, XIII.
Gruppo Lega Nord
Coalizione nessuna (1992), Polo per le Libertà (1994), nessuna (1996)
Circoscrizione IV (LOMBARDIA 2)
Regione {{{regione}}}
Collegio {{{collegio}}}
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari

XII Commissione permanente Affari sociali

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Roberto Calderoli (Bergamo, 18 aprile 1956) è un politico italiano.

Già Ministro delle riforme istituzionali nel governo Berlusconi II, è coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega Nord per l'indipendenza della Padania e vice-presidente del Senato. Attualmente copre l'incarico senza portafoglio di Ministro per la Semplificazione Normativa.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Studi e vita privata

Laureato in medicina e chirurgia col voto di 110 e lode, medico ospedaliero maxillo-facciale[1] e sposato con un rito celtico (di nessun valore legale) con la sceneggiatrice Sabina Negri.[senza fonte]

[modifica] Carriera politica nella Lega Nord

Inizia la sua esperienza politica con il movimento della Lega Lombarda, di cui diviene presidente nel 1993 e segretario nazionale dal 1995 al 2002. Dal 2002 è coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord.

Dal 1990 al 1995 è consigliere comunale a Bergamo.

È deputato alla Camera dal 1992 al 2001, iscritto al gruppo parlamentare della Lega Nord Padania e temporaneamente Presidente della Commissione Affari sociali.

Alle elezioni politiche del 2001 è eletto al Senato nel collegio uninominale di Albino per la circoscrizione Lombardia.

[modifica] Ministro per le Riforme (2004-2006)

Vicepresidente del Senato della Repubblica dall'inizio della legislatura fino a luglio del 2004, assume la carica di "Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione", in sostituzione di Umberto Bossi, eletto al Parlamento europeo.

[modifica] Proposta di riforma costituzionale

Per approfondire, vedi la voce Referendum costituzionale del 2006 in Italia.

In questa veste è stato tra gli artefici di una riforma costituzionale di ampio respiro finalizzata a trasformare l'Italia in una repubblica federale, a superare il bicameralismo perfetto e a ridurre il numero dei parlamentari. Tale riforma fortemente voluta dalla Lega Nord è stata bocciata da referendum popolare.

[modifica] Legge elettorale "Porcellum"

Per approfondire, vedi la voce Legge Calderoli.

Calderoli è anche uno dei firmatari della Legge elettorale oggi in vigore approvata al termine della legislatura in un clima politico rovente. Detta legge è stata successivamente (precisamente il 15 marzo 2006 alla trasmissione televisiva Matrix) giudicata da Calderoli "una porcata". Da quel momento, la stessa legge è identificata da media e opinione pubblica con l'appellativo di "Porcellum". [2][3]

[modifica] Vicenda delle vignette danesi su Maometto

Per approfondire, vedi la voce Caricature di Maometto sullo Jyllands-Posten.

Il 15 febbraio 2006 il Ministro Calderoli, in un'intervista televisiva del TG1 sulla libertà di espressione in Europa in seguito alle conseguenze della pubblicazione di alcune caricature di Maometto sul Jyllands-Posten, mostra una maglietta che raffigura Maometto[4][5]. Il servizio viene ripreso e ritrasmesso da tutti i telegiornali RAI.

Sebbene la maggioranza degli organi di stampa riporti la notizia che la maglietta in questione riproducesse una delle caricature pubblicate dallo Jyllands-Posten, ciò non corrisponde a verità. Come è possibile verificare dall'analisi del video [6], si tratta in realtà della vignetta pubblicata in prima pagina da France Soir l'1 febbraio 2006, nella quale il profeta Maometto, in presenza Budda e Jahvè, viene rimporverato dal Dio cristiano che gli dice: "Non brontolare, Maometto, siamo stati messi in caricatura tutti quanti, qui" [7]. L'evento suscitò dure reazioni dato che la religione islamica proibisce le raffigurazioni della figura umana in genere, tanto più a quella del profeta Maometto, in particolare se in un contesto considerato irrispettoso perché può portare a ridere di lui, come è il caso di una vignetta satirica[8]: il 17 febbraio ci fu una violenta protesta davanti al Consolato Italiano di Bengasi, in Libia, e la polizia libica sparò sulla folla, uccidendo 11 manifestanti. Secondo dichiarazioni successive dello stesso Gheddafi [9], la rivolta di Bengasi non fu dovuta alle vignette bensì allo storico contenzioso Italia-Libia per il risarcimento dei danni coloniali. La stessa rivolta, secondo commentatori esperti di politica mediorientale, sarebbe stata frutto di accordi sotterranei con movimenti integralisti, fino a quel momento osteggiati dal regime libico [10]. Calderoli si dimette il 18 febbraio 2006, dopo esplicita richiesta dell'intero governo e di tutta l'opposizione, oltre che al richiamo del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi che invoca "comportamenti responsabili" per chi ha "responsabilità di governo". L'episodio della maglietta provoca anche tensioni diplomatiche tra il governo italiano e lo Stato libico.

[modifica] Vice-presidente del Senato (2006-2008)

Dal 4 maggio 2006 è nuovamente uno dei vicepresidenti del Senato della Repubblica. Durante il periodo del governo Prodi, presenta in Senato mozioni che vengono votate anche da alcuni membri della maggioranza. Gli episodi contribuiscono a rendere il clima più rovente e ad evidenziare la scarsa tenuta della coalizione di maggioranza in Senato.

[modifica] Indagato nell'ambito dell'affaire Antonveneta

Per approfondire, vedi la voce Scandalo della Banca Antonveneta.

L'11 giugno 2007 viene iscritto al registro degli indagati, con l'ipotesi di appropriazione indebita, dalla Procura della Repubblica di Lodi nell'indagine sui comportamenti del banchiere Giampiero Fiorani e di Antonveneta.

[modifica] Ministro per la Semplificazione Normativa (2008)

Dal 7 maggio 2008 è ministro per la Semplificazione Normativa nel Governo Berlusconi IV. A dicembre 2008 annuncia di aver soppresso 29.000 leggi considerate inutili, il cui mantenimento costava 2.000 euro all'anno, per un risparmio totale di 58.000.000 di euro l'anno. Già a giugno era stata cancellata una prima tranche di 3.300 leggi.

Ha suscitato un certo interesse l'inserimento erroneo, tra le tante norme cancellate nel marzo 2009, anche di quelle istitutive di alcuni comuni italiani, tra cui Follonica, Sabaudia e Aprilia[11].

[modifica] Note

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Ministro per la Semplificazione Normativa della Repubblica Italiana Successore:
- 9 maggio 2008 - in carica - I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
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