Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni

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Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni
Archidioecesis Amalphitana-Cavensis
Chiesa latina
Amalfi Piazza del Duomo Italy 2.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno
Regione ecclesiastica Campania
Arcivescovo Orazio Soricelli
Sacerdoti 89 di cui 62 secolari e 27 regolari
1.147 battezzati per sacerdote
Religiosi 30 uomini, 96 donne
Diaconi 17 permanenti
Abitanti 102.800
Battezzati 102.100 (99,3% del totale)
Superficie 150 km² in Italia
Parrocchie 76 (7 vicariati)
Erezione VI secolo (Amalfi)
7 agosto 1394 (Cava)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Cattedrale Sant'Andrea apostolo
Concattedrali Santa Maria della Visitazione
Indirizzo Salita Episcopio - 84011 Amalfi SA - Piazza Duomo, 9 - 84013 Cava de' Tirreni SA
Sito web www.diocesiamalficava.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia

L'arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni (in latino: Archidioecesis Amalphitana-Cavensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2012 contava 102.100 battezzati su 102.800 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Orazio Soricelli.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La zona pastorale di Amalfi si estende lungo la Costiera Amalfitana da Positano a Cetara e, verso l'interno, ad Agerola e Tramonti; comprende tredici comuni, di cui dodici in provincia di Salerno (Amalfi, Scala, Tramonti, Praiano, Minori, Furore, Positano, Ravello, Atrani, Conca dei Marini, Maiori, Cetara) ed uno (Agerola) in provincia di Napoli, per complessive cinquanta parrocchie.

La zona pastorale di Cava de' Tirreni è tutta raccolta in una fertile vallata, che si estende da nord a sud, fino a raggiungere il Tirreno nel Golfo di Salerno; a est e ad ovest la vallata è delimitata dall'Appennino campano. La zona pastorale comprende 26 parrocchie, di cui 20 nel comune di Cava de' Tirreni e 6 nel comune di Vietri sul Mare.

Dal 19 gennaio 2013 ha acquisito dall'abbazia territoriale della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni le due parrocchie delle frazioni di Corpo di Cava e San Cesareo nel comune di Cava de' Tirreni e quella della frazione di Dragonea nel comune di Vietri sul Mare, in attuazione del decreto della Congregazione per i Vescovi del 20 agosto 2012.

Sede arcivescovile è la città di Amalfi, dove si trova la cattedrale di Sant'Andrea Apostolo. A Cava de' Tirreni si trova la concattedrale di Santa Maria della Visitazione.

Il territorio è suddiviso da 76 parrocchie, raggruppate in 7 foranie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Amalfi[modifica | modifica sorgente]

Non si conosce l'origine della sede vescovile di Amalfi. La prima menzione storicamente documentata della sua esistenza è in una lettera di Gregorio Magno al suddiacono Antemio (596), in cui viene citato il vescovo Primenio (o Pigmenio). Dopo di lui la serie dei vescovi si interrompe per mancanza di documenti.

Nel 987 essa viene eretta in arcidiocesi e sede metropolitana da papa Giovanni XV. Nello stesso anno vengono erette a sedi vescovili, suffraganee della novella sede metropolitana, le città di Scala, Minori, Lettere e Capri.

Nel 1087 anche Ravello fu eretta a sede vescovile da papa Vittore III, con il privilegio di esenzione dalla giurisdizione metropolitica di Amalfi e immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Sotto l'episcopato di Matteo Capuano, il cardinale Pietro Capuano trasferì ad Amalfi da Costantinopoli il corpo dell'apostolo Andrea.

Il 31 luglio 1603 la diocesi di Scala, a causa della scarsezza di abitanti, fu unita da papa Clemente VIII aeque principaliter alla diocesi di Ravello; il vescovo di questa città rimase, in quanto tale, immediatamente soggetto alla Santa Sede, mentre come vescovo di Scala fu suffraganeo del metropolita di Amalfi.

In seguito al concordato del 1818 tra il papa Pio VII e il re Ferdinando I, con la bolla De utiliori Amalfi perse tutte le sue diocesi suffraganee che furono soppresse: le diocesi di Minori e Scala (con la sede di Ravello) furono incorporate ad Amalfi; Lettere fu assorbita nella diocesi di Castellammare e Capri fu aggregata all'arcidiocesi di Sorrento.

Cava[modifica | modifica sorgente]

Nel 1092 la terra de La Cava, l'attuale territorio di Cava, Vietri e Cetara, pur continuando a far parte della diocesi di Salerno, fu affidata al governo della Badia della Santissima Trinità di Cava, i cui abati la governarono per tre secoli.

Fino al 1092 la Valle Metelliana dipendeva da Salerno. In seguito la città di Cava si è sviluppata, nel corso dei secoli, intorno alla Badia benedettina della Santissima Trinità, fondata da Sant'Alferio nel 1011; ad essa nel 1058 il principe longobardo di Salerno, Gisulfo II, aveva donato il territorio dell'intera vallata metelliana. Nel 1092, pur continuando a far parte dell'arcidiocesi di Salerno, essa fu affidata, con bolla di Urbano II, nello spirituale come già nel temporale, all'autorità della Badia.

Il 7 agosto 1394 con la bolla Salvatoris nostri di papa Bonifacio IX, il territorio fu staccato dalla diocesi di Salerno, la terra de La Cava fu elevata a città ed eretta in diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede. L’abbazia della Santissima Trinità di Cava non venne più governata da un abate, ma da un priore sottoposto al vescovo e la comunità dei monaci formava il capitolo della cattedrale. Il vescovo che doveva essere un secolare, godeva di tutti i privilegi e di tutti i diritti di un abate regolare sull'abbazia cavense e doveva risiedere alla Badia, la cui chiesa venne dichiarata cattedrale della nuova diocesi.

Da quando nel 1431, l'abate Angelotto Fosco fu elevato alla dignità cardinalizia e volle ritenersi in commenda, percependone le rendite, l'abbazia e la diocesi cavense, fu affidata a vicari generali che si preoccuparono prevalentemente dell'amministrazione dei beni temporali, provocando il decadimento dell'azione spirituale e sociale della badia, che anche a causa dei rivolgimenti politici, si esaurì quasi del tutto.

Quando nel 1485 papa Innocenzo VIII conferì la commenda al cardinale Oliviero Carafa, l'abbazia della Santissima Trinità aveva ormai perso il suo antico splendore di virtù e di santità. Nel monastero, nei priorati, nelle parrocchie e nelle chiese più remote i pochi monaci rimasti vivevano senza il rispetto della regola in assoluta libertà ed autonomia. Per l'abbazia della Santissima Trinità de La Cava, così come era già successo per tanti altri monasteri che da tempo versavano nelle stesse condizioni miserande, si rese necessario riformare la regola cenobitica. Il cardinale Oliviero Carafa decise di rinunciare alla commenda e riportò nel monastero benedettino la vita claustrale regolare. Pertanto, il 10 aprile 1497 con bolla di papa Alessandro VI, il monastero cavense fu unito al movimento monastico riformato della Congregazione di Santa Giustina di Padova (detta poi Cassinese)[1].

L’annessione dell’abbazia cavense alla Congregazione di Santa Giustina fu in un primo momento voluta ma poi contrastata dal popolo di Cava. I monaci, che avevano ritenuto la giurisdizione episcopale cavense voluta da Papa Bonifacio IX la principale causa dei propri mali, furono essi stessi a chiedere al cardinale Oliviero Carafa di includere, nelle clausole che andava a stipulare per il passaggio dell’abbazia alla Congregazione di Santa Giustina, oltre alla sua rinunzia alla commenda, anche la soppressione, alla sua morte, della giurisdizionale del vescovato di Cava.

Ma la università della Città de La Cava, che non aveva gradito la clausola della soppressione del vescovato perché ritenuta lesiva del proprio prestigio e diritto della urbs episcopalis cavensis, nel dicembre del 1503, insorgeva contro i monaci.

Il contrasto esplose quando l’abate Michele di Tarsia si rifiutò di riconoscere l'impegno in precedenza assunto dall’abate Arsenio di far erigere un nuovo vescovato cavense costituendone la relativa mensa. Il 6 marzo 1507, Mercoledì delle Ceneri, la popolazione capeggiata da Ferdinando Castriota, dalla famiglia Longo e da altri esponenti della università, prendendo a pretesto alcune questioni di pascoli e sfruttamento di boschi sorte con i benedettini, fece irruzione nel monastero e mise a saccheggio le celle e l’appartamento dell’abate. I monaci si rifugiarono nel priorato di Sant’Angelo in Grotta a Nocera Inferiore, mentre la chiesa dell’abbazia venne affidata a dei preti diocesani.

Con la morte del cardinale Oliviero Carafa, avvenuta il 20 gennaio 1511 la questione del nuovo vescovato si fece attuale e pressante. Iniziarono snervati trattative senza esito tra la università de La Cava e la Congregazione di Santa Giustina.

La controversia fu risolta solo quando, il cardinale Luigi d'Aragona chiese l’intervento del Papa Leone X di cui fu valido sostenitore nel conclave del 4 marzo 1513. Leone X a solo tre giorni dall’insediamento sul soglio pontificio, accolse la richiesta dei cavesi e con la bolla Sincerae devotionis del 22 marzo 1513 costituì La Cava in nuova diocesi autonoma dall’abbazia benedettina che comprendeva anche il territorio di Sant'Arsenio.

Con la stessa bolla, il papa Leone X trasferì il cardinale Luigi d'Aragona dalla sede di Capaccio a quella cavense appena costituita.

Dal 1520 la diocesi de La Cava venera come patrono il vescovo Sant'Adiutore. Secondo i Bollandisti, questi fu uno dei vescovi africani che, in seguito all'invasione dell'Africa settentrionale da parte dei Vandali, si rifugiarono in Campania. Secondo la tradizione, Adiutore svolse il suo apostolato di evangelizzazione nella valle di Cava.

A seguito del concordato tra la Santa Sede e il Regno delle Due Sicilie, il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori di papa Pio VII, alla diocesi di Cava fu unita aeque principaliter la diocesi di Sarno. Con la stessa bolla, fu soppressa la diocesi di Nocera de' Pagani ed il suo territorio venne unito a quello di Cava, fino al 1833 quando fu ripristinata la diocesi nocerina.

Amalfi-Cava de' Tirreni[modifica | modifica sorgente]

Il 25 settembre 1972 ebbe termine l'unione aeque principaliter delle diocesi di Cava de' Tirreni e Sarno. Contestualmente il vescovo di Cava, Alfredo Vozzi, fu nominato anche arcivescovo di Amalfi, unendo così in persona episcopi le due sedi.

Il 13 aprile 1979 Amalfi, pur conservando il titolo arcivescovile, è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Salerno.

Il 30 settembre 1986 in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi le due sedi di Amalfi e Cava sono state unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica sorta dall'unione ha assunto il nome di arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

In forza di un decreto della Congregazione per i Vescovi del 20 agosto 2012 l'arcidiocesi ha acquisito le parrocchie appartenute all'abbazia territoriale della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni, il cui territorio si è contestualmente ridotto a quello della sola abbazia.[2]

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Sede di Amalfi[modifica | modifica sorgente]

  • San Primenio o Pigmenio † (menzionato nel 596)
  • Pietro I † (prima dell'829 - circa 839 o 840 deceduto)
  • Leone I † (circa 840 - circa 847 deceduto)
  • Pietro II † (848 - 855)
  • San Buono † (859 - ?)
  • Sergio † (872 - 893)
  • Orso † (897 - 920 deceduto)
  • Giacinto o Giaquinto † (menzionato nel 925)
  • Costantino † (prima del 949 - 960 deceduto)
  • San Mastalo † (960 - circa 987 deceduto)
  • Leone Orso Comite † (989 - 1029)
  • Leone II † (1029 - 25 aprile 1039 deceduto)
  • Lorenzo, O.S.B. † (1040 - 1049 o 1050 deceduto)
  • Pietro Alferio † (1050 - circa 1070 deceduto)
  • Giovanni † (1070 - circa 1082 deceduto)
  • Sergio Donnamira † (circa 1082 - circa 1102 deceduto)
  • Mauro De Monte † (1103 - 1128 dimesso)
    • Sede vacante (1128-1142)
  • Giovanni II † (1142 - 1166 deceduto)
  • Giovanni III di San Paolo † (1166 - agosto 1167 deceduto)
  • Roboaldo † (1168 - 28 giugno 1174 deceduto)
  • Dionisio † (22 ottobre 1174 - dopo marzo 1202)
  • Matteo Capuano † (1202 - 1215 deceduto)
  • Giovanni Capuano † (1215 - 1239 deceduto)
    • Sede vacante (1239-1254)
  • Bartolomeo Pignatelli † (marzo 1254 - 4 novembre 1254 nominato arcivescovo di Cosenza)
  • Gualtiero † (23 ottobre 1254 - 1259 deceduto)
  • Filippo Augustariccio † (prima del 1266 - 1292 o 1293 deceduto)
  • Andrea D'Alagno (De Alaneo) † (29 marzo 1295 - circa 1330 deceduto)
  • Landolfo Caracciolo, O.F.M. † (20 settembre 1331 - 1351 circa)
  • Pietro Capuano † (20 maggio 1351 - 1361 ? deceduto)
  • Marino Del Giudice † (16 aprile 1361 - 18 maggio 1373 nominato vescovo di Cassano)
  • Giovanni Acquaviva † (20 dicembre 1374 - 24 novembre 1378 nominato anti-arcivescovo di Salerno)
    • Bertrando Mormille † (7 febbraio 1379 - ? deceduto) (anti arcivescovo)
    • Niccolò di Sora, O.F.M. † (27 novembre 1385 - ?) (anti arcivescovo)
  • Sergio Grisone † (1379 - 1392 deceduto)
  • Paolo Sorrentino † (3 ottobre 1393 - 1401 deceduto)
  • Bertrando D'Alagno (De Alaneo) † (14 aprile 1401 - 18 giugno 1408 deceduto)
  • Roberto Brancia † (5 settembre 1409 - 18 giugno 1423 deceduto)
  • Andrea De Palearia † (28 giugno 1424 - 26 luglio 1449 deceduto)
  • Antonio Carleno, O.P. † (11 agosto 1449 - 23 marzo 1460 deceduto)
  • Nicola Mirabello † (26 aprile 1460 - 15 aprile 1472 deceduto)
  • Antonio da Napoli, O.P. ? † (1472 - 1475)
  • Giovanni Nicolini † (2 ottobre 1475 - 1483 dimesso)
  • Andrea De Cunto † (4 febbraio 1484 - 27 dicembre 1503 deceduto)
  • Tommaso Regolano † (19 gennaio 1504 - 1510 deceduto)
  • Antonio Balestrieri, O.Cist. † (15 giugno 1513 - 1516 dimesso)
  • Girolamo Planca † (17 giugno 1517 - 15 giugno 1519 nominato vescovo di Gerace e Oppido Mamertina)
  • Girolamo Vitelli (De' Glanderoni) † (6 giugno 1519 - 21 ottobre 1530 nominato vescovo di Massa Marittima)
  • Ferdinando D'Anna † (21 ottobre 1530 - 13 maggio 1541 nominato vescovo di Bovino)
  • Alfonso Oliva, O.E.S.A. † (13 maggio 1541 - 24 ottobre 1544 deceduto)
  • Francesco Sfondrati † (27 ottobre 1544 - 23 marzo 1547 nominato vescovo di Capaccio)
  • Massimo De' Massimi † (17 marzo 1561 - 21 giugno 1564 dimesso)
    • Tiberio Crispo † (21 giugno 1564 - 7 settembre 1565 dimesso) (amministratore apostolico, per la seconda volta)
  • Marco Antonio Bozzuto † (7 settembre 1565 - 1570 deceduto)
  • Carlo Montigli † (20 novembre 1570 - 28 marzo 1576 nominato vescovo di Viterbo)
  • Giulio Rossino † (28 marzo 1576 - 1616 deceduto)
  • Paolo Emilio Filonardi † (8 febbraio 1616 - 24 aprile 1624 deceduto)
  • Giacomo Teodolo † (7 aprile 1625 - 7 giugno 1635 nominato vescovo di Forlì)
  • Matteo Granito † (17 settembre 1635 - maggio 1638 deceduto)
  • Angelo Pichi † (10 novembre 1638 - 23 novembre 1648 nominato vescovo di San Miniato)
  • Stefano Quaranta, C.R. † (11 ottobre 1649 - 30 novembre 1678 deceduto)
  • Gaetano Miroballi, C.R. † (27 novembre 1679 - 8 settembre 1681 deceduto)
  • Simplicio Caravita, O.S.B. † (25 maggio 1682 - 1º febbraio 1701 deceduto)
  • Michele Bologna, C.R. † (14 marzo 1701 - 24 febbraio 1731 deceduto)
  • Pietro Agostino Scorza (Scortia) † (9 aprile 1731 - 17 febbraio 1748 dimesso)
  • Nicola Cioffi † (19 febbraio 1748 - 31 marzo 1758 deceduto)
  • Antonio Puoti † (21 novembre 1758 - 2 novembre 1792 deceduto)
    • Sede vacante (1792-1804)
  • Silvestro Miccù, O.F.M. † (4 ottobre 1804 - 26 febbraio 1830 deceduto)
  • Mariano Bianco † (30 settembre 1831 - 22 novembre 1848 ritirato)
  • Domenico Ventura † (20 aprile 1849 - 11 febbraio 1862 deceduto)
    • Sede vacante (1862-1871)
  • Francesco Maiorsini † (27 ottobre 1871 - 23 novembre 1893 deceduto)
  • Enrico De Dominicis † (21 maggio 1894 - 17 giugno 1908 deceduto)
  • Antonio Maria Bonito † (17 giugno 1908 succeduto - 5 agosto 1910 dimesso)
  • Angelo Maria Dolci † (27 gennaio 1911 - 13 novembre 1914 dimesso)
  • Ercolano Marini † (2 giugno 1915 - 27 ottobre 1945 ritirato)
  • Luigi Martinelli † (18 febbraio 1946 - 16 giugno 1946 deceduto)
  • Angelo Rossini † (10 marzo 1947 - 5 ottobre 1965 deceduto)
    • Sede vacante (1965-1972)
  • Alfredo Vozzi † (25 settembre 1972 - 30 gennaio 1982 ritirato)
  • Ferdinando Palatucci † (30 gennaio 1982 - 30 settembre 1986 nominato arcivescovo di Amalfi-Cava de' Tirreni)

Sede di Cava[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco de Aiello † (13 agosto 1394 - 30 dicembre 1407 nominato vescovo di Todi)
  • Francesco Mormile † (30 dicembre 1407 - 1419 deceduto)
  • Sagace dei Conti (de Comitibus) † (13 novembre 1419 - 4 febbraio 1426 nominato vescovo di Carpentras)
  • Angelotto Fosco † (22 maggio 1426 - 12 settembre 1444 deceduto)[3]
  • Pietro Sanfelice † (5 maggio 1514 - marzo 1520 dimesso)
  • Gian Tommaso Sanfelice † (14 marzo 1520 - 1550 dimesso)
  • Tommaso Caselli, O.P. † (3 ottobre 1550 - 19 marzo 1571 deceduto)
  • Cesare Alemagna † (2 giugno 1572 - 28 settembre 1606 deceduto)
  • Cesare Lippi, O.F.M.Conv. † (11 dicembre 1606 - 1622 deceduto)
  • Matteo Granito † (26 ottobre 1622 - 17 settembre 1635 nominato arcivescovo di Amalfi)
  • Girolamo Lanfranchi † (12 gennaio 1637 - 1659 deceduto)
  • Luigi De Gennaro † (5 aprile 1660 - 1669 dimesso)
  • Gaetano D'Afflitto, C.R. † (30 giugno 1670 - aprile 1682 deceduto)
  • Giovambattista Giberti † (15 febbraio 1683 - 17 dicembre 1696 nominato vescovo di Fano)
  • Giuseppe Pignatelli, C.R. † (17 dicembre 1696 - 22 marzo 1703 deceduto)
  • Marino Carmignano † (17 dicembre 1703 - dicembre 1729 deceduto)
  • Domenico Maria De Liguori, C.R. † (8 febbraio 1730 - maggio 1751 deceduto)
  • Niccolò Borgia † (5 luglio 1751 - 27 marzo 1765 nominato vescovo di Aversa)
  • Pietro Di Gennaro † (5 agosto 1765 - 17 maggio 1778 dimesso)
  • Michele Tafuri † (1º giugno 1778 - 6 ottobre 1796 deceduto)
    • Sede vacante (1796-1816)
  • Silvestro Granito † (1816 - 6 aprile 1818 nominato vescovo di Cava e Sarno)

Sedi di Cava e Sarno[modifica | modifica sorgente]

  • Silvestro Granito † (6 aprile 1818 - 18 dicembre 1832 deceduto)
  • Tommaso Bellacosa † (23 giugno 1834 - 15 settembre 1843 dimesso)
  • Salvatore Fertitta † (25 gennaio 1844 - 31 ottobre 1873 deceduto)
  • Giuseppe Carrano † (15 giugno 1874 - 3 dicembre 1890 deceduto)
  • Giuseppe Izzo † (3 dicembre 1890 succeduto - 15 gennaio 1914 deceduto)
  • Luigi Lavitrano † (25 maggio 1914 - 16 luglio 1924 nominato arcivescovo di Benevento)
    • Sede vacante (1924-1928)
  • Pasquale Dell'Isola † (20 settembre 1928 - 14 gennaio 1938 deceduto)
  • Francesco Marchesani † (30 gennaio 1939 - 22 aprile 1948 nominato vescovo di Chiavari)
  • Gennaro Fenizio † (21 luglio 1948 - 15 novembre 1952 deceduto)
  • Alfredo Vozzi † (25 settembre 1953 - 25 settembre 1972 nominato vescovo di Cava de' Tirreni)

Sede di Cava de' Tirreni[modifica | modifica sorgente]

  • Alfredo Vozzi † (25 settembre 1972 - 30 gennaio 1982 ritirato)
  • Ferdinando Palatucci † (30 gennaio 1982 - 30 settembre 1986 nominato arcivescovo di Amalfi-Cava de' Tirreni)

Sede di Amalfi-Cava de' Tirreni[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 102.800 persone contava 102.100 battezzati, corrispondenti al 99,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
arcidiocesi di Amalfi
1959 41.000 41.000 100,0 91 69 22 450 22 140 55
1970 43.861 43.880 100,0 84 60 24 522 29 142 55
1980 41.380 41.704 99,2 68 50 18 608 22 129 55
arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni
1990 97.200 100.150 97,1 103 61 42 943 6 48 130 76
1999 102.700 103.351 99,4 108 66 42 950 12 47 128 76
2000 102.700 103.351 99,4 106 64 42 968 16 47 128 76
2001 102.700 103.351 99,4 94 65 29 1.092 16 34 128 76
2002 102.700 103.351 99,4 94 65 29 1.092 16 34 128 76
2003 102.700 103.351 99,4 92 63 29 1.116 17 34 128 76
2004 102.700 103.351 99,4 89 60 29 1.153 17 34 128 76
2006 102.700 103.351 99,4 82 55 27 1.252 17 29 112 76
2012 102.100 102.800 99,3 89 62 27 1.147 17 30 96 76

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Massimo Buchicchio, Reverendissimi in Christo Patres et Domini Cardinali commendatari de la abbazia de la Sanctissima Trinità et Episcopi de la cità de La Cava. Cava de' Tirreni 2011
  2. ^ Bolla di esecuzione dal sito ufficiale dell'Abbazia.
  3. ^ Dal 1431 amministratore apostolico.
  4. ^ Papa Leone X bolla Sincerae devotionis del 22 marzo 1513

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Per la sede di Amalfi[modifica | modifica sorgente]

Per la sede di Cava[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Simeone Leone, Dalla fondazione del cenobio al secolo XVI, in La badia di Cava, edizioni Di Mauro – Cava de’ Tirreni, 1985
  • Domenico Ambrasi, Le vicende dell'età moderna, in La badia di Cava, edizioni Di Mauro – Cava de’ Tirreni, 1985
  • Attilio Della Porta, Cava Sacra, Cava de' Tirreni (Salerno) 1965

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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