Omicidio di Via Prati di Papa

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L'omicidio di Via Prati di Papa fu compiuto dal Partito Comunista Combattente, facente capo alle Brigate Rosse, il 14 febbraio 1987 a Roma.[1][2]

L'attacco[modifica | modifica wikitesto]

I fatti[modifica | modifica wikitesto]

Intorno alle 8:45 di sabato 14 febbraio, un portavalori scortato da un'Alfa Giulietta della polizia italiana, subì un assalto vicino all'ufficio postale di Via Prati di Papa: i 9 terroristi delle Brigate Rosse (Guerriglia metropolitana per il comunismo) erano a bordo di 2 automobili, tra cui un'altra Alfa Giulietta con finto lampeggiante.[3] Depositato il denaro (destinato al pagamento giornaliero) all'ufficio postale, il furgone e la scorta si diressero verso la fine della via (quasi all'incrocio con Via Borghesano Lucchese): nei pressi di una strettoia, i brigatisti aprirono il fuoco.[4] L'unità di polizia, composta di soli 3 agenti, rispose alla sparatoria: Rolando Lanari e Giuseppe Scraviglieri (di 26 e 23 anni, rispettivamente) morirono nel conflitto a fuoco, mentre Pasquale Parente (29 anni) rimase ferito. I brigatisti rubarono 1.000.000.000 e 150.000.000 di lire, sparando anche contro le abitazioni adiacenti per impaurire gli abitanti.[5]

Le conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

L'estremo saluto ai 2 agenti morti fu dato martedì 17, con i funerali di Stato.[6] In loro ricordo, gli fu intitolata una piazza[7]: l'allora presidente della Repubblica Cossiga riconobbe medaglie d'argento ai due poliziotti uccisi.[8]

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 settembre 2002 la Corte di cassazione condannò all'ergastolo 6 dei 9 brigatisti: Fabio Ravalli, Maria Cappello, Vincenza Vaccaro, Franco Grilli, Stefano Minguzzi e Tiziana Cherubini.[9] La sentenza fu confermata il 25 maggio 2004.[10]

Ricordo[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 febbraio 2005, per il 18º anniversario del fatto, una corona d'alloro - a nome del Ministro dell'Interno e del Capo della Polizia - fu deposta davanti alla lapide.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enzo Forcella, L'emergenza infinita..., in la Repubblica, 15 febbraio 1987, p. 1.
  2. ^ Sandra Bonsanti, "È tornata l'emergenza ma lo Stato è pronto", in la Repubblica, 15 febbraio 1987, p. 2.
  3. ^ Massimo Lugli, "Sulle volanti come bersagli", in la Repubblica, 15 febbraio 1987, p. 4.
  4. ^ Claudio Gerino, Raffiche spietate contro gli agenti, in la Repubblica, 15 febbraio 1987, p. 3.
  5. ^ Carlo Ciavoni, La gente gridava: "Nascondetevi", in la Repubblica, 15 febbraio 1987, p. 3.
  6. ^ Massimo Lugli, Un muro di solidarietà attorno ai due caduti, in la Repubblica, 17 febbraio 1987, p. 5.
  7. ^ Vittorio Mimmi, Una piazza per quei morti, in la Repubblica, 22 febbraio 1987, p. 16.
  8. ^ Cossiga consegna agli agenti le medaglie al valore, in la Repubblica, 16 maggio 1987, p. 22.
  9. ^ Gianni Cipriani, La pena massima a sette imputati per la rapina di via Prati di Papa a Roma dove furono uccisi due agenti. Per gli «irriducibili» già condannati cambia poco Biagi, rivendicazione in aula poi le sentenze di ergastolo, in L'Unità, 25 settembre 2002, p. 11 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2016).
  10. ^ Terrorismo: l'agguato di Via Prati di Papa/Scheda, in Adnokronos, 9 ottobre 2003.
  11. ^ BREVI, in la Repubblica, 14 febbraio 2005, p. 2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]