Ignazio Cutrò

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Ignazio Cutrò

Ignazio Cutrò (Bivona, 2 marzo 1967) è un imprenditore italiano, testimone di giustizia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cutrò, imprenditore siciliano e Dirigente dell'Associazione Datoriale Confartigianato Imprese Agrigento, è stato sottoposto, assieme alla famiglia, ad un programma speciale di protezione per aver denunciato i suoi estorsori[1].

Il primo attentato risale alla sera del 10 ottobre 1999 quando gli fu bruciata una pala meccanica[2] in contrada Canfutino a Bivona e Cutrò presentò la prima denuncia contro ignoti[3][4].

Da quel momento è un susseguirsi di minacce e intimidazioni, fino al 2006 quando Cutrò decide di diventare un testimone di giustizia, denunciando i suoi estorsori. Grazie alle sue testimonianze viene avviata l'operazione "Face off", nella quale vengono arrestati i fratelli Luigi, Marcello e Maurizio Panepinto[5] e che porta nel gennaio 2011 ad un totale di 66 anni e mezzo di carcere[6].

La collaborazione con la magistratura, condiziona però l'attività imprenditoriale di Cutrò, che non riceve più commesse e che dichiara comunque di essere fiero della scelta fatta[5].

Nel giugno 2012, grazie all'intervento della Regione Siciliana riprende la propria attività imprenditoriale, ottenendo un contratto con il Consorzio per le Autostrade Siciliane[7].

Nell'agosto 2013 il Governo Letta ha approvato un decreto legge che permette ai testimoni di giustizia di essere assunti nella pubblica amministrazione, come avveniva fino ad allora per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, accogliendo così la proposta portata avanti dall'associazione nazionale testimoni di giustizia di cui Ignazio Cutrò è Presidente[8][9].

In data 1 Ottobre 2015, Ignazio Cutrò viene assunto presso l'Amministrazione Regionale Siciliana e prende servizio presso il Centro per l'Impiego di Bivona suo paese di origine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ANTIRACKET. Bivona, assegnata la scorta all'imprenditore Ignazio Cutrò, in comunicalo.it, 19 gennaio 2011. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  2. ^ Felice Cavallaro, Il racket del compagno di banco, in Corriere della Sera, 20 marzo 2009. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  3. ^ Il primo attentato: l’incendio di una pala meccanica, in Sito ufficiale Ignazio Cutrò. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  4. ^ La Storia Raccontata da Ignazio, in Sito ufficiale Ignazio Cutrò. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  5. ^ a b Gaetano Pecoraro, “Usati e abbandonati”. Due testimoni di giustizia si incatenano davanti al Viminale, in il Fatto Quotidiano, 2 dicembre 2010. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  6. ^ Processo Face Off: 5 condanne e una sola assoluzione, in Corriere di Sciacca, 11 gennaio 2011. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  7. ^ Mafia, all'imprenditore antiracket il contratto col Consorzio autostrade, in Corriere della Sera, 31 maggio 2012. URL consultato il 6 agosto 2012.
  8. ^ I testimoni di giustizia negli uffici pubblici sedici i siciliani assunti con il decreto Letta, in la Repubblica, 28 agosto 2013, p. 6 sez.Palermo. URL consultato il 6 settembre 2013.
  9. ^ Consiglio dei Ministri n.21, in governo.it, 26 agosto 2013. URL consultato il 6 settembre 2013.

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