Alberto Fernández (politico)

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Alberto Fernández
Alberto Fernandez presidente (cropped2).jpg

58º Presidente dell'Argentina
In carica
Inizio mandato 10 dicembre 2019
Predecessore Mauricio Macri

Capo del Gabinetto dei Ministri
Durata mandato 25 maggio 2003 –
23 luglio 2008
Presidente Néstor Kirchner
Cristina Fernández de Kirchner
Predecessore Alfredo Atanasof
Successore Sergio Massa

Dati generali
Partito politico Partito Giustizialista
(dal 1983)
Partito Nazionalista Costituzionale UNIR
(1982-1983)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università di Buenos Aires
Professione Avvocato, docente universitario
Firma Firma di Alberto Fernández

Alberto Ángel Fernández (Buenos Aires, 2 aprile 1959) è un politico e avvocato argentino, presidente dell'Argentina dal 10 dicembre 2019, già capo del Gabinetto dei Ministri dell'Argentina durante l'intera presidenza di Néstor Kirchner e nei primi mesi di Cristina Fernández de Kirchner. Il suo incarico come capo di gabinetto dal 2003 al 2008 rimane il più lungo da quando il posto è stato creato nel 1994.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Buenos Aires, Fernández si laurea in giurisprudenza all'Università di Buenos Aires e in seguito diventa professore di diritto penale. Muove i primi passi in politica nel 1982 con Alberto Asseff, diventando presidente della gioventù del Partito Costituzionale Nazionalista, per poi passare l'anno successivo nel Partito Giustizialista.

Entra nell'amministrazione pubblica come consigliere del Consiglio deliberativo di Buenos Aires e della Camera dei deputati argentina. Successivamente è vicedirettore degli affari legali del ministero dell'Economia e in tale veste è il capo negoziatore argentino al GATT Uruguay Round. Nominato dal neoeletto presidente Carlos Menem come sovrintendente nazionale per le assicurazioni, diventa presidente dell'Associazione dei gestori delle assicurazioni latinoamericane dal 1989 al 1992 ed è cofondatore dell'associazione internazionale dei gestori delle assicurazioni. È anche consulente di Mercosur e ALADI in materia di diritto assicurativo ed è coinvolto in compagnie assicurative e dei servizi sanitari nel settore privato. Fernández riceve il Millennium Award come uno dei migliori uomini d'affari del secolo della nazione[1] e diventa politicamente vicino all'ex governatore della provincia di Buenos Aires Eduardo Duhalde,[2] prima come presidente della Gerenciar SA e poi come vice presidente del gruppo Bapro fino al 1999. In questi ruoli fonda il gruppo Calafate, un think tank che sostiene come tesoriere la candidatura presidenziale di Duhalde nel 1999 e poi, come responsabile della campagna elettorale, quella di Néstor Kirchner nel 2003.

Fernández (a destra) con il presidente Néstor Kirchner e il ministro degli esteri Jorge Taiana nel 2007

Nel 2000 è eletto legislatore della città di Buenos Aires dall'alleanza Encuentro por la Ciudad dell'ex ministro dell'economia Domingo Cavallo. Dopo la vittoria di Kirchner, Fernández è nominato capo del Gabinetto dei Ministri il 25 maggio 2003, posizione di grande potere che ricopre anche dopo l'arrivo alla presidenza della first lady, la senatrice Cristina Fernández de Kirchner, il 10 dicembre 2007.[3][4] Sette mesi più tardi, nel luglio 2008, rassegna le dimissioni dalla carica in seguito alle scelte economiche poco ortodosse della Kirchner che creano conflitti con il mercato: un nuovo sistema di imposte variabili sulle esportazioni agricole portano a uno sciopero nelle campagne di 129 giorni. Fernández agisce come principale negoziatore del governo ma i negoziati falliscono in seguito all'intervento del vicepresidente Julio Cobos che produce un voto di rottura in Senato. Dopo le sue dimissioni, diventa un critico del "kirchnerismo", difendendo il mandato di Nestor Kirchner ma criticando le misure del governo di Cristina Kirchner.[5]

Nel 2013 partecipa alla campagna del Fronte di ristrutturazione di Sergio Massa, il suo successore nel ruolo di capo del Gabinetto dei Ministri, per la sua candidatura alla carica nazionale e nel 2015 per la candidatura alla presidenza dove arriva terzo mentre la spunta invece Mauricio Macri, considerato l'uomo del rigore contro la spesa pubblica del periodo di Cristina Kirchner. Nel 2017 è direttore della campagna per Florencio Randazzo, ex ministro dell'interno, nell'elezione come senatore.[6]

Nel 2018, dopo dieci anni di gelo, scocca la pace con Cristina Kirchner, accusata di arricchimento illecito e in seguito assolta con formula piena. Ne diventa il portavoce fino a quando, nel maggio 2019, il "kirchnerismo" entra nella sua terza vita: Cristina annuncia che il suo ex collaboratore, Fernández, correrà per le presidenziali e lei sarà la sua vice.[7] Nell'agosto 2019, nelle elezioni primarie che nel sistema argentino sono aperte ai candidati di tutti i partiti e servono per selezionare e designare i finalisti, Fernández vince con il 48% contro il 32% di Mauricio Macri. La sua vittoria spaventa i mercati: il peso subisce un crollo del 20% (un dollaro a 55 pesos), la banca centrale alza i tassi al 74% e la Borsa perde il 48%.[8] Ma è lui, considerato un "peronista moderato", a vedersela il 27 ottobre con Macri, vincendo al primo turno nelle elezioni del 27 ottobre con il 48,1% contro il 40,4%, superando la soglia richiesta per vincere senza la necessità di un ballottaggio.

Presidente dell'Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Incontro con papa Francesco in Vaticano il 31 gennaio 2020.
Il presidente Alberto Fernández si riunisce con il presidente del Consiglio dei ministri italiano Giuseppe Conte a Palazzo Chigi.

La presidenza di Fernández è iniziata dopo il suo giuramento il 10 dicembre 2019.

I suoi rapporti sono tesi con il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che si rifiuta di andare al suo insediamento, accusandolo di voler creare una "grande patria bolivariana" al confine e di prepararsi a provocare una fuga di capitali e aziende brasiliane.[9] Gli Stati Uniti hanno avvertito il governo argentino dicendo: "Vogliamo sapere se Alberto Fernández sarà un sostenitore della democrazia o un apologeta delle dittature e dei caudillos della regione, che si tratti di Maduro, Correa o Morales".[10]

Assumendo le sue funzioni nel contesto di una forte crisi economica (tasso di povertà del 40%, recessione del 3,1% per il 2019, inflazione del 55%), Alberto Fernández ha annunciato una serie di misure economiche di emergenza: aumenti delle imposte per i più ricchi e la classe media, agevolazioni fiscali per i più poveri, introduzione di una tassa del 30% sull'acquisto di valuta estera, esportazioni agricole, ricchezza e vendite di automobili, nonché incentivi fiscali per la produzione, ecc. Il governo sta anche lanciando un piano per combattere la fame attraverso la distribuzione di buoni pasto per più di due milioni di persone.[11] La sua prima iniziativa legislativa sulla solidarietà sociale e il recupero produttivo, è stata approvata dal Congresso il 23 dicembre.[12]

Al presidente vengono conferiti ulteriori poteri per rinegoziare i termini del debito - con l'Argentina che cerca di ristrutturare il debito di 100 miliardi di dollari con obbligazionisti privati e 45 miliardi di dollari presi in prestito da Macri dal Fondo Monetario Internazionale.[12] Ha anche annunciato una ristrutturazione dell'Agencia Federal de Inteligencia (AFI), comprese le pubblicazioni dei suoi conti - che era stata resa segreta da Macri in un decreto del 2016.[13][14] L'AFI era stato criticato per aver preso di mira personaggi pubblici a scopi politici.[13]

Durante la pandemia di coronavirus, il governo di Fernandez ha annunciato un blocco a livello nazionale, in vigore dal 20 marzo al 31 marzo, successivamente esteso fino al 12 aprile.[15] L'annuncio del blocco è stato generalmente ben accolto, anche se c'erano preoccupazioni per il suo impatto economico nel già delicato stato dell'economia argentina, con gli analisti che prevedevano una riduzione del PIL di almeno il 3% nel 2020.[16][17] Fernandez ha successivamente annunciato un pacchetto di stimolo da 700 miliardi di pesos (11,1 miliardi di dollari), per un valore pari al 2% del PIL del paese. Incluso nel pacchetto c'era l'annuncio di un pagamento di emergenza una tantum di 10.000 pesos (US $ 154) a persona per gli individui a basso reddito il cui reddito era interessato dal blocco, compresi i pensionati.[18]

Poiché le banche sono state escluse nell'elenco delle attività considerate essenziali nel decreto di blocco di Fernandez, sono rimaste chiuse fino a quando la Banca centrale ha annunciato che le banche avrebbero aperto durante un fine settimana a partire dal 3 aprile.[19] A causa del livello notoriamente basso di penetrazione bancaria dell'Argentina, molti argentini, in particolare i pensionati, non possiedono conti bancari ed i bancomat sono utilizzati per prelevare fondi e pensioni in contanti.[20] La decisione di aprire le banche per soli tre giorni a orario ridotto ha suscitato indignazione diffusa quando centinaia di migliaia di pensionati (il gruppo ad alto rischio del coronavirus) si sono riversati sulle filiali bancarie per ritirare la pensione mensile e il pagamento di emergenza.[21][22][23][24]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposato con Marcela Luchetti, da cui ha divorziato nel 2005 e con la quale ha avuto un figlio, Estanislao, nato nel 1995.[25] Dal 2014 è unito alla giornalista e attrice Fabiola Yáñez.[26]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Fernández è stato coinvolto in controversie con gli utenti su Twitter prima della sua presidenza, in cui le sue reazioni sono state considerate aggressive o violente da alcuni.[27][28][29]

Tweets lo mostrano rispondere agli altri utenti con imprecazioni come "pelotudo" (slang argentino per "stronzo"),[30][31]"pajero" ("segaiolo"),[28][32] e "hijo de puta",[33][34] Ha anche chiamato il candidato presidenziale José Luis Espert "Pajert", un gioco di parole tra il suo cognome e lo slang argentino per "segaiolo" .[31]

A dicembre 2017, ha risposto a un utente Twitter donna dicendo: "Ragazza, quello che pensi non mi preoccupa. È meglio che impari a cucinare. Forse allora puoi fare qualcosa di giusto. Pensare non è il tuo forte ".[35][36]

Nel giugno 2020 ha detto alla giornalista Cristina Pérez di "andare a leggere la Costituzione" dopo essere stato interrogato sui suoi tentativi di installare un'amministrazione designata dal governo nel conglomerato agricolo di Vicentín.[37]

In un'intervista del 2017 per la miniserie Netflix Nisman: The Prosecutor, the President, and the Spy, (vedi Morte di Alberto Nisman) Fernández ha dichiarato che "Ancora oggi dubito che lui ( Nisman) si è suicidato";[38] comunque dopo è diventato presidente nel 2020, secondo quanto riferito Fernández ha dichiarato: "Sono convinto che sia stato un suicidio, dopo averne dubitato molto, non ho intenzione di mentire".[39]

Il 9 giugno 2021, Alberto Fernández ha fatto una battuta razzista in una conferenza stampa insieme al primo ministro spagnolo Pedro Sánchez alla Casa Rosada. “I messicani sono usciti dagli indiani, i brasiliani dalla giungla, ma noi argentini siamo arrivati in barca. Ed erano barche che venivano dall'Europa", ha detto Fernández a Sánchez, nel tentativo di descrivere gli argentini come "europei dall'America Latina". Fernandez ha anche erroneamente attribuito la citazione al poeta, saggista e diplomatico messicano Octavio Paz (1914-1998), quando si trattava dei testi del rocker argentino Litto Nebbia.[40] Di fronte alle ripercussioni negative del suo discorso razzista, Alberto Fernández è andato sui social media lo stesso giorno per scusarsi.[41]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze argentine[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine del liberatore San Martín - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del liberatore San Martín
— 10 dicembre 2019
Gran Maestro dell'Ordine di Maggio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Maggio
— 10 dicembre 2019

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Clase Magistral, in Universidad Nacional de San Luis (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2013).
  2. ^ (ES) El Pasado Menemista de un gobierno que acusa a la oposición de menemista, in Perfil (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2008).
  3. ^ (ES) Alberto Fernández habría vuelto con su esposa, in Agencia Nova. URL consultato il 23 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  4. ^ (ES) Alberto Fernández y Vilma Ibarra más juntos que nunca, in Perfil. URL consultato il 14 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2016).
  5. ^ (ES) Alberto Fernández, un peronista de alto espectro, in El Cronista, 18 maggio 2019. URL consultato il 23 maggio 2019.
  6. ^ (ES) Políticamente incorrecto, el "kirchnerista" menos pensado, in baenegocios.com, 18 maggio 2019. URL consultato il 18 maggio 2019.
  7. ^ (ES) Alberto Fernández presidente, Cristina Kirchner vice: el video en el que la senadora anuncia la fórmula, in La Nación.
  8. ^ Argentina, panico in Borsa dopo la sconfitta di Macri: Buenos Aires crolla fino a -48%, su repubblica.it, 12 agosto 2019. URL consultato il 14 agosto 2019.
  9. ^ https://www.lemonde.fr/international/article/2019/12/11/entre-jair-bolsonaro-et-alberto-fernandez-la-haine-cordiale_6022513_3210.html
  10. ^ (ES) Clarín.com, Durísimo mensaje de EE.UU contra Alberto F: "Queremos saber si va a ser abogado de la democracia o apologista de las dictaduras", su www.clarin.com.
  11. ^ https://www.lefigaro.fr/flash-eco/argentine-les-senateurs-approuvent-des-mesures-d-urgence-economique-20191221
  12. ^ a b Buenos Aires Times | Fernández's economic emergency law wins approval in Senate, su www.batimes.com.ar. URL consultato il 21 aprile 2020.
  13. ^ a b Buenos Aires Times | Fernández taps Caamaño to lead overhaul of AFI intelligence agency, su www.batimes.com.ar. URL consultato il 21 aprile 2020.
  14. ^ (EN) Argentina's spy agency regroups, wins back power under Macri, in Reuters, 20 luglio 2016. URL consultato il 21 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2019).
  15. ^ Bloomberg - Are you a robot?, su www.bloomberg.com. URL consultato il 21 aprile 2020.
  16. ^ Subscribe to read | Financial Times, su www.ft.com. URL consultato il 21 aprile 2020.
  17. ^ (EN) Kenneth Rapoza, Argentina Goes Under Quarantine As Debt Deal Now An Afterthought, su Forbes. URL consultato il 21 aprile 2020.
  18. ^ (EN) Argentina offers spot payments to coronavirus-hit low income workers, in Reuters, 23 marzo 2020. URL consultato il 21 aprile 2020.
  19. ^ (ES) 2 De Abril De 2020, En medio de la cuarentena total, hoy abren los bancos: quiénes pueden ir y cómo van a funcionar, su Infobae. URL consultato il 21 aprile 2020.
  20. ^ (EN) 'Ridiculous' block-long lines at banks greet Argentine pensioners, at high risk for coronavirus, in Reuters, 3 aprile 2020. URL consultato il 21 aprile 2020.
  21. ^ Ignacio Olivera Doll, Argentines disobey virus lockdown to collect money from banks, su www.aljazeera.com. URL consultato il 21 aprile 2020.
  22. ^ (ES) 3 De Abril De 2020, Indignados y enojados: testimonios de jubilados que sufrieron el desborde de los bancos, su Infobae. URL consultato il 21 aprile 2020.
  23. ^ (ES) Enric González, Miles de jubilados se agolpan ante los bancos argentinos y se exponen a un contagio masivo, su EL PAÍS, 3 aprile 2020. URL consultato il 21 aprile 2020.
  24. ^ (ES) Clarín.com, Coronavirus en Argentina: Por el caos en el pago a jubilados, la oposición pide que Alberto Fernández "separe" a los responsables, su www.clarin.com. URL consultato il 21 aprile 2020.
  25. ^ (ES) ALGUNAS COSAS QUE USTED DEBERÍA SABER DE ALBERTO FERNÁNDEZ, su alternativepressagency.com. URL consultato il 23 maggio 2019.
  26. ^ (ES) Quién es Fabiola Yáñez, la novia periodista y actriz de Alberto Fernández que podría convertirse en primera dama, in TN.com.ar, 19 maggio 2019. URL consultato il 27 giugno 2019.
  27. ^ Agustino Fontevecchia, Alberto, Cristina e il disgusto per le istituzioni, Buenos Aires Times, 7 dicembre 2019.
  28. ^ a b (ES) Alberto Fernández en Twitter: Respuestas feroces e mensajes desbocados de un tuitero que no se queda en el molde [Alberto Fernández su Twitter: Risposte feroci e messaggi incontrollati da un tweeter che non si tira indietro], Diario Popular.
  29. ^ (ES) El video que expone lo peor de Alberto: sus agresiones "épicas" son virales [Il video che espone il peggio di Alberto: i suoi attacchi "epici" sono virali], infotechnology.com.
  30. ^ (ES) alferdez, Que pedazo de pelotudo resultaste. Pasaste de hacerme reír a tener pena por tu imbecilidad. Solo agradece que mi paciencia es infinita. Y rogá que tus imbéciles prepoteadas un día no se crucen con alguien sanguíneo. Seguí tu vida. Pelotudo. (Tweet), su Twitter, 19 marzo 2019.
  31. ^ a b (ES) Los insultos de Alberto Fernández a los usuarios en las redes sociales [Alberto Fernandez's insults to social media users], La Nación, 20 maggio 2019.
  32. ^ (ES) alferdez, Pajero y pelotudo… lo tuyo no tiene cura. Y no te insulto. Te describo. (Tweet), su Twitter, 6 aprile 2019.
  33. ^ (ES) alferdez, Andamos muy bien, pedazo de hijo de puta (Tweet), su Twitter, 26 marzo 2019.
  34. ^ (ES) El año de Alberto en Twitter: insultos, gifs graciosos y guiños para la unidad anti Macri [A year of Alberto on Twitter: swearing, funny gifs and winks towards an anti-Macri ensemble], A24, 8 novembre 2019.
  35. ^ (ES) alferdez, Nena, no es algo que me inquiete lo que vos creas. Mejor aprende a cocinar. Tal vez así logres hacer algo bien. Pensar no es tu fuerte. Está visto (Tweet), su Twitter, 11 dicembre 2017.
  36. ^ (ES) "Mejor aprende a cocinar": Usuarios reviven polémicos tuits del nuevo presidente de Argentina ["Faresti meglio a imparare a cucinare": Gli utenti rilanciano i tweet polemici del nuovo presidente argentino], Radio Programas del Perú, 28 ottobre 2019.
  37. ^ (ES) El tenso cruce entre Alberto Fernández y Cristina Pérez durante una entrevista [L'incrocio teso tra Alberto Fernández e Cristina Pérez durante un'intervista], Infobae.
  38. ^ (ES) 1 de Enero de 2020, Alberto Fernández, en el documental de Netflix sobre la muerte del fiscal Nisman: “Hasta el día de hoy, dudo que se haya suicidado”, su infobae. URL consultato il 15 marzo 2021.
  39. ^ (ES) Giro. Alberto Fernández dijo que ahora cree que la muerte de Nisman "fue un suicidio", su www.lanacion.com.ar, 31 dicembre 2020. URL consultato il 15 marzo 2021.
  40. ^ "I brasiliani sono venuti dalla giungla", afferma il presidente dell'Argentina
  41. ^ Il presidente dell'Argentina si scusa per le dichiarazioni razziste

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente dell'Argentina Successore Coat of arms of Argentina.svg
Mauricio Macri dal 10 dicembre 2019 in carica
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