Miguel Díaz-Canel

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Miguel Díaz-Canel
Miguel Díaz-Canel (cropped).jpg

Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba
In carica
Inizio mandato19 aprile 2021
PredecessoreRaúl Castro

Presidente di Cuba
In carica
Inizio mandato10 ottobre 2019
Vice presidenteSalvador Valdés Mesa
Capo del governoManuel Marrero Cruz
Predecessorese stesso
(come Presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri)

Presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri di Cuba
Durata mandato19 aprile 2018 –
10 ottobre 2019
PredecessoreRaúl Castro
Successorese stesso
(come Presidente di Cuba)

Manuel Marrero Cruz
(come Primo ministro di Cuba)

Esteban Lazo
(come Presidente del Consiglio di Stato)

Primo Vicepresidente del Consiglio di Stato di Cuba
Durata mandato24 febbraio 2013 –
19 aprile 2018
PresidenteRaúl Castro
PredecessoreJosé Ramón Machado Ventura
SuccessoreSalvador Valdés Mesa

Ministro dell'Istruzione Superiore di Cuba
Durata mandato8 maggio 2009 –
21 marzo 2012
PresidenteRaúl Castro
PredecessoreJuan Vela Valdés
SuccessoreRodolfo Alarcón Ortiz

Dati generali
Partito politicoPartito Comunista di Cuba
Titolo di studioLaurea in ingegneria elettronica
UniversitàUniversità Centrale "Marta Abreu" di Las Villas
FirmaFirma di Miguel Díaz-Canel

Miguel Mario Díaz-Canel Bermúdez (Placetas, 20 aprile 1960) è un politico e ingegnere cubano, Presidente di Cuba dal 10 ottobre 2019 ed ex Presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri dal 19 aprile 2018 al 10 ottobre 2019.

È il primo presidente a non essere un membro della famiglia Castro dai tempi di Osvaldo Dorticós nel 1976 e il primo leader del governo che non è un Castro dai tempi di José Miró Cardona nel 1959. È succeduto a Raúl Castro, fratello di Fidel Castro, come primo segretario del Partito Comunista di Cuba il 19 aprile 2021[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1960 a Placetas, Villa Clara, da Aída Bermúdez, insegnante, e Miguel Díaz-Canel, operaio di uno stabilimento meccanico a Santa Clara.[2][3] Da parte paterna, è di discendenza spagnola (asturiana); il suo bisnonno, Ramón Díaz-Canel, lasciò Castropol, nelle Asturie (Spagna) per l'Avana alla fine del XIX secolo.[4][5]

Si è laureato all'Universidad Central "Marta Abreu" de Las Villas nel 1982 in ingegneria elettronica e poi si è unito alle forze armate rivoluzionarie cubane.[6] A partire dall'aprile 1985, ha insegnato ingegneria nella sua università.[7] Nel 1987, ha completato una missione internazionale in Nicaragua come Primo Segretario della Lega dei giovani comunisti di Villa Clara.[8]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni ottanta divenne dirigente dell'Unione dei Giovani Comunisti. All'inizio degli anni novanta divenne un membro del Partito Comunista di Cuba e nel 1993 venne eletto secondo segretario del Comitato nazionale dell'UJC, e l'anno successivo divenne primo segretario del Comitato provinciale di Villa Clara.

Ai tempi in cui era dirigente provinciale del Partito veniva chiamato Diaz y Noche, un gioco di parole sul suo nome e la serie tv Day and Night. Si era guadagnato infatti la fama di essere un instancabile cane da guardia contro la corruzione delle imprese statali, nei confronti delle quali ordinava ispezioni a qualsiasi ora del giorno e della notte, appunto.[9]

Ministro dell'Istruzione Superiore[modifica | modifica wikitesto]

Membro del Politburo del Partito Comunista dal 2003, fu Ministro dell'Istruzione Superiore dall'8 maggio 2009 al 21 marzo 2012 e vicepresidente del Consiglio dal 24 febbraio 2013 al 2018.

Presidente e Primo ministro[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 aprile 2018 è stato eletto dal Parlamento cubano Presidente del Consiglio di Stato e Primo ministro di Cuba. È inoltre membro dell'Ufficio politico del PCC.[10]

La composizione del nuovo Consiglio dei ministri ha visto la conferma ai posti chiave, come Difesa, Interno e Affari esteri, di uomini del castrismo, mentre vi è stato un cambio al ministero dell'Economia, dove l'ottantaseienne Ricardo Cabrisas è stato sostituito da Alejandro Gil. Il nuovo esecutivo cubano è formato da 34 persone, di cui otto donne, con una età media di 60 anni. 17 ministri erano membri del governo precedente, mentre nove assumono l'incarico per la prima volta.[11]

La nuova costituzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 2018 l'Assemblea nazionale del potere popolare ha approvato la riforma della Costituzione del 1976, redatta da una speciale commissione presieduta dall'ex presidente Raúl Castro. Il testo, formato da un preambolo e 224 articoli, è stato presentato in aula sabato 21 luglio e discusso per tre giorni in sessione plenaria. È stato poi sottoposto a referendum il 24 febbraio 2019 che vedrà la sua approvazione definitiva. Le principali novità istituzionali sono l'introduzione della piccola proprietà privata, l'apertura degli investimenti esteri e l'apertura ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Altra novità istituzionale importante è la creazione delle figure del Presidente e vicepresidente della Repubblica e del Primo Ministro, che di fatto guiderà il governo, per cui è stato imposto un limite di due mandati quinquennali.[12]

Il presidente dell'Assemblea nazionale Esteban Lazo Hernández ha dichiarato all'aula che "è importante ricordare che molte cose nell'anno 1976 erano differenti, e il Paese e il mondo vivevano altre situazioni", sostenendo che tale decisione era già stata discussa nei sesto e settimo congressi del partito che "hanno preso atto della situazione in mutamento". Ma questo non vuol dire, ha concluso Lazo, che "rinunciamo alle nostre idee, ma soltanto che nella nostra visione pensiamo a un Paese socialista, sovrano, indipendente, prospero e sostenibile".

In ambito economico, il nuovo testo di riforma riconosce "nuove forme di proprietà, tra le quali quella privata", ma conserva "come principio essenziale quello della proprietà socialista del popolo dei mezzi fondamentali di produzione": il mercato privato può quindi avere un ruolo nell'economia socialista. La nuova costituzione cubana sembra fornire una base legale più solida alla riforma economica avviata da Raul Castro che aveva permesso l'apertura alla gestione privata di piccoli settori dell'economia (circa mezzo milione di cubani hanno già una licenza per gestire piccole imprese private come ristoranti, officine meccaniche e affittacamere), che in dieci anni ha portato all'aumento dell'impiego nel settore privato del 13%. La riforma riconosce anche l'importanza degli investimenti esteri "per lo sviluppo economico del Paese, con le dovute garanzie".[13]

Il vecchio testo costituzionale, all'art. 36, faceva riferimento al matrimonio come all'unione volontaria tra "uomo e donna": adesso, invece, dal testo riformato sparisce la specificazione di genere, definendo l'istituzione come unione volontaria tra "persone". Il nuovo testo costituzionale include anche il principio di non discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale o di genere, che consentirebbe l'adozione di politiche per proteggere i diritti della comunità Lgbt a Cuba.[13]

Prese di posizione[modifica | modifica wikitesto]

Fu lui a lanciare il movimento rock dell'isola di Cuba con la creazione del centro di El Mehunche, inizialmente osteggiata dal regime[14].

Ha sostenuto con forza i diritti della comunità LGBT[15] e sostenuto il sì al referendum sul codice della famiglia che ha introdotto il matriomonio egualitario, l'adozione per le coppie omosessuali e l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e la gestazione per altri.[16]

Dal punto di vista delle aperture al cambiamento, a livello nazionale, Diaz-Canel ha richiesto una copertura più critica degli eventi nei media gestiti dallo Stato e un più ampio accesso a Internet per la popolazione[9][14].

Le sue recenti dichiarazioni pubbliche si sono concentrate sul bisogno di continuità e sulla lotta contro l'imperialismo, incarnato dall'ormai ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo le aperture di Barack Obama e la storica stretta di mano con Raúl Castro[9][14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) End of the Castro era: Diaz-Canel becomes Cuban Communist Party chief, in The Straits Times, 20 aprile 2021. URL consultato il 21 aprile 2021.
  2. ^ (ES) Díaz-Canel no es un relevo histórico, in Martinoticias, 25 febbraio 2013. URL consultato il 10 gennaio 2016.
  3. ^ (EN) Azam Ahmed e Frances Robles, Who Is Miguel Díaz-Canel, Cuba's New President?, in The New York Times, 19 aprile 2018. URL consultato il 20 aprile 2018.
  4. ^ (ES) Cuba ya tiene un nuevo presidente, de ascendencia asturiana, in ileon.
  5. ^ (ES) De ruta por las raíces asturianas de Miguel Díaz-Canel, in El Comercio.
  6. ^ (EN) Damien Cave, Raúl Castro Says His Current Term as President of Cuba Will Be His Last, in The New York Times, 24 febbraio 2013.
  7. ^ (EN) Cuban president highlights Fidel Castro's thoughts about education, su radiohc.cu. URL consultato il 19 aprile 2021.
  8. ^ (EN) Miguel Diaz-Canel: Cuba's post-Castro president, su aljazeera.com. URL consultato il 19 aprile 2021.
  9. ^ a b c Chi è Miguel Diaz-Canel. Identikit del nuovo "lider" cubano, in Rainews. URL consultato il 4 maggio 2018.
  10. ^ (ES) Nominan a Miguel Mario Díaz-Canel Bermúdez como candidato a Presidente del Consejo de Estado de Cuba, su Granma.cu. URL consultato il 22 ottobre 2022.
  11. ^ Cuba, nasce l'esecutivo del neopresidente Diaz-Canel, in euronews, 21 luglio 2018. URL consultato il 24 luglio 2018.
  12. ^ Nueva Constitución, Gobierno Cubano, 2019.
  13. ^ a b Cuba, approvata riforma costituzionale: sparisce la parola "comunismo" e si riconosce la proprietà privata, in Il Fatto Quotidiano, 23 luglio 2018. URL consultato il 24 luglio 2018.
  14. ^ a b c AGI - Agenzia Giornalistica Italia, Chi è Miguel Diaz, l'ingegnere che prenderà in mano Cuba dopo i Castro, su Agi. URL consultato il 4 maggio 2018.
  15. ^ After six decades of Castro rule, Cubans greet end of era with a shrug, The Guardian, 18 aprile 2018.
  16. ^ A Cuba saranno legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso, su Il Post, 26 settembre 2022. URL consultato il 26 settembre 2022.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Raúl Castro dal 19 aprile 2018 in carica
Predecessore Comandante in capo delle FAR Successore FAR emblem.svg
Raúl Castro dal 19 aprile 2018 in carica
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