Fernando de la Rúa
| Fernando de la Rúa | |
|---|---|
| 47º Presidente dell'Argentina | |
| Durata mandato | 10 dicembre 1999 – 21 dicembre 2001 |
| Vice presidente | Carlos Álvarez (1999–2000) nessuno (2000–2001) |
| Predecessore | Carlos Saúl Menem |
| Successore | Federico Ramón Puerta |
| Presidente del Comitato nazionale dell'Unione Civica Radicale | |
| Durata mandato | 10 dicembre 1997 – 10 dicembre 1999 |
| Predecessore | Rodolfo Terragno |
| Successore | Raúl Ricardo Alfonsín |
| Capo del Governo di Buenos Aires | |
| Durata mandato | 7 agosto 1996 – 10 dicembre 1999 |
| Predecessore | Jorge Domínguez (nominato intendente) |
| Successore | Enrique Olivera |
| Senatore della Nazione Argentina per la Capitale Federale | |
| Durata mandato | 10 dicembre 1992 – 7 agosto 1996 |
| Predecessore | Juan Trilla |
| Successore | José Maria Garcia Arecha |
| Durata mandato | 10 dicembre 1983 – 10 dicembre 1989 |
| Predecessore | Giunta militare |
| Successore | Eduardo Vaca |
| Durata mandato | 25 maggio 1973 – 24 marzo 1976 |
| Predecessore | Giunta militare |
| Successore | Giunta militare |
| Deputato della Nazione Argentina per la Capitale Federale | |
| Durata mandato | 10 dicembre 1991 – 10 dicembre 1992 |
| Successore | Elsa Kelly |
| Dati generali | |
| Partito politico | Unione Civica Radicale |
| Professione | Avvocato, docente universitario |
| Firma | |
Fernando de la Rúa Bruno (Córdoba, 15 settembre 1937 – Loma Verde, 9 luglio 2019) è stato un avvocato, docente e politico argentino.
Già sindaco di Buenos Aires dal 1996 al 1999, corse alle elezioni presidenziali in Argentina del 1999 quale candidato dell'alleanza UCR e FREPASO, diventando presidente dell'Argentina, in carica dal 10 dicembre 1999 al 21 dicembre 2001. Membro dell'Unione Civica Radicale, si dimise a seguito della crisi finanziaria che colpì l'Argentina nel 2001. La morte di manifestanti in piazza a mano delle forze dell'ordine lo portarono alle dimissioni. Le responsabilità della crisi, tuttavia, erano ascrivibili all'operato del suo predecessore Carlos Saúl Menem.
Nel 2012, dopo essersi ritirato dalla politica, fu accusato di corruzione durante la sua presidenza. Tuttavia l'anno dopo venne assolto.[1]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Di origini galiziane e appartenente ad una famiglia della piccola borghesia, studiò al liceo militare e fu ammesso come avvocato all'Università nazionale di Córdoba.
Presidenza
[modifica | modifica wikitesto]De la Rúa si candidò alle elezioni presidenziali del 1999 con una coalizione di centro-sinistra con la quale riuscì a sconfiggere il governo peronista. Fu eletto con il 48,5% dei voti, superando Eduardo Duhalde del Partito Giustizialista (Peronisti) ed entrò in carica il 10 dicembre 1999.
La già fragile situazione economica dell'Argentina peggiorò ulteriormente durante la sua presidenza. De la Rúa ereditò l'elevato debito estero del suo predecessore Carlos Menem ed ebbe poco margine di manovra a causa del tasso di cambio fisso del peso argentino con il dollaro statunitense.[2][3] De la Rúa tentò di ridurre la spesa pubblica senza ottenere alcuna significativa ripresa economica. Ci furono ripetute tensioni all'interno della sua coalizione e i ministri furono frequentemente sostituiti.[4] Il 20 marzo 2001, Domingo Cavallo, ex peronista e padre del tasso di cambio fisso 1:1 con il dollaro statunitense, assunse l'importante portafoglio dell'economia. Al culmine della crisi argentina, alla fine del 2001, fu costretto a congelare tutti i conti bancari ("corralito "), il che scatenò una tempesta di indignazione tra la popolazione, che trovò la sua espressione principalmente nei cacerolazos (dimostranti che percuotono un cucchiaio di legno su una pentola e padella) e nel movimento dei disoccupati, i piqueteros (disoccupati organizzati in picchetto che bloccano strade e attività commerciali). Inoltre, alla fine del 2001 ci furono saccheggi di massa a Buenos Aires e nei dintorni da parte dei disoccupati. De la Rúa si dimise dall'incarico il 21 dicembre 2001, dopo che più di 27 persone erano state uccise in violenti scontri tra manifestanti e polizia nei giorni precedenti. Fuggì in elicottero. Giorni dopo, l'Argentina annunciò la sua insolvenza.
Morte
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Fernando de la Rúa è morto alle 7:10 di martedì 9 luglio 2019, presso l'Istituto di Riabilitazione ed Educazione Terapeutica Fleni, sede di Escobar, dove era ricoverato a causa di uno scompenso cardiaco e renale derivante dalle sue condizioni.[5]
Il presidente Mauricio Macri dichiarò tre giorni di lutto nazionale.[6] I funerali di Stato hanno avuto luogo nella Sala dei Passi Perduti della Camera dei deputati.[7] È stato sepolto nel cimitero memoriale del Pilar.[6]
Immagine pubblica
[modifica | modifica wikitesto]De la Rúa iniziò a lavorare in politica fin da giovanissimo. Per questo motivo fu soprannominato "Chupete" (in spagnolo "Ciuccio"); il soprannome continuò ad essere utilizzato anche da adulto. Durante l'amministrazione di Carlos Menem fu percepito come un politico serio e formale, in netto contrasto con lo stile di Menem. De la Rúa approfittò di questa percezione durante la campagna elettorale del 1999. Quando divenne presidente e la crisi economica peggiorò, fu percepito come un uomo debole e stanco, incapace di reagire alla crisi. Era percepito come un uomo senza capacità di leadership, incapace di far uso della sua autorità presidenziale. De la Rúa pensò che la parodia di lui da parte del comico televisivo Freddy Villarreal contribuì a stabilire quell'immagine.[8] Cercò di cambiare la sua immagine apparendo nel programma comico televisivo El show de Videomatch, ma la sua apparizione nel programma gli si ritorse contro. Confuse i nomi dello show e quello della moglie del presentatore Marcelo Tinelli. La suddetta immagine popolare di De la Rúa fu ulteriormente amplificata quando fu ricoverato in ospedale per malattia arteriosa periferica causata da colesterolo alto nel sangue. Sebbene si tratti di un intervento medico standard e semplice, il medico disse alla stampa che De la Rúa soffriva di arteriosclerosi , che di solito è collegata a una mancanza di velocità e riflessi.
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze argentine
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (ES) Absuelven al expresidente argentino De la Rúa en juicio por supuestos sobornos, su CNN, 23 dicembre 2013. URL consultato il 25 dicembre 2022.
- ↑ (ES) Evolución de la Deuda Externa Argentina, su fmmeducacion.com.ar, 28 marzo 2008. URL consultato il 28 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2008).
- ↑ (ES) En el ojo de la tormenta, in La Nación, 14 novembre 1999. URL consultato il 28 settembre 2025.
- ↑ (ES) De la Rúa completó los cambios en el Gobierno, in Clarín, 12 gennaio 2001. URL consultato il 28 settembre 2025.
- ↑ (ES) Fernando Laborda, Murió el expresidente Fernando de la Rúa, in La Nacíon, 9 luglio 2019. URL consultato il 27 giugno 2019.
- 1 2 (ES) Murió Fernando de la Rúa: qué implican los 3 días de duelo nacional, in Clarín, 9 luglio 2019. URL consultato il 28 giugno 2025.
- ↑ (ES) Funeral de Estado: los restos de Fernando de la Rúa son velados en el Congreso, in MDZ Online, 9 luglio 2019. URL consultato il 28 giugno 2025 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2019).
- ↑ (ES) De la Rúa acusó a Tinelli por su caída, in La Nación, 18 dicembre 2023. URL consultato il 28 settembre 202.5
- ↑ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.
- ↑ fotografia del Presidente, su quirinale.it.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Fernando de la Rúa
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- De la Rúa, Fernando, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- De la Rua, Fernando, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- (EN) Fernando de la Rúa, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
https://www.repubblica.it/online/mondo/argentinauno/emergenza/emergenza.html
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 29613152 · ISNI (EN) 0000 0000 3082 1783 · LCCN (EN) n86148833 · GND (DE) 1057352594 · BNE (ES) XX1425843 (data) · BNF (FR) cb12373767b (data) · J9U (EN, HE) 987007267432705171 |
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