Rallidae

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Rallidi
Dusky moorhen442.jpg
Gallinula tenebrosa
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
(clade) Amniota
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Gruiformes
Famiglia Rallidae
Vigors, 1825
Generi
  • 38 (vedi testo)

I Rallidi (Rallidae Vigors, 1825) sono una famiglia di uccelli comprendente 151 specie suddivise in 38 generi[1]. Questa famiglia mostra una considerevole diversità e comprende, tra gli altri, schiribille, folaghe e gallinelle. Molte specie vivono in zone umide, ma membri di questa famiglia si incontrano in ogni habitat terrestre, a eccezione dei deserti secchi, delle regioni polari e delle aree alpine al di sopra del limite delle nevi. I Rallidi vivono su ogni continente, a eccezione dell'Antartide. Ne esistono numerose specie insulari. Si trovano soprattutto nelle paludi e nelle fitte foreste[2].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Un takahe (Porphyrio hochstetteri) visto da dietro mostra le remiganti corte, soffici e piumose tipiche dei ralli incapaci di volare.

I Rallidi sono una famiglia piuttosto omogenea di uccelli terricoli di piccole e medie dimensioni. Variano in lunghezza da 12 a 63 cm e nel peso da 20 a 3000 g. Alcune specie hanno colli lunghi e in molti casi sono compresse lateralmente. Il becco è la caratteristica più variabile della famiglia: in alcune specie è più lungo della testa (come nel rallo beccolungo delle Americhe), ma può essere corto e largo (come nelle folaghe) o massiccio (come nei polli sultani)[3]. Alcune folaghe e gallinelle possiedono uno «scudo frontale», un'estensione carnosa rivolta all'indietro della parte superiore del becco. Lo scudo frontale più complesso è quello della folaga dai ciuffetti[4].

I ralli mostrano pochissimo dimorfismo sessuale sia nel piumaggio che nelle dimensioni.

Volo e perdita della capacità di volare[modifica | modifica sorgente]

Le ali di tutti i Rallidi sono corte e arrotondate. Il volo delle specie in grado di volare, sebbene non sia molto potente, può sostenere questi uccelli per lunghi periodi di tempo e molte specie intraprendono migrazioni annuali. La debolezza del loro volo, comunque, comporta che non sempre siano in grado di seguire la rotta migratoria, e infatti si perdono spesso, caratteristica che ha permesso loro di colonizzare molte remote isole oceaniche. Tuttavia, questi uccelli preferiscono spesso correre piuttosto che volare (soprattutto all'interno del loro fitto habitat). Alcuni perdono anche la capacità di volare durante il periodo di muta[5].

Molti ralli insulari sono incapaci di volare poiché il loro habitat ha eliminato spesso il bisogno di volare o di spostarsi su lunghe distanze. Il volo necessita notevole energia: nei Rallidi le carenature e i muscoli atti al volo pesano infatti un quarto del peso totale dell'animale. La riduzione dei muscoli atti al volo, insieme alla conseguente perdita di richiesta metabolica, riduce la spesa energetica dei ralli incapaci di volare[6]. Per questa ragione la perdita del volo rende più facile la sopravvivenza e la colonizzazione di isole su cui le risorse sono limitate[7]. Nei ralli insulari la perdita del volo può essersi evoluta rapidamente; la schiribilla di Laysan impiegò qualcosa come 125.000 anni per perdere la capacità di volare e sviluppare dei moncherini alari utilizzati solamente per bilanciare il movimento durante una rapida corsa[8].

Biologia[modifica | modifica sorgente]

In generale, i Rallidi sono onnivori generici. Molte specie si nutrono di invertebrati, così come di frutta o pianticelle. Solamente poche specie sono esclusivamente vegetariane[2]. I richiami dei Rallidi variano molto e sono spesso molto elevati. Alcuni sono simili a un fischio o al richiamo di un'oca, mentre altri non assomigliano affatto a richiami di uccello[9]. I richiami più elevati vengono usati nella vegetazione fitta o di notte, quando è più difficile individuare altri membri della propria specie. Alcuni richiami sono territoriali[3].

I membri più caratteristici della famiglia vivono tra la fitta vegetazione degli ambienti umidi, nei pressi di laghi, paludi e fiumi. I loro habitat preferiti sono i canneti. Sono onnivori e quelli che migrano si spostano di notte: la maggior parte dei nidi è situata tra la fitta vegetazione. In generale, sono uccelli timidi e riservati, difficili da osservare. La maggior parte delle specie cammina e corre vigorosamente su zampe robuste, munite anche di lunghe dita ben adattate a muoversi su superfici soffici e instabili. Tendono ad avere ali corte e arrotondate e, sebbene siano generalmente goffi volatori, sono tuttavia in grado di ricoprire lunghe distanze. Le specie insulari spesso hanno perso la capacità di volare e molte di queste sono ora estinte in seguito all'introduzione di predatori terrestri, come gatti, ratti e maiali.

Molte specie abitanti dei canneti sono riservate (anche se emettono forti richiami), crepuscolari e hanno corpi appiattiti lateralmente. Nel Vecchio Mondo, le specie dal becco lungo tendono a essere chiamate «ralli» (Rails) e quelle dal becco corto «schiribille» (Crakes). Le specie nordamericane vengono chiamate normalmente «ralli» (Rails) indifferentemente dalla lunghezza del becco. La più piccola tra queste specie è il rallo di Swinhoe, lungo 13 cm e pesante 25 grammi. Alle specie più grandi vengono anche assegnati altri nomi. Le nere folaghe sono più adattate alle acque aperte dei loro parenti, tra cui ricordiamo, tra le specie più grandi, le gallinelle e i polli sultani. La specie più grande di questo gruppo è il takahe, lungo 65 cm e pesante 2,7 kg.

I ralli hanno subito in diversa maniera i cambiamenti portati dall'uomo all'ambiente e si stima che a causa di questi si siano estinte alcune centinaia di specie di ralli insulari. Alcune specie insulari di rallo continuano ad essere minacciate e le organizzazioni conservative e i governi sono tuttora all'opera per impedire la loro estinzione.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Il comportamento riproduttivo di molti Rallidi è poco noto o sconosciuto. Si ritiene che la maggior parte delle specie sia monogama, sebbene si siano riscontrati anche casi di poliginia e poliandria[10].

Quasi tutti, comunque, depongono tra le cinque e le dieci uova. Sono note anche nidiate di più di quindici uova[10].

Dopo la schiusa, che non sempre avviene nello stesso momento per tutti i membri della covata, i piccoli lasciano il nido pochi giorni dopo. Essi dipendono dai genitori fin quando non raggiungono la maturità, a circa un mese di età[4].

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Il rallo di Guam è un esempio di specie insulare che ha sofferto moltissimo a causa delle specie introdotte.

Alcuni dei ralli più grandi e numerosi vengono cacciati per la loro carne e le loro uova sono raccolte a scopo alimentare[11]. Il rallo di Wake venne cacciato fino all'estinzione da un'affamata guarnigione giapponese dopo che l'isola fu tagliata fuori dall'approvvigionamento di viveri durante la seconda guerra mondiale[12].

Almeno due specie - la gallinella d'acqua e il pollo sultano americano - sono considerate nocive[11].

Minacce[modifica | modifica sorgente]

A causa della loro tendenza a perdere la capacità di volare, molte specie insulari non sono state in grado di competere con le specie introdotte. La serie di estinzioni causate dall'uomo più drammatica avvenne nell'oceano Pacifico, quando l'uomo colonizzò le isole di Melanesia, Polinesia e Micronesia, provocando l'estinzione di 750-1800 specie di uccelli, metà delle quali erano ralli[13]. Alcune specie che vennero portate al limite dell'estinzione, come il rallo di Lord Howe e il takahe, stanno pian piano riprendendosi di nuovo grazie agli sforzi delle organizzazioni conservative. Il rallo di Guam si avvicinò moltissimo all'estinzione quando su quest'isola furono introdotti i serpenti arboricoli bruni, ma alcuni degli ultimi individui rimasti vennero allevati in cattività, dove si sono riprodotti bene, sebbene i tentativi di reintroduzione in natura abbiano ottenuto scarsi risultati.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

I Rallidi, assieme ad altre cinque famiglie (Sarotruridi, Eliornitidi, Psofiidi, Gruidi e Aramidi), appartengono all'ordine dei Gruiformi.

Secondo la recente classificazione del Congresso Ornitologico Internazionale (settembre 2013) la famiglia comprende i seguenti 38 generi e 151 specie[1]:

  • Genere MundiaBourne, Ashmole e Simmons, 2003
  • Genere Megacrex d'Albertis e Salvadori, 1879
    • Megacrex inepta d'Albertis e Salvadori, 1879 - rallo attero della Nuova Guinea.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Rallidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 12 maggio 2014.
  2. ^ a b Horsfall & Robinson (2003): pp. 206-207
  3. ^ a b Horsfall & Robinson (2003): p. 208
  4. ^ a b Horsfall & Robinson (2003): p. 210
  5. ^ Horsfall & Robinson (2003): p. 209
  6. ^ McNab & Ellis (2006)
  7. ^ McNab (1994)
  8. ^ Slikas et al. (2002)
  9. ^ Joseph A. Horsfall & Robert Robinson, Rails in Christopher Perrins (ed.) (a cura di), Firefly Encyclopedia of Birds, Firefly Books, 2003, p. 207.
  10. ^ a b Horsfall & Robinson (2003): pp. 209-210
  11. ^ a b Horsfall & Robinson (2003): p. 211
  12. ^ BLI (2007)
  13. ^ Steadman (2006)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ballmann, Peter (1969): Les Oiseaux miocènes de la Grive-Saint-Alban (Isère) [The Miocene birds of Grive-Saint-Alban (Isère)]. Geobios 2: 157-204. [French with English abstract] DOI: 10.1016/S0016-6995(69)80005-7 (HTML abstract)
  • BirdLife International (BLI) (2007): Wake Island Rail BirdLife Species Factsheet. Retrieved 2007-07-04.
  • Boles, Walter E. (2005): A New Flightless Gallinule (Aves: Rallidae: Gallinula) from the Oligo-Miocene of Riversleigh, Northwestern Queensland, Australia. (2005) Records of the Australian Museum 57(2): 179–190. ODF fulltext
  • Gál, Erika; Hír, János; Kessler, Eugén & Kókay, József (1998-99): Középsõ-miocén õsmaradványok, a Mátraszõlõs, Rákóczi-kápolna alatti útbevágásból. I. A Mátraszõlõs 1. lelõhely [Middle Miocene fossils from the sections at the Rákóczi chapel at Mátraszőlős. Locality Mátraszõlõs I.]. Folia Historico Naturalia Musei Matraensis 23: 33-78. [Hungarian with English abstract] PDF fulltext
  • Horsfall, Joseph A. & Robinson, Robert (2003): Rails. In: Perrins, Christopher (ed.): Firefly Encyclopedia of Birds. Firefly Books.
  • Hugueney, Marguerite; Berthet, Didier; Bodergat, Anne-Marie; Escuillié, François; Mourer-Chauviré, Cécile & Wattinne, Aurélia (2003): La limite Oligocène-Miocène en Limagne-changements fauniques chez les mammifères, oiseaux et ostracodes des différents niveaux de Billy-Créchy (Allier, France). Geobios 36: 719-731 [French with English abstract] DOI: 10.1016/j.geobios.2003.01.002 (HTML abstract)
  • McNab, B.K. (1994): Energy conservation and the evolution of flightlessness in birds. Am. Nat. 144(4): 628-642. HTML abstract and first page image
  • McNab, B.K. & Ellis, H.I. (2006): Flightless rails endemic to islands have lower energy expenditures and clutch sizes than flighted rails on islands and continents. Comparative Biochemistry and Physiology A - Molecular & Integrative Physiology 145(3): 295-311. DOI: doi:10.1016/j.cbpa.2006.02.025 (HTML fulltext)
  • Mlíkovský, Jirí (2002): Cenozoic Birds of the World, Part 1: Europe. Ninox Press, Prague. OCLC 156629447 PDF fulltext
  • Olson, Storrs L. (1985): Section X.D.2.b. Scolopacidae. In: Farner, D.S.; King, J.R. & Parkes, Kenneth C. (eds.): Avian Biology 8: 174-175. Academic Press, New York.
  • Slikas, B.; Olson, Storrs L. & Fleischer, R.C. (2002): Rapid, independent evolution of flightlessness in four species of Pacific Island rails (Rallidae): an analysis based on mitochondrial sequence data. J. Avian Biol. 33(1): 5-14. DOI: 10.1034/j.1600-048X.2002.330103.x (HTML fulltext)
  • Steadman, David William (2006): Extinction and Biogeography of Tropical Pacific Birds. University of Chicago Press. ISBN 0-226-77142-3.
  • Worthy, Trevor H.; Tennyson, A.J.D.; Jones, C.; McNamara, J.A. & Douglas, B.J. (2007): Miocene waterfowl and other birds from central Otago, New Zealand. J. Syst. Palaeontol. 5(1): 1-39. DOI: 10.1017/S1477201906001957 (HTML abstract)

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