Omosessualità nell'antica Grecia

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Un eromenos con il suo erastes durante un simposio. Affresco della Tomba del tuffatore.

Nella Grecia antica, l'omosessualità era, per le classi colte, al pari dell'eterosessualità, una ricerca del bello e quindi indipendente dal sesso di chi veniva amato,[senza fonte] questo tenendo presente che comunque si trattava di una società fortemente maschilista, di cui conosciamo principalmente il punto di vista maschile.

Sessualità tra maschi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pederastia greca.

L'idea che i rapporti sessuali con i giovani maschi potessero sollevare preoccupazioni può sembrare strano in una società come quella greca – che ben tollerava l'omosessualità – nel caso non si consideri che essi non vedevano una sessualità come alternativa all'altra: si poteva benissimo amare uomini e donne indistintamente, in quanto i Greci, nell'amore, cercavano il bello indipendentemente dal sesso di chi amavano; pertanto, amare donne o ragazzi era solo una faccia diversa della stessa medaglia.

Quel che destava preoccupazione, semmai, era il lasciarsi andare ai sensi – ma a priori, con una donna come con un ragazzo: questo era considerato un amore volgare, effettuato solo per soddisfare le pulsioni tramite l'atto sessuale; i Greci definivano infatti virtuoso chi sapeva resistere alle tentazioni, come Socrate con Alcibiade nel Simposio.

Amare i ragazzi era una pratica permessa dalle leggi, nonché celebrata nei riti e dalla letteratura; diventavano oggetto di scherno però i ragazzi che si concedevano troppo facilmente, come anche gli effeminati; il rapporto tra uomini nell'antica Grecia sollevava comunque problemi morali di grande complessità, specialmente nell'amore perfetto, ovvero quello tra un adulto (attivo) e un giovane (passivo) che non avesse ancora completato la propria formazione: esso era parte dell'educazione (paideia), all'amore in questo specifico caso.

Mentre l'amore tra due giovanissimi era cosa ordinaria – a prescindere dai ruoli – il rapporto tra uomini adulti poteva a volte venire elogiato per la tenacia con cui era mantenuto, ma poteva anche essere fatto oggetto scherno da alcuni, come fa Aristofane nelle sue commedie, poiché la passività era estremamente malvista in un adulto; questi tipi di rapporto non provocavano comunque grandi dibattiti sulla morale, alimentati solo dai rapporti con grande differenza d'età.

Questi, quando ben eseguiti, erano considerati rapporti d'amore perfetto; ma per ben praticare questo tipo di amore si doveva sottostare a precise e strettissime regole: l'amante doveva mostrare il proprio ardore per poi moderarlo, servire l'amato e concedergli regali. L'amato, invece, doveva evitare di concedersi facilmente, ricompensare l'amante per servigi e regali e – soprattutto – concedersi senza superficialità, mettendo alla prova l'amante.

Il rapporto tra adulto e ragazzo è estremamente diverso dai rapporti con le donne: è per prima cosa aperto, nel duplice senso di poter essere svolto ovunque - il rapporto matrimoniale prevedeva invece una separazione dell'uomo dalla donna in sfere d'influenza maschili o femminili - e che il risultato del proprio corteggiamento è imprevedibile: il ragazzo ha il pieno diritto di rifiutare le proposte dell'amante; la donna era invece sottoposta alla direzione dell'uomo. Altra problematica era l'età del ragazzo: alla sua prima barba, non sarebbe più stato conveniente per lui lasciarsi andare a certi amori, così come l'adulto sarebbe stato oggetto di critiche: gli stoici erano criticati per estendere questi rapporti fino ai 28 anni, ad esempio.

Non erano esenti da critiche neanche gli amori con ragazzi troppo giovani: la tenera età non permetteva di conoscere il vero valore dell'amato.

L'attenzione data all'età ha poi contribuito a rendere il corpo dell'adolescente sinonimo di perfezione, giovane e delicato di forme, specialmente se in lui la virilità non è ancora presente ma se ne intravedevano i futuri tratti. Quando il ragazzo non era più in età d'amori, era necessario convertire il rapporto d'amore in amicizia - e questa, a differenza dell'amore, era duratura perché non più legata alla bellezza ed annullava le distanze tra uomo e ragazzo-; meglio era se quest'ultima si instaurasse già durante il rapporto amoroso.

Altre differenze col rapporto matrimoniale si trovano poi nella presenza dell'eros: nella vita matrimoniale esso può anche non sussistere; nel rapporto tra uomo e ragazzo, esso è motore del tutto, complice la libertà del ragazzo di rifiutare le attenzioni.

Un giovane "eromenos" alletta il suo "erastes" suonando il flauto (aulos), vaso a figure rosse conservato al Museo del Louvre

L'onore di un ragazzo[modifica | modifica wikitesto]

Dall'Eroticos di Demostene ricaviamo molte informazioni sulle pressioni cui era sottoposto il giovane nei rapporti tra uomo e ragazzo: il giovane amato, essendo tale per la propria nobile natura, non doveva mai e poi mai comportarsi in maniera tale da essere ricoperto d'infamia.

L'onorabilità andava preservata non tanto per salvaguardare la possibilità di sposarsi - come avveniva invece per le ragazze durante il medioevo - quanto perché, se essa non fosse stata mantenuta, il futuro status del ragazzo nella città poteva essere compromesso: il giovane aveva pertanto l'obbligo di preservare la propria virtù e di impegnarsi a preservare quella dei giovani una volta divenuto adulto; l'adolescenza era quindi per lui un test in cui si verificava la sua virtù: una volta diciottenne veniva sottoposto alla dokimasia, esame con cui si veniva abilitati a ricoprire cariche pubbliche, e la sua condotta morale durante l'adolescenza era presa in esame.

Il giovane diveniva tanto più onorabile quanto più assumesse una buona postura, parlasse bene e frequentasse gente virtuosa, tutti punti saldi dell'educazione greca; ma, soprattutto, quanto più si comportasse bene in amore. L'autore reputa degno non tanto chi non si concede mai, ma chi lo fa nel giusto.

Se però il testo dà diverse indicazioni sui comportamenti da tenere nel rapporto, non ne dà alcuna al riguardo del rapporto fisico in sé, a parte ricordare che egli deve rifiutare favori sessuali che portino al disonore, senza dire quali essi siano; possiamo ragionevolmente supporre che fossero le pratiche sessuali con cui un giovane finisce per diventare semplice oggetto nelle mani dell'amante.

L'oggetto del piacere[modifica | modifica wikitesto]

Il motivo per cui il giovane perdeva la propria onorabilità nel concedersi come oggetto all'amante è da ricercarsi nel parallelismo tra rapporto sessuale e rapporto sociale: se infatti il ruolo attivo veniva glorificato in quanto espressione di superiorità sul partner, ne consegue che l'inevitabile passività di un partner doveva portare a disistima.

Se con gli schiavi e con le donne non era un problema – i primi erano considerati oggetti e non solo nella pratica sessuale, mentre le donne concedendosi come sottomesse non venivano biasimate: questo era il loro ruolo per natura e sottomettersi era anzi considerato degno di stima in quanto rispettavano lo status che la natura aveva imposto loro – con un ragazzo, cioè un uomo libero che in futuro avrebbe partecipato al governo della polis, il problema si poneva. La sua eventuale accettazione della passività – e pertanto inferiorità – avrebbe comportato, una volta divenuto adulto e sottoposto a dokimasia, gravi problemi: nella massima forma di accettazione dell'inferiorità, cioè la prostituzione, ovvero il concedersi sia per denaro, sia per favori, al giovane sarebbe stato precluso ogni incarico pubblico.

È questa la chiave per comprendere i diversi atteggiamenti dei Greci sul rapporto uomo-ragazzo: esso era glorificato in quanto il ragazzo era espressione della massima bellezza, ma era al tempo stesso considerato contro natura da alcuni in quanto femminilizzava - e rendeva quindi inferiore - un uomo libero.

Il problema di considerare il ragazzo oggetto di piacere era evidenziato anche dalle espressioni che i Greci utilizzavano per chiedere questi favori: "faresti la cosa?" (diaprettesthai to pragma?); si esclude l'idea che il ragazzo possa provare piacere nell'atto sessuale con l'uomo: il motivo per cui egli vi si deve concedere è da ricercarsi nella stima che esso nutre per l'adulto. Il ragazzo si concede perché un uomo virtuoso e degno di lode che lo ami merita di essere ricompensato col favore sessuale; se questo vuol dire ovviamente che è disprezzabile il ragazzo che prova piacere nell'atto con un uomo, non vuol dire che egli debba concedersi con freddezza, anzi: deve essere felice di star dando piacere ad un uomo virtuoso.

Sessualità tra donne[modifica | modifica wikitesto]

Affresco pompeiano che raffigurerebbe Saffo.

Le prime testimonianze di omosessualità tra donne sono note negli scritti della poetessa Saffo, proveniente da Lesbo. La donna aveva aperto una scuola dove le fanciulle si riunivano per alcuni anni imparando a vivere, venendo iniziate anche dal punto di vista sessuale.

Omosessualità nelle forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Omosessualità militare nella Grecia antica e Battaglione sacro.

V'è infine un'antica e consolidata tradizione di rapporti sentimentali e amorosi tra commilitoni nel mondo militare greco.

Durante la marcia dei diecimila, secondo quanto ne dice Senofonte in Anabasi IV 1, 14 molti tra i soldati furono accompagnati durante il loro viaggio da bei ragazzi raccolti lungo la strada.

L'amore tra uomini adulti[modifica | modifica wikitesto]

Data l'importanza estrema nella società greca di coltivare l'onore e il coraggio, identificati da sempre come valori ideali mascolini per eccellenza, e l'effetto percepito come femminilizzante per il partner che assumeva un ruolo sessuale passivo, le relazioni amorose durature nel tempo tra uomini adulti di eguale status erano molto rare e solitamente associate ad uno stigma sociale.

Era considerato in maniera molto più problematica però solo il partner passivo della coppia, o comunque visto come tale (il più effeminato ad esempio), in quanto continuare a mantenere un ruolo 'sottomesso' anche dopo aver raggiunto l'età adulta abbassava quell'uomo al livello inferiore caratteristico degli esseri femminili. Vi sono ampie prove di ciò all'interno del teatro di Aristofane, che deride col suo sarcasmo pungente questi uomini adulti che "avevano fatto di se stessi una donna", attirandosi in tal modo addosso l'obbrobrio sociale ed accumulato sopra di sé la vergogna-atimia.

Achille e Patroclo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Achille e Patroclo.
Un giovane Achille cura amorevolmente le ferite del più anziano Patroclo.

Questo non ha impedito che la prima apparizione registrata di un profondo legame emotivo tra uomini adulti nell'antica cultura greca risalga addirittura all'Iliade del sommo poeta Omero (datata a circa l'800 a.C.) con le figure di Achille e Patroclo: occorre sottolineare e precisare che Omero non descrive mai il rapporto intercorrente tra i due come esplicitamente sessuale[1].

Si cominciò quasi subito però a sottolineare la differenza di età presunta tra i due (facendo così rientrare il rapporto all'interno della socialmente accettata pederastia); Patroclo viene difatti spesso ritratto con la barba nei dipinti e sulle ceramiche, mentre Achille è un giovane attraente sui 18-20-anni.

Eschilo nella sua tragedia intitolata I Mirmidoni (V secolo a.C.), pervenutaci solo a frammenti e facente parte originariamente di una trilogia dedicata all'eroe greco, Achille appena venuto a sapere che Patroclo è morto al posto suo (il giovane s'era difatti travestito da ragazza per evitare di partecipare alla guerra di Troia) decide a questo punto di non nascondersi più e parte con l'intento di vendicare il suo amatissimo compagno, questo anche dopo che gli Dèi lo hanno avvertito che la scelta fatta gli sarebbe costata la vita. In un altro dei frammenti superstiti Achille parla chiaramente di "una unione devota delle cosce", indicante il sesso intercrurale (quello specifico dei rapporti pederastici tra erastes ed eromenos (framm. 135).

Il personaggio di Fedro nel Simposio di Platone afferma che la bellezza di Achille, caratteristica questa sottolineata più volte nel testo, qualificava l'eroe semi-divino come eromenos del guerriero umano Patroclo[2].

L'attaccamento affettivo-sentimentale di Achille a Patroclo divenne via via col tempo un legame archetipico maschile, riassunto successivamente nella cultura classica con l'amore-amicizia tra Eurialo e Niso, Cidone e Clizio, Ati e Licabas: coppie di commilitoni che volentieri affrontano il pericolo e la morte l'uno accanto all'altro[3]. Da notare, nel caso di Ati e Licabas, il parallelismo con i due personaggi omerici: il primo, l'eromenos, è infatti semidio come Achille, mentre l'altro, al pari di Patroclo, è un comune mortale.

Coppie maschili storiche adulte[modifica | modifica wikitesto]

Tra le coppie storiche di sesso maschile, in cui entrambi i partner avevano ormai raggiunto la soglia dell'età adulta, i nomi più conosciuti sono quelli del poeta drammaturgo Agatone che conviveva con l'amante Pausania quando già entrambi avevano superato la trentina.

Il presto mitologizzato amore tra Alessandro Magno e il suo carissimo amico d'infanzia Efestione è a volte considerato essere dello stesso ordine: Eliano, raccontando della visita fatta da Alessandro ed Efestione a Troia, narra che il primo fosse andato a deporre una corona di fiori sulla tomba di Achille, mentre il secondo avesse fatto la stessa cosa su quella di Patroclo (Eliano, Storie XII, 7). Entrambi si sarebbero infine giurati proprio lì fedeltà e amore eterno (ne accennano sia Plutarco nella Vita di Alessandro che Arriano ne Le campagne di Alessandro).

Personaggi storici coinvolti in relazioni omosessuali[modifica | modifica wikitesto]

Gli autori antichi raccontano molte storie d'amore riguardanti personalità di fama del loro tempo.

  • Il filosofo Parmenide aveva un amante di nome Zeno (Platone, Parmenide 127ter)
  • Empedocle dedicò la propria poesia filosofica al giovane amante di nome Pausania (Diogene Laerzio, VIII 60). Lo stesso Empedocle fu in gioventù il prediletto del maestro Parmenide (Empedocle, fr. A2)
  • Eudosso di Cnido era l'amico intimo del medico Feomedonta (Diogene Laerzio, VIII 86)
  • Gerone I, tiranno di Siracusa, era follemente innamorato del bel Dailoha (Senofonte, Ierone I 31); mentre Dionigi il Vecchio ordinò l'esecuzione del suo amante temendo per la propria vita (Cicerone, Tuscolane V 20)
  • Il re di Sparta Pausania condannò a morte l'amante Argila, temendo che questi stesse complottando alle proprie spalle (Tucidide, La guerra del Peloponneso 132-33).
  • Il re Agesilao II in gioventù era stato amato da Lisandro il quale lo aiuto successivamente ad ottenere il potere (Plutarco, Agesilao 2)
  • Archidamo I di Sparta si trovò innamorato del demagogo ateniese Cleone (Senofonte, Storie V 4)
  • Epaminonda, generale tebano, morì al fianco del suo amato durante la battaglia di Mantinea (Cornelio Nepote, Epaminonda 4)
  • Alcibiade adolescente, di cui tutti gli ateniesi erano innamorati, cercò in ogni modo ma inutilmente (a quanto pare) di sedurre il satiro Socrate (Plutarco, Alcibiade 4). Futuro amante di Alcibiade adulto fu Anito, uno degli accusatori dello stesso Socrate (Plutarco, Alcibiade 4)
  • Temistocle e Aristide in gioventù erano in competizione per conquistare l'amore d'uno stesso uomo (Plutarco, Temistocle 3 e Aristide 2)
  • Alessandro, futuro re dell'Epiro, è stato amato da Filippo II di Macedonia (Justin. Epitome di Pompeo Trogo VIII 6, 5-8)
  • Carissimo amico di Alessandro Magno e, secondo alcuni autori anche suo primo amante, era Efestione (Justin. Epitome di Pompeo Trogo XII 12, 11). Amante dello stesso Alessandro, dopo la sua vittoria sui persiani alla Battaglia di Gaugamela divenne l'eunuco adolescente Bagoas (Curzio Rufo. Storia di Alessandro Magno VI, 5, 23, X 1, 22-37; Plutarco. Alexander 67)
  • Il commediografo Euripide, già sulla settantina, era innamorato del bellissimo drammaturgo trentacinquenne Agatone.

Poesia e commedia[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli antichi poeti greci, attivi dall'età arcaica (700 a.C.) in poi, hanno lasciato versi di stampo omoerotico a volte anche molto accesi, come ad esempio lo spartano Alcmane, Simonide di Ceo, Teognide di Megara, e poi Ibico, Anacreonte e lo stesso Solone: della loro opera ci sono pervenuti pochi preziosi frammenti raccolti sotto il titolo complessivo di lirica greca.

In molte delle commedie di Aristofane sono rappresentati personaggi omosessuali, per lo più con intento satirico e di scherno, mostrando inoltre una decisa antipatia nei confronti dell'effeminatezza[4].

  • Pindaro, oltre a celebrare eventi sportivi come le Olimpiadi antiche con poemi in onore dei vincitori, si rivolge anche spesso al suo giovane amante "dal fresco corpo adolescente"... (framm 123). Bacchilide rimarrà sempre poeticamente il suo maggior rivale ed antagonista, anche in questo campo (X, 39-45).
  • Tra i poeti del periodo ellenistico, fra i maggiori cantori dell'amore pederastico, abbiamo Callimaco e Meleagro.

Filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Socrate conservato al Louvre

Parmenide per primo tenta di spiegare la comparsa del popolo degli esseri femminei nel suo poema filosofico intitolato "Sulla Natura" (Parmenide, fr. B18). Ippocrate attribuisce questa "miscelazione scombinata" al momento del concepimento (Ippocrate. Su una dieta I 28).

Socrate è stato da par suo spesso considerato un apologeta dell'amore nei confronti dei bei ragazzi. I Dialoghi di Platone sono una vivida immagine dei costumi ateniesi: l'amore verso gli adolescenti non dev'essere, per l'autore, fine a se stesso, bensì un mezzo per ascendere alle vette della suprema conoscenza teorica

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Amante dello scultore Fidia era il giovinetto Pankart di Elea (Pausania. Descrizione della Grecia 11 V, 3): l'artista ne incise il nome sul dito della statua di Zeus Olimpio (Clemente di Alessandria. Esortazione ai Gentili 53, 4).

L'Eros di Prassitele

La scultura di Eros fatta da Prassitele era così bella che un giovane di Rodi se ne innamorò talmente tanto da lasciare sul marmo la "traccia bagnata" del proprio amore (Plinio il Vecchio. Storia naturale XXXVI 22).

Ellenismo[modifica | modifica wikitesto]

In epoca ellenistica Alessandro Magno, dopo essere stato da ragazzo allievo del più grande tra i filosofi del suo tempo, Aristotele, si legò in una stretta ed appassionata amicizia con vari giovani, tra i quali il più importante rimase sempre Efestione.

Con la graduale soppressione della pederastia istituzionalizzata si aprì un vuoto nella società Greca e ciò favorì un progressivo aumento della tolleranza e accettazione di contatti sessuali tra uomini liberi e schiavi, dall'inizio del III secolo a.C. in avanti, con un conseguente allentamento e quindi annullamento del suo valore pedagogico per scadere sempre più in mera prostituzione maschile[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gregory Nagy, Il migliore degli Achei, 2ª edizione, Baltimora, Johns Hopkins University Press, 1999. p. 105 (online edition). ISBN 0-8018-6015-6.
  2. ^ Platone, Simposio 179-80.
  3. ^ Warren Johansson, Encyclopedia of Homosexuality, USA, 1990
  4. ^ Thornton, Bruce S. Eros: l'antico mito della sessualità Greca. Westview Press, 1997. ISBN 0-8133-3226-5
  5. ^ Michael Brinkschröder: Sodom als Symptom. Gleichgeschlechtliche Sexualität im christlichen Imaginären – eine religionsgeschichtliche Anamnese. Berlin, New York 2006, S. 323.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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