Tiaso

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Il tiaso (in greco θίασος, thíasos), era un'associazione di carattere prevalentemente religioso che nell'Antica Grecia celebrava il culto di un dio, specialmente quello di Dioniso con processioni, canti e danze generalmente sfrenate.

Il tiaso dionisiaco[modifica | modifica sorgente]

Il tìaso era in origine, nella mitologia greca, il corteo al seguito di Dioniso, i cui membri più significativi erano le Menadi, o figure demoniache, a metà strada tra l'uomo e gli animali selvaggi, come i Sileni, i Satiri, Pan e i Centauri.

Eracle fece parte del corteo dionisiaco per un breve periodo dopo essere stato sconfitto dal dio in una sfida nel bere.

Più in generale si andò ad indicare con questo termine ogni aggregazione religiosa e di culto protetta dalla legge. In seguito, per estensione, il termine ha indicato raggruppamenti di persone molto eterogenei tra di loro.

Il tiaso di Saffo[modifica | modifica sorgente]

La poetessa lirica Saffo fondò nell'isola di Lesbo un tìaso legato al culto di Afrodite. Sacerdotessa del tìaso era Saffo stessa. In questo luogo venivano mandate le ragazze di famiglie facoltose per essere istruite. L'educazione delle fanciulle era finalizzata al matrimonio, e quindi venivano insegnate doti come il canto, la danza, la ricerca della bellezza, la raffinatezza e l'amore.

Erano dunque frequenti rapporti di omoerotismo sia tra le allieve del tìaso che tra le singole ragazze e Saffo. Questo rapporto di pederastia era tollerato, anzi incoraggiato nella società della Grecia arcaica e in particolare nell'isola di Lesbo, in quanto si riteneva che fosse una fase propedeutica all'amore eterosessuale del matrimonio.


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