Eschine

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« Dicono che Eschine per bisogno venne in Sicilia da Dionisio e che mentre fu negletto da Platone fu invece presentato a Dionisio da Aristippo e che offrì alcuni dialoghi a Dionisio, dal quale ricevette doni. »
Erma marmorea di Eschine. British Museum

Eschine (Αἰσχίνης; Atene, 389 a.C.314 a.C.) fu un uomo politico e un oratore ateniese.

Indice

[modifica] Stile di Eschine

Le caratteristiche stilistiche di Eschine sono vicine a quelle di Lisia: non uno stile veemente come quello di Demostene, ma uno stile fondato sulla chiarezza, sull'accuratezza compositiva ed in sostanza sulla tipizzazione dei personaggi. Proprio come Demostene, però, anche Eschine egli scriveva i propri testi in vista della pubblicazione.

[modifica] L'opposizione politica a Demostene

Le principali fonti a proposito della vita di Eschine sono i suoi tre discorsi superstiti: l'orazione "Contro Timarco", l'orazione "Sulla corrotta ambasceria" e l'orazione "Contro Ctesifonte". Due di queste orazioni sono scritte nel contesto di uno scontro giudiziario e politico con Demostene. Al contrario di Demostene, infatti, egli apparteneva al partito "filomacedone" ed era seguace della linea di Eubulo.

Mentre Demostene incitava gli Ateniesi contro i Macedoni che stavano conquistando il potere sulla Grecia, Eschine consigliava la pace. Per questo fu anche accusato di essersi lasciato corrompere dal denaro di Filippo.

Nel 336 a.C. Eschine osteggiò aspramente la proposta, avanzata dall'ateniese Ctesifonte, di conferire a Demostene la corona civica per le sue benemerenze. Egli motivò la sua avversione a tale gesto sia adducendone l'evidente incostituzionalità , in quanto si assegnava un'onorificenza ad un magistrato ancora in carica, sia perché con esso si esaltava pubblicamente una linea politica da lui disprezzata. A queste accuse, Demostene rispose con la sua orazione Sulla Corona, appassionata autobiografia politica e capolavoro della sua oratoria.

[modifica] L'esilio

Anche se l'orazione di Demostene non venne pronunciata se non sei anni dopo le accuse mossegli, l'opposizione di Eschine non fu tenuta in gran conto.

Così, sconfitto, egli preferì la strada dell'esilio, rifugiandosi prima in Caria e poi a Rodi. Si tramanda che, durante questo esilio, per mantenersi aprì una scuola di retorica. Ancora più importante la notizia che fu proprio lui il creatore delle regole per la declamazione pubblica dei discorsi.

[modifica] Opere

Di lui ci rimangono tre orazioni, Contro Timarco, Sulla corrotta ambasceria, Contro Ctesifonte.

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