Il Signore degli Anelli (trilogia)

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L'Unico Anello (One Ring in inglese), forgiato da Sauron nelle fiamme del Monte Fato.
« Un Anello per domarli tutti, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nell'oscurità incatenarli »
(Gandalf nel film Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello)

Il Signore degli Anelli (in originale The Lord of the Rings), è una trilogia colossal fantasy del regista neozelandese Peter Jackson, basata sull'omonimo romanzo scritto da John Ronald Reuel Tolkien. La saga, è formata da Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello del 2001, Il Signore degli Anelli - Le due torri uscito nel 2002 e l'ultimo Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re, uscito nel 2003.

Considerato uno dei progetti più grandi e ambiziosi mai intrapresi nella storia del cinema, con un budget complessivo di 281.000.000 milioni di dollari (alcune fonti dicono 310-330[1]), per realizzare l'intero progetto sono trascorsi otto anni, con le riprese di tutti e tre i film girate simultaneamente e interamente in Nuova Zelanda, paese natale di Peter Jackson.[2] Ogni film della serie ha avuto anche edizioni speciali estese rilasciate in DVD un anno dopo l'uscita dei film nelle sale.

Ambientati nel mondo immaginario della Terra di Mezzo, i tre film seguono l'avventura degli hobbit Frodo Baggins (Elijah Wood) e Samwise Gamgee (Sean Astin) impegnati in una difficile missione per distruggere l'Unico Anello e quindi garantire l'annientamento del suo creatore dall' Oscuro Signore Sauron (Sala Baker). I due piccoli hobbit, saranno accompagnati a Mordor, nel Monte Fato (dove dovrà essere distrutto l'Anello) dalla creatura Gollum (Andy Serkis), un tempo portatrice dell'Unico Anello. Nel frattempo Aragorn (Viggo Mortensen), l'erede in esilio al trono di Gondor, il mago Gandalf (Ian McKellen), Legolas (Orlando Bloom) e Gimli (John Rhys-Davies) dovranno unire e mobilitare i Popoli Liberi della Terra di Mezzo nella guerra contro gli eserciti di Sauron. Altri personaggi principali sono Arwen (Liv Tyler), Peregrino Tuc (Billy Boyd), Meriadoc Brandibuck (Dominic Monaghan), Galadriel (Cate Blanchett), Saruman (Christopher Lee), Elrond (Hugo Weaving), Boromir (Sean Bean) e Bilbo Baggins (Ian Holm).

La serie è stata uno dei più grandi successi cinematografici di sempre, ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è stata acclamata dalla critica. Insieme a Ben-Hur e Titanic, il suo terzo capitolo, Il ritorno del re, è il film premiato con il maggior numero di premi Oscar, 11, e complessivamente la trilogia è la più vittoriosa della storia: 17 statuette vinte e ben 30 nomination agli Oscar.

Questa serie di film è celebre fra l'altro per l'estremo realismo degli effetti speciali, realizzati dalla società neozelandese Weta, fondata dallo stesso Peter Jackson e da Richard Taylor.[3][4][5]

I film[modifica | modifica wikitesto]

La trilogia è costituita da:

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La Compagnia dell'Anello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello.

Sauron, l'Oscuro Signore di Mordor forgiò diciannove anelli magici che ha donato alle razze della Terra di Mezzo ma solo uno, l'Unico Anello, era stato creato con lo scopo di dominare tutti gli altri. Nella battaglia contro Sauron, il figlio del re Isildur, taglia a Sauron il dito al quale è infilato l'Unico Anello, ottenendo così un'insperata vittoria. Impossessatosi dell'Anello, si lascia però irretire dal potere malefico in esso contenuto. Questa scelta gli costerà la vita e così si sono perse le tracce dell'Anello, che viene in seguito ritrovato dal misterioso Gollum. Anche l'infelice essere viene irretito dal malvagio potere di Sauron, ed infine inspiegabilmente smarrisce l'Anello (forse per volontà dell'oggetto stesso) che viene poi ritrovato da Bilbo Baggins.

Durante i festeggiamenti del suo compleanno, Bilbo con l'intenzione di andare a Gran Burrone e non farsi ritrovare mai più. Prima della partenza, però, viene convinto dal potente stregone Gandalf il Grigio a lasciare l'Anello al nipote Frodo. Lo stregone riferisce a Frodo che Sauron è risorto spiritualmente per tornare in cerca dell'Anello: per questo motivo ha inviato i nove Spettri dell'Anello, i Nazgûl, a Hobbiville. Frodo, su suggerimento di Gandalf, decide di partire per il villaggio di Brea per non far trovare l'Anello al nemico. Con lui parte anche il suo giardiniere Samvise Gamgee, mentre Gandalf si dirige ad Isengard, presso il capo dell'ordine degli stregoni Saruman il Bianco, per riferirgli i fatti in corso. Tuttavia, Saruman ha deciso di schierarsi dalla parte dell'Oscuro Signore, imprigionando Gandalf nella torre di Orthanc. Crea così un esercito di Orchi (più precisamente, gli Uruk-hai, fisicamente molto più potenti dei normali Orchi) al servizio di Sauron; nel frattempo Gandalf scappa grazie all'aiuto di Gwaihir, una delle Grandi Aquile. Durante il viaggio, Frodo e Sam incontrano Meriadoc Brandibuck e Peregrino Tuc, che si uniscono al loro viaggio; purtroppo sono intercettati ed inseguiti dai Cavalieri Neri ma verranno salvati da Grampasso che allora, si unisce agli Hobbit per accompagnarli a Gran Burrone da Elrond; durante la sosta a Colle Vento sono raggiunti dai Nazgûl, il cui capo ferisce Frodo con un pugnale di Morgul. In suo aiuto arriva la principessa Arwen, figlia di Elrond, che con il suo cavallo lo conduce a Gran Burrone. Il Consiglio di Elrond si riunisce a Gran Burrone, con rappresentanti di tutte le razze, tra cui Gimli per i Nani, Legolas per gli Elfi, e Boromir per gli Uomini. L'obiettivo è quello di distruggere l'Anello portandolo a Mordor e gettandolo nel Monte Fato, dove è stato forgiato. Frodo si offre volontario per compiere la missione ed a lui si uniscono Gandalf, Grampasso (che nel frattempo si è rivelato come Aragorn, erede di Isildur e del trono di Gondor), Legolas, Gimli, Boromir, Sam, Merry e Pipino: è questa la compagine che prenderà il nome di Compagnia dell'Anello. Durante il viaggio, il gruppo passerà per le miniere di Moria, regno di Balin, cugino di Gimli. La compagnia, nelle miniere, viene attaccata dai Goblin e da un Troll delle caverne e, dopo averli sconfitti, si recano al ponte di Khazad-dûm, dove li aggredisce il Flagello di Durin, un Balrog: l'unico che è in grado di affrontarlo è solo Gandalf che, per salvare la Compagnia, si scontra con lui fin quando non precipita nelle oscurità insieme a lui. La Compagnia arriva in seguito nel bosco di Lothlórien, regno di sire Celeborn e della dama della luce Galadriel. Nel frattempo gli Uruk-hai di Saruman, comandati dal loro capo Lurtz, sopraggiungono ed il primo ad affrontarli è Aragorn, che consente così a Frodo, che aveva già in animo di proseguire da solo, di fuggire. Boromir li raggiunge per aiutarli tentando di riscattarsi dall'aver assalito Frodo, abbattendo numerosi Uruk-hai, venendo però trafitto da Lurtz con numerose frecce. Nonostante l'arrivo di Aragorn che, dopo un feroce combattimento con Lurtz, riesce finalmente ad uccidere l'Uruk, Boromir non riesce a salvarsi, e il gruppo non può nulla per impedire che Merry e Pipino vengano rapiti.

Nel frattempo, Frodo, deciso a proseguire la missione da solo si convince a proseguire il suo viaggio con Sam. L'ultima scena, tratta dal primo capitolo de Le due torri, vede Aragorn, Legolas e Gimli che decidono di andare alla ricerca degli hobbit rapiti (Merry e Pipino).

Le due torri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il Signore degli Anelli - Le due torri.

Durante la marcia verso Mordor, Frodo e Sam si accorgono di essere seguiti e decidono di tendere una trappola al loro inseguitore. Una notte lasciano che Gollum si avvicini loro alla ricerca dell'Anello per poi catturarlo dopo una piccola battaglia strappandogli la promessa di essere accompagnati a Mordor in cambio della libertà.

Ad Isengard Saruman crea sempre più Uruk-hai per la guerra contro Rohan e in uno dei tanti scontri tra Rohan e le forze di Saruman, Théodred, figlio del re Théoden, rimane ferito gravemente per poi essere ritrovato dal cugino Éomer in fin di vita e condotto a Edoras. Qui Éomer è cacciato da Rohan dopo uno scontro verbale con Grima Vermilinguo in cui il nipote del re manifesta i suoi sospetti verso di lui: infatti, in segreto, Grima lavora per Saruman e ritiene pericolosa la vicinanza di Éomer al re (ormai assoggettato al potere dello stregone bianco). La cacciata di Éomer lascia la sorella di quest'ultimo, Éowyn, inerme e indifesa alle trame del viscido consigliere dello zio. Nel frattempo il gruppo di Uruk-hai che hanno rapito Merry e Pipino, giunti sul limitare della foresta di Fangorn, vengono trucidati dai cavalieri comandati da Éomer. Aragorn, Legolas e Gimli, sulle tracce degli Uruk-hai, incontrano Éomer e la sua banda per avere informazioni sui rapitori degli Hobbit: nella confusione generale, capiscono che si sono salvati rifugiandosi nella foresta di Fangorn. Entrandovi aspettandosi di trovare gli Hobbit, i tre invece incontrano improvvisamente Gandalf il Grigio, che si presenta nelle vesti di capo degli stregoni con il nuovo titolo di Gandalf il Bianco. Lo stregone suggerisce ai tre di evitare di seguire le tracce dei due Hobbit, poiché lì ha messi sotto la protezione di Barbalbero, un Ent della foresta, e riporta la loro attenzione su un problema più grande: la guerra che sta per colpire Rohan. I quattro devono raggiungere il re di Rohan e risvegliarlo dall'incantesimo di Saruman, che l'ha intorpidito nel corpo e nella mente e reso incapace di agire, per poterlo convincere a organizzare una difesa contro l'esercito di ferocissimi Uruk-hai che si avvicina sempre più a Rohan per distruggerlo. Gollum, Frodo e Sam raggiungono il Nero Cancello di Mordor, ma non riescono a entrare, decidendo di prendere un'altra via, nota solo a Gollum, e così riprendono il loro viaggio. Durante una sosta s'imbattono in un esercito di Haradrim diretti a Mordor per preparasi alla guerra, insieme a due enormi creature: gli Olifanti. Non si accorgono però della presenza degli uomini di Gondor capitanati dal giovane Faramir, che attaccano e massacrano l'esercito nemico per poi catturare Frodo e Sam, ritenendoli delle spie. Dopo la cattura sono condotti in un rifugio all'interno di una cascata (la cosiddetta "Finestra che si affaccia a Occidente") usato come base per i movimenti delle truppe di Gondor. Frodo rivela a Faramir di essere partito da Gran Burrone con altri sette compagni, tra cui Boromir. Faramir allora rivela ai due Hobbit di essere il fratello di Boromir, e informa Frodo e Sam della sua morte, lasciandoli sconvolti. Gollum, sfuggito alla cattura dei Gondoriani, è sorpreso da Faramir mentre s'immerge nello stagno proibito vicino al loro rifugio in cerca di pesci. A questo punto è fatto chiamare Frodo per decidere della sua vita, e l'hobbit sceglie di aiutare i soldati di Gondor a catturarlo. Durante l'interrogatorio Gollum svela il segreto dell'Anello e Faramir decide di tenerlo per sé e donarlo a suo padre, sovrintendente di Gondor, soprattutto per dimostrare il suo valore di fronte al genitore. Risvegliato re Théoden dall'incantesimo di Saruman e cacciato Grima da Édoras, i compagni riescono a convincerlo a muovere guerra contro le forze dello stregone bianco, e il re decide di rifugiarsi al Fosso di Helm per affrontare i nemici, così tutti gli abitanti e i cavalieri di Rohan abbandonano la città per recarsi alla fortezza costruita sopra il fosso. Gandalf, invece, lascia i profughi dirigendosi a nord a cercare rinforzi. Durante l'esodo, Vermilinguo torna da Saruman e lo informa di questi progetti, e così il malvagio stregone decide di mandare una squadra di mannari selvaggi, capitanati dall'Orco Sharkû, per attaccarli. Nello scontro sono vittoriosi gli uomini di Rohan, ma Aragorn cade in burrone, trascinatovi da un mannaro. Dopo la battaglia, i sopravvissuti raggiungono il Fosso di Helm, dove cominciano a barricarsi per l'imminente scontro con le forze di Saruman, e con stupore di tutti ritorna anche Aragorn, salvatosi dal dirupo e recante notizie riguardanti le forze del nemico che conta un esercito di diecimila Uruk-hai. Alle forze impegnate nella difesa disperata si unisce anche uno squadrone di elfi guidati da Haldir, inviati da Elrond, Celeborn e Galadriel per onorare l'antica alleanza tra elfi e uomini. Nel frattempo Saruman scopre il punto debole del Fosso di Helm: una grata di drenaggio dell'acqua, per niente protetta, e decide di iniziare da lì il suo attacco alla fortezza. Le truppe di Saruman arrivano davanti al Fosso per l'imminente scontro che vede gli Uruk-hai contro l'alleanza di Uomini ed Elfi. La battaglia inizia, sotto la tempesta, dopo una freccia scoccata per sbaglio da un arciere di Rohan che uccide uno dei nemici. All'inizio lo scontro sembra svolgersi a favore dei difensori, ma la scoperta del punto debole della fortezza rende il tutto più difficile: Saruman ha infatti creato una polvere da sparo molto potente, creando delle "bombe" utilizzate per aprire una breccia nelle mura, nella quale si riversano immediatamente ondate di Uruk-hai che riescono ad aprirsi un varco e conquistare parte del Fosso. I difensori si rifugiano all'interno della torre della fortezza in un ultimo disperato tentativo di difesa. Lì è deciso l'ultimo attacco dei difensori, cioè una carica a cavallo in mezzo agli Uruk-hai in nome di Rohan e della sua gente. Dopo quest'ultimo atto eroico, i difensori trovano la vittoria grazie all'improvviso arrivo di Gandalf e della compagnia di Éomer che lo stregone era andato a cercare. Dopo aver cercato invano di convincere gli Ent a entrare in guerra contro Sauron e Saruman durante l'Entaconsulta, Pipino chiede a Barbalbero di accompagnare lui e Merry non a nord ma ad Isengard dove si accorgono dello scempio compiuto da Saruman ai danni della foresta. Barbalbero decide di richiamare tutti gli Ent per muovergli guerra. Saruman, ormai sicuro di avere la vittoria in pugno, è colpito alla sprovvista da un nuovo potente nemico che aveva sottovalutato e da cui è immediatamente sopraffatto. Nel frattempo, Sauron attacca Osgiliath, ultima roccaforte dei Gondoriani prima di Minas Tirith, difesa da Faramir e dalla sua armata. Durante la battaglia, il capitano di Gondor decide di lasciar liberi Frodo, Sam e Gollum dedicandosi alla difesa della città nonostante la loro netta minoranza.

Il quadro finale su cui si apre la terza parte della trilogia (Il ritorno del re) è questo: con l'esito della Battaglia del Fosso di Helm Saruman è sconfitto, ma Sauron sta comunque estendendo il suo potere invadendo Gondor e Gollum trama subdolamente alle spalle di Frodo e Sam per impadronirsi dell'Anello.

Il ritorno del re[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re.

La storia riprende dopo la fine della seconda parte, Le due torri: Gandalf, Théoden, Aragorn, Gimli, Legolas ed Éomer si recano a Isengard, trovandola distrutta dagli Ent, e incontrano Merry e Pipino, i quali narrano loro il trionfo di Barbalbero su Saruman, che, ormai a corto di poteri, è rinchiuso nella torre di Orthanc. Subito dopo Pipino trova il Palantír sotto l'acqua che ricopre Isengard e lo prende, ma Gandalf glielo toglie di mano mettendolo in guardia sulla sua pericolosità. I guerrieri tornano poi tutti insieme a Edoras per festeggiare la vittoria su Isengard. Ma la curiosità di Pipino non ha limiti e, mentre tutti dormono, cerca di dare un'occhiata nel Palantír, attirando così su di sé il vigile occhio di Sauron. Fermato in extremis riferisce a Gandalf quanto ha visto nella sfera. Così da Rohan Gandalf e Pipino partono per Gondor. Arrivato a Minas Tirith, Gandalf cerca di convincere il sovrintendente Denethor a prepararsi per l'attacco di Sauron, ma questi, sconvolto dalla morte del figlio Boromir (avvenuta alla fine de La Compagnia dell'Anello) ha perso ormai il lume della ragione. Nel frattempo Frodo e Sam, accompagnati da Gollum, continuano il loro pericoloso viaggio e arrivano davanti alle porte di Minas Morgul, dalle quali vedono uscire un grande esercito comandato dal Re Stregone di Angmar. Mentre salgono le ripide scale di roccia che portano a Cirith Ungol, Gollum fa credere a Frodo, sconvolto dalla fatica e debilitato dall'Anello, che Sam voglia impadronirsi del potente oggetto; il portatore dell'Anello dice quindi a Sam di andarsene.

A Edoras, nel frattempo, Aragorn è riuscito a convincere re Théoden ad accorrere in aiuto di Gondor. È quindi radunato un esercito di 6000 Rohirrim pronti a muovere verso Minas Tirith, troppo pochi per sperare in una vittoria. Per poter rinfoltire i ranghi dell'esiguo esercito Aragorn, accompagnato da Gimli e da Legolas, decide di attraversare i Sentieri dei Morti, infestati da un antico popolo che avrebbe dovuto aiutare Isildur e che, non avendo mantenuto la promessa, potrà trovare pace solo dopo aver aiutato l'erede di Isildur, cioè Aragorn. Faramir, posto a difesa di Osgiliath, subisce un violento attacco da parte degli Orchi comandati da Gothmog e coadiuvati dai Nazgûl, che lo costringono a ritirarsi assieme ai suoi uomini. Tornato a Minas Tirith, è incolpato da suo padre Denethor della sconfitta e obbligato a un disperato e suicida tentativo di contrattacco. Riesce a salvarsi, ma è gravemente ferito e Denethor, ormai impazzito di dolore, quando vede l'esercito di Sauron in arrivo decide di suicidarsi insieme al figlio e ordina ai servi di preparare un rogo. Frodo, nel frattempo, entra a Cirith Ungol dove, tradito da Gollum, è assalito e colpito da Shelob, un immenso ragno discendente da Ungoliant. Rientra però in azione Sam, che, accortosi del tradimento di Gollum, torna indietro ad aiutare l'amico, sconfigge Shelob ma è costretto a prendere l'Anello e Pungolo da Frodo, apparentemente morto. La difesa di Minas Tirith è organizzata da Gandalf, ma la superiorità numerica degli Orchi è schiacciante e il cancello della città è abbattuto dall'immenso ariete Grond, consentendo agli invasori di dilagare all'interno. Gandalf, avvertito da Pipino, raggiunge Faramir sulla sommità della cittadella, nel luogo dove riposano i re di Gondor, per salvarlo dalla pazzia di suo padre Denethor che vuole essere cremato assieme a lui. Lo stregone riesce a salvare Faramir ma, a seguito della colluttazione che ne nasce, Denethor prende fuoco e si getta in preda alle fiamme dalla rupe che sovrasta la città. Intanto gli Orchi avanzano all'interno di Minas Tirith, ma all'alba giungono sul campo i cavalieri di Rohan che, con una carica travolgente, sbaragliano le file del nemico. A questo punto, però, Sauron fa entrare in scena gli enormi olifanti, che creano disordine e scompiglio tra i difensori. L'arrivo di Aragorn, fiancheggiato da Legolas, da Gimli e dall'esercito dei Morti, conclude la battaglia a favore di Gondor e Rohan. Théoden resta, però, gravemente ferito nello scontro con il Re Stregone che Éowyn, poco prima della morte dello zio, riesce a uccidere grazie all'aiuto di Merry. Sconfitto l'esercito di Sauron, non resta che marciare verso Mordor. Sauron, tuttavia, può contare ancora su decine di migliaia di Orchi nella battaglia finale. Aragorn e Gandalf, intanto, hanno deciso di marciare verso il Nero Cancello, in modo da attirare su di loro l'attenzione di Sauron, distraendolo così da Frodo, il quale può recarsi all'interno del Monte Fato per distruggere finalmente l'Anello. Aragorn, dunque, a capo dell'esercito di Gondor e di Rohan, si presenta ai cancelli di Mordor per sfidare Sauron. Quando il Nero Cancello si apre è possibile udire l'esercito degli Orchi gridare la poesia dell'Anello nella Lingua Nera. Frodo, intanto, in realtà ancora vivo dopo l'attacco di Shelob, è catturato dagli Orchi, ma, dopo essere stato salvato da Sam, recupera l'Anello e riprende il viaggio insieme al fedele amico. Arrivati alle pendici del Monte Fato, i due hobbit si scontrano nuovamente con Gollum, e, mentre Sam combatte, Frodo entra nella Voragine del Monte Fato per gettare l'Anello. Arrivato al momento cruciale, cede però alla sua corruzione e lo indossa, rivelando così la sua posizione a Sauron che spedisce immediatamente i Nazgûl contro di lui. Prima di loro arriva però Gollum che, con un morso, strappa il dito con l'Anello a Frodo e, durante la colluttazione che segue, cade nella lava trascinando con sé l'Anello che così è finalmente distrutto: grazie a questo avvenimento Barad-dûr crolla mentre lo spirito di Sauron viene spazzato via, sconfitto una volta per tutte.

Frodo e Sam, usciti dal vulcano in esplosione, sono portati via in tempo da Mordor dalle Aquile, arrivate in loro soccorso grazie a Gandalf, e raggiungono Minas Tirith, dove si celebrano l'incoronazione di Aragorn come re di Gondor e il suo matrimonio con Arwen, figlia di Elrond. Gli hobbit tornano nella Contea e, pochi anni dopo, Frodo, quale Portatore dell'Anello, decide di partire insieme a Bilbo a Gandalf e agli ultimi Elfi rimasti (tra cui Elrond, Celeborn e Galadriel) verso Valinor, chiudendo così la Terza Era della Terra di Mezzo.

I prequel[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lo Hobbit (trilogia).

Peter Jackson ha diretto inoltre la trilogia-prequel de Lo Hobbit, ispirata all'omonimo romanzo di Tolkien del 1937. Il primo film, Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, è stato rilasciato il 12 dicembre 2012[6], il secondo film Lo Hobbit - La desolazione di Smaug, è stato rilasciato il 13 dicembre 2013 e il terzo film, Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate, è stato rilasciato il 17 dicembre 2014.[7] Diversi attori de Il Signore degli Anelli, tra cui Ian McKellen, Andy Serkis, Hugo Weaving, Elijah Wood, Ian Holm (che ha interpretato Bilbo Baggins da anziano), Christopher Lee, Cate Blanchett e Orlando Bloom hanno ripreso i loro ruoli.

Pre-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Prime fasi del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Gli adattamenti cinematografici precedentemente proposti erano principalmente rivolti ad un pubblico di ragazzi e bambini, e scontentavano la maggior parte dei fan adulti, che rimproverava a tali trasposizioni di aver ignorato gli aspetti più profondi e "filosofici" della storia di Tolkien. I relativi fallimenti dei precedenti lavori scoraggiarono registi e case di produzione, che non riproposero più l'idea, giudicata impossibile da portare sullo schermo, a causa dell'enorme quantità di finanziamenti e di effetti speciali necessari. Fu solo con lo sviluppo di nuove tecniche cinematografiche, in particolare l'evoluzione della grafica computerizzata, che il progetto venne ripreso in considerazione.

Il regista neo-zelandese Peter Jackson, creatore della trilogia cinematografica.

Attorno al 1995, la Miramax Films sviluppò un enorme progetto di adattamento dal vivo de Il Signore degli Anelli, con il regista neozelandese Peter Jackson dietro la macchina da presa, che avrebbe dovuto svilupparsi in due film. Quando la produzione divenne troppo costosa per le intenzioni della casa di produzione, la New Line Cinema rilevò la responsabilità della produzione, credendo fino in fondo nel progetto, e ampliando il numero di film da due a tre, per rispettare meglio i tempi del libro; i dirigenti e fondatori della Miramax, Bob Weinstein e Harvey Weinstein, tuttavia, rimasero inseriti nel progetto, nel ruolo di produttori.

Già in tenera età, Jackson aveva avuto modo di apprezzare il romanzo Il Signore degli Anelli dopo aver guardato la versione cinematografica animata del 1978 di Ralph Bakshi[8]. Il film entusiasmò il regista[9] al punto da spingerlo a leggere parti del romanzo[10] durante un viaggio di dodici ore da Wellington ad Auckland quando aveva diciotto anni[11][12].

« Lessi il libro quando avevo 18 anni e la prima cosa che pensai fu: "Non vedo l'ora che ne traggano un film". Ho atteso questo momento per 20 anni. »
(Il regista Peter Jackson[11].)

I tre film vennero girati contemporaneamente, in diversi set sparsi per la Nuova Zelanda, e sono caratterizzati da un ampio utilizzo di effetti speciali assolutamente innovativi e di modellini e diorama, sviluppati interamente dalla Weta Digital e dalla Weta Workshop, società cinematografiche fondate da Peter Jackson stesso. La grafica computerizzata, in particolare, è stata molto usata, sia nelle piccole ambientazioni (ad esempio la creazione del personaggio di Gollum, interamente in CG e che risulta un ottimo primo esperimento di questo tipo) che nelle scene delle grandi battaglie, per quali sono state programmate migliaia di comparse digitali, in modo tale che avessero una discreta autosufficienza di movimento ed azione.

L'ultimo giorno di riprese del terzo film, a casa di Peter Jackson fu filmata un'espressione facciale di Andy Serkis (l'attore che interpreta Gollum). Il video fu inviato alla Weta, dove i tecnici decisero di incorporare l'espressione nel personaggio, precisamente nella scena in cui Gollum capisce che Frodo è intenzionato a distruggere l'anello[13]. Peter Jackson è presente, in ogni episodio della trilogia, come cameo. Nel terzo episodio ricopre la parte di un pirata, ucciso dalla freccia di Legolas; tale scena è, tuttavia, presente solo nell'edizione estesa del film.

Come per il Fosso di Helm nel secondo film, la città di Minas Tirith nel terzo film è una fedele ricostruzione alta circa 90 centimetri. Anche qui per le vicende che si svolgono dentro di essa, le scene sono state girate su dei set esterni e in seguito i personaggi e i combattimenti (questi ultimi girati in set attrezzati con la tecnologia green screen) sono stati inseriti nell'omonima ricostruzione con la tecnica digitale.

Alcuni fan hanno criticato questi film poiché contengono delle alterazioni della storia originale, ed hanno, a detta di questi, un tono un po' diverso dalla narrazione del romanzo e dalla visione originale di Tolkien; è comunque riconosciuto dai più alla produzione di aver raggiunto grandissimi risultati. A titolo di esempio vi è una frase di Roger Ebert: «Jackson ha preso un'incantevole ed unica opera letteraria e l'ha raccontata di nuovo nei termini del cinema moderno. [...] Fare quello che ha fatto in questi film deve essere stato molto difficile, e merita un applauso, ma rimanere fedeli a Tolkien sarebbe stato ancora più difficile, e coraggioso.»

L'adattamento cinematografico di Peter Jackson ha guadagnato diciassette Oscar (quattro per La Compagnia dell'Anello[14], due per Le due Torri[15] e undici per Il ritorno del Re[16]): i premi Oscar attribuiti ai tre film coprono quasi tutte le categorie (il terzo film vinse infatti tutti e undici i premi per i quali era candidato), ma nessuno per le categorie relative agli attori. In particolare il premio come "miglior film" a Il ritorno del re, può venir considerato un premio dato all'intera trilogia da parte della critica.

La première di Il ritorno del re si tenne a Wellington, in Nuova Zelanda, il 1º dicembre 2003, e fu affiancata da celebrazioni dei fan e da promozioni ufficiali (la produzione del film ha contribuito consistentemente all'economia della nazione). Il ritorno del Re è stato anche il secondo film nella storia (dopo Titanic) a guadagnare più di un miliardo di dollari (in tutto il mondo)[17]; e come incassi è il quarto film migliore di sempre nella storia del cinema, dopo Titanic, Avatar e Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2[17]. Alla notte degli Oscar 2004, Il ritorno del re vinse, come detto, tutte e undici le statuette per le quali era stato candidato, eguagliando il record di Titanic e Ben-Hur; la trilogia di Jackson è, ad oggi, quella che ha incassato di più nella storia del cinema[18].

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Peter Jackson e sua moglie Fran Walsh iniziarono a scrivere la prima sceneggiatura de La Compagnia dell'Anello subito dopo l'abbandono del progetto del remake di King Kong[19]. Per semplificare il lavoro, Jackson e sua moglie chiesero alla Botes Costa di scrivere una sinossi del libro che avrebbero poi letto. La prima sceneggiatura dell'opera, corrispondente a La Compagnia dell'Anello, presentava molte differenze con la sceneggiatura finale ed aveva più punti in comune con il libro di Tolkien[19]. Tra le numerose differenze ci sono: la visita ad Edoras di Gwaihir e Gandalf dopo la fuga da Isengard, Gollum attacca Frodo quando la compagnia è ancora unita, Maggot, Glorfindel, Radagast, Elladan ed Elrohir sono presenti nella sceneggiatura, Bilbo assiste al Consiglio di Elrond e Sam si guarda nello specchio di Galadriel[19].

Durante la metà del 1997[20] Jackson e Walsh iniziarono a rimaneggiare la sceneggiautra insieme a Stephen Sinclair[19] e il suo partner, Philippa Boyens, il quale si disse un grande fan del libro[20]. Dopo 13-14 mesi[20], il gruppo concluse due sceneggiature[20], rispettivamente di 144 e 147 pagine. Sinclair lasciò il progetto a causa di alcuni obblighi teatrali. I cambiamenti rispetto alla prima sceneggiatura sono molti: "Sam non sa nulla dell'Anello inizialmente, contrariamente a Pipino e Merry che in seguito lo scopriranno e si offriranno volontariamente di seguire l'amico nel suo viaggio[19]. La fuga di Gandalf da Isengard è vista attraverso vari flashback, mentre le scene riguardo Lothlórien sono completamente assenti[19]. Denethor assiste al Consiglio di Elrond insieme a Boromir, suo figlio[19]. Un'altra scena, completamente inventata ed assente nel libro, vedeva Arwen, durante la fuga con Frodo, uccidere il Re Stregone[19].

La terza versione della sceneggiatura risultò quella finale, ma tuttavia presentava, come ogni adattamento, alcune licenze. Ad esempio i cambiamenti della personalità di alcuni protagonisti, oppure la mancanza di alcuni personaggi importanti, tra cui Tom Bombadil. Il finale del film, invece, è tratto dal primo capitolo de Le due torri, ovvero capitolo in cui Aragorn, Legolas e Gimli trovano Boromir in fin di vita (che gli racconta della cattura di Pipino e Merry) e decidono in seguito di andare alla ricerca degli hobbit rapiti dagli Uruk-Hai.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Progettazione e design[modifica | modifica wikitesto]

« All'inizio sarei dovuto restare laggiù [Nuova Zelanda] per circa 20 settimane. Ma questo accadeva due anni e mezzo fa! »
(Alan Lee[11].)
L'illustratore Alan Lee, Premio Oscar nel 2004.

Peter Jackson ha iniziato ha scrivere lo story board della serie con Christian Rivers nell'agosto del 1997 ed ha assegnato al suo staff di iniziare a progettare la Terra di Mezzo.[21] Allo stesso tempo Jackson assunse il collaboratore di lunga data Richard Taylor per condurre Weta Workshop su cinque grandi elementi di design: armature, armi, protesi o make-up e miniature. Nel novembre 1997[20], i noti illustratori dei libri di Tolkien Alan Lee e John Howe hanno aderito al progetto. La maggior parte delle scene nei film, si basa sulle loro varie illustrazioni.[22] Allo scenografo Grant Major è stato affidato il compito di convertire i disegni di Lee e Howe in architettura, grazie alla creazione di modelli per il set, mentre Dan Hennah ha lavorato come art director, scouting dei vari luoghi e organizzatore per la costruzione dei set.

La visione di Jackson della Terra di Mezzo è stata descritta come "Ray Harryhausen incontra David Lean" di Randy Cook.[23] Jackson voleva un realismo crudo e riguardo storico per la parte fantastica, e ha tentato di rendere il mondo razionale e credibile. Ad esempio, il New Zealand Army ha contribuito a costruire la Contea mesi prima dell'inizio delle riprese in modo che le piante avrebbero potuto crescere veramente.[24] Le creature sono state progettate per essere biologicamente credibili, come ad esempio per le creature alate che cavalcano i Nazgûl.[25] In totale, 48.000 pezzi di armature, 500 archi, 10.000 frecce sono stati creati da Weta Workshop.[26] Sono state realizzate anche molte protesi, come 1.800 paia di piedi Hobbit per gli attori protagonisti[20], così come molte orecchie, nasi e circa 19.000 costumi da scena.[20] Ogni arredo scenico è stato appositamente progettato dal Dipartimento artistico, prendendo diverse scale in considerazione.[20]

Riprese e location[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzione per i film di Casa Baggins.

Le riprese per i tre film sono state condotte contemporaneamente in molte posizioni all'interno di aree di prestabilite della Nuova Zelanda e dei parchi nazionali tra l' 11 ottobre 1999 e il 22 dicembre 2000 per un periodo di 438 giorni. Riprese di pick-up sono state condotte ogni anno dal 2001 al 2004. La trilogia cinematografica è stata girata in oltre 150 luoghi diversi[26], con sette diverse unità di ripresa, così come diverse altre aree di ripresa vicino a Wellington e Queenstown. Insieme a Peter Jackson a dirigere l'intera produzione, ci furono altri registi di unità inclusi John Mahaffie, Geoff Murphy, Fran Walsh, Barrie Osbourne, Rick Porras, e qualsiasi altro aiuto regista, produttore, o scrittore disponibile. Jackson ha monitorato queste unità con dal vivo via satellite, e con la pressione aggiunta di costanti di script riscritture e le molteplici unità di interpretariato suo risultato previsto, ha ottenuto solo circa quattro ore di sonno per notte.[27] A causa della lontananza di alcuni dei luoghi in cui si dovevano svolgere le riprese, lo staff ha dovuto portare kit di sopravvivenza in quanto gli elicotteri, non hanno potuto raggiungere la troupe in tempo.[20]

Tra i set più particolari è lo scenario creato nella località di Matamata, nell'Isola del Nord, nella quale è stata ricreata l'ambientazione di Hobbiville; oggi la cittadina espone il cartello "Benvenuti a Hobbiville", all'ingresso, attirando così un discreto turismo di settore. Parte delle riprese de Le due torri si sono svolte in concomitanza con quelle de La Compagnia dell'Anello: dall'11 ottobre 1999 al 22 dicembre 2000, le riprese del secondo film sono finite un mese dopo nel gennaio 2001.

Gran parte delle riprese de Il ritorno del Re sono state girate nel 2001 e terminate agli inizi del 2002. La post-produzione del film è durata più di due anni ed è terminata solo nel mese di novembre 2003, un mese prima del debutto nelle sale com'era successo per il secondo film. Il Dipartimento di Conservazione della Nuova Zelanda è stato criticato per l'approvazione delle riprese all'interno di parchi nazionali, senza un'adeguata considerazione degli effetti negativi sull'ambiente.[28] In seguito alle scene di battaglia riprese nel Parco nazionale Tongariro, hanno fatto sì che fossero necessari lavori di restauro nel parco.[29]

Post-produzione[modifica | modifica wikitesto]

Montaggio[modifica | modifica wikitesto]

Ad ogni film della trilogia, è stato riservato un intero anno di tempo per la post-produzione prima della sua rispettiva versione cinematografica: tutto il lavoro terminava verso ottobre-novembre, con la troupe immediatamente intenta a lavorare sul film successivo. Nella parte successiva di questo periodo, Jackson si sarebbe dovuto trasferire a Londra per supervisionare le registrazioni e continuare a modificarle, pur avendo un alimentatore per i computer per le discussioni all'Hotel Dorchester, e un "tubo grasso" per le connessioni Internet dai Pinewood Studios per supervisionare gli effetti speciali. Aveva un collegamento video Polycom e audio surround 5.1 per organizzare incontri, e ascoltare la nuova musica e effetti sonori in generale ovunque si trovasse. Le edizioni estese anche avuto un fitto calendario all'inizio di ogni anno per completare gli effetti speciali e musica.

Un esempio di armatura elfica del film.

Per evitare la pressione, Jackson ha assunto un editor diverso per ogni film. John Gilbert ha lavorato al primo film, Mike Horton e Jabez Olssen al secondo e da lungo tempo collaboratore di Jackson Jamie Selkirk e Annie Collins sul terzo. Appuntamenti quotidiani sarebbero spesso durare fino a quattro ore, con scene stato fatto nel corso 1999-2002 per i grezzi (4 ore) assemblee del film. In totale, 1828 km (sei milioni di piedi) della pellicola è stato editato fino alle 11 ore e 23 minuti (683 minuti) Extended tempo di esecuzione. Questa era la zona finale della sagomatura dei film, quando Jackson si rese conto che a volte il miglior script potrebbe essere ridondante sullo schermo, mentre prendeva a parte le scene ogni giorno da più prende.

La modifica del primo film era relativamente accomodante, con Jackson fino a venire con il concetto di versione estesa in seguito, anche se dopo un esame diagnostico per New Line hanno dovuto ri-modificare l'inizio per un prologo. Le due torri è stato sempre riconosciuto dalla troupe come il film più difficile da fare, in quanto "non ha avuto alcun inizio né fine", e aveva il problema aggiuntivo di storie tra di taglio in modo appropriato. Jackson ha continuato anche la modifica del film quando quella parte del programma si è conclusa ufficialmente, con conseguente alcune scene, tra cui riforgiare Andúril, back-storia di Gollum, e la scomparsa di Saruman, mosso a Il ritorno del re. Più tardi, scomparsa di Saruman è stato tagliato dall'edizione teatrale (ma incluso nella versione Extended) quando Jackson sentiva che non stava iniziando il terzo film abbastanza efficace.[30] Come per tutte le parti di post-produzione del terzo film, la modifica è stata molto caotica . La prima volta che Jackson in realtà visto il film completato era alla premiere di Wellington.

L'elmo della Guardia Reale Rohirrim.

Molte scene filmate rimangono inutilizzate, anche nelle edizioni estese. Il materiale promozionale per La Compagnia dell'Anello conteneva un attacco da parte di Orchi di Moria sul Lothlórien dopo la Compagnia lascia Moria, sostituito con un ingresso più suspense per la Compagnia. Anche taglio sono state scene dal libro, tra cui Frodo vedere più della Terra di Mezzo a Parth Galen e un Consiglio esteso di Elrond, e nuove scene con un attacco alla Frodo e Sam al fiume Anduin da un Uruk-hai. Il taglio principale di Le due torri ha caratterizzato Arwen e Elrond visita Galadriel a Lothlórien, con Arwen poi conduce i rinforzi degli Elfi al Fosso di Helm. Questa scena, e un flashback di Arwen e primo incontro di Aragorn, è stato tagliato nel corso di una revisione della trama del film; aspetto degli Elfi 'stato spiegato con una comunicazione telepatica tra Elrond e Galadriel.

Éowyn era di avere un ruolo più importante nella difesa dei rifugiati nel Fosso di Helm dagli intrusi Uruk-hai, mentre in Osgiliath, Faramir era di avere una visione di Frodo diventare come Gollum, con Frodo e Sam hanno un esteso combattere sequenza Girato per Il ritorno del re erano due scene presenti nel libro.; Sam utilizzando la fiala di Galadriel a passare gli Osservatori a Cirith Ungol, e in seguito riprese dell'epilogo, con desinenze per Legolas e Gimli, Éowyn e il matrimonio di Faramir e la morte e il funerale di Aragorn. Sauron era quello di combattere Aragorn al Nero Cancello, ma con Jackson decidere la scena era inadeguato, un Troll computer-generated è stata invece utilizzata. Per dare contesto per Vermilinguo uccidere Saruman, e Legolas a sua volta uccide Vermilinguo, doveva essere rivelato Vermilinguo avvelenato Théodred. La ​​scena finale taglio era Aragorn avere la sua armatura montato per la Battaglia di Porta Black da armaioli della trilogia, che era la scena finale filmato durante le riprese. Peter Jackson ha dichiarato che vorrebbe includere alcune di queste scene non utilizzati in un futuro rilascio "Ultimate Edition" home video, tra cui anche out-take.[31]

Budget[modifica | modifica wikitesto]

La trilogia di Peter Jackson, risulta essere risulta essere una delle produzioni cinematografiche più costose della storia. Dopo l'uscita del terzo capitolo, le spese per la trilogia sono state di 281 milioni di dollari.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il compositore Howard Shore, autore della colonna sonora della trilogia.

La colonna sonora del film (e dei suoi seguiti) è stata composta da Howard Shore, in questo film alla sua prima collaborazione con Peter Jackson. Shore dice riguardo alla sua collaborazione nel film « Devo ammettere che alle volte mi sono sentito come Frodo con il peso dell'Anello nella tasca del mio gilè, ma pagina dopo pagina, e poi nota dopo nota sono riuscito a scoprire il complesso mondo di Tolkien.»[32]. Il compositore, contrariamente agli altri due sequel, ha lavorato alla colonna sonora di questo primo film per quasi un anno. La colonna sonora è stata eseguita al London Philharmonic e al New Zealand Symphony ed è caratterizzata principalmente da voci soliste[32].

Due canzoni originali, "The Council of Elrond" (Aníron) (le cui parole sono state scritte da Roma Ryan[33]), e il tema dei titoli di coda " May It Be ", sono stati composti e cantati da Enya[34]. Quest'ultima ha ottenuto due nomination per la Miglior Canzone Originale al Premio Oscar[35] e al Golden Globe[36] nel 2002.

Edward Ross ha partecipato alla colonna sonora cantando la canzone " In Dreams ", composta da Shore[37].

L'album raggiunse la seconda posizione nelle classifiche Ö3 Austria Top 40 ed in Finlandia, la terza nella Media Control Charts (dove rimane in classifica 34 settimane), la sesta in Danimarca e nella Sverigetopplistan, la settima nella Ultratop e nella MegaCharts (dove rimane in classifica 39 settimane), l'ottava nella ARIA Charts e nella Swiss Music Charts e la decima nella UK Albums Chart.

Effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

Il primo film ha circa 540 effetti speciali, la seconda 799, e il terzo ed ultimo capitolo 1.488 (2.730 in totale). Con le edizioni estese, gli effetti speciali arrivano a 3420. 260 specialisti hanno lavorato agli effetti speciali del primo film, e il numero è raddoppiato ne Le due torri. La troupe, guidata da Jim Rygiel e Randy Cook, ha lavorato per lunghe ore, spesso durante la notte, per produrre effetti speciali in un breve lasso di tempo. La grande immaginazione di Peter Jackson è stata di grande aiuto sul palco. Ad esempio, alcuni grandi effetto del Fosso di Helm sono stati prodotti negli ultimi sei settimane di post-produzione de Le due torri, e lo stesso è accaduto di nuovo nelle ultime sei settimane per Il ritorno del re.

I personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

Qui troviamo i personaggi della trilogia; e tra parentesi, l'attore che interpreta ogni personaggio.

La Compagnia dell'Anello[modifica | modifica wikitesto]

Questo è l'elenco principale dei personaggi principali del primo film:[38]

Elijah Wood nel 2009.
  • Elijah Wood interpreta Frodo Baggins. L'attore venne assunto il 7 luglio 1999[39] dopo un'accurata selezione tra 150 attori candidati al ruolo[40]. Wood si rivelò molto interessato al progetto, poiché era un fan accanito del libro[41].
Sir Ian McKellen nel 2010.
  • Sir Ian McKellen interpreta Gandalf il Grigio. Per la parte era stato inizialmente avvicinato dalla produzione anche Sean Connery, però l'attore scozzese ha rifiutato la parte perché non intendeva stare diciotto mesi in Nuova Zelanda e anche perché lui stesso ha affermato di non essere mai riuscito a capire i romanzi di J.R.R. Tolkien[42]. Patrick Stewart, invece, rivelò di aver rifiutato il ruolo poiché non aveva capito la sceneggiatura[43]. McKellen venne così assunto. L'attore ha dichiarato di aver recitato ispirandosi al modo di parlare di Tolkien stesso (come fece lo scrittore per la parlata di Barbalbero, si dice ispirata a C.S. Lewis)[44].
Sean Astin nel 2006.
  • Sean Astin interpreta Samvise "Sam" Gamgee. Nei primi anni 2000, Astin ha raggiunto la notorietà per aver interpretato lo hobbit Sam Gamgee nella trilogia cinematografica di Peter Jackson. Insieme ai vari premi ricevuti dai film, Sean Astin ha ricevuto molte nomination per la sua performance in Il ritorno del re, portando a casa il Saturn Award come miglior attore non protagonista.
Viggo Mortensen nel 2009.
  • Viggo Mortensen interpreta Aragorn. Per la parte era stato avvicinato Nicolas Cage, che però rifiutò il ruolo per motivi familiari[45]. Stuart Townsend entrò nel cast per interpretare Aragorn, ma fu poi licenziato poiché considerato dal regista troppo giovane[41]. Russell Crowe venne considerato per sostituire Townsend, ma decise di rifiutare poiché considerava il ruolo molto simile a quello di Massimo Decimo Meridio nel film Il gladiatore[41]. Mortensen fu avvicinato al progetto grazie al produttore Mark Ordesky che lo convinse ad accettare il ruolo[46].
  • Sean Bean interpreta Boromir. Bruce Willis, fan del libro, si rivelò interessato ad interpretare il personaggio, mentre Liam Neeson venne avvicinato per il ruolo, ma poi rifiutò dopo aver letto la sceneggiatura[41].
Orlando Bloom nel 2005.
Liv Tyler nel 2003.

Le due torri[modifica | modifica wikitesto]

Questo è l'elenco dei personaggi principali aggiunti:[50]

  • Bernard Hill interpreta Théoden. Prima di essere scelto per questo ruolo, il regista Peter Jackson ha considerato Hill per la parte di Gandalf. Al termine delle riprese, Jackson ha dato Hill due doni: l'elmo di Théoden e la spada Herugrim.
  • Miranda Otto interpreta Éowyn. Nel 1999, Miranda Otto viene scelta per interpretare la principessa Éowyn di Rohan. Il regista Peter Jackson l'ha presa per il suo film dopo aver visto un suo video provino che aveva girato in Australia.[51] Per il ruolo, Miranda trascorse sei settimane per imparare ad andare a cavallo.[52] Éowyn comparirà anche nel terzo ed ultimo film della trilogia, Il ritorno del re.
  • David Wenham interpreta Faramir. Figlio di Denethor, Faramir è uscito negli ultimi due film della trilogia.
  • Brad Dourif interpreta Grima Vermilinguo. È comparso per la prima volta nel secondo film Le due torri, e nella versione estesa dell'ultimo film Il ritorno del re.
  • Karl Urban interpreta Éomer. Ha vestito i panni di Éomer, nel secondo e terzo film della trilogia cinematografica di Peter Jackson.
  • Bruce Hopkins interpreta Gamling. A differenza del libro, nel film ricopre un ruolo di maggior importanza. Egli non è più un semplice Capitano, ma è il Vice-Capitano delle Guardie di Re Théoden. In una scena dell'edizione integrale, si può notare Gamling che giace a terra, probabilmente morto, durante la battaglia dei campi del Pelennor.

Il ritorno del re[modifica | modifica wikitesto]

Questo è l'elenco dei personaggi principali aggiunti:[53]

  • John Noble interpreta Denethor. L'attore australiano John Noble ha interpretato nel secondo e terzo film della trilogia Denethor, padre di Boromir e Faramir. Con questo ruolo, Noble raggiunse la notorietà a livello internazionale.
  • Thomas Robins interpreta Déagol. L'attore neozelandese compare ad inizio del terzo film Il ritorno del re, ed interpreta il cugino di Sméagol (che diventerà in seguito Gollum). Déagol è stato ucciso dal cugino, dopo aver trovato l'Unico Anello. La scena della sua morte, era stata pensata per il secondo film, salvo poi essere inserita nel terzo ed ultimo film.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il primo capitolo del film tratto dalla saga di Tolkien è stato subito record d'incassi: il film ha incassato a livello internazionale 871.530.324 $, di cui 315.544.750 $ nelle sale statunitensi[54] In Italia il film ha venduto biglietti per un totale di 21.430.427 €.[55]. La Compagnia dell'Anello, si è piazzato al 43° posto della classifica dei film con maggior incassi nella storia del cinema, e il miglior piazzamento raggiunto è stato il 5° posto.[56]

Le due torri ha ottenuto successo fin dal debutto in sala ed ha eguagliato il suo predecessore nell'incasso globale: infatti il film ha incassato circa 926.047.111 $ nel mondo, di cui 342.551.365 $ solo negli USA. In Italia il film ha ottenuto un ottimo successo di pubblico, con incassi di circa 20.546.529 €[57], contro i 21.430.427 € del primo film. È attualmente il 35° film con il maggior incasso cinematografico di tutti i tempi (al netto dell'inflazione, è il 62° film di maggior successo in America del Nord[58]).

L'ultimo capitolo della trilogia, Il ritorno del re, film della saga di Tolkien è record d'incassi tanto da finire sul Guinness dei Primati. Il film, infatti, ha ottenuto un incasso globale di 1.119.929.521 $, entrando così nella storia dei film che hanno incassato di più e classificandosi al primo posto nella classifica dei film più visti nel 2003. Negli Stati Uniti il film ha incassato circa 377.845.905 $ mentre in Italia il film ha incassato 22.827.684 €. È attualmente al 13° posto della classifica dei film con il maggior incasso della storia del cinema risultando il film con più incassi pubblicato dalla New Line Cinema, così come il più grande successo finanziario per Time Warner. In classifica è stato al 2° posto, fino a quando non è stato superato da Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2 nel 2011. In occasione dell'uscita del terzo e conclusivo film della saga il 22 gennaio 2004 in molte sale italiane è stata fatta la cosiddetta "maratona" dei tre film, con proiezioni dalle 14.00 per arrivare a mezzanotte circa, ora d'inizio dell'ultimo capitolo della trilogia.

Film Data di uscita italiana Box office Posizione in classifica Budget
La Compagnia dell'Anello 18 gennaio 2002 $ 871 530 324[59] #42 $ 93.000.000
Le due torri 16 gennaio 2003 $ 926 047 111[60] #35 $ 94.000.000
Il ritorno del re 22 gennaio 2004 $ 1 119 929 521[61] #13 $ 94.000.000
Totale $ 2.917.506.956[62] $ 281.000.000

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il tre film hanno ricevuto recensioni positive da parte della critica cinematografica. Il sito Metacritic ha riportato una percentuale di gradimento del 92% a La Compagnia dell'Anello, 88% al secondo capitolo e 94% a Il ritorno del re. Il sito Rotten Tomatoes invece ha assegnato 91% al primo capitolo, 96& a Le due Torri e 95% all'ultimo capitolo della saga, Il ritorno del re.

Film Rotten Tomatoes Metacritic CinemaScore[63]
La Compagnia dell'Anello 91% (225 reviews)[64] 92 (34 reviews)[65] A-
Le due torri 96% (247 reviews)[66] 88 (38 reviews)[67] A
Il ritorno del re 95% (261 reviews)[68] 94 (41 reviews)[69] A+

Premi[modifica | modifica wikitesto]

La Compagnia dell'Anello[modifica | modifica wikitesto]

Il primo capitolo della saga ha vinto 4 Oscar 2002 su 13 Nomination e il premio BAFTA al miglior film del 2002. L'AFI lo ha inserito al cinquantesimo posto nella classifica dei cento migliori film di tutti i tempi[70] e al secondo posto nella classifica dei dieci migliori film fantasy di tutti i tempi nell'AFI's 10 Top 10 della American Film Institute[71][72]. Ecco tutti i premi nel dettaglio:

Le due torri[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo film della trilogia del regista neozelandese vince 2 Oscar 2003, su 6 Nomination. Ecco tutti i premi:

Il ritorno del re[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« And the Oscar goes to... it's a clean sweep: for "Lord of the Rings - The Return of the King": Barrie M. Osborne, Fran Walsh and Peter Jackson" »

(IT)

« E l'Oscar va a... è piazza pulita per Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re: Barrie M. Osborne, Fran Walsh e Peter Jackson »

(Steven Spielberg alla cerimonia degli Oscar del 29 febbraio 2004 annunciando l'undicesimo e ultimo Oscar all'ultimo film della trilogia.)

Il terzo capitolo della saga fantasy conquista ogni Oscar a cui era stato candidato, primato mai raggiunto prima, ed eguagliando, con 11 Oscar, il numero totale di statuette di Ben-Hur e Titanic, il massimo di premi vinti da un unico film nella storia dell'Academy Award. Inoltre vince 4 Golden Globe (come: "Miglior film drammatico", "Miglior regia", "Miglior canzone" (Into the West di Howard Shore, Fran Walsh e Annie Lennox), "Migliore colonna sonora originale"), 2 Grammy Awards nelle categorie "Migliore Album-Colonna Sonora Per Pellicola Cinematografica, Televisiva o Altro Mezzo Visivo" (a Howard Shore) e "Miglior Canzone (musica e testo) per Pellicola Cinematografica, Televisiva o Altro Mezzo Visivo" (a Howard Shore, Annie Lennox e Fran Walsh per la canzone Into the West) e il premio BAFTA al miglior film del 2004.

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Oscar[modifica | modifica wikitesto]

Premio Film
La Compagnia dell'Anello (2002) Le due torri (2003) Il ritorno del re (2004)
Miglior attore non protagonista Nomination per Ian McKellen
Migliori costumi Nomination Vinto
Migliori effetti speciali Vinto Vinto Vinto
Miglior film Nomination Nomination Vinto
Miglior fotografia Vinto
Miglior montaggio Nomination Nomination Vinto
Miglior montaggio sonoro Vinto
Miglior canzone originale Nomination per May It Be Vinto con Into the West
Miglior colonna sonora Vinto Vinto
Miglior regia Nomination Vinto
Migliore scenografia Nomination Nomination Vinto
Migliore sceneggiatura non originale Nomination Vinto
Miglior sonoro Nomination Nomination Vinto
Miglior trucco Vinto Vinto

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer promozionale del film, è stato rilasciato sul web il 27 aprile 2000, stabilendo il record di 1,7 milioni di visualizzazioni nelle prime 24 ore dalla sua uscita.[75] Nel trailer, è stata inserita la colonna sonora di Braveheart e Le ali della libertà. Nel 2001, al Festival di Cannes sono stati mostrati 24 minuti del film, con la sequenza delle miniere di Moria (venendo ben accolti dal pubblico).[76] La proiezione comprendeva anche una zona progettata per assomigliare alla Terra di Mezzo.

La Compagnia dell'Anello è stato rilasciato nei cinema il 19 dicembre 2001. Ha incassato 47 milioni nel weekend di apertura negli Stati Uniti mentre 871 milioni di dollari in tutto il mondo. Un'anteprima di Le Due Torri, il secondo capitolo, è stata inserita poco prima dei titoli di coda del primo film.[77] Un trailer promozionale è stato poi rilasciato, contenente la colonna sonora di Requiem for a Dream.[78] Il secondo capitolo, Le due Torri è stato rilasciato il 18 dicembre 2002. Ha incassato 62 milioni nel suo primo weekend negli Stati Uniti mentre ha incassato 926 milioni in tutto il mondo (superando come numero di incassi il primo capitolo). Il trailer promozionale per l'ultimo capitolo, Il ritorno del re, è uscito in esclusiva il 23 settembre 2003.[79] Uscito nelle sale il 17 dicembre successivo, nel primo weekend incassò 72 milioni, ed è diventato il secondo film (dopo Titanic) ad aver incassato oltre 1 miliardo in tutto il mondo.

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Il primo film è stato pubblicato dalla New Line Cinema in DVD e in produzione limitata in VHS. In DVD sono state pubblicate due edizioni, la prima in versione cinematografica ovvero quella proiettata al cinema con due dischi di cui uno contiene più di sei ore di extra messa in vendita in Italia il 28 agosto 2002[80], mentre la seconda è la versione estesa del film che conta circa 25 minuti in più di quella cinematografica messa in commercio nel mercato italiano il 18 novembre 2002[80]. Il film in versione estesa contiene nuove scene inedite ed è diviso in due tempi su due dischi per un totale di quattro (gli altri due contengono extra). La versione Blu-ray del film è uscita negli Stati Uniti il 14 settembre 2010[81], mentre la versione estesa è uscita il 28 giugno 2011[82].

Come per il primo film anche per Le due torri sono state prodotte dalla New Line Cinema due versioni in DVD la prima in versione cinematografica con due dischi messa in commercio in Italia il 27 agosto 2003[83], e la seconda in versione estesa con quattro dischi pubblicata sempre nel mercato italiano il 25 novembre 2003[84], la versione estesa del secondo film consta oltre quaranta minuti in più di quella cinematografica e oltre alle nuove scene inedite secondo molti fan approfondisce di più certi temi che non sono stati inseriti nella versione proiettata al cinema.

Anche il terzo film, come i precedenti due della saga, è stato distribuito in due edizioni: in versione cinematografica pubblicata in Italia il 25 maggio 2004[85], con due dischi, e in versione estesa, composta di quattro DVD pubblicata sempre in Italia il 15 dicembre 2004[86]. La seconda versione del terzo film dura in totale circa 251 minuti (quasi cinquanta in più della prima). In seguito la New Line Cinema ha prodotto il cofanetto della trilogia dei film in versione cinematografica messa in vendita sempre nel mercato italiano il 20 aprile 2005[87]. Il 6 dicembre 2010, Invece, è stata pubblicata, sia la versione cinematografica del film in Blu-Ray Disc, che la Extended Cut (Versione Estesa) di 263 Minuti Circa, sempre in Blu-Ray.

  • DVD edizione cinematografica:
Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello (2 DVD)
Il Signore degli Anelli - Le due torri (2 DVD)
Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (2 DVD)
  • DVD edizione estesa:
Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello (4 DVD)
Il Signore degli Anelli - Le due torri (4 DVD)
Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (4 DVD)
  • Blu-ray Disc edizione cinematografica:
Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello (Blu-ray + DVD)
Il Signore degli Anelli - Le due torri (Blu-ray + DVD)
Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (Blu-ray + DVD)
Il Signore degli Anelli - La trilogia cinematografica (3 Blu-ray + 3 DVD)
  • Blu-ray Disc edizione estesa:
Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello (2 Blu-ray)
Il Signore degli Anelli - Le due torri (2 Blu-ray)
Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (2 Blu-ray)
The Lord of the Rings - The Motion Picture Trilogy - Extended Edition (6 Blu-ray + 9 DVD)
Film Versione cinematografica Versione estesa DVD Versione estesa Blu-Ray
La Compagnia dell'Anello 178 min 208 min 228 min
Le due torri 179 min 223 min 235 min
Il ritorno del re 200 min 251 min 263 min

Le opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

I videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Videogiochi ambientati nella Terra di Mezzo.

Sono state realizzate molte versioni videoludiche della serie di Peter Jackson. Una delle primissime è J.R.R. Tolkien's The Lord of the Rings del 1990, un videogioco di ruolo che ripercorre le vicende de La Compagnia dell'Anello. Il gameplay del gioco, è molto simile a quello di The Legend of Zelda, con un'ambientazione zeppa di mostri, tesori, missioni e oggetti da recuperare.

Nello stesso anno è uscito J.R.R. Tolkien's The Lord of the Rings, Vol. I: il giocatore inizia il gioco prendendo controllo di Frodo Baggins, ma, nel tempo, otterrà l'aiuto dei rimanenti membri della Compagnia: Sam Gamgee, Peregrin Took, Meriadoc Brandybuck, Aragorn, Legolas, Gimli, e Gandalf. Il gioco, grazie ai Gamepad aggiuntivi dello SNES supporta fino a quattro giocatori; i personaggi non controllati dai giocatori sono interamente gestiti dalla intelligenza artificiale del computer. Il gioco procede attraverso una serie di missioni "trova e consegna" nelle quali il giocatore dovrà esplorare un vasto ambiente per ottenere oggetti collegati con la storia. Come nel libro, il gioco inizia nella Contea, la regione degli Hobbit, per poi spostarsi in altri luoghi come il villaggio di Bree, la città elfica di Rivendell e le miniere di Moria. Il gioco ha un seguito chiamato The Lord of the Rings, Vol. II: The Two Towers che però non venne mai distribuito.

Dodici anni dopo, nel 2002 uscì Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello, videogioco basato sulle vicende del primo film di Peter Jackson e sviluppato da Vivendi Universal Games. Il gioco è seguito da Il Signore degli Anelli: Le due torri del 2002 prodotto da EA Games e da Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re uscito nel 2003 e prodotto sempre da Electronic Arts.

Nel 2004 è uscito Il Signore degli Anelli: La Terza Era, quarto videogioco riguardante Il Signore degli Anelli (dopo quelli dedicati alla trilogia) prodotto ancora da Electronic Arts. Il gioco segue le vicende del film, ma gli eventi degli episodi vengono visti da un gruppo di personaggi giocabili totalmente nuovi, non apparsi né nel libro, né nel film: Berethor, membro della guardia armata di Minas Tirith partito alla ricerca di Boromir; Idrial, elfa al servizio di Dama Galadriel; Elegost, un Ramingo del Nord; Hadhod, nano del clan di Fundin amico di Elegost; Morwen, contadina di Rohan la cui famiglia (originaria di Gondor) è stata sterminata dagli Orchi; Eaoden, cavaliere del Mark. Durante il gioco si possono utilizzare occasionalmente gli eroi della Compagnia dell'Anello e non (come Gandalf, Legolas, Gimli, Aragorn e Faramir); nelle battaglie si possono utilizzare fino a tre personaggi, scoprendo le abilità di ciascuno; i combattimenti assomigliano a quelli di Final Fantasy X per certi aspetti, come il sistema di turni, la possibilità di cambiare gli eroi durante gli scontri e una barra dell'impeto che, una volta riempita, consente di utilizzare le devastanti mosse della Modalità Perfetta, tra cui la salva di frecce, il Mannaro gigante, l'attacco degli Ent e le Aquile di Manwe. È inoltre disponibile la "Modalità Malvagia", nella quale si possono impersonare personaggi cattivi quali i Nazgûl, i servitori di Saruman e il Balrog.

Nello stesso anno de Il Signore degli Anelli: La Terza Era, è uscito Il Signore degli Anelli: La Battaglia per la Terra di Mezzo, videogioco di strategia in tempo reale, sviluppato da EA Los Angeles e basato sui film della trilogia di Jackson. La Battaglia per la Terra di Mezzo nella meccanica di gioco assomiglia molto a Command & Conquer: Generals, quindi la maggior parte delle missioni cominciano con la costruzione di castelli, infrastrutture e difese, per poi lasciare ampio spazio all'azione e agli scontri, rievocando le battaglie viste nei film. Oltre a queste, molte missioni saranno incentrate sulla capacità di mantenere in vita gli eroi, come nelle miniere di Moria, dove la Compagnia dovrà sopravvivere a tutti gli attacchi del nemico, Balrog compreso. Come per Command & Conquer sarà possibile utilizzare sia gli eserciti del bene, in questo caso umani ed elfi, e sia quelli del male, con le truppe di Saruman e Mordor, lasciando così al giocatore anche la libertà di decidere il destino della Terra di Mezzo. Sono presenti inoltre modalità di gioco schermaglia, LAN e tramite Internet. Nel 2006 è uscito il seguito Il Signore degli Anelli: La Battaglia per la Terra di Mezzo 2 che, pur mantenendo l'impianto di gioco strategico, mette in scena mette in scena vicende narrate nelle appendici del libro e omesse nell'opera cinematografica. Nel dicembre del medesimo anno, è uscito Il Signore degli Anelli: La Battaglia per la Terra di Mezzo 2: L'Ascesa del Re Stregone, l'espansione del gioco di strategia La Battaglia per la Terra di Mezzo 2.

Il 24 aprile 2007 è uscito Il Signore degli Anelli Online: Ombre di Angmar, sviluppato e pubblicato da Turbine, Inc. In Europa è stato distribuito da Codemasters. Il gioco è un massively multiplayer online role-playing game, e richiede una registrazione internet obbligatoria, che quindi richiede una connessione internet per funzionare. Il 18 novembre 2008 è stata pubblicata la prima espansione a pagamento, Mines of Moria, il 3 dicembre 2009 è stata pubblicata la seconda espansione a pagamento, Siege of Mirkwood, il 10 settembre 2010 il gioco diventa gratuito, ma con alcune limitazioni. I livelli più alti, alcune armi particolari e alcune mappe rimarranno accessibili solo tramite l'attivazione dell'opzione VIP, la quale ha un canone mensile. Il 27 settembre 2011 è stata pubblicata la terza espansione, Rise of Isengard e il 15 ottobre 2012 è stata pubblicata la quarta espansione, Riders of Rohan.[88]

Il 9 gennaio 2009, in tutta Europa, è uscito Il Signore degli Anelli: La conquista, sviluppato da Pandemic Studios e Behaviour Interactive. Il videogioco offre la possibilità di rivivere le più importanti battaglie della Guerra dell'Anello, vestendo i panni dei più grandi eroi della Terra di Mezzo. I produttori sono gli autori della serie Star Wars: Battlefront del quale condivide alcune caratteristiche per quanto riguarda la modalità di gioco. In queste battaglie, che vanno da Moria fino al Nero Cancello di Mordor, il giocatore potrà scegliere lo schieramento con cui giocare, quindi eseguire gli obiettivi, o semplicemente uccidere i nemici. Ogni personaggio, alleato o nemico che sia, agirà in modo del tutto autonomo. Completata la campagna principale a livello Eroico (Normale), la quale vede le forze del bene affrontare le battaglie dei film (dal Fosso di Helm all'assalto al Nero Cancello), si sbloccherà una campagna aggiuntiva che segue una timeline alternativa nella quale Frodo anziché gettare l'Anello fra le fiamme del Monte Fato lo ha indossato, concedendo all'armata di Sauron di riconquistare lentamente la Terra di Mezzo, dal Monte Fato alla Contea.

Ad ottobre 2010, esce Il Signore degli Anelli: L'avventura di Aragorn, un videogioco d'avventura basato sugli avvenimenti principali della trilogia cinematografica. L'intera trama viene narrata da Sam Gamgee, una volta sposato e divenuto sindaco della contea. Vestendo i panni del ramingo Aragorn, si potrà esplorare l'intera Terra di mezzo, e rivivere tutte le battaglie in essa avvenute (fatta eccezione per Amon Hen). Come in molti capitoli precedenti, all'interno della trama principale, vengono proposte svariate missioni di minor importanza, non avvenute nei film. Si può giocare nei panni di Aragorn e di Gandalf (come secondo giocatore). Diversi livelli del gioco e molti scrigni segreti potranno essere aperti solo grazie alla magia dello stregone. È possibile trovare e raccogliere oggetti astutamente nascosti, che una volta equipaggiati, aumenteranno le abilità di Aragorn, Gandalf, Legolas e Gimli. Per quanto riguarda la grafica, i personaggi appaiono in stile "cartoon", con mani e piedi sproporzionatamente più grandi del resto del corpo. Attraverso il figlio di Sam, Frodo Gangee, è possibile intraprendere le avventure quotidiane della contea, compiendo una vasta quantità di missioni da solo o in compagnia della sorella Elanor (secondo giocatore). Il giocatore ha quindi la possibilità di scegliere se percorrere la storia principale, o esplorare la Contea di Hobbiville.

Nel 2011 è stato rilasciato il gioco di ruolo Il Signore degli Anelli: La Guerra del Nord, sviluppato da Snowblind Studios e pubblicato da Warner Bros. Interactive Entertainment. È basato su avvenimenti e battaglie in contemporanea alla Guerra dell'Anello, trattata solo in alcuni dettagli e in vari appendici dei libri dell'opera di Tolkien. La Guerra del Nord è il primo videogioco della serie che offre di vivere la modalità storia accompagnati da altri due personaggi, che oltre ad essere comandati dal computer, possono venire usati da altri due giocatori offline oppure online. Un'altra particolarità inedita è certamente il requisito di età, che in questo caso slitta ai 18 anni, fatto dovuto alla ferocia dei combattimenti orientati molto sul genere splatter. Per quanto riguarda il motore grafico, esso si presenta molto simile a quello de La Conquista, nonostante sia meglio curato, sia per i personaggi che per gli scenari.

Il 23 novembre 2012 viene rilasciato LEGO Il Signore degli Anelli, sviluppato da Traveller's Tales e pubblicato da Warner Bros. Interactive Entertainment. Come in tutti i giochi LEGO è presente la modalità cooperativa, con il secondo giocatore che può entrare o uscire in qualsiasi momento. Nel gioco è possibile ripercorrere le vicende narrate nella trilogia cinematografica di Peter Jackson, con l'inclusione di alcuni elementi presi anche dall'opera di Tolkien. Il gioco è "open world", e sarà possibile attraversare l'intera Terra di Mezzo dettagliatamente ricostruita per il videogioco. Sono utilizzabili 85 personaggi (tra cui l'intera Compagnia dell'Anello), alcuni tratti anche dai libri di Tolkien, oltre che dal film di Peter Jackson[89], ognuno dei quali con una o più abilità speciali: per esempio Gimli può essere lanciato dagli altri personaggi, mentre Sam ha la capacità di accendere dei fuochi.[90] Novità importante è la conferma che i personaggi, al contrario di quanto accadeva negli altri videogiochi LEGO, parleranno. Non si tratta, però, di un doppiaggio ex novo, come accaduto in LEGO Batman 2: DC Super Heroes, ma il gioco attinge direttamente dal film e le cinematiche sono fedeli all'originale, anche se ricevono qualche modifica per rispettare l'ironia da sempre presente nei videogiochi LEGO.[91] Nella versione italiana il videogioco attingerà dal doppiaggio originale inglese sottotitolato.

Nel 2014, viene distribuito La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor, un videogioco di ruolo/azione ispirato all'universo fantasy trattato nei romanzi di J.R.R. Tolkien, sviluppato da Monolith Productions e da Behaviour Interactive e pubblicato da Warner Bros. Interactive Entertainment.[92][93] La sua uscita è stata anticipata dal 7 ottobre 2014 al 30 settembre 2014 in Nord America e al 3 ottobre 2014 in Europa,[94] Gli eventi del gioco si collocano poco dopo quelli de Lo Hobbit e precedono i fatti de Il Signore degli Anelli.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

  • Dopo i tragici fatti dell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001, su Internet iniziò a circolare una petizione che chiedeva alla New Line Cinema di cambiare il titolo del secondo film perché non era segno di rispetto per le vittime. Qualche settimana dopo, quando migliaia di persone avevano sottoscritto la petizione, i promotori informarono che si trattava di uno scherzo[95].
  • In Le due torri sarebbero dovuti comparire alcuni membri dell'esercito neozelandese, ma la cosa non si fece perché i soldati furono chiamati per una missione a Timor Est[95].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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