Chiese di Parma

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Principali edifici religiosi situati nel quartiere Parma Centro[modifica | modifica wikitesto]

Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del duomo
Interno del duomo
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Parma.

Cattedrale dedicata a santa Maria Assunta, è fra le maggiori opere dell'architettura romanica in Italia. Fu costruito per volere del vescovo Cadalo a ridosso della cinta muraria romana, sul luogo in cui sorgeva l'antica basilica distrutta da un incendio nel 1055 o 1058. Il Duomo fu completato nel 1074 e consacrato nel 1106 da papa Pasquale II. Per quanto riguarda l'esterno, nel 1178 fu completata l'ampia facciata a capanna munita di protiro con leoni stilofori (tipica dell'architettura romanica del Nord d'Italia), mentre l'intero edificio a tre navate fu rivisto e completato da Benedetto Antelami. Alla destra della facciata si eleva l'alta torre campanaria, costruita in stile gotico tra il 1284 e il 1294. Internamente l'impianto romanico è rimasto, ma gran parte degli interni (navata centrale, cupola, transetto) è stata affrescata in epoca rinascimentale da artisti quali Lattanzio Gambara, Girolamo Mazzola Bedoli ed altri; fra tutti, spicca per importanza l'affresco della cupola rappresentante l'Assunzione della Vergine del Correggio. Nel transetto destro è possibile inoltre ammirare la Deposizione dalla croce, bassorilievo dell'Antelami risalente al 1178.[1]

Battistero[modifica | modifica wikitesto]

Esterno del battistero
Cupola del battistero
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Battistero di Parma.

Grande edificio a pianta ottagonale destinato al rito battesimale, sorge a fianco del campanile del Duomo sulla stessa piazza. Fu progettato da Benedetto Antelami in uno stile che segna il passaggio dal romanico al gotico. L'esterno è interamente rivestito in marmo rosa di Verona. Un'iscrizione sul portale attesta che la decorazione iniziò nel 1196, mentre la conclusione avvenne entro il 1270, quando l'edificio venne solennemente consacrato. L'interno è costituito da 16 arcate che compongono delle nicchie contenenti affreschi e dipinti risalenti al XIII e XIV secolo; la notevole cupola a ombrello del soffitto è dipinta con figure di Santi. All'interno è inoltre conservata una buona parte del corredo scultoreo dell'epoca.[2]

Abbazia di San Giovanni Evangelista e relativa chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di San Giovanni
Particolare della cupola di San Giovanni
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di San Giovanni Evangelista.

Notevole complesso monastico benedettino, sorge immediatamente alle spalle del Duomo. La sua ricostruzione nelle forme attuali iniziò nel 1490 circa, con un progetto definitivo del 1510 di Bernardino Zaccagni, per concludersi verso il 1519. All'esterno la facciata marmorea della chiesa fu realizzata da Simone Moschino in stile tardo manierista tra il 1604 e il 1607, mentre l'interno è a croce latina con tre navate decorate da affreschi cinquecenteschi di vari autori, tra i quali spiccano Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e soprattutto il Correggio; a quest'ultimo si devono il Fregio, varie grottesche sui semipilastri, la rimarchevole lunetta del portale che porta alla sagrestia con San Giovanni e l'aquila ed in particolare la splendida Cupola affrescata nel 1520, pochi anni prima della sua Assunzione della Vergine nel vicino Duomo. Adiacente alla chiesa, il monastero ruota attorno a tre chiostri: il primo cortile presenta un colonnato in stile ionico, il secondo contiene alcune decorazioni del Correggio e nel terzo, detto chiostro di San Benedetto, sono visibili affreschi di inizio '500. Nel grande complesso monastico sono presenti anche le quattro sale dell'Antica Spezieria, risalente a prima del 1201 ma successivamente risistemata tra la fine del XVI secolo ed i primi anni del XVII.[3]

Monastero di San Paolo[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del monastero di San Paolo
Camera di San Paolo
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Monastero di San Paolo (Parma).

Monastero benedettino, è situato tra piazza Duomo e il Palazzo della Pilotta. Fu fondato nell'XI secolo come conseguenza dello spirito di riforma monastica che attraversò la città nei primi anni del nuovo millennio. Al suo interno è conservata la Camera della Badessa, stanza di pianta quadrata posta all'interno dell'appartamento privato della badessa; l'ambiente deve la sua fama al notevole affresco incentrato sul tema della dea Diana che ne decora la volta tardogotica ad ombrello e la cappa del camino, realizzato tra il 1518 ed il 1519 dal Correggio, per volere della badessa Giovanna Piacenza.[4]

Basilica di Santa Maria della Steccata[modifica | modifica wikitesto]

Esterno della basilica della Steccata
Sottarco del presbiterio della basilica della Steccata
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di Santa Maria della Steccata.

Grandioso santuario mariano sito nelle immediate adiacenze della centralissima piazza Garibaldi, è uno degli esempi più significativi in Italia di chiese a pianta centrale della prima metà del XVI secolo. Fu realizzata tra il 1521 ed il 1539 per conservare al suo interno un'immagine sacra della Vergine; l'architetto a capo dei lavori fu Giovan Francesco Zaccagni, insieme al padre Bernardino, ma il Vasari, nelle sue Vite, ne attribuisce il progetto al Bramante. L'edificio è impostato su una pianta a croce greca, con bracci posti sugli assi cardinali e chiusi da quattro grandi absidi simmetriche, intervallate da quattro cappelle quadrangolari. L'interno è decorato da affreschi di vari artisti del XVII secolo, tra i quali Michelangelo Anselmi, Girolamo Mazzola Bedoli, Jan Soens, Giovan Battista Trotti detto "Malosso" e Bernardino Gatti detto "Sojaro". Il grande sottarco del presbiterio è invece decorato con il notevole affresco delle Tre vergini savie e tre vergini stolte, capolavoro realizzato dal Parmigianino fra il 1531 e il 1539.[5]

Chiesa di San Pietro Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro Apostolo
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Pietro (Parma).

Chiesa neoclassica a navata unica, sorge sul lato ovest della centralissima piazza Garibaldi. Fu realizzata nelle forme attuali nel 1761 da Ottavio e Giovanni Bettoli seguendo un progetto dell'architetto Ennemond Alexandre Petitot, che ne disegnò in particolare la caratteristica facciata che prospetta sulla piazza e il trofeo in stucco con le chiavi e la tiara pontificia, modellato da Benigno Bossi.[6]

Chiesa di San Vitale[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di San Vitale
Interno della chiesa di San Vitale
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Vitale (Parma).

Luogo di culto dalle forme barocche sito a fianco del palazzo del Comune sull'attuale strada della Repubblica, è una delle più antiche chiese erette nel centro della città medievale. Fu completamente ricostruita a partire dal 1651 secondo i progetti di Cristoforo Rangoni detto "Ficarelli", coadiuvato dallo scultore Luca Reti, e completata nel 1676 da Domenico Valmagini. Conserva all'interno la cappella della Beata Vergine di Costantinopoli, con lo scenografico Monumento Beccaria, capolavoro della scultura in stucco del barocco emiliano.[7]

Chiesa di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di Sant'Antonio Abate
Interno della chiesa di Sant'Antonio Abate
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Antonio Abate (Parma).

Chiesa dalle forme barocche, sorge in strada della Repubblica. Fu interamente ricostruita nelle forme attuali su disegno di Ferdinando Galli da Bibbiena tra il 1712 e il 1766. All'interno presenta una caratteristica doppia volta: quella inferiore, traforata, è sovrastata da un'altra superiore affrescata con le Figure di angeli e la scena dell'Apoteosi di sant'Antonio di Gaetano Ghidetti e Antonio Bresciani.[8]

Chiesa di San Sepolcro[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Sepolcro
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Sepolcro (Parma).

Luogo di culto originariamente realizzato in stile gotico, è situata in strada della Repubblica. L'edificio fu costruito nel 1257, ma venne notevolmente modificato nei secoli: nel 1506 furono aggiunte le paraste in arenaria scolpita sulla facciata, nel 1603 fu innalzata la navata realizzandovi il pregevole soffitto ligneo a cassettoni (intagliato tra il 1613 e il 1617 da Lorenzo Zaniboni e Giacomo Triolione) e nel 1701 fu restaurata la fiancata laterale sulla via Emilia in stile neoclassico. Inoltre nel 1616 venne innalzato il campanile in stile barocco, su progetto attribuito a Giovan Battista Trotti detto "Malosso" o a Simone Moschino.[9]

Chiesa di San Francesco del Prato[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di San Francesco del Prato
Interno della chiesa di San Francesco del Prato
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Francesco del Prato.

Imponente chiesa a carattere gotico, antica sede francescana risalente al XIII secolo, sorge quasi a ridosso della cerchia urbana del centro storico, non lontano dall'abbazia di San Giovanni Evangelista. Nei secoli successivi alla sua realizzazione divenne una delle chiese più importanti della città (la sua lunghezza supera perfino quella del Duomo), ma, in seguito alle soppressioni napoleoniche di inizio '800 e fino agli inizi degli anni novanta del '900, fu adibita a carcere cittadino. Vennero aperte nuove finestre rettangolari sulla facciata, distruggendo l'antico pronao, e furono ricoperti gli affreschi gotici; la chiesa venne divisa in settori e vari piani, in modo tale da ospitare le celle carcerarie e una falegnameria nella navata centrale. In attesa di un restauro che la riporti al degno splendore, sono stati recentemente attuati alcuni interventi di parziale ripristino ed al centro dell'abside è stato ritrovato un affresco raffigurante Cristo Pantocrator attribuito a Bernardino Grossi e al suo allievo e genero Jacopo Loschi.[10]

Oratorio dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Oratorio dell'Immacolata Concezione.

Piccolo oratorio nato dall'espansione di una cappella della chiesa di San Francesco del Prato, è situato in strada Del Prato. Fu costruito nel XV secolo con pianta a croce greca e riedificato a partire del 1521 su disegno di Gian Francesco Zaccagni. L'interno ospita pregevoli affreschi di Michelangelo Anselmi e Francesco Maria Rondani, entrambi collaboratori del Correggio. L'oratorio si è salvato dalla trasformazione in carcere della chiesa di San Francesco del Prato in quanto adibito a cappella del carcere stesso.[11]

Ex chiesa di Santa Maria del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

Facciata dell'ex chiesa di Santa Maria del Carmine
Interno dell'ex chiesa di Santa Maria del Carmine
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria del Carmine (Parma).

Ex luogo di culto costruito in stile gotico, è situata in adiacenza al Lungoparma nell'attuale via Duse, nel cuore del centro cittadino. Fu costruita alla fine del XIII secolo per i frati Carmelitani, ma, in seguito alla soppressione napoleonica dei conventi decisa nel 1810, fu confiscata unitamente all'attiguo convento ed in seguito riutilizzata in svariati modi. Recentemente è stata restaurata completamente e trasformata in auditorium del conservatorio Arrigo Boito, che ne occupa l'ex convento.[12]

Chiesa di Santa Maria degli Angeli[modifica | modifica wikitesto]

Esterno della chiesa di Santa Maria degli Angeli
Navata centrale della chiesa di Santa Maria degli Angeli
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Parma).

Piccola chiesa annessa all'adiacente Monastero delle Clarisse Cappuccine, sorge al termine di strada Farini, all'angolo con lo stradone Martiri della Libertà. Fu costruita tra il 1565 ed il 1569 su progetto dell'architetto Giovanni Francesco Testa. L'edificio è preceduto all'esterno da un portico a tre fornici con archi a tutto sesto, mentre l'interno rettangolare, diviso in tre navate separate da otto colonne binate in marmo, è interamente decorato con affreschi cinquecenteschi e seicenteschi di Giovanni Maria Conti della Camera, Pier Antonio Bernabei, Sebastiano Ricci e Giovanni Battista Tinti.[13]

Principali edifici religiosi situati nel quartiere Oltretorrente[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Santissima Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Santissima Annunziata
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Santissima Annunziata (Parma).

Importante edificio religioso annesso al monastero francescano maschile, sito nella zona detta anche "Capo di Ponte" all'inizio dell'attuale strada D'Azeglio, rappresenta uno dei monumenti più significativi del Manierismo sperimentale della seconda metà del XVI secolo. La costruzione della chiesa iniziò nel 1566 su progetto di Giovan Battista Fornovo, allievo del Vignola, per volere del duca Ottavio Farnese, mentre l'adiacente chiostro fu completato solo nel 1688. La facciata è costituita da un monumentale arco di ingresso, attraverso il quale si accede al corpo centrale a pianta ellittica con dieci absidiole (cinque per lato) disposte a raggiera attorno all'aula sacra ed arricchite da opere di artisti tra i quali Luca e Giovanni Battista Reti, Biagio Martini, Giuseppe Sbravati, Sebastiano Galeotti e Giovanni Battista Tinti.[14]

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Parma).

Piccolo oratorio dalle forme barocche, sorge nella zona detta anche "Capo di Ponte" nell'attuale via dei Farnese. Fu edificata nel 1617 su progetto attribuito a Giovanni Battista Magnani quale sede della confraternita delle Stigmate di San Francesco e per accogliervi una venerata immagine della Vergine del Soccorso, ma venne modificata nel 1644 dall'architetto romano Girolamo Rainaldi. A pianta centrale, conserva la cupola affrescata da Sebastiano Galeotti con un'Assunzione ispirata a quella realizzata dal Correggio per il Duomo e, nelle cappelle laterali, due importanti dipinti di Sisto Badalocchio e Antonio Savazzini.[15]

Oratorio di Sant'Ilario[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Oratorio di Sant'Ilario.

Piccolo oratorio barocco dedicato al patrono della città, è situato all'interno del complesso storico dell'Ospedale Vecchio sull'attuale strada D'Azeglio. Fu costruito in sostituzione della chiesa dedicata a sant'Ilario posta sulla via Emilia verso Piacenza, poco fuori le mura, abbattuta per ragioni militari nel 1546 da Pier Luigi Farnese, e ristrutturato nelle forme attuali nel 1663. L'oratorio si compone di tre navate scandite da pilastri, con volte e lunette decorate a fresco da Giovanni Maria Conti della Camera tra il 1663 e il 1666.[16]

Ex Chiesa di San Francesco di Paola[modifica | modifica wikitesto]

Ex chiesa di San Francesco di Paola
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Francesco di Paola (Parma).

Ex luogo di culto dalle forme barocche, sorge in strada D'Azeglio a fianco dell'Ospedale Vecchio. La facciata, contornata da due torri dette "dei Paolotti", fu costruita nel 1689 da Carlo Virginio Draghi per i gerosolimitani e rappresenta l'unica struttura ancora oggi esistente del convento e della chiesa dei frati minimi di san Francesco di Paola, risalenti agli anni tra il 1625 ed il 1632 ma confiscati in seguito alla soppressione napoleonica del 1810. Dal 1936 il convento ospita alcuni dipartimenti dell'Università di Parma.[17]

Chiesa di Santa Croce[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Croce
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Croce (Parma).

Importante edificio religioso del 1210 e prima tappa tra le chiese arcipresbiteriane della via Francigena, sorge sull'omonimo piazzale al termine di strada D'Azeglio. L'originaria costruzione romanica era suddivisa in tre navate e terminava con un'abside semicircolare, ma subì varie modifiche nei secoli, dapprima nel 1415 e successivamente tra il 1635 e il 1666. Dell'antico edificio si conservano i capitelli sui pilastri della navata centrale e alcune tracce all'esterno. L'interno è decorato con affreschi del XVII secolo realizzati da Giovanni Maria Conti della Camera ed aiuti.[18]

Chiesa di Santa Maria del Quartiere[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di Santa Maria del Quartiere
Cupola della chiesa di Santa Maria del Quartiere
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria del Quartiere.

Chiesa dalle forme barocche, sorge all'inizio dell'omonima strada su un lato di piazzale Picelli. Fu costruita tra il 1604 ed il 1619 in una zona allora non edificata all'interno delle mura cittadine, su progetto attribuito a Giovan Battista Aleotti detto l'"Argenta", lo stesso architetto che realizzò il Teatro Farnese all'interno del Palazzo della Pilotta. La chiesa, a forma di prisma esagonale, presenta uno spazio interiore centrale dominato da una grande cupola con magnifici affreschi del Paradiso, realizzati nel 1619 da Pier Antonio Bernabei.[19]

Principali edifici religiosi situati all'esterno dell'area urbana[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia Cistercense di Valserena[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di Valserena
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di Valserena.

Ex abbazia cistercense, la sua imponente mole si eleva nelle campagne della Bassa parmense pochi chilometri a nord della città, in località Paradigna. Conosciuta anche sotto il nome di "Certosa di Paradigna" e "Abbazia di San Martino dei Bocci", viene comunemente ed erroneamente definita "La Certosa di Parma", in quanto potrebbe aver ispirato Stendhal per il suo omonimo romanzo. La sua costruzione iniziò per volere del cardinale parmigiano Gerardo Bianchi nel 1298 e terminò verso il 1385, ampliandosi e modificandosi ulteriormente nel corso dei successivi secoli. La chiesa, la cui facciata fu costruita all'inizio del '700, si sviluppa su una pianta a croce latina; la copertura a crociera delle tre navate si presenta in stile gotico lombardo, arricchita dalle tracce di affreschi cinquecenteschi. Inoltre il presbiterio è decorato da affreschi del Baglione. Fu sconsacrata in seguito alla soppressione napoleonica dei conventi del 1810 ed oggi appartiene all'Università di Parma, che vi ha realizzato il Centro studi e archivio della comunicazione (CSAC), inaugurato definitivamente al pubblico nel maggio del 2015.[20]

Certosa di San Girolamo[modifica | modifica wikitesto]

Esterno della certosa di Parma
Volta della sagrestia della certosa di Parma
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Certosa di Parma.

Grande complesso monastico dei certosini, sorge alle porte della città a nord-est, nei pressi di via Mantova. Conosciuta anche sotto il nome di "Certosa di Parma", fu fondata nel 1285 da Rolando Taverna comprendendo già una chiesa, due chiostri e le celle dei monaci all'interno di mura perimetrali esterne; tuttavia, in seguito alla parziale distruzione del complesso, tra il 1673 e il 1722 la chiesa venne ricostruita in forme barocche da Francesco Pescaroli e fu realizzato un nuovo chiostro. I monaci vi abitarono per 483 anni, fino al 1805, quando la Fabbrica Ducale dei Tabacchi di Parma vi si stabilì. Dal 1975 è sede della Scuola di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria. Ricco di opere d'arte di artisti quali Francesco Pescaroli, Alessandro Baratta, Gian Battista Natali e Ilario Spolverini, il complesso attuale comprende, oltre alla sede della polizia penitenziaria, la chiesa dedicata a san Girolamo, una sagrestia e un chiostro maggiore (entrambi del XVI secolo), ed infine un chiostro minore (del XV secolo).[21]

Pieve di San Pancrazio Martire[modifica | modifica wikitesto]

Pieve di San Pancrazio Martire
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Pieve di San Pancrazio Martire (Parma).

Chiesa parrocchiale sorta sull'antico tracciato della via Francigena, è situata nell'omonima frazione di San Pancrazio Parmense, pochi chilometri ad ovest della città lungo la via Emilia. La costruzione, sorta originariamente su una preesistente basilica romana, risale all'XI secolo, ma subì nei secoli successivi varie modifiche, soprattutto nel XVI e nel XVIII secolo. Considerata in epoca medievale tra le parrocchie cittadine, al suo interno si conservano le originarie colonne con capitelli d'epoca romana e romanica.[22]

Pieve di San Geminiano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Pieve di San Geminiano.

Chiesa parrocchiale sorta sull'antico tracciato della via Francigena, è situata nella frazione di Vicofertile, pochi chilometri a sud-ovest della città. La costruzione originaria, risalente al XIII secolo, subì importanti modifiche nei secoli, fino all'attuale aspetto romanico frutto di restauri terminati nel 1927. Conserva all'interno capitelli figurati risalenti al XII-XIII secolo ed un pregevole fonte battesimale medievale, ornato con bassorilievi raffiguranti scene religiose legate al pellegrinaggio.[23]

Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano[modifica | modifica wikitesto]

Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano (Parma).

Luogo di culto risalente all'epoca romanica, è situata nella frazione di Gaione, pochi chilometri a sud della città. L'originaria costruzione, sorta sui resti di una villa romana, risale al IX secolo, ma subì nei secoli successivi alcune modifiche, fino al restauro del 1952 che ripristinò l'assetto medievale parzialmente perduto. Contiene vari reperti archeologici di rilievo, oltre ad affreschi del XVII e XVIII secolo.[24]

Altri edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Chiese cattoliche[modifica | modifica wikitesto]

Edifici storici in ambito urbano[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Alessandro
Chiesa di Santa Cristina
Chiesa di San Giuseppe
Chiesa di San Michele
Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù

Edifici storici in ambito extraurbano[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro Apostolo a Carignano
Chiesa della Purificazione di Maria Vergine a Vicomero

Altre chiese cattoliche[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa del Beato Andrea Carlo Ferrari
  • Chiesa di San Guido Maria Conforti
  • Santuario Guido Maria Conforti
  • Chiesa del Buon Pastore
  • Chiesa del Corpus Domini
  • Chiesa del Cristo Risorto
  • Chiesa della Famiglia di Nazareth
  • Chiesa del Sacro Cuore
  • Chiesa di Sant'Andrea Apostolo in Antognano (parrocchiale)
  • Chiesa di San Bernardo degli Uberti
  • Chiesa di Sant'Evasio
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi
  • Chiesa di San Giovanni Battista
  • Chiesa di San Lazzaro
  • Chiesa di San Luca Evangelista
  • Chiesa di San Marco
  • Chiesa di Santa Maria Bianca
  • Chiesa di Santa Maria Immacolata
  • Chiesa di Santa Maria della Pace
  • Chiesa di Santa Maria del Rosario
  • Chiesa di San Paolo Apostolo
  • Chiesa di San Patrizio
  • Chiesa di San Pellegrino
  • Chiesa dello Spirito Santo
  • Chiesa delle Santissime Stimmate di Nostro Signore Gesù Cristo
  • Cappella universitaria di San Tommaso d'Aquino
  • Chiesa della Trasfigurazione di Nostro Signore

Chiese cattoliche sconsacrate[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Elisabetta
Chiesa di San Ludovico

Chiese cattoliche scomparse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese evangeliche[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa apostolica di Parma

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Cattedrale, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  2. ^ Il Battistero, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  3. ^ Storia dell'Abbazia di Parma, su www.monasterosangiovanni.com. URL consultato il 21 maggio 2015.
  4. ^ Camera di San Paolo, su www.cultura.comune.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  5. ^ Museo dell’Ordine Costantiniano della Steccata, Parma (PDF), su www.fondoambiente.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  6. ^ Cronologia illustrata, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  7. ^ Chiesa di San Vitale, su turismo.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  8. ^ Chiesa di Sant'Antonio Abate, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  9. ^ Chiesa di San Sepolcro, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  10. ^ Parma Chiesa di San Francesco del Prato, su www.flickr.com. URL consultato il 21 maggio 2015.
  11. ^ Chiesa di San Francesco al Prato e Oratorio della Concezione, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  12. ^ Auditorium del Carmine, su www.cultura.comune.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  13. ^ Chiesa di S. Maria degli Angeli Monastero Clarisse Cappuccine, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  14. ^ Chiesa della Santissima Annunziata, su www.diocesi.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  15. ^ Oratorio di Santa Maria delle Grazie, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  16. ^ L'Ospedale nel sec. XVII° e l'Oratorio di S. Ilario, su www.parmaelasuastoria.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  17. ^ Ex chiesa di San Francesco di Paola già Torre dei Paolotti, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  18. ^ Parma, Chiesa di Santa Croce, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  19. ^ Chiesa di Santa Maria del Quartiere, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  20. ^ Certosa di Paradigna o Valserena, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  21. ^ La Certosa di Parma, su www.informagiovani-italia.com. URL consultato il 21 maggio 2015.
  22. ^ San Pancrazio, Pieve di San Pancrazio, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  23. ^ Vicofertile, Pieve di San Geminiano, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  24. ^ Gaione, Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 21 maggio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]