Chiesa di San Sepolcro (Parma)

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Chiesa di San Sepolcro
928ParmaSSepolcro.JPG
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Località Parma-Stemma.png Parma
Religione cristiana cattolica di rito romano
Titolare santo Sepolcro
Diocesi Parma
Stile architettonico barocco e neoclassico
Inizio costruzione 1275
Completamento 1701

Coordinate: 44°48′00.27″N 10°20′09.25″E / 44.800075°N 10.335903°E44.800075; 10.335903

La chiesa di San Sepolcro si trova a Parma, in strada Repubblica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa venne eretta nel 1275 sul sito di un precedente edificio sacro risalente almeno al 1136. L'edificio venne notevolmente modificato nel 1506, con l'aggiunta in facciata di paraste in arenaria scolpita, nel 1603, con l'alzamento della navata e la realizzazione del soffitto ligneo a cassettoni, e nel 1701, quando la fiancata destra (lungo la via Emilia) venne restaurata in stile neoclassico.

Campanile

La chiesa è a navata unica, con cinque cappelle per lato più due ai lati dell'abside. Il campanile di stile barocco venne realizzato nel 1616 su progetto attribuito al Malosso o a Simone Moschino; la sua cuspide venne alzata nel 1753.

Annesso al tempio è l'ex monastero dei Canonici Regolari Lateranensi, che dal 1257 al 1798 officiarono la chiesa: l'assetto attuale dell'edificio risale al 1493-1495, quando l'architetto Ziliolo da Reggio realizzò il chiostro rinascimentale, con colonne e capitelli scolpiti da Antonio Ferrari d'Agrate. Nel 1566 i cardinali Alessandro Farnese e Alessandro Sforza ottennero per il monastero il titolo di abbazia.

Dopo la soppressione dei canonici (1798), la chiesa venne affidata al clero diocesano mentre gli altri ambienti vennero alienati dallo Stato: l'abbazia venne riacquistata dal frate domenicano Eugenio Porta e trasformata in conservatorio per le fanciulle povere, la cui gestione venne affidata alle Maestre Luigine di Rosa Orzi (congregazione poi confluita in quella delle imeldine di Bologna).

L'organo a canne della chiesa, situato nella parte terminale della parete sinistra della navata, venne costruito nel 1656 da Girolamo Tortona ed ampliato da Giuseppe Serassi nel 1789. Riformato secondo i nuovi canoni organistici nel 1925 da Pietro Gazza, nel 2005 è stato oggetto di un radicale intervento di restauro e ripristino della configurazione settecentesca da parte di Daniele Giani. Dispone di 28 registri su manuale unico e pedaliera, con trasmissione integralmente meccanica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., San Sepolcro si adegua alle esigenze della liturgia, Tipolitografia Benedettina Editrice, Parma 1997.
  • Pier Paolo Mendogni, Parma: nuova guida artistica, Silva Editore, Parma 2005, ISBN 88-7765-125-3.

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