Chiesa di San Martino (Parma)

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Chiesa di San Martino
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
LocalitàCoat of arms of Parma.svg Malandriano, frazione di Parma
Religionecristiana cattolica di rito romano
Titolaresan Martino di Tours
Diocesi Parma
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneentro l'XI secolo
Completamentofine del XVII secolo

Coordinate: 44°44′35.3″N 10°22′31.5″E / 44.743139°N 10.375417°E44.743139; 10.375417

La chiesa di San Martino, nota anche come pieve di Malandriano, è un luogo di culto cattolico dalle forme barocche, situato in strada Bassa Nuova 129 a Malandriano, frazione di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La pieve romanica originaria fu costruita in epoca ignota. Alcuni storici la identificano nella plebe Sancti Martini quae dicitur ad Casale Parencianum, assegnata nell'877 dal vescovo Guibodo ai canonici del Capitolo della Cattedrale di Parma; gli studi più recenti, tuttavia, tenderebbero a escludere tale ipotesi, poiché più probabilmente l'edificio menzionato si trovava più a nord, nella zona di Cortile San Martino.[1]

L'edificio fu forse nominato nel 1005 nell'Ordo Archipresbiterorum Plebium voluto dal vescovo Sigifredo II, anche se anche in questo caso la corrispondenza non è universalmente riconosciuta.[1]

La prima testimonianza certa della sua esistenza risale al 1141, quando la pieve fu citata in una bolla del papa Innocenzo II tra i beni appartenenti al Capitolo della Cattedrale di Parma.[2]

Nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma del 1230 la plebs de Malandriano risultava dipendente direttamente dall'autorità episcopale di Parma.[1]

Verso la fine del XVII secolo la chiesa, profondamente degradata, fu quasi completamente ricostruita in stile barocco.[1]

Negli ultimi anni del XVIII secolo l'intero edificio fu sopraelevato per realizzare la volta a botte di copertura della navata.[3]

Agli inizi del XIX secolo il campanile fu ristrutturato.[1]

Intorno alla metà del XX secolo gli interni del luogo di culto furono sottoposti a lavori di restauro, che comportarono anche il rifacimento dei pavimenti.[1]

Nel 1964 un violento temporale danneggiò la torre campanaria, che fu successivamente ristrutturata.[3]

Nel 2015 la chiesa fu sottoposta a lavori di restauro che interessarono le facciate e il tetto; fu inoltre consolidata strutturalmente l'adiacente canonica.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica affiancata da quattro cappelle, con ingresso a ovest e presbiterio absidato a est;[4] in adiacenza ai due lati si estendono la canonica e gli edifici di servizio.

La simmetrica facciata a capanna, rivestita in sasso a vista, è caratterizzata dalla presenza dell'ampio portale d'ingresso centrale, affiancato da piedritti in pietra a sostegno dell'architrave in aggetto; più in alto si apre nel mezzo un finestrone, delimitato da cornice intonacata e sormontato da una lunetta ad arco a tutto sesto; a coronamento si sviluppa un cornicione modanato in aggetto.[3]

Sul fianco nord, inglobato dalla canonica, si eleva il campanile intonacato, con cella campanaria affacciata sui quattro lati attraverso aperture ad arco a tutto sesto; in sommità si innalza la cupola quadrangolare in rame. Sul retro l'abside in pietra è scandita da lesene intonacate.[3]

All'interno la navata, coperta da una volta a botte decorata con affreschi, è affiancata da una serie di lesene dipinte coronate da capitelli dorici, a sostegno del cornicione perimetrale in aggetto; ai lati si aprono attraverso ampie arcate a tutto sesto le cappelle,[3] due delle quali sono delimitate da portali in marmo; uno di questi ultimi si apre sul battistero.[1]

Il presbiterio absidato, preceduto dall'arco trionfale retto da pilastri, ospita, all'interno di una cornice settecentesca, la pala d'altare seicentesca raffigurante San Martino, copia di un originale dipinto da Jusepe de Ribera.[1]

Il luogo di culto conserva inoltre altri dipinti seicenteschi[1] e arredi in gran parte settecenteschi.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Fallini, Calidoni, Rapetti, Ughetti, p. 52.
  2. ^ Affò, p. 350.
  3. ^ a b c d e f Chiesa di San Martino "Malandriano, Parma", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 28 marzo 2018.
  4. ^ a b Le pievi della pianura, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 20 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo secondo, Parma, Stamperia Carmignani, 1793.
  • Marco Fallini, Mario Calidoni, Caterina Rapetti, Luigi Ughetti, Terra di pievi, Parma, MUP Editore, 2006, ISBN 88-7847-021-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]