Vicofertile

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vicofertile
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.svg Parma
Comune Parma-Stemma.png Parma
Territorio
Coordinate 44°47′07.2″N 10°15′32.2″E / 44.785333°N 10.258944°E44.785333; 10.258944 (Vicofertile)Coordinate: 44°47′07.2″N 10°15′32.2″E / 44.785333°N 10.258944°E44.785333; 10.258944 (Vicofertile)
Altitudine 77 m s.l.m.
Abitanti 1 654[2]
Altre informazioni
Cod. postale 43126
Prefisso 0521
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vicofertile
Vicofertile

Vicofertile è una frazione del comune di Parma, appartenente al quartiere San Pancrazio.

La località è situata 6,31 km a sud-ovest della città.[1]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Vicofertile sorge in posizione pianeggiante sulle rive del canale Naviglio, che scorre nel territorio compreso tra il fiume Taro e il torrente Baganza.[3]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La località, detta Vicoferdulfo in epoca medievale,[4] deriva il suo nome dal latino Vicus Fertilis, ossia "luogo o terreno fertile".[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Vicofertile risultava abitata già nel Neolitico: risalgono alla metà del V millennio a.C. i resti di un piccolo villaggio e di una necropoli di 5 sepolture riferibili alla cultura dei vasi a bocca quadrata, rinvenuti durante alcuni scavi effettuati nei pressi del centro abitato; l'oggetto di maggior interesse riportato alla luce ed esposto nel Museo archeologico nazionale di Parma è una rarissima statuetta in ceramica di circa 20 cm di altezza, raffigurante una donna, probabilmente una dea in trono.[6]

In piena età del bronzo, all'incirca nella seconda metà del XVI secolo a.C., si sviluppò a Vicofertile un insediamento terramaricolo, difeso a partire dalla seconda metà del secolo successivo con un terrapieno in ghiaia; tra la fine del XV e l'inizio del XIV secolo a.C. nei pressi del primo villaggio ne sorse un altro, che continuò a essere popolato fino al XII secolo a.C.; sopravvivono soltanto alcuni resti soprattutto del secondo abitato e di una necropoli, rinvenuti durante alcuni scavi nel 1993 e nel 2009.[7]

La zona fu successivamente popolata in epoca romana, come testimoniato dalle tracce della centuriazione del territorio[8] e dal tracciato rettilineo della strada oggi nota come via Martiri della Liberazione.[9]

Durante il Medioevo la zona risultava attraversata da nord a sud dalla via Francigena, percorsa dai pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa; per questo intorno al IX secolo fu edificata all'incrocio tra le due strade la primitiva pieve.[10]

Vicoferdulfo fu menzionata con altre località nel 962 nell'atto, di dubbia autenticità, in cui l'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I di Sassonia riconobbe al vescovo di Parma Oberto l'autorità, oltre che sulla città, anche su 3 miglia di contado intorno a essa.[11] Risulta invece accertato che nel 969 lo stesso imperatore, su istanza di Oberto, assegnò al nobile Ingone e alla sua famiglia i diritti su Vicofertile, Tortiano e Stadirano.[12]

Nel 1325 le truppe del signore di Milano Azzone Visconti, alleate dei Pallavicino, attaccarono il Parmense, saccheggiando numerosi borghi, tra cui Vicofertile.[13]

Per effetto dei decreti napoleonici, nel 1806 Vicofertile fu frazionata nei tre comuni (o mairie) di San Pancrazio Parmense, San Martino Sinzano e, in minima parte, Collecchio.[3] Nel 1866 il comune di San Martino Sinzano fu sciolto e la sua quota di territorio di Vicofertile fu inglobata nel comune di San Pancrazio Parmense,[14] a sua volta soppresso e assorbito da quello di Parma nel 1943.[15]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Pieve di San Geminiano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Pieve di San Geminiano.

Edificata originariamente nel IX secolo, la pieve fu completamente ricostruita in stile romanico su un impianto a tre navate nel XIII e decorata nella facciata nel XIV; modificata a partire dal 1680 in stile barocco, fu ristrutturata tra il 1909 e il 1927 riportando in luce l'aspetto medievale, su progetto dell'architetto Lamberto Cusani, e restaurata nei primi anni 2000; la chiesa conserva ancora i capitelli scolpiti del XII-XIII secolo e il pregevole fonte battesimale medievale ornato con bassorilievi.[10]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Vicofertile sorge all'incrocio tra le rettilinee via Martiri della Liberazione, ricalcante il tracciato di un'antica strada romana proveniente da Parma, e via Roma, corrispondente alla medievale via Francigena.[9]

A servizio del paese è inoltre in funzione la stazione di Vicofertile, posta lungo la ferrovia Pontremolese.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Frazione di Vicofertile, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  2. ^ [1]
  3. ^ a b Molossi, p. 587.
  4. ^ Affò, 1792, p. 55.
  5. ^ Madregolo, su www.comune.collecchio.pr.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  6. ^ Età del Bronzo Medio e Recente, su www.archeologia.parma.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  7. ^ Parma in Pillole: 5 ritrovamenti archeologici da non dimenticare, su www.archeologia.parma.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  8. ^ I "tesori" di San Geminiano, pieve di Vicofertile – l'OFFicina parmigiana, su www.ilparmense.net. URL consultato il 25 giugno 2017.
  9. ^ a b Patitucci Uggeri, p. 99-100.
  10. ^ a b Vicofertile, Pieve di San Geminiano, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  11. ^ Affò, 1792, pp. 240-241.
  12. ^ Affò, 1792, p. 247.
  13. ^ Affò, 1795, p. 243.
  14. ^ Storia dei Comuni, su www.elesh.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  15. ^ Storia dei Comuni, su www.elesh.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  16. ^ Stazione di Vicofertile, su prm.rfi.it. URL consultato il 25 giugno 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo primo, Parma, Stamperia Carmignani, 1792.
  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo quarto, Parma, Stamperia Carmignani, 1795.
  • Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
  • Stella Patitucci Uggeri, La viabilità medievale in Italia, Firenze, All'Insegna del Giglio, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Parma Portale Parma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Parma