Pieve di San Geminiano

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Pieve di San Geminiano
Pieve di San Geminiano (Vicofertile) - facciata (2) 2018-04-21.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
LocalitàParma-Stemma.png Vicofertile, frazione di Parma
Religionecristiana cattolica di rito romano
Titolaresan Geminiano
Diocesi Parma
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneXIII secolo
Completamento1930

Coordinate: 44°47′05.31″N 10°15′28.07″E / 44.784808°N 10.257797°E44.784808; 10.257797

La pieve di San Geminiano, nota anche come pieve di Vicofertile, è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche situato in via Roma 86 a Vicofertile, piccola frazione alle porte di Parma; appartiene al gruppo delle pievi parmensi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'originario luogo di culto, sviluppato su una pianta a tre navate con abside centrale, fu edificato probabilmente nel IX secolo; di esso si conservano solo le antiche fondamenta.[1]

All'inizio del XIII secolo la chiesa, collocata lungo la via Francigena, fu completamente ricostruita mantenendo l'impianto originario,[1] ma aggiungendo due absidi al termine delle navate laterali; furono anche realizzati i pilastri a fascio interni, le arcate a tutto sesto, il portale e le finestre strombate.[2]

La pieve fu menzionata per la prima volta nel 1230 nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma.[2]

Nel XIV secolo furono compiute alcune modifiche alla facciata, cui furono aggiunti il rosone, la fascia sottogronda e i tre pinnacoli.[3]

A partire dal 1677 la chiesa fu completamente ristrutturata in forme barocche, sopraelevando i pavimenti, intonacando le pareti, sostituendo le capriate lignee di copertura con una serie di volte a crociera e aprendo ampie finestre; nel 1680 fu edificata la cappella destra dedicata al rosario e l'anno seguente fu realizzato l'altare maggiore; nel 1688 fu costruito un nuovo campanile, abbattendo l'abside al termine della navata sinistra; nel 1690 fu aggiunta la cappella sinistra intitolata all'angelo custode sul luogo della torre campanaria medievale.[2]

Tra il 1909 e il 1910 la pieve fu sottoposta a importanti lavori di ristrutturazione,[2] volti a riportare in luce il suo aspetto romanico, su progetto dell'architetto Lamberto Cusani;[4] il cantiere fu riavviato nel 1926 e completato nel 1930,[2] abbattendo le cappelle laterali seicentesche, eliminando tutti i decori barocchi e riscoprendo gli antichi capitelli romanici.[1]

Tra il 1982 e il 1983 il campanile, danneggiato da un fulmine, fu interamente restaurato.[2]

Nel 1997 fu demolita la grotta di Lourdes nella navata laterale, mentre l'anno seguente furono aggiunti un nuovo altare maggiore e l'ambone.[2]

Tra il 2004 e il 2006[2] la chiesa fu sottoposta a un intervento di restauro conservativo, riguardante la facciata, i fianchi laterali, il tetto e il campanile;[5] nel 2011 furono inoltre restaurati i basamenti dei pilastri a fascio.[2]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Facciata
Fianco nord e campanile

La pieve si sviluppa su una pianta a tre navate, con ingresso a ovest e presbiterio absidato a est;[2] il campanile si innalza in corrispondenza dell'antica abside della navata sinistra.[4]

La facciata a capanna, interamente rivestita in arenaria a fasce alternate di colorazione più scura e più chiara, è suddivisa verticalemente da lesene che si elevano su un basamento; al centro è collocato l'ampio portale d'accesso strombato, inquadrato da due piedritti e sormontato da una lunetta ad arco a tutto sesto; più in alto si apre l'ampio rosone strombato, delimitato da una larga cornice modanata in laterizio; in sommità si allungano una fascia ad archetti pensili e un motivo ad archetti intrecciati in cotto; a coronamento si ergono nel mezzo e alle due estremità tre guglie piramidali.[2]

I fianchi, rivestiti a fasce in continuità con la facciata, sono scanditi da undici lesene collegate in sommità da una serie di archetti pensili; ogni lato è illuminato da tre monofore strombate ad arco a tutto sesto.[2]

Dal retro aggettano le due absidi della navata centrale e di quella laterale destra, scandite da lesene collegate da arcate a tutto sesto; in sommità si allungano dei motivi ad archetti intrecciati in cotto. In corrispondenza dell'abside sinistra, abbattuta nel 1688, si eleva su tre ordini decorati con lesene sugli spigoli il campanile barocco in laterizio; i due livelli inferiori sono illuminati da finestrelle rettangolari delimitate da cornici modanate in rilievo; la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso ampie monofore ad arco a tutto sesto, delimitate da lesene doriche; a coronamento si erge tra quattro pinnacoli una piccola cupola a base ottagonale rivestita in rame.[2]

All'interno la navata centrale, coperta da una serie di volte a crociera intonacate, è suddivisa dalle laterali da tre pilastri a fascio medievali, rivestiti con un'alternanza di mattoni e pietre;[2] i capitelli romanici in pietra, risalenti al XIII secolo, sono decorati con altorilievi, raffiguranti motivi vegetali e animali, tra cui tralci di vite, frutti, intrecci di foglie, vari uccelli, dragoni e serpenti, oltre a varie figure umane.[3] In controfacciata sopra al portale d'ingresso è collocata una lunetta in terracotta dipinta raffigurante un pellegrino, realizzata nel 1999 dallo scultore Stefano Volta.[2]

Il presbiterio medievale, lievemente sopraelevato, è chiuso superiormente da una volta a crociera costolonata databile alla fine del XV secolo; al centro è collocato l'altare maggiore del 1998 in granito bianco di Montorfano, mentre su un fianco si trova l'ambone coevo dello stesso materiale; sul fondo l'abside, illuminata da due monofore laterali ad arco a tutto sesto, accoglie un crocifisso in smalto del 1994.[2]

Al termine della navata destra l'absidiola accoglie il tabernacolo in pietra scolpita.[2]

L'elemento di maggior pregio è la vasca battesimale, che, realizzata tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII, è posizionata su un piedistallo nella prima campata della navata sinistra; costituita da un blocco unico in marmo cipollino giallo,[2] presenta una serie di altorilievi, raffiguranti cinque uomini in processione, che alludono al pellegrinaggio; vi si trovano le rappresentazioni di due uomini con ceri penitenziali, un sacerdote indicante la Trinità affiancato da un assistente che regge il Vangelo e infine un chierico che sostiene un turibolo e una croce astile.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Vicofertile, Pieve di San Geminiano, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 25 giugno 2017.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Chiesa di San Geminiano "Vicofertile, Parma", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 28 marzo 2018.
  3. ^ a b San Geminiano a Vicofertile, su www.medioevo.org. URL consultato il 17 novembre 2015.
  4. ^ a b Vicofertile, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 17 novembre 2015.
  5. ^ Pieve di S. Giminiano (Vicofertile), su www.fondazionecrp.it. URL consultato il 17 novembre 2015.
  6. ^ Vicofertile, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 17 novembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]