Viarolo

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Viarolo
frazione
Viarolo – Veduta
Chiesa di San Giorgio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Parma-Stemma.svg Parma
ComuneSissa Trecasali-Stemma.png Sissa Trecasali
Coat of arms of Parma.svg Parma
Territorio
Coordinate44°52′31″N 10°15′04.2″E / 44.875278°N 10.251167°E44.875278; 10.251167 (Viarolo)Coordinate: 44°52′31″N 10°15′04.2″E / 44.875278°N 10.251167°E44.875278; 10.251167 (Viarolo)
Altitudine42 m s.l.m.
Abitanti1 015[3]
Altre informazioni
Cod. postale43010 e 43126
Prefisso0521
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiviarolesi
Patronosan Giorgio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Viarolo
Viarolo

Viarolo ("Viaröl" in dialetto locale[4]) è una frazione di 1 015 abitanti,[1][2] divisa in due comuni dalla strada del Cornazzano:[4] Sissa Trecasali a nord e Parma a sud.

La località dista 10,01 km dal centro di Parma.[2]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Viarolo sorge in territorio pianeggiante a nord-ovest della città di Parma, sulla riva destra del fiume Taro.[5]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La località, nota in epoca medievale come Viariolo,[6] deriva il suo nome dal latino Viariolus, col significato di "situato lungo la strada".[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca altomedievale il territorio di Viarolo costituiva un manso della corte longobarda di Palasone, che fu in buona parte donata nel 942 ai canonici del Capitolo della Cattedrale di Parma.[7] La prima testimonianza dell'esistenza del borgo di Viariolo risale tuttavia al 980, quando fu menzionato tra le località su cui l'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone II di Sassonia confermò i diritti ai canonici.[8]

I diritti feudali furono confermati anche nel 996 da parte dell'imperatore Ottone III di Sassonia[9] e nel 1000 da parte della contessa Ferlinda.[10]

Nel 1049 Gisla, nipote di Attone de Comitatu Parmensi, donò al Capitolo della Cattedrale di Parma tutte le terre di sua proprietà situate a Palasone e Viarolo.[11]

Probabilmente in quegli anni nel villaggio fu costruita una fortificazione difensiva a presidio del guado sul fiume Taro, per la prima volta nominata, insieme al maniero di Palmia, nel 1054, nell'atto di vendita da parte di Alberto da Viarolo, figlio di Magnifredo, al suo familiare Rodolfo da Viarolo; nello stesso documento fu menzionata anche la primitiva cappella di San Giorgio di Viarolo.[12]

Nei dintorni del borgo fu combattuto nel 1266 uno scontro tra i guelfi parmigiani e i ghibellini seguaci di Oberto II Pallavicino, che furono sconfitti e arrestati.[13]

Nel 1295 il castello, nel frattempo ampliato e trasformato in bastia,[14] fu distrutto durante gli scontri tra le opposte fazioni;[15] due anni dopo il Comune di Parma decretò di non ricostruire più alcuna fortificazione a Viarolo.[16]

Nel 1325 le truppe del signore di Milano Azzone Visconti, alleate dei Pallavicino, attaccarono il Parmense, saccheggiando i borghi di Vicofertile, Vigolante, Madregolo, Bianconese, Fontevivo, Fraore, Baganzola, Vicomero, Pietrabaldana, Collecchio, San Martino Sinzano, Felino, Medesano e Borgo San Donnino; il borgo di Viarolo fu depredato e dato alle fiamme; si salvò dalla distruzione soltanto un edificio appartenente ai frati umiliati.[17]

Nel luglio del 1403, durante gli scontri che opposero i Rossi e i Terzi, gli uomini di Ottobuono, guidati da Bartolomeo Gonzaga e Giacomo dalla Croce, saccheggiarono ferocemente Viarolo e molte terre rossiane;[18] il borgo fu nuovamente depredato in agosto dalle truppe del marchese di Ferrara Niccolò III d'Este, chiamato a Parma da Pier Maria I de' Rossi,[19] e ancora il 1º settembre da Ottobuono, che diede alle fiamme l'abitato e catturò molti prigionieri.[20]

In seguito la contea di Viarolo fu assegnata in feudo ai Cerati; nel 1492 ne risultava insignito il conte Gian Carlo.[21]

Nel XVII secolo i diritti furono acquisiti dai marchesi Lalatta,[4] ai quali subentrarono i Bravi nella seconda metà del secolo; dopo alcuni anni l'ultima erede della casata, Virginia, sposò Paolo Camillo Bajardi, che ereditò il titolo comitale dalla famiglia della moglie.[22]

L'ultimo conte di Viarolo fu Arteserse Bajardi,[23] che fu costretto a rinunciare ai diritti feudali a causa della loro abolizione sancita da Napoleone nel 1805 nell'ex ducato di Parma e Piacenza.[24] L'anno seguente il territorio di Viarolo fu diviso tra i due comuni di Golese e Trecasali, seguendo come linea di confine la strada del Cornazzano.[4]

Le risaie, che fino agli inizi del XIX secolo caratterizzavano il territorio, furono successivamente trasformate in campi coltivati a prato, che favorirono la crescita economica e demografica del paese; col tempo vi furono edificati vari caseifici per la produzione del Parmigiano Reggiano,[14] ma lo sviluppo si verificò soprattutto nella porzione settentrionale dell'abitato.[4]

Da un punto di vista amministrativo, il comune di Golese fu soppresso nel 1943 e annesso a quello di Parma;[25] il comune di Trecasali, invece, si fuse il 1º gennaio del 2014 con quello di Sissa nel nuovo comune di Sissa Trecasali.[26]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giorgio
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giorgio (Parma).

Menzionata per la prima volta nel 1054, la chiesa medievale dedicata a san Giorgio martire, dipendente dall'abbazia di San Michele della Chiusa, divenne sede di parrocchia della diocesi di Parma dopo il 1564; completamente ricostruita in stile barocco nei primissimi anni del XVIII secolo, fu decorata internamente intorno al 1960; il luogo di culto conserva varie opere di pregio, tra cui la pala d'altare raffigurante San Giorgio che uccide il drago, dipinta nel XVII secolo da Francesco Monti detto "il Brescianino".[27][28]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Edificato a presidio del guado sul fiume Taro entro l'XI secolo, il castello fu alienato nel 1054 da parte di Alberto da Viarolo al suo familiare Rodolfo da Viarolo; trasformato successivamente in bastia, fu distrutto nel 1295 durante gli scontri tra guelfi e ghibellini e non più ricostruito per decisione del Comune di Parma.[15]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Gli ultimi giorni di luglio si svolge ogni anno nella località di Cornazzano, non lontana da Vicomero, l'antica "Fiera agricola del Cornazzano", accompagnata da numerosi eventi collaterali.[29]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Posta lungo la strada provinciale 10, fra il 1893 e il 1939 Viarolo era servita da due fermate della tranvia Parma-San Secondo-Busseto, esercita a vapore, che percorreva tale direttrice stradale.[30]

Il collegamento pubblico con Parma è da allora svolto mediante autoservizi gestiti da TEP.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio del paese si chiama Viarolese A.S.D. e milita nel campionato di Promozione.[31]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Frazione di Viarolo, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 18 giugno 2017.
  2. ^ a b c La Frazione di Viarolo, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 18 giugno 2017.
  3. ^ [1][2]
  4. ^ a b c d e f Le dieci frazioni golesane, su arcigolese.altervista.org. URL consultato il 17 giugno 2017.
  5. ^ Zuccagni-Orlandini, p. 469.
  6. ^ Paltrinieri, p. 104.
  7. ^ Brevissima storia di Sissa, su prolocosissa.jimdo.com. URL consultato il 19 giugno 2017.
  8. ^ Affò, 1792, p. 363.
  9. ^ Affò, p. 371.
  10. ^ Affò, 1792, p. 376.
  11. ^ Affò, 1793, p. 61.
  12. ^ Affò, 1793, p. 324.
  13. ^ Affò III, 1793, p. 275.
  14. ^ a b Viarolo, su www.comune.sissatrecasali.pr.it. URL consultato il 19 giugno 2017.
  15. ^ a b Viarolo [collegamento interrotto], su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 19 giugno 2017.
  16. ^ Affò, 1795, p. 112.
  17. ^ Affò, 1795, pp. 243-244.
  18. ^ Pezzana, 1842, p. 33.
  19. ^ Pezzana, 1842, p. 38.
  20. ^ Pezzana, 1842, p. 40.
  21. ^ Pezzana, 1859, p. 81.
  22. ^ Bajardi Paolo Camillo, su www.parmaelasuastoria.it. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
  23. ^ Bajardi Artaserse, su www.parmaelasuastoria.it. URL consultato il 19 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
  24. ^ L'eredità napoleonica. Il Codice (PDF), su www.treccani.it. URL consultato il 19 giugno 2017.
  25. ^ Storia dei Comuni, su www.elesh.it. URL consultato il 20 giugno 2017.
  26. ^ Storia dei Comuni, su www.elesh.it. URL consultato il 20 giugno 2017.
  27. ^ Chiesa di San Giorgio, su www.comune.sissatrecasali.pr.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  28. ^ Chiesa di San Giorgio "Viarolo, Parma", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  29. ^ Lorenzo Sartorio, Torna la fiera del Cornazzano: cucina e giochi d'altri tempi, in www.gazzettadiparma.it, 21 luglio 2014. URL consultato il 20 giugno 2017.
  30. ^ Ogliari, Sapi.
  31. ^ Viarolese, su www.tuttocampo.it. URL consultato il 18 aprile 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo primo, Parma, Stamperia Carmignani, 1792.
  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo secondo, Parma, Stamperia Carmignani, 1793.
  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo terzo, Parma, Stamperia Carmignani, 1793.
  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo quarto, Parma, Stamperia Carmignani, 1795.
  • Francesco Ogliari, Franco Sapi, Ritmi di ruote. Storia dei trasporti italiani, volume 10° - Emilia-Romagna, Milano, a cura degli autori, 1966.
  • Vincenzo Patrinieri, Toponomastica parmense ed altri studi sul dialetto delle province parmensi, Parma, Crisopoli, 1934.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quinto, Parma, Reale Tipografia, 1859.
  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, Italia superiore o settentrionale Parte VI, Firenze, presso gli Editori, 1839.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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