Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano (Parma)

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Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano
Pieve di Gaione.jpg
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Località Parma-Stemma.png Gaione, frazione di Parma
Religione cristiana cattolica di rito romano
Titolare santi Ippolito e Cassiano
Diocesi Parma
Stile architettonico romanico
Inizio costruzione XI secolo

Coordinate: 44°45′25.24″N 10°17′21.3″E / 44.757011°N 10.28925°E44.757011; 10.28925

La pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, nota anche come pieve di Gaione, è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche situato accanto al torrente Cinghio a nord del parco della neoclassica Villa Paganini, in viale Don Aldo Bernardi 18 a Gaione, piccola frazione alle porte di Parma; appartiene al gruppo delle pievi parmensi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'originario luogo di culto fu edificato, sui resti di una struttura[1] di epoca romana, fra il VII e l'VIII secolo; di esso si conservano i resti di un piccolo altare, realizzato riutilizzando antichi mattoni romani.[2]

Nel corso dell'XI secolo la chiesa fu completamente riedificata in forme romaniche, su una pianta a tre navate terminanti in tre absidi sul lato orientale.[3]

Tra il XVI ed il XVII secolo la pieve fu sottoposta a una serie di lavori che ne mutarono profondamente la struttura; furono infatti demolite le tre absidi, sostituite in corrispondenza della navata principale da un presbiterio di forma rettangolare, e furono edificati i corpi di fabbrica ad est, compresa la canonica; inoltre furono realizzate nella navata centrale le arcate in muratura a sostegno della copertura lignea, in sostituzione delle antiche capriate.[3]

Nel XIX secolo fu edificata la cappella sul fianco settentrionale, mentre fu ingrandita la canonica addossata al presbiterio.[3]

Nel 1952 la chiesa fu sottoposta a complessi lavori di ristrutturazione, volti a riportarne in luce l'aspetto medievale; per questo furono completamente riedificati parte del transetto e l'abside principale, addossato ad esso, oltre al campanile ed al fianco destro d'ingresso; furono riscoperti il basamento rotondo della vasca battesimale romanica, in corrispondenza della prima campata della navata sinistra, ed i resti dell'edificio originario.[2]

Nel 2003[4] la chiesa fu sottoposta ad un nuovo restauro conservativo, volto alla valorizzazione dei reperti archeologici; l'intera pavimentazione fu rimossa fino allo strato originario per la realizzazione degli impianti di riscaldamento ed in seguito mantenuta ad un livello più basso, con lo scopo di mettere in luce le antiche basi dei pilastri; nello stesso periodo furono inoltre restaurati gli affreschi posizionati sulla sommità delle pareti delle tre navate, risalenti al XVII ed al XVIII secolo.[5]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La pieve si sviluppa su tre navate, con l'ingresso principale rivolto a ovest e il presbiterio absidato a est; un secondo ingresso è collocato sul fianco meridionale, mentre sul lato opposto si apre una cappella laterale.

La facciata a salienti, dai tratti tipicamente romanici, è molto semplice e rivestita, come il resto della chiesa, in pietra; il lato sinistro, conservatosi maggiormente intatto, presenta ancora i conci squadrati della muratura originaria.[2]

All'interno, la chiesa è rivestita in muratura a vista; i grossi pilastri medievali cilindrici, che presentano un'ordinata alternanza di mattoni e pietre, sostengono capitelli cubici e dividono con cinque arcate la navata centrale, più ampia, da quelle laterali. In sommità la copertura il legno a vista è sorretta da quattro arcate in muratura in corrispondenza dei pilastri.[2]

La zona presbiteriale, più recente, si distingue per il rivestimento in intonaco ed il pavimento posizionato ad un livello leggermente rialzato, in cui risultano affogati i basamenti delle tre absidi originarie; una struttura in vetro mostra nella zona centrale la pavimentazione originaria, all'interno dell'antica abside principale.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ probabilmente una villa
  2. ^ a b c d e Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a Gaione, su www.romanico-emiliaromagna.com. URL consultato il 17 novembre 2015.
  3. ^ a b c Gaione, Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, su www.cattedrale.parma.it. URL consultato il 17 novembre 2015.
  4. ^ Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano - Gaione (PR), su www.bordirossizarotti.it. URL consultato il 17 novembre 2015.
  5. ^ Pieve di Gaione, su www.fondazionecrp.it. URL consultato il 17 novembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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