San Donato (Parma)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
San Donato
frazione
San Donato – Veduta
Chiesa di San Donato
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Parma-Stemma.svg Parma
ComuneCoat of arms of Parma.svg Parma
Territorio
Coordinate44°47′59″N 10°23′41.4″E / 44.799722°N 10.394833°E44.799722; 10.394833 (San Donato)Coordinate: 44°47′59″N 10°23′41.4″E / 44.799722°N 10.394833°E44.799722; 10.394833 (San Donato)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale43122
Prefisso0521
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Donato
San Donato

San Donato, comune autonomo fino al 1870 con il nome di San Donato d'Enza, è una piccola frazione del comune di Parma, appartenente al quartiere San Lazzaro.

La località è situata 7,14 km a est del centro della città.[1]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione sorge in posizione pianeggiante tra le campagne coltivate ai margini orientali di Parma.[2][3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di San Donato fu citato per la prima volta nel 969 in un testamento;[4] quattro anni dopo l'originaria cappella di San Donato fu ceduta, insieme a numerose terre nei dintorni, al Capitolo della Cattedrale di Parma da parte di Felice da Beneceto, vassallo del vescovo,[5] che nel 962 era stato investito dall'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I di Sassonia dell'autorità, oltre che sulla città, su 3 miglia di contado intorno a essa.[6]

Nel 1418 il borgo fu depredato, insieme ad altre località dei dintorni di Parma, dalle truppe del duca di Milano Filippo Maria Visconti durante gli scontri col marchese di Ferrara Niccolò III d'Este per il possesso della città.[7]

Nel 1622, il duca di Parma Ranuccio I Farnese lasciò in eredità al figlio Odoardo la signoria su numerose terre, estese in particolare tra il Cornocchio, Fognano e San Donato.[8]

Nel 1698 il feudo di San Donato fu assegnato al marchese Ottavio Paolo Lalatta dal duca di Parma Francesco Farnese;[9] la casata ne mantenne i diritti fino alla loro abolizione sancita da Napoleone nel ducato di Parma e Piacenza nel 1805.[10][11]

Nel 1806, per effetto del decreto Nardon, San Donato fu elevata a sede di comune (o mairie),[3] che nel 1863 fu ribattezzato col nome di San Donato d'Enza, ma nel 1870[12] fu sciolto e aggregato a Marore nel nuovo comune di San Lazzaro Parmense, a sua volta cessato nel 1943.[13]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Donato[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Donato
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Donato (Parma).

Edificata originariamente in epoca altomedievale, la cappella di San Donato fu donata nel 973 al Capitolo della Cattedrale di Parma; divenuta sede parrocchiale autonoma entro il 1564, fu parzialmente ricostruita nel corso del XVII secolo e profondamente modificata in forme neoclassiche tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX; restaurata a più riprese nella seconda metà del secolo, fu decorata in stile neogotico nella facciata nei primi anni del XX. La chiesa, affiancata da due cappelle laterali per parte, conserva la torre campanaria cinquecentesca in pietra.[5][4]

Oratorio di San Lorenzo[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio di San Lorenzo e canonica
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Oratorio di San Lorenzo (Parma).

Menzionato per la prima volta nel 1145, l'oratorio, dipendente originariamente dall'abbazia di San Giovanni Evangelista di Parma, passò agli inizi del XVIII secolo sotto la diretta giurisdizione del vescovo di Parma e nel 2010 fu affidato in gestione ai cavalieri templari; la piccola cappella, dalle forme gotiche e neoclassiche, conserva al centro dell'abside poligonale un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna in trono con Gesù Bambino, san Lorenzo e san Giovanni Evangelista.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Frazione di San Donato, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 20 giugno 2018.
  2. ^ Molossi, p. 479.
  3. ^ a b Guido Leoni, Centri minori protagonisti della nuova qualità urbana (PDF), su servizioqualitaurbana.comune.parma.it. URL consultato il 20 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2018).
  4. ^ a b Chiesa di San Donato "San Donato, Parma", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 6 agosto 2018.
  5. ^ a b Affò, 1792, p. 248.
  6. ^ Affò, pp. 240-241.
  7. ^ Pezzana, pp. 178-179.
  8. ^ Gambara, Pellegri, De Grazia, p. 702.
  9. ^ Ottavio Paolo Lalatta, su www.geni.com. URL consultato il 20 giugno 2018.
  10. ^ Nomenclatura Delle Città, Castellanze, Terre, E Ville Degli Stati Di Parma, Piacenza, E Guastalla, p. 24.
  11. ^ L'eredità napoleonica. Il Codice (PDF), su www.treccani.it. URL consultato il 20 giugno 2018.
  12. ^ Storia dei Comuni, su www.elesh.it. URL consultato il 20 giugno 2018.
  13. ^ Storia dei Comuni, su www.elesh.it. URL consultato il 20 giugno 2018.
  14. ^ Oratorio di San Lorenzo "San Donato, Parma", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 20 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nomenclatura Delle Città, Castellanze, Terre, E Ville Degli Stati Di Parma, Piacenza, E Guastalla, Parma, Dalla Stamperia Imperiale, 1805.
  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo primo, Parma, Stamperia Carmignani, 1792.
  • Lodovico Gambara, Marco Pellegri, Mario De Grazia, Palazzi e casate di Parma, Parma, La Nazionale Tipografia, 1971.
  • Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Parma Portale Parma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Parma