Gaione

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Gaione
frazione
Gaione – Veduta
Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.svg Parma
Comune Parma-Stemma.png Parma
Territorio
Coordinate 44°45′29.77″N 10°17′25.12″E / 44.75827°N 10.29031°E44.75827; 10.29031 (Gaione)Coordinate: 44°45′29.77″N 10°17′25.12″E / 44.75827°N 10.29031°E44.75827; 10.29031 (Gaione)
Altitudine 91 m s.l.m.
Abitanti 979[2]
Altre informazioni
Cod. postale 43124
Prefisso 0521
Fuso orario UTC+1
Cod. catastale L870
Patrono sant'Ilario e santi Ippolito e Cassiano
Giorno festivo 13 gennaio e ultima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gaione
Gaione

Gaione è una frazione del comune di Parma, appartenente al quartiere Vigatto.

La località è situata 6,07 km a sud-ovest della città.[1]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La località, attraversata dal torrente Cinghio, è situata nella zona pianeggiante compresa tra i torrenti Baganza e Parma.[3]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La località deve tradizionalmente il suo nome al cittadino romano Galionius, inviato a colonizzare la zona nel 182 a.C..[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo insediamento umano nella zona di Gaione risale al Neolitico: nei pressi del torrente Cinghio si trovano infatti le tracce di un piccolo abitato e di 12 sepolture riferibili alla cultura dei vasi a bocca quadrata del V millennio a.C..[5]

All'interno del paleoalveo del Cinghio sorgono inoltre alcune resti di una terramara di forma pressoché quadrangolare abitata nell'età del bronzo,[6] rinvenuti durante alcuni scavi nel 1983.[3]

La zona fu poi colonizzata dai Romani, che secondo la tradizione vi fondarono un insediamento nel 182 a.C.;[4] tracce di una villa si trovano alla base della pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, edificata nell'XI secolo sui resti di un luogo di culto alto-medievale; di quest'ultimo rimangono le vestigia di un altare realizzato con mattoni romani di reimpiego.[7]

Il primo documento[8] che ufficialmente menzioni l'abitato di Gaione risale tuttavia al 941.[4] A difesa del borgo fu in seguito innalzata, accanto alla pieve, una torre, di cui si conoscono soltanto le notizie relative al 1403, quando i Sanvitale, feudatari della zona, la fortificarono, durante gli scontri per il dominio del Parmense che contrapposero Pier Maria I de' Rossi e Ottobuono de' Terzi; l'edificio fu attaccato dai Rossi e inizialmente resistette, ma capitolò l'anno seguente.[9]

In seguito all'abolizione napoleonica dei diritti feudali, Gaione fu aggregata al Comune di Vigatto, sciolto nel 1943, ricostituito nel 1952 e definitivamente assorbito da Parma nel 1962.[10]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano (Parma).

Edificata originariamente tra il VII e l'VIII secolo sui resti di una villa romana, la pieve fu completamente ricostruita in stile romanico nell'XI secolo; profondamente modificata tra il XVI e il XVII secolo, fu ristrutturata nel 1952, riportando in luce l'aspetto medievale dell'edificio, e nuovamente restaurata nel 2003; al suo interno sono visibili i rivestimenti, i pilastri, i basamenti delle tre absidi e parte della pavimentazione originari, oltre ad alcuni affreschi risalenti al XVII e al XVIII secolo.[7]

Villa Paganini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Paganini.

Edificata in stile neoclassico tra il 1820 e il 1825[11] quale residenza estiva del conte Giuseppe Castellinard unitamente al parco circostante di oltre 30 ettari, la villa fu acquistata nel 1833 da Niccolò Paganini, con l'intenzione di trascorrervi i periodi di riposo tra una tournée e l'altra; ampliata e arredata, alla morte del violinista fu ereditata dal figlio Achille, che non effettuò alcuna modifica e la lasciò infine al figlio Abramo; alienata nel 1931 al conte Ernesto Lombardo, fu da questi donata ad Antonietta Capelli, fondatrice dell'Istituto San Giovanni Battista, di cui divenne sede.[12]

Persone legate a Gaione[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La località è attraversata in direzione nord-sud dalla strada provinciale 56.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Frazione di Gaione, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 29 novembre 2016.
  2. ^ [1]
  3. ^ a b Bottazzi, Mutti, p. 135.
  4. ^ a b c Gaione, su www.giochidelle7frazioni.it. URL consultato il 20 giugno 2017.
  5. ^ Neolitico evoluto, su www.archeologia.parma.it. URL consultato il 29 novembre 2016.
  6. ^ Età del Bronzo Medio e Recente, su www.archeologia.parma.it. URL consultato il 29 novembre 2016.
  7. ^ a b Gaione, Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, su www.piazzaduomoparma.com. URL consultato il 29 novembre 2016.
  8. ^ Rogito del 3 marzo 941, per la vendita di un terreno da parte di due sorelle, Fredebunga e Suniversa, figlie di Liutardo, a Bertaldo.
  9. ^ Angeli, pp. 234-235.
  10. ^ Storia dei comuni, su www.elesh.it. URL consultato il 29 novembre 2016.
  11. ^ Villa Paganini (già Villa Gaione) 1820, su quartierevigatto.forumcircle.com. URL consultato il 29 novembre 2016.
  12. ^ Il Luogo, su www.salottorosso.andreacardinale.it. URL consultato il 29 novembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vigatto, in Parma Quartieri, vol. 5, Parma, MUP Editore, luglio 2006.
  • Bonaventura Angeli, La historia della città di Parma, et la descrittione del fiume Parma, Parma, appresso Erasmo Viotto, 1591.
  • Gianluca Bottazzi, Angela Mutti, L'insediamento dell'Età del Bronzo di Gaione (Parma) (PDF), in Preistoria Alpina - Museo Tridentino di Scienze Naturali, vol. 22, Trento, 1986.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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