Benigno Bossi (pittore)

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Benigno Bossi (Arcisate, 31 luglio 1727Parma, 4 novembre 1792) è stato un pittore italiano, noto anche come incisore e stuccatore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Testa d'uomo con banda

Nacque ad Arcisate[1] e le sue intenzioni di formarsi artisticamente presso il pittore Pompeo Batoni furono disattese a causa della improvvisa morte del maestro.

Bossi, assieme al padre, si recò invece in Germania, dapprima a Norimberga per affinare la sua tecnica sotto la guida di Anton Raphael Mengs e Christian Wilhelm Ernst Dietrich e poi a Dresda, dove iniziò ad operare come stuccatore prima di cimentarsi, dal 1754 in poi, nell'incisione.

Nel 1757 durante la guerra dei sette anni abbandonò la Germania per rientrare in Italia, inizialmente a Milano e definitivamente a Parma, al servizio della corte.

Le sue note incisioni, sopravvissute in buon numero, dal punto tecnico furono acqueforti, acquetinte e incisioni realizzate con il metodo Demarteau, utilizzate per la loro capacità di valorizzare il disegno a matita.

Di notevole qualità risultò la sua produzione di stucchi, tra cui quelli eseguiti nel Palazzo del Giardino e nel Palazzo di Riserva di Parma. Notevole nel palazzo del Giardino la decorazione del soffitto di una sala con 224 specie diverse di uccelli, detta appunto Sala degli Uccelli. Per i suoi fregi e medaglioni scelse lo stucco bianco e la tecnica a rilievo mitigando i caratteri secondo lo stile francese della scuola di Petitot.

La produzione pittorica, invece, è meno importante sia per numero sia per qualità. Le sue opere, a metà strada tra il Barocco e il Neoclassico, furono realizzate in varie chiese parmensi e presso il palazzo del ducale.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

(elenco non esaustivo)

  • Autoritratto
  • Presentazione nel Tempio (1755).
  • Una serie di vasi, Masquerade
  • Attributi delle stagioni (1770).
  • Figure allegoriche rappresentanti varie città
  • Una serie di incisioni ispirate dal Parmigianino, dal Correggio
  • Vignette per la stamperia di Parma

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Benigno Bossi Archiviato il 3 marzo 2014 in Internet Archive. sul Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 13 (1971)
  2. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.313

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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