Blue Monday (New Order)

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Blue Monday
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Copertina del vinile del 1983 dell'edizione statunitense
ArtistaNew Order
Tipo albumSingolo
Pubblicazione7 marzo 1983[1]
Durata7:29 (versione originale)
4:09 (versione ridotta)
GenereSynth pop[2]
Alternative dance[1]
EtichettaFactory - FAC 73[3]
Tonpress – S-534[3]
ProduttoreNew Order[4]
Registrazione1982[5]
FormatiVinile 12" e 7"[3][4]
New Order Regno Unito - cronologia
Singolo precedente
(1982)
Singolo successivo
(1983)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[6] 4.5/5 stelle
Blue Monday '88
Blue Monday 88.jpg
ArtistaNew Order
Tipo albumSingolo
Pubblicazione25 aprile 1988[7]
Durata4:07 (7")
7:10 (12")
GenereAlternative dance[1]
EtichettaFactoryFAC 73R[7]
ProduttoreNew Order, Quincy Jones[7]
FormatiVinile 7", 10", 12", cassetta, CD[7][8]
New Order Regno Unito - cronologia
Singolo precedente
(1987)
Singolo successivo
(1988)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[9] 4.5/5 stelle
Blue Monday-95
BlueMonday 95 Blauer.jpg
Copertina del vinile
ArtistaNew Order
Tipo albumSingolo
Pubblicazione24 luglio 1995[5]
Durata8:35
Album di provenienzaThe Rest of New Order
GenereAcid house[10]
Techno[10]
Synth pop[10]
EtichettaLondon
850241.1, NUOX 7[10]
ProduttoreNew Order
Registrazione1982[5]
FormatiVinile 12", cassetta, CD[5]
New Order Regno Unito - cronologia
Singolo precedente
(1995)
Singolo successivo
(1997)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[11] 2.5/5 stelle

Blue Monday è un singolo del gruppo rock/synth pop britannico New Order, pubblicato originariamente nel 1983 dalla Factory Records[3] e successivamente remixato e ridistribuito nel 1988 (sempre dalla Factory[7]) e nel 1995 (dalla London Records[10]), rispettivamente come Blue Monday '88 e Blue Monday-95. Composto dai membri della band Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris e Bernard Sumner[1], è in assoluto uno dei loro brani più celebri, divenuto col tempo un vero e proprio classico della scena club-dance mondiale ed un'opera seminale per la musica elettronica tutta[12], ispirando pure diversi artisti della scena sia indipendente che mainstream.[1][13][14] Destò una certa curiosità anche la speciale confezione per la prima edizione in vinile 12", con The Beach (un ri-arrangiamento strumentale della canzone) sul lato B, progettata dai grafici Peter Saville e Brett Wickens in modo tale da ricordare un floppy disk 5¼", con sul lato destro un codice crittografato formato da dei quadratini colorati che nasconde il titolo dei pezzi ed i nomi del gruppo e dell'etichetta discografica.[15]

Apparve in alcune edizioni in CD e musicassetta del secondo album in studio del complesso, Power, Corruption & Lies, uscito nello stesso periodo.[16]

Al suo debutto sul mercato, il pezzo ottenne un ottimo successo commerciale, entrando nelle top ten di molti Paesi in tutto il mondo. Attualmente è il singolo a dodici pollici più venduto di sempre.[17] Soltanto nel Regno Unito, vendette, contando anche le ripubblicazioni del 1988 e del 1995, 1.16 milioni di copie (delle quali 700.000 nel 1983).[18] Venne acclamato dalla critica e inserito in molte classifiche delle canzoni più belle della storia della musica.[17][19][20][21] Anche il mix del 1988 guadagnò grande fama, scalando le classifiche di numerosi Paesi e toccando addirittura la vetta in Nuova Zelanda.[22]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« They're not about Ian Curtis; we wanted it to be vague. I was reading about Fats Domino. He had a song called Blue Monday and it was a Monday and we were all miserable so I thought, "Oh that's quite apt." »

(IT)

« Non si tratta di Ian Curtis; volevamo che fosse vago. Stavo leggendo di Fats Domino. Aveva una canzone intitolata Blue Monday ed era un lunedì e eravamo tutti infelici quindi ho pensato, "Oh, è abbastanza azzeccato". »

(Peter Hook, da un'intervista del The Guardian pubblicata il 24 febbraio 2006[23])

I New Order dichiararono di aver scritto Blue Monday pensando alla delusione data dal fatto che il pubblico dei loro concerti non avesse mai chiesto un bis.[24] La canzone infatti era stata concepita come un semplice pattern ritmato che avrebbe concesso loro di ritornare sul palco, ri-accendere i sintetizzatori e lasciare che la gente ballasse. Tuttavia, mentre lo stavano scrivendo, esso si evolse in un progetto più complesso che li convinse a trasformarlo in un vero e proprio singolo discografico. Curiosamente, durante le esibizioni dal vivo, nonostante tutto il successo che ottenne, continuò ad essere eseguito soltanto come bis.[25] Alcuni elementi percussivi e melodici vennero prelevati da una precedente composizione, Video 5 8 6, del 1982, che si sarebbe poi evoluta nella canzone 5 8 6, pubblicata come quarta traccia in Power, Corruption and Lies.[26]

Secondo Bernard Sumner, quattro brani influenzarono lui e gli altri membri durante la fase di scrittura: Dirty Talk (1982) del gruppo italo disco Klein + M.B.O. per l'arrangiamento; il classico della disco music You Make Me Feel (Mighty Real) (1978) del cantante Hi-NRG Sylvester per la linea di basso con le ottave (il cui riff fu "rubato" da Peter Hook da una composizione di Ennio Morricone[23]); Our Love (1979) di Donna Summer per il ritmo e Uranium dei Kraftwerk (dall'album Radio-Activity, del 1975) per il coro sintetizzato, che venne pure campionato ed inserito nell'inttoduzione e nel finale di Blue Monday.[27][14]

Prima di prender parte alle sessioni di registrazione, il gruppo decise di realizzare delle demo elaborate tramite dei codici binari, per poter prendere dimestichezza con i nuovi programmi MIDI dei loro strumenti.[28] Per questo motivo, il pezzo fu definito un «classico del synth-pop»[29][30] e il definitivo passaggio dei New Order dal genere post-punk a quello dell'alternative dance.[31] Venne citato inoltre come uno degli esempi di stile hi-NRG applicato alla club music.[32]

Disputa con i Gerry and the Holograms[modifica | modifica wikitesto]

Blue Monday fu al centro di un dibattito controverso: alcuni musicologi infatti la accusarono di essere un palese rifacimento (con il testo ovviamente differente) di Gerry and the Holograms, canzone di quattro anni prima pubblicata come title track dell'eponimo album di debutto dell'omonima band formatasi a Manchester (stessa città di origine dei New Order[33]) per volere del musicista e conduttore radiofonico CP Lee.[34][35][36][37] Sebbene Bernard Sumner abbia smentito queste voci[38], nelle note di copertina di un'antologia del gruppo John Scott, uno dei membri, afferma:

(EN)

« Hundreds of people have asked how I feel about New Order appropriating our music. Unless I won the lottery I couldn't afford to fight the battle. It's a David versus Goliath situation to be honest. I can’t afford to have an opinion. »

(IT)

« Centinaia di persone mi hanno chiesto come mi sento per il fatto che i New Order si siano appropriati della nostra musica. A meno che non avessi vinto alla lotteria, non potevo permettermi di combattere una battaglia [legale]. È una situazione alla David contro Golia ad essere onesti. Non posso permettermi di avere un'opinione. »

(John Scott[38])

Struttura musicale[modifica | modifica wikitesto]

Rispettivamente, una drum machine Oberheim DMX e un Moog Source.

Blue Monday è aperta dal noto battito marcato in semicroma della batteria, programmato per una drum machine Oberheim DMX,[39] al quale, dopo quattro battute, si aggancia in assolvenza la melodia principale eseguita da un sequencer. Secondo alcune interviste per il documentario NewOrderStory, questa venne in realtà eseguita totalmente fuori sincrono con il ritmo, in quanto Gillian Gilbert si era dimenticata di inserire una nota nel programma dello strumento; tuttavia, questo venne reputato dalla band un felice incidente che contribuì al fascino del singolo.[40]

La sezione centrale è invece caratterizzata da una palpitante linea di basso sintetizzato, suonata da un Moog Source e sovrapposta al basso elettrico di Peter Hook grazie ad un Powertran Sequencer, costruito da Bernard Sumner[41], il quale canta in maniera piatta ed inespressiva un testo composto da una sola coppia strofe (con l'ultima smezzata in due parti da una breve sequenza di effetti sonori)[42] senza ritornello (e, in questo senso, Blue Monday è da considerarsi una hit atipica[43]). Nella lunga coda strumentale finale di quasi tre minuti ritorna il riff dell'introduzione, accompagnato da tutti gli altri strumenti che suonano insieme fino alla dissolvenza.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Bernard Sumner (qui nel 2012), l'autore del testo.
(EN)

« I don't think there is a great deal to tell behind the lyrics if I am going to be brutally honest! It was just one of those things where Barney just went for it and the rest was history. »

(IT)

« Non penso che ci sia molto da dire dietro ai testi, se posso essere brutalmente onesto! Era solo una di quelle cose che Barney si limitava a fare ed il resto era storia. »

(Peter Hook[44])

Il contenuto del testo di Blue Monday, scritto da Sumner, è criptico ed aperto a libere interpretazioni. Per alcuni è incentrato sul controllo e l'abuso all'interno di una relazione conflittuale[45], mentre per altri potrebbe essere semi-autobiografico e trattare della dipendenza da droghe del chitarrista.[46]

D'altronde il titolo non compare mai nei versi (come di consueto per le produzioni dell band[46]) e per questo circolò la leggenda, smentita dagli stessi New Order, che questo si riferisse al lunedì del 14 giugno 1983, quando l'Argentina si arrese all'Inghilterra nel conflitto per il controllo delle Isole Falkland[45]. In realtà esso venne preso da un'illustrazione all'interno del romanzo del 1973 di Kurt Vonnegut La colazione dei campioni, ovvero Addio triste lunedì (Breakfast of Champions, or goodbye blue monday), che Stephen Morris stava leggendo durante il periodo di scrittura del pezzo. In essa c'era scritto "Goodbye Blue Monday" in riferimento all'invenzione della lavatrice come risoluzione di tutti i problemi delle casalinghe.[46]

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

(EN) «The floppy disc informs the design and the colour coding was from my interest in aesthetics determined by machines. It reflected the hieroglyphic visual language of the machine world.»
(IT) «Il floppy disc informa il design e il codice a colori era il mio interesse per l'estetica determinata dalle macchine. Riflette il linguaggio visivo geroglifico del mondo della macchina».

Come accennato, la copertina originale venne disegnata dall'artista della Factory Peter Saville (in collaborazione con Brett Wickens), il quale inizialmente aveva pensato di prendere come soggetto una porzione di affresco rinascimentale. Infatti intorno al 1981, guardando la miniserie televisiva della BBC I Borgia, era rimasto talmente colpito dal Rinascimento italiano.[48] da voler tentare di portare nella grafica dell'etichetta discografica la grandezza artistica di quel momento storico. Poi però, visitando la sala prove dei New Order, venne rapito dai sintetizzatori che il gruppo utilizzava per registrare i pezzi e così cambiò idea.[48] Stephen Morris raccontò a tal proposito: «Mi ricordo che Peter entrò in sala e rimase quasi ipnotizzato, quando vide il nostro nuovo campionatore. Si trattava di un Emulator sampler, che utilizzava dei floppy disk da quattro pollici, sui quali registravamo le linee guida della canzone. Peter prese in mano un floppy e mi chiese subito se poteva avere uno di quegli affascinanti oggetti. Ecco com'è nata la copertina di Blue Monday.» Saville aggiunse: «Salii in macchina e tornai verso Londra. Mi sembrava di essere in una situazione paradossale, sul posto del passeggero c'era questo floppy che mi aveva colpito per la sua forma ed il suo design, mentre l'autoradio mi stordiva con le note dance di Blue Monday. Arrivai alla fine della M1 proprio quando la canzone terminò la sua furiosa corsa, rimasi quasi inebetito, i New Order avevano decisamente cambiato tiro ed io avevo sul sedile il simbolo di questo cambiamento. Dovevo vestire Blue Monday come se fosse stato un grande floppy disk.»[48]

Perciò il disegno finale della custodia fu una perfetta riproduzione di un floppy disk 5¼". Peculiare fu inoltre la scelta di non scriverci né il nome del gruppo né il titolo del singolo in maniera esplicita (Saville mandò direttamente il disegno alla tipografia[49]), ma di inserire, sul dorso della confezione, un codice costituito da quadratini colorati, i quali, adeguatamente decifrati attraverso una legenda stampata sul retro dell'album Power, Corruption and Lies, riportano la dicitura: "FAC 73 BLUE MONDAY AND THE BEACH NEW ORDER".[15] Queste dei New Order furono due delle quattro pubblicazioni della Factory ad avere quella tipologia di rompicapo in copertina (le altre sarebbero state Confusion, il singolo successivo, e From the Hip, album del 1984 del complesso post-punk inglese Section 25).

Dei floppy disk da 8, 5¼ (quello utilizzato come modello da Saville e Wickens) e da 3½ pollici.

Le prime stampe del vinile dodici pollici erano fustellate con un interno argentato[15], ma il loro costo era talmente elevato che per l'etichetta discografica ogni copia rappresentava una perdita di denaro.Nel libro Factory Records: The Complete Graphic Album[50] Matthew Robertson scrisse infatti che «per l'uso della fustellatura e di colori specifici, il costo di produzione di questa copertina era così alto che ogni singolo venduto fu una perdita.» Il fondatore della Factory Tony Wilson affermò di aver perso cinque pence a singolo «grazie al nostro strano sistema di contabilità»; Saville disse che «nessuno si aspettava che Blue Monday diventasse una hit e quindi nessuno si aspettava che il costo fosse un problema.»[51] Inoltre in Shadowplayers: The Rise and Fall of Factory Records aggiunse: «Sono così annoiato da questa storia. Noi non sapevamo nemmeno quante di queste copertine costose siano state fatte.»[52] Robertson scrisse che «le ristampe successive ebbero dei piccoli cambiamenti per ridurre i costi» (la fustellatura venne infatti rimpiazzata da una stampa color argento nelle ri-pubblicazioni del 1988 e del 1995).[51]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Tony Wilson (qui nel 1990), co-fondatore della Factory Records, che utilizzò gli introiti generati con la vendita di Blue Monday per aprire il club The Haçienda.[53]

Blue Monday fu distribuita nel 1983 in vinile dodici pollici dalla Factory Records e nel primo anno di pubblicazione riuscì ad entrare per ben due volte, in periodi differenti, nella Official Singles Chart: al suo debutto raggiunse infatti la dodicesima posizione, ma poi, coadiuvata anche dal successo dell'album allora in uscita, Power, Corruption and Lies, riuscì a toccare anche la nona.[54]

Il 31 marzo di quell'anno, i New Order fecero un'apparizione al Top of the Pops[55] per promuovere ulteriormente la canzone. Fatto strano per il programma televisivo, la suonarono dal vivo, sotto loro insistenza, in quanto reputavano sciocco mandarla in playback. Purtroppo però ebbero dei gravi problemi tecnici e così il risultato non fu fedele alla registrazione originale. Stephen Morris, a tal proposito, disse che «Blue Monday non è mai stato un brano facile da suonare, ma tutto è andato in malora comunque. I sintetizzatori erano malandati. Sembrava orribile».[56] Nel 1985, insieme alla successiva Thieves Like Us, fu ufficialmente pubblicata in Polonia su un vinile a sette pollici in una confezione differente, a cura della Tonpress e sotto la licenza della Factory, e riuscì a vendere 50.000 copie ed a posizionarsi al quinto posto della classifica di fine anno.[57]

Nel 1988 Quincy Jones convinse i New Order a firmare un contratto con la sua casa discografica Qwest Records e supervisionò (assieme a John Potoker) il remix del loro singolo, che uscì lo stesso anno come Blue Monday '88 (con sul lato B lo strumentale Beach Buggy)[46], ottenendo un successo ancor più grande della versione originale e toccando la terza posizione nelle classifiche britanniche, la quarta in quelle australiane e addirittura la prima nella Top Dance statunitense[58] ed in Nuova Zelanda[22]. È sulla scia di questa rinnovata popolarità che venne lanciato sul mercato, nel 1995, Blue Monday-95, un nuovo mix realizzato dal duo musicale tedesco Hardfloor, che ebbe discreta fama, entrando nella Top 20 inglese e in altre Top 100 europee.[54][59][60][61][62]

Logo originale della The Haçienda.

Vendite[modifica | modifica wikitesto]

Con i suoi sette minuti e mezzo di durata, Blue Monday è uno dei singoli più lunghi che siano riusciti a scalare la Official Singles Chart e, con 3.200.000 copie acquistate, è di fatto il brano pubblicato sul vinile a dodici pollici più venduto di tutti i tempi.[1][17] Curiosamente, a dispetto di ciò, non ha mai vinto un disco d'oro o di platino in quanto la Factory Records, essendo un'etichetta totalmente indipendente, non era iscritta all'associazione British Phonographic Industry.[63] Secondo la Official Charts Company, vendette 1.160.000 copie solo in Inghilterra, divenendo il sessantanovesimo singolo più venduto nel Regno Unito.[64] I suoi proventi vennero destinati all’apertura del celebre The Haçienda, locale di punta di Manchester e dal quale sarebbero usciti tutti quei gruppi che avrebbero formato la cosiddetta scena musicale del "Madchester".[53]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Fay Ray in una scena del videoclip di Blue Monday '88.

Un primo videoclip di una versione più corta di Blue Monday venne realizzato nel 1983. Si tratta di un collage di filmati militari dai colori solarizzati, di animazioni create al computer di forme geometriche come quadrati (uguali a quelli presenti nella copertina) e rette, di registrazioni digitalizzate a bassissima risoluzione e framerate di esecuzioni dal vivo dei New Order e di un brevi segmenti di gameplay del videogioco Zaxxon (per Apple II).[65] Durante la puntata del 4 aprile 2016 del programma televisivo della ABC Rage venne invece mostrato un altro video, in cui si vedeva la performance dei New Order in playback al Top of the Pops della BBC.[66]

Anche per Blue Monday '88 fu realizzato un video promozionale, pubblicato nel DVD dell'antologia Substance, che mostra alcuni sketch del fotografo William Wegman e del suo cane Weimaraner Fay Ray alternati ad alcune animazioni fatte a mano di Robert Breer e da alcune scene in cui i membri della band compiono alcune azioni, come camminare su una trave di legno sopra un pavimento dipinto di blu, giocare con delle maglie metalliche o stare ad osservare una sfera che ruota come un satellite attorno alle proprie teste oppure dei folioscopi.[67]

Accoglienza ed influenza[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« I go through stages of intense dislike for Blue Monday, which I'm sure every group does when they get one song they're synonymous with, but the way it keeps getting reinvented is wonderful. It seems to be one of those tracks that's timeless, which is amazing. We were using technology which could have dated like other '80s stuff, but somehow we managed to swerve it. Was that deliberate? No, everything we do is by accident. [...] Blue Monday's not a song, it's a feeling, but once people hear that drum riff they're off. People used to go mad when we didn't play it. We had a fight onstage with a DJ in Nottingham once because we wouldn't play it - which was a very New Order thing to do. As You get older and mellower you appreciate what got you where you are. We play it now because people love it. »

(IT)

« Passo per fasi di intensa antipatia per Blue Monday, che sono sicuro che ogni gruppo fa quando ottiene una canzone con la quale diventano sinonimi, ma il modo in cui continua a essere reinventata è meraviglioso. Sembra essere una di quelle tracce senza tempo, il che è sorprendente. Stavamo usando una tecnologia che poteva essere datata come quella degli altri anni '80, ma in qualche modo siamo riusciti a sviarla. È stato deliberato? No, tutto ciò che facciamo è per caso. [...] Blue Monday non è una canzone, è una sensazione, ma una volta che le persone sentono quel riff di batteria vanno fuori di testa. La gente impazziva quando non la suonavamo. Una volta abbiamo litigato sul palco con un DJ a Nottingham perché non l'avremmo suonata, il che era una cosa molto da New Order. Man mano che diventi più vecchio e più felice, apprezzi quello che ti ha portato dove sei. La suoniamo ora perché la gente la adora. »

(Peter Hook, parlando a Q magazine in occasione dell'uscita di 10001 Best Songs Ever[46])

Per il programma radiofonico Sold on Song della BBC Radio 2 «[Blue Monday] è ampiamente considerato come un legame cruciale tra la discoteca anni settanta e il boom dance/house che venne fuori alla fine degli anni Ottanta.»[63] Infatti, sebbene il synth pop fosse uno degli stili più forti della musica popolare della Gran Bretagna, il singolo, con l'incoraggiamento del manager dei New Order Rob Gretton, venne realizzato guardando alla scena club/house di New York ed al lavoro di produttori come Arthur Baker (che avrebbe inoltre collaborato con il gruppo per il successivo Confusion)[63].

In Italia, i giornalisti e critici Ezio Guaitamacchi e Luca Sofri (in foto) hanno inserito Blue Monday nelle loro classifiche musicali Mille canzoni che ci hanno cambiato la vita (2009)[68] e Playlist: 2978 canzoni di cui non potete fare a meno (2008)[69].

Il giornalista Matthew Horton della rivista NME ha scritto, in un articolo commemorativo del 14 marzo 2013, in occasione del trentesimo anniversario della pubblicazione della canzone, che: «Blue Monday ha impostato i parametri e i suoi discendenti diretti di Manchester hanno riempito lo spazio, accogliendo i battiti sequenziati nel proprio repertorio e diventando sexy. Sexy come gli Happy Mondays non potrebbero mai essere, questo è. Diffondendosi più lontano, gli artisti crossover Primal Scream, The Prodigy, LCD Soundsystem e The Chemical Brothers beneficiano tutti della fusione visionaria di Blue Monday mentre i suoi viticci continuano ad espandersi attraverso il panorama pop.»[13]

Il singolo è stato inserito nel 2010 nel libro 1001 Songs You Must Hear Before You Die: And 10,001 You Must Download (e nell'edizione aggiornata del 2015[70]), curato da Robert Dimery[71] e in molte classifiche dei migliori brani degli anni Ottanta o di sempre, redatte da riviste specializzate: per esempio Pitchfork nel 2015 l'ha collocato al quarto posto della sua lista dei duecento migliori singoli del decennio [72], Rumore al duecentoquarantunesimo della sua Rumore 300 (del 2017)[73], Uncut rispettivamente al diciannovesimo e al trentatreesimo di The 100 Greatest Singles Of The Post-Punk Era (del 2001)[74] e 100 rock and movie icons (del 2005)[75], Mojo invece l'ha messo sia tra le più belle pubblicazioni dell'epoca (nel 2007)[76] sia tra i cento più grandi singoli di sempre (nel 1997)[77], o ancora NME l'ha incluso in ben cinque sue classifiche (40 Records That Captured the Moment 1952-91, del 1992[78], The Top 100 Singles of All Time, del 2002, dove occupa la ventesima posizione[79], The 100 Best Songs of NME's Lifetime, del 2012, in cui si trova alla quinta[79], The 100 Best Songs of the 1980s, sempre del 2012, dove tocca la prima[79], e The 500 Greatest Songs of All Time, del 2014, in cui occupa l'ottava[80]) e Q in sei (100 Songs That Changed the World, del 2003, al nono posto[81], The 1001 Best Songs Ever, dello stesso anno[82], Top 20 Singles from 1980-2004, del 2004[83], 50 Greatest British Tracks, del 2005, al quarantaquattresimo[84], The Ultimate Music Collection, sempre del 2005[85], The 80 Best Records of the 80s, del 2006, al secondo[86], 50 Years of Great British Music, 10 Tracks per Decade, del 2008[87]).

Nel 1999 Stephin Merritt, leader del gruppo musicale statunitense Magnetic Fields, compilò una classifica delle sue registrazioni musicali preferite del secolo (selezionandone una per anno dal 1900 fino al 1998), nella quale inserì la canzone per rappresentare il 1983[88]. Inoltre all'artista statunitense Chynna Clugston Flores piacque così tanto all'epoca, che decise poi di intitolare la sua serie a fumetti slice of life del 2000 proprio Blue Monday.[89]

Apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008, si diede avvio alla Collector's Editions di tutti gli album dei New Order pubblicati negli anni ottanta, ripubblicati in versione rimasterizzata e con l'aggiunta di diverse tracce bonus[90]. Blue Monday e The Beach vennero così inseriti in Power, Corruption & Lies[91], mentre Blue Monday '88 e Beach Buggy in Brotherhood[92].

Le antologie del gruppo in cui il singolo è stato inserito sono:

Substance 1987, la prima antologia del gruppo in cui è presente Blue Monday.[93]

Inoltre, è comparso nelle seguenti compilation di artisti vari:

  • 1996: The Best...Album in the World...Ever! - nuova versione 12" (accorciata a 6:45)[1]
  • 2001: Mixmag B!g Tunes - versione originale 12"[1]
  • 2002: Electric Dreams - versione originale 12"[1]
  • 2008: Anthems II 1991-2009 - versione 7" del 1988 (mixata con Chime degli Orbital)[97]
  • 2011: Arkives: 1993-2010 - remix di Plastikman[98]

Utilizzo nel cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Blue Monday inaugurò la sequenza dedicata alla musica anni Ottanta della cerimonia d'apertura della XXX Olimpiade tenutasi a Londra nel 2012.[99] Seguì Pretty Vacant dei Sex Pistols e precedette Relax dei Frankie Goes to Hollywood.

Nel 1998, Blue Monday venne usata come accompagnamento musicale di uno spot dell'American Express.[100] È anche la sigla della miniserie televisiva tedesca del 2015 Deutschland 83.[101] Sebbene sia presente solo nell'edizione mandata in onda in Germania, la rete statunitense SundanceTV (co-produttrice della serie), utilizzò spezzoni della canzone per il trailer della prima stagione in inglese.[102]

Nel cinema invece, è stata prettamente sfruttata come colonna sonora per pellicole ambientate negli anni ottanta (col fine di delinearne immediatamente il tempo della narrazione), o che ne vogliono richiamare l'atmosfera[103]. Ne sono degli esempi le seguenti opere:

Utilizzo nei videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Il brano è presente nelle colonne sonore dei videogiochi FIFA Football 2005 (2005)[108], Grand Theft Auto: Vice City Stories (2006), dove viene mandato in onda dalla stazione radiofonica Wave 103[109], e Forza Horizon (2012)[110]. Il 6 novembre 2010 venne reso disponibile al download per poterlo suonare in Rock Band 3 in Basic rhythm e in una modalità PRO che si avvale dell'uso di una vera chitarra, un vero basso e un MIDI compatibile con un kit di batteria elettronica e tastiere in addizione ad un'armonia in tre parti con il coro.[111][112]

Lista delle tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris and Bernard Sumner eccetto dove indicato.[4]

Blue Monday[modifica | modifica wikitesto]

12": FAC73 (UK) (1983)[4][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday – 7:29
  2. The Beach – 7:19

7": Tonpress S-534 (Polonia) (1985)[113][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday – 7:29
  2. Thieves Like Us – 6:36 (Arthur Baker, Gilbert, Hook, Morris, Sumner)

Blue Monday '88[modifica | modifica wikitesto]

Quincy Jones supervisionò il mix di Blue Monday '88.[8]

7": FAC73-7 (UK) [8][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday '88 – 4:09
  2. Beach Buggy – 4:18

7": Qwest 7-27979 / Cassette: Qwest 4-27979 (USA) [114][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday '88 (Single Mix) - 4:10
  2. Touched by the Hand of God (Single Version) - 3:41

12": FAC73R (UK) [115][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday '88 (12" Version) – 7:09
  2. Beach Buggy – 6:52

12": Qwest 0-20869 (USA) [116][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday '88 (12" Mix) – 7:09
  2. Blue Monday '88 (Dub) – 7:16
  3. Touched by the Hand of God (Remix) – 7:02
  4. Touched by the Hand of God (Dub) – 5:30

CD: FACD73R (UK) [117][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday '88 (12-inch) – 7:09
  2. Beach Buggy (12-inch) – 6:52
  3. Blue Monday '88 (7-inch) – 4:09

Video CD: FACDV73R (UK) [118][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday '88 (12-inch) – 7:09
  2. Beach Buggy (12-inch) – 6:52
  3. Blue Monday '88 (7-inch) – 4:09
  4. Blue Monday '88 [N 3] – 4:09

Cassette: Qwest 4-27979 (Canada) [116][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday '88 (12" Mix) – 7:09
  2. Touched by the Hand of God (Single Version) – 4:10
  3. Blue Monday 1988 (Single Version) – 4:10
  4. Blue Monday 1988 (Dub version) – 7:16

Blue Monday-95[modifica | modifica wikitesto]

Blue Monday-95 venne realizzato dal duo musicale tedesco techno Hardfloor.[119]

7": NUO 7 (UK) [120][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday-95 (Hardfloor Radio Edit) – 4:16
  2. Blue Monday (Original Radio Edit)[N 4] – 4:09

12": NUOX7 (UK) [121][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday-95 (Hardfloor Mix) – 8:34
  2. Blue Monday-95 (Andrea Mix) – 8:26
  3. Blue Monday-95 (Manuella Mix) – 7:31
  4. Blue Monday-95 (Original Mix) – 7:26

CD: NUOCD 7 (UK) [122][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday-95 (Hardfloor Mix) – 8:37
  2. Blue Monday-95 (Original Mix) – 7:26
  3. Blue Monday-95 (Manuella Mix) – 7:32
  4. Blue Monday-95 (Andrea Mix) – 8:28
  5. Blue Monday-95 (Plutone Mix) – 6:29

CD: 850039.2 (Europa) [123][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday-95 (Manuela Mix) – 7:31
  2. Blue Monday-95 (Andrea Mix) – 8:28
  3. Blue Monday-95 (Hardfloor Mix) – 8:36
  4. Blue Monday-95 (Brain Mix) – 5:24

CD: 850041.2 (Europa)[124][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday-95 (Plutone Mix) – 6:29
  2. Blue Monday-95 (Starwash Mix) – 5:38
  3. Blue Monday (Original Mix) – 7:23
  4. Blue Monday-95 (Hardfloor Dub) – 8:15
  • Nota: Blue Monday (Plutone Dub), della durata di 4:46, uscì solo su vinile promozionale FAC73PL.[125]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Dall'alto a sinistra, in senso orario: Bernard Sumner, Gillian Gilbert, Stephen Morris e Peter Hook.

New Order[modifica | modifica wikitesto]

Produzione - Blue Monday[modifica | modifica wikitesto]

Produzione - Blue Monday '88[modifica | modifica wikitesto]

Produzione - Blue Monday '95[modifica | modifica wikitesto]

Posizione nelle classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Blue Monday[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche (1983) Posizione massima
Austria[126] 4
Belgio[127] 7
Francia [128] 38
Germania)[129] 2
Irlanda[61] 1
Nuova Zelanda[130] 2
Regno Unito[N 5][54] 9
Regno Unito[N 6][131] 1
Stati Uniti d'America[132] 5
Svizzera[133] 10
Classifica (1984) Posizione
Nuova Zelanda[130] 9
Classifica (1985) Posizione
Nuova Zelanda[130] 29

Blue Monday '88[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche (1988) Posizione massima
Australia[134] 4
Belgio[135] 14
Germania[136] 3
Irlanda[61] 2
Paesi Bassi[137] 5
Nuova Zelanda[22] 1
Svizzera[138] 9
Regno Unito[131][54] 1
Stati Uniti d'America[132] 68
Note
Nella Billboard Hot Dance Club Play, il singolo è arrivato al primo posto insieme al precedente Touched by the Hand of God[139].

Blue Monday '95[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1995) Posizione
Finlandia[59] 9
Germania[60] 54
Irlanda[61] 29
Regno Unito[54] 17
Svezia[62] 38

Ripubblicazioni del 2006 e del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche (2006) Posizione massima
Regno Unito[54] 73
Classifiche (2009) Posizione massima
Belgio[140] 16

Cover degli Orgy[modifica | modifica wikitesto]

Blue Monday
ArtistaOrgy
Tipo albumSingolo
Pubblicazione14 dicembre 1998[141]
Durata31:46
Album di provenienzaCandyass
GenereRock alternativo[142]
Industrial[142]
Industrial metal[144]
EtichettaWarner Bros./Reprise/Elementree[142]
ProduttoreJosh Abraham, Orgy [143], Peter Rauhofer[141]
Registrazione1998
Orgy Stati Uniti - cronologia
Singolo precedente
Stitches
(1998)
Singolo successivo
Fiction (Dreams in Digital)
(2000)
Blue Monday/Stitches
ArtistaOrgy
Tipo albumSingolo
Pubblicazione9 febbraio 1999[145]
Durata48:04
GenereMusica house[145]
Drum and bass[145][142]
EtichettaWarner Bros./Reprise/Elementree[142][141]
ProduttoreJosh Abraham, Orgy [143], Peter Rauhofer[141]
Registrazione1998
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic (Blue Monday)[146] 2.5/5 stelle
AllMusic (Blue Monday / Stitches)[147] 2.5/5 stelle

Il gruppo alternative metal statunitense Orgy registrò una cover di Blue Monday, che venne estratta come secondo singolo dal loro album di debutto Candyass e pubblicata il 14 dicembre 1998[148]. Internazionalmente fu una hit,[149] scalando molte classifiche in tutto il mondo e guadagnando l'attenzione della critica, che ne notò la fresca fusione fra la musica industrial ed il metal[150]

Descrizione e pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

In un'intervista per Billboard Magazine, il chitarrista della band Amir Derakh raccontò che mentre lui ed i suoi compagni stavano lavorando per registrare la cover, avevano pensato di «rendere giustizia all'originale Blue Monday» e che si aspettavano più critiche di quelle ottenute. Inoltre ammise che si sentirono fortunati di aver realizzato una versione del pezzo molto personale, quasi da risultare una composizione che avevano scritto loro.[151]

Amir Derakh (qui durante un concerto) dichiarò che né a lui né agli altri membri degli Orgy diede fastidio il fatto che il loro primo grande successo commerciale fosse una cover di un celebre brano degli anni ottanta.[152]

La prima pubblicazione di Blue Monday venne accompagnata da svariati remix, alcuni dei quali (sottotitolati "Club Mix 2000", dal nome di una serie di antologie popolare nei primi Duemila)[153] molto più techno[154] e destinati prettamente alle discoteche ed ai club underground[151]. Vista la popolarità acquisita, gli Orgy decisero di includere anche il loro successivo singolo, Stitches, nella seconda edizione. Con il supporto dell'etichetta discografica venne realizzato un videoclip in formato QuickTime, reso pubblico il 9 febbraio 1999[151], che godette anch'esso di un buon successo, venendo trasmesso da molte rete televisive e permettendo così alla Reprise Records di distribuire il pezzo anche su vinile[155].

Successo[modifica | modifica wikitesto]

La canzone fu mandata in onda da numerose stazioni radiofoniche di musica hard rock[152] e su MTV divenne popolarissima,[149] apparendo nelle trasmissioni 120 Minutes[151] e TRL, nella quale debuttò all'ottavo posto il 22 febbraio 1999.[156] Nelle classifiche, riuscì ad entrare nella "Commercial Alternative Cuts" della CMJ[157], in quelle Alternative, Dance e Pop di Billboard, del Time Magazine[158] e del Newsweek[159] nel 2000. Divenne per questo il trampolino di lancio per la carriera degli Orgy, come testimoniarono sia i concerti fatti all'Ozzfest[160] e al Family Values Tour[149] sia la ri-pubblicazione con Stitches.[151] La rivista Spin la inserì nella sua "Hits of the Year" del 1999[161] e alcuni critici concordarono sul fatto che essa aprì il pubblico mondiale al filone del cyberpunk, che sarebbe definitivamente esploso come moda generazionale con il film Matrix delle sorelle Lana e Lilly Wachowski, di poco tempo dopo.[162] In un'intervista per il Los Angeles Magazine, il regista, produttore e sceneggiatore statunitense Joel Gallen dichiarò che, durante la lavorazione di Non è un'altra stupida commedia americana, si pensò di usarla come commento sonoro per una scena in cui si disputava una partita di football.[163] Disse che «aveva energia» e così, alla fine, la inserì nella colonna sonora[164][165].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Blue Monday venne considerata non solo la cover «più aggressiva fatta negli anni novanta» di una canzone dei New Order[154], ma anche una di quelle che contribuirono alla rinascita della new wave, alla quale si approcciarono tanti nuovi giovani ascoltatori proprio grazie ai rifacimenti in stile gloomcore di alcuni dei suoi brani più rappresentativi, come You Spin Me Round (Like a Record) dei Dead or Alive, coverizzata dai Dope nel 2000.[166] Molti critici attribuirono il successo dell'album degli Orgy Candyass proprio al singolo in questione e alcuni già avanzarono l'ipotesi che la band sarebbe presto diventata una one-hit wonder, dubitando che sarebbe stata in grado di bissare il successo guadagnato con la canzone, tuttora considerata la loro migliore.[151][167] Porter W. Richards della rivista Sputnik trovò infatti i brani del disco più o meno tutti uguali, mentre questo balzava subito all'orecchio come qualcosa di diverso.[150]

Nel gennaio del 2000, in un'intervista per Spin Magazine, il cantante e il chitarrista dei Buckcherry, Josh Todd e Keith Nelson, non elogiarono particolarmente la cover, reputandola molto simile ai pezzi dei Nine Inch Nails e troppo «meccanica».[161] Anche Chynna Clugston Flores ne parlò male, in particolar modo perché si era creduto che la sua serie a fumetti avesse preso il titolo non dal brano dei New Order, ma da questa canzone.[168]

Lista delle tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris and Bernard Sumner eccetto dove indicato.[142]

Blue Monday[169]
  1. Blue Monday (Radio Edit) – 3:48
  2. Blue Monday (Album Version) – 4:26
  3. Blue Monday (Club 69 Mix) – 8:45
  4. Blue Monday (Club 69 Dub) – 8:14
  5. Blue Monday (Optical Vocal) – 6:33
Blue Monday/Stitches[147]
  1. Blue Monday – 4:29
  2. Blue Monday (Optical Vocal) – 6:40
  3. Stitches (Green Velvet Mix) – 6:13 (Amir Derakh, Jay Gordon, Bobby Hewitt, Ryan Shuck)
  4. Blue Monday (Club 69 Mix) – 8:43
  5. Blue Monday (Club 69 Dub) – 8:13
  6. Blue Monday (Optical Instrumental) – 6:41
  7. Blue Monday (DJ Dan Remix) – 9:32

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Orgy
Produzione

Posizione nelle classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche (1998-1999) Posizione massima
Australia[170] 36
Canada[132] 5
Germania[171] 83
Nuova Zelanda[169] 30
Stati Uniti d'America[172] 56

Apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

Musica[173]
  • Singoli:
  • Blue Monday (single) (1998)
  • Blue Monday/Stitches (1998)
  • Album:
  • Candyass (1998)
  • Antologie:
  • Big Shiny Tunes, Vol. 4 (1999)
  • Club Mix 2000 (K-Tel) (1999)
  • Family Values Tour '98 CD (1999)
  • Shades of Technology (1999)
  • The F111 House Session (2000)
  • Kerrang: Life Is Loud (2001)
  • Ultimate Teen Flick Soundtrack (2002)
  • Nevermind the Originals, Here's the Covers (2003)
  • X-Treme Rock (2003)
  • All That Alternative (2005)
Cinema e televisione[174]

Cover dei Flunk[modifica | modifica wikitesto]

Blue Monday
ArtistaFlunk
Tipo albumSingolo
Pubblicazione8 aprile 2002 (Norvegia)
3 giugno 2002 (Tutto il mondo)[175]
GenereMusica elettronica[176]
Downtempo[176]
EtichettaBeatservice
BS053 (CD)[175]
FormatiCD[175]
Flunk Norvegia - cronologia
Singolo precedente
Miss World
(2002)
Singolo successivo
On My Balcony
(2004)

Il gruppo musicale norvegese di musica elettronica Flunk registrò una cover di Blue Monday per l'album di debutto For Sleepyheads Only e la pubblicò come singolo nel 2002. Questa versione si differenzia dalle precedenti per il ritmo molto più lento, a mo' di ballata, e per il ruolo maggiormente centrale dato al testo. Anche questa riuscì a diventare una hit (l'unica della band)[177], probabilmente sulla scia del successo dei suoi predecessori. Fu pubblicata su EP (intitolato appunto Blue Monday) insieme ad uno dei suoi sette remix resi disponibili all'acquisto. Venne complessivamente ben accolta dai critici,[177] anche se Mallory O'Donnell di Stylus Magazine ebbe a dire che i Flunk «hanno soltanto messo in mostra la scarsezza della melodia» della canzone dei New Order.[178] Venne inclusa nella colonna sonora dei film A testa alta (2004), con Dwayne Johnson e diretto da Kevin Bray, e Nancy Drew (2007), di Andrew Fleming con Emma Roberts.[179]

Lista delle tracce [180][modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris and Bernard Sumner eccetto dove indicato.[175]

  1. Blue Monday – 3:55
  2. Eight Days A Freak – 3:07 (Jo Bakke, Ulf Nygaard)
  3. Blue Monday (Howard Maple Mess Up Mix) – 4:47

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Acid House Mixes By 808 State (1988)[modifica | modifica wikitesto]

Acid House Mixes By 808 State (1988)
Blue Monday 808 state.jpg.jpg
Artista808 State
Tipo albumSingolo
Pubblicazione27 settembre 2004 [181]
GenereAcid house[182]
EtichettaRephlex
CAT 806 [181]
Registrazione1988[182]
FormatiVinile 12"[181]

Nel 2004[181], la Rephlex Records del compositore Aphex Twin distribuì una versione acid house di Blue Monday realizzata nel 1988 dal gruppo di musica elettronica inglese 808 State per uno dei loro set di canzoni (in cui vi era incluso anche un remix di Confusion[183]) da suonare durante le serate "Hot Night" del night club di Manchester The Haçienda.[184] Sebbene fosse una delle più richieste nel locale alla fine degli anni Ottanta, venne considerata per molto tempo perduta fino a quando non ne vennero ritrovati i nastri originali da Graham Massey, uno dei fondatori degli 808 State, dopo aver cercato nel suo archivio musicale sotto il consiglio di Sean Booth, membro del complesso IDM Autechre.[185] Aphex Twin disse a quei tempi: «Se sei un appassionato di musica da ballo queste registrazioni sono quasi come un anello mancante. Gruppi come i New Order hanno contribuito a creare l'house, l'acid e la techno. Si tratta di un omaggio fatto ai vecchi dagli 808.»[186]

12": CAT 806 EP (UK)[182][modifica | modifica wikitesto]

  1. Blue Monday (So Hot Mix) – 7:47 (Gilbert, Hook, Morris, Sumner)
  2. Confusion (Acid House Mix) – 3:07 (Baker, Gilbert, Hook, Morris, Sumner)

Posizione nelle classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2004) Posizione
Regno Unito[187] 76

Altre cover[modifica | modifica wikitesto]

La Blue Monday dei Nouvelle Vague (qui ad Oslo nel 2007), venne ben accolta dai critici e alcuni la considerano una delle migliori tracce di Bande à part[188][189].

Dalla sua pubblicazione, numerosi altri artisti, oltre i già nominati Orgy, Flunk e 808 State, si sono cimentati nella realizzazione di una propria versione di Blue Monday[190]. Tra questi, si ricordino:

  • Il performer transgender statunitense Divine, la cui seconda registrazione del suo singolo del 1984 Love Reaction venne modellata sulla base strumentale di quello dei New Order. Per questo il produttore discografico Bobby Orlando rischiò una denuncia (poi mai andata in porto) per plagio.[191]
  • Il gruppo musicale inglese Lord Horror with the Savoy Hitler Youth Band, che la pubblicò come singolo (dal titolo Blue Monday/Cadillac Ranch) nel 1986 tramite la Savoy Entropy Records[192].
  • Il complesso new age tedesco Gregorian, che la rilesse utilizzando il canto gregoriano e la pubblicò nell'album Masters of Chant Chapter III, del 2002[193].
  • La band argentino Tanghetto, che la registrò in stile nuevo tango per il remix-album Buenos Aires Remixed, del 2005[194].
  • Il progetto di musica elettronica inglese Cosmosis, che ne realizzò una versione goa trance intitolata Re-Order ed inserita nel disco Trancendance, del 2005[195].
  • Il gruppo francese Nouvelle Vague, che la interpretò in stile bossa nova e la pubblicò nell'album Bande à part, del 2006.
  • Il progetto industrial danese Klutæ, che la registrò per il disco Hit 'n' Run del 2006[196].
  • Il complesso pop danese Swan Lee, la cui interpretazione è presente nell'antologia postuma Swan Lee – The Complete Collection 1997-2005, del 2007[197].
  • Il progetto EBM belga Absolute Body Control, che la incise e la distribuì nel 2008 come singolo (accoppiata con un'altra cover di un celebre brano synthopop, Warm Leatherette di The Normal del 1978), intitolato per l'appunto Blue Monday/Warm Leatherette[198].
  • La band new wave/synth pop australiana Real Life, che la registrò (insieme ad altre hit degli anni Ottanta) per l'album Send Me An Angel – '80s Synth Essentials, del 2009[199].
  • Il gruppo tedesco futurepop And One, che la eseguì dal vivo e la cui registrazione venne inserita come bonus track nel disco Bodypop 1½, del 2009[200].
  • Il cantante filippino Miguel Escueta, che inserì una propria cover nel suo EP Now It Starts, del 2010[201].
  • Il gruppo di musica elettronica statunitense Rabbit in the Moon, che la rifece per la raccolta del 2010 Ceremony – A New Order Tribute, contenente re-interpretazioni da parte di numerosi musicisti del panorama musicale indipendente statunitense ed europea dei pezzi più famosi dei New Order[202].
  • La mento band giamaicano The Jolly Boys, la cui cover è reperibile nell'edizione inglese del loro disco Great Expectation, del 2010[203].
  • La cantautrice inglese Låpsley, che ne realizzò una sua interpretazione per l'EP Monday, del 2014[204].
  • Il gruppo indie rock statunitense Health, che ne registrò una versione techno per la colonna sonora del film del 2016 diretto da David Leitch Atomica bionda, con Charlize Theron[205].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative
  1. ^ Alcune versioni di questa antologia presentano in allegato un intero disco con i remix di Blue Monday
  2. ^ Questa versione presenta i primi secondi di sola drum machine omessi
  3. ^ Videoclip
  4. ^ Intitolato anche come Blue Monday '88 (7-inch)
  5. ^ Official Singles Chart
  6. ^ Official Independent Chart
Fonti
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